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i generi il ragazzo rimase in guardia. Poi la pietra ricominciò a squittire e a vibrare più forte di prima. Eragon lanciò un imprecazione e si vestì in fretta e furia. Non gli 75 importava quanto valesse quella pietra: l avrebbe portata lontano e seppellita. Le oscillazioni cessarono di nuovo; la pietra si acquietò. Poi ebbe un fremito, s inclinò in avanti e cadde sul pavimento con un tonfo. Eragon fece un passo verso la porta, mentre la pietra rotolava verso di lui. 80 A un tratto, sulla superficie comparve una crepa. Poi un altra, e un altra ancora. Affascinato, Eragon si chinò per osservarla, il coltello sempre stretto in pugno. In cima, dove s incontrava la ragnatela di fessure, un piccolo frammento sussultò, come se fosse in equilibrio, si sollevò e infine cadde sul pavimento. Dopo un altra serie di squittii, 85 dal foro sbucò una piccola testa nera, seguita da un bizzarro corpo contorto. In pochi istanti la creatura sgusciò del tutto fuori dalla pietra. Restò immobile per un attimo, poi guizzò verso la luce della luna. Eragon si ritrasse, sbigottito. Davanti a lui, intento a leccar via la membrana che lo ricopriva, c era un drago. Il drago era lungo appena quanto il suo avambraccio, eppure aveva 90 un aria nobile e dignitosa. Le sue squame erano blu zaffiro, lo stesso colore della pietra. Anzi, ormai era chiaro: non una pietra, un uovo. Il drago dispiegò le ali; ecco perché al principio il suo corpo gli era sembrato deforme. Le ali erano parecchie volte più lunghe del corpo, 95 listate di sottili nervature d osso che si estendevano dal bordo davanti, formando una serie di artigli distanziati. La testa del drago era triangolare; dalla mascella superiore spuntavano due piccole e bianche zanne affilate. Anche le unghie erano bianche come lucido avorio, e ricurve. Lungo la spina dorsale della creatura, dalla base della 100 testa fino alla coda, correva una cresta di punte acuminate. Dove le spalle si univano al collo, le punte erano più distanziate che altrove: lì lasciavano uno spazio vuoto. Eragon si mosse appena, e il drago girò la testa di scatto e lo fissò con i suoi profondi occhi azzurro ghiaccio. Il ragazzo rimase immo105 bile. Se la creatura avesse deciso di attaccare, sarebbe stata un avversaria formidabile. Il drago perse subito interesse per Eragon e cominciò a esplorare la stanza. Si muoveva con difficoltà e squittiva quando urtava contro un mobile o una parete. Con un frullo d ali, balzò sul letto e strisciò 110 verso il cuscino, pigolando. La sua bocca spalancata aveva un che di commovente, come il becco di un pulcino, ma era irta di denti aguzzi. Eragon si sedette ai piedi del letto. Il drago gli annusò la mano e gli addentò piano la manica. Eragon ritrasse il braccio. 233 5394A_2 3 4_Generi.indd 233 26/01/18 12:36
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