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4 La narrazione fantasy 9. clangore: suono forte e squillante. USA IL DIZIONARIO Eragon è sconcertato , cioè: molto turbato molto arrabbiato molto spaventato Nell osservare la piccola creatura, gli sfuggì un sorriso di tenerez115 za. Tese lentamente la mano destra e toccò il fianco del drago. Un lampo di gelida energia gli trafisse la mano e gli percorse il braccio, bruciandogli le vene come fuoco liquido. Cadde all indietro, lanciando un urlo. Un clangore9 metallico gli risuonò nelle orecchie, e sentì un muto grido di rabbia. Ogni parte del suo corpo bruciava di dolore. 120 Provò a muoversi, ma non ci riuscì. Dopo quelle che gli parvero ore, il calore gli tornò formicolando nelle membra. Scosso da un tremito incontrollabile, si rimise a sedere. Aveva la mano intorpidita, le dita paralizzate. Preoccupato, si guardò il palmo della mano: al centro si stava formando un lucido ovale bianco. La pelle gli prudeva e brucia125 va come se fosse stato morso da un ragno. Il cuore gli batteva all impazzata. Eragon sbatté le palpebre, cercando di capire che cosa fosse successo. Qualcosa gli sfiorò la coscienza, come un dito carezzevole sulla pelle. Poi lo sentì di nuovo, questa volta più deciso, come un tentacolo 130 di pensiero attraverso il quale avvertiva una crescente curiosità. Era come se un muro invisibile intorno ai suoi pensieri fosse crollato, lasciandolo libero di espandersi con la mente. Impaurito, si sottrasse al contatto. Il nuovo senso svanì come se avesse chiuso gli occhi. Guardò corrucciato il drago immobile. 135 Una zampa squamosa gli grattò il fianco, e lui fece un balzo all indietro, per paura di una nuova scarica di energia, che però non ci fu. Sconcertato, accarezzò la testa del drago con la mano destra; soltanto un leggero formicolio gli pervase il braccio. Il drago gli strofinò il muso addosso, inarcando la schiena come un gatto. Eragon fece scor140 rere un dito sulla sottile membrana di un ala. Sembrava una vecchia pergamena, tiepida e vellutata, ma era ancora leggermente umida. Centinaia di vene sottili pulsavano lì dentro. Il tentacolo gli toccò di nuovo la mente, ma questa volta, invece di curiosità, provò un senso di fame vorace. Si alzò con un sospiro. Era 145 un animale pericoloso, senz ombra di dubbio, eppure aveva un aria così indifesa, lì rannicchiato sul suo letto, che il ragazzo si chiese se 234 5394A_2 3 4_Generi.indd 234 26/01/18 12:36
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