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Di che cosa hai paura? AUDIO Le forme dei testi Jutta Richter Il testo Tutti abbiamo delle paure: di rimanere da soli al buio, degli animali, delle nostre stesse fantasie. La protagonista del brano ha paura scoprirai tu di che cosa! E vedrai anche come, a volte, una situazione difficile possa costituire un occasione per un incontro speciale. L autrice Jutta Richter, nata nel 1955, ha incominciato a scrivere fin da giovanissima e ora è una delle più famose autrici tedesche di libri per ragazzi. Vive in un vecchio castello circondata da animali, e proprio gli animali non mancano mai nei suoi libri. Nel 2007 ha vinto il premio Andersen italiano con Il gatto Venerdì. Tutto era cominciato quando l estate era ancora agli inizi: giovane, verde e infinita. Tutto era cominciato quando la nostra cantina era abitata dal Gatto delle cantine. Aveva occhi di fuoco ed era grosso come una pantera. Se ne stava 5 acquattato in fondo alla cantina, sul vecchio letto, accanto alle casse di birra di papà. Ed era sempre lì. Non dire stupidaggini! dicevano i grandi. Oppure dicevano: Tu e le tue fantasie! 10 Per mia nonna era colpa dei troppi libri che leggevo: Quella bambina finirà per rovinarsi gli occhi. Al che il papà si metteva a ridere e diceva: Ogni riccio, un capriccio. Ma tutte le volte che mi mandavano a prendere due bottiglie di 15 birra, il Gatto delle cantine era sempre lì, sul vecchio letto, a guardarmi con i suoi occhi di fuoco. Nessun altro riusciva a vederlo, eppure era lì. E io avevo paura e non volevo più andare in cantina, e mia madre diceva che ero pigra: pigra e scansafatiche. La bambina non vuole più nemmeno andare a prendere le pata20 te. un disastro con lei. Accompagnami! la pregai. Solo per questa volta. D accordo disse mia madre però così finisce che ci vado di nuovo io. E stavolta toccava a te Ma alla fine mi accompagnò. S incamminò davanti a me, aprì la 25 porta di ferro che dava sulle ripide scale della cantina e accese la luce. La lampadina con la grata attorno faceva una luce fioca: c erano troppe mosche morte nella coppa di vetro. Mia madre mi spinse avanti. Allora, dov è il tuo Gatto delle cantine? mi chiese irritata. 30 Fammelo un po vedere. E guai a te se hai raccontato una bugia Chiusi gli occhi. Non avevo nessuna voglia di guardare. Mi accorsi di avere le mani umide di sudore; sentivo il battito del mio cuore sopra il ronzio della pompa dell acqua. Là! dissi, indicando il vecchio letto. sempre là sopra. 35 Là non c è niente disse mia madre. Un bel niente! Fece tre passi in avanti. Il Gatto delle cantine soffiò. Attenta, mamma! volevo gridare, ma dalle labbra non mi uscì alcun suono. Ero come paralizzata. Muta per lo spavento. 43 5394A_1_Forme.indd 43 26/01/18 12:34

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