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I miei genitori AUDIO 5 Il testo descrittivo Feven Abreha Tekle Il testo I genitori sono le prime persone che un bambino ha accanto fin dalla nascita e rimangono figure di riferimento anche durante la vita adulta. Leggi la descrizione di un papà e di una mamma eritrei visti attraverso gli occhi della figlia. L autrice Feven Abreha Tekle (Asmara, Eritrea, 1980) è uno pseudonimo: si tratta di una giovane eritrea che ha lasciato il suo Paese per emigrare in Europa. Giunta a Lampedusa su una carretta del mare , oggi vive in una città italiana e lavora come donna delle pulizie. Ha raccontato la sua storia in un libro, mantenendo l anonimato per evitare pericoli e rappresaglie. Le descrizioni di questo brano sono ambientate in Eritrea, nella seconda metà del Novecento. Sono nata ad Asmara. Socialmente posso dire che vivevamo un esistenza abbastanza confortevole, grazie al lavoro di mio padre Abreha, anche se eravamo una famiglia numerosa: oltre a mio padre e a mia madre Alganesh, in casa vivevamo io, i miei fratelli Daniel, 5 Tesfay, Biniam, Tedros ed Esayas, il piccolino di casa, e le mie sorelle, Eden e Semhar. Se ripenso alla mia infanzia, la prima immagine che mi torna alla memoria è quella della mamma mentre cuoceva l engera, il pane eritreo, sulla piastra bollente nell angolo della cucina. Lavorava in fretta, 10 con abilità e io guardavo affascinata le sue mani scarne, rugose eppure molto belle, con lunghe dita affusolate. Donna di poche parole, la mamma aveva sempre un espressione serena e conciliante. Se i nostri sguardi si incrociavano, le sue labbra si increspavano in un sorriso che mi riempiva il cuore di gio15 ia, come un dono di immenso valore. Anche il babbo la osservava estasiato e in quegli occhi quasi rapiti si poteva leggere l amore che li univa. 20 Ero convinta che loro due, sempre vissuti insieme, fossero nati insieme. Se esisteva qualcosa di eterno, 25 nel passato e nel futuro, erano loro. Ai miei occhi di bambina, mio padre rappresenta30 va la sicurezza. Era un uomo di aspetto massiccio, sempre molto pacato. Non si affannava mai e non 35 ricordo di avere mai visto il suo viso alterato o adirato, nemmeno quando ci rimproverava. In quei casi 318 5394A_5 6 7 8_Forme.indd 318 26/01/18 13:48
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