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IMPARARE LA FIABA FLIPPED CLASSROOM A CLASSE CAPOVOLTA QUARTA LEZIONE IN CLASSE (tempo di realizzazione: 1,30 ore) L insegnante divide la classe in 5 gruppi e assegna a ciascun gruppo una fiaba, che dovrà essere analizzata secondo quanto appreso nelle lezioni precedenti. 1° gruppo: Cenerentola pellerossa (p. 184 e 188) 2° gruppo: Cenerompola (p. 196) 3° gruppo: Cenerentola (Fratelli Grimm) dal WB, link a p. 201 per il piacere di leggere classe prima Una Cenerentola dell Ottocento Cenerentola Jacob e Wilhelm Grimm il tESto La storia di Cenerentola appartiene a un antica tradizione orale. Tra i primi a narrarla per scritto vi sono stati, nell Ottocento, i fratelli Grimm, di cui leggerai ora la fiaba originale. Ti accorgerai che questo testo è molto diverso dalla versione che in genere noi conosciamo, quella che ci è stata raccontata da bambini o che abbiamo seguito nel noto film di animazione Disney. gli autori Jacob e Wilhelm Grimm (1785-1863 / 1786-1859) sono due fratelli tedeschi, entrambi scrittori e linguisti, celebri per aver trascritto per la prima volta una raccolta di fiabe popolari fino ad allora trasmesse oralmente. Alcune di queste fiabe, ad esempio Biancaneve e i sette nani, H nsel e Gretel, Pollicino, ebbero un enorme fortuna. 4° gruppo: Cenerentola e la scarpetta di vetro dal WB, link a p. 201 per il piacere di leggere classe prima 5 10 15 20 La moglie di un ricco si ammalò e, quando sentì avvicinarsi la fine, chiamò al capezzale1 la sua unica figlioletta e le disse: Bimba mia, sii sempre docile2 e buona, così il buon Dio ti aiuterà e io ti guarderò dal Cielo e ti sarò vicina. Poi chiuse gli occhi e morì. La fanciulla andava ogni giorno sulla tomba della madre, piangeva ed era sempre docile e buona. Quando venne l inverno, la neve coprì la tomba di una sua bianca coperta, e quando il sole di primavera l ebbe tolta, l uomo prese moglie di nuovo. La donna aveva portato in casa due figlie, belle e bianche di viso, ma brutte e nere di cuore. Cominciarono tristi giorni per la povera figliastra. Quella stupida oca esse dicevano dovrebbe stare in salotto con noi? Chi mangia il pane deve guadagnarselo: fuori, sguattera3! Le tolsero i suoi bei vestiti, le fecero indossare una vecchia palandrana4 grigia, e le diedero un paio di zoccoli. Guardate la principessa, com è agghindata5! esclamarono ridendo e la condussero in cucina. Là dovette lavorare da mattina a sera, alzarsi prima di giorno, portar l acqua, accendere il fuoco, cucinare e lavare. Per giunta le sorelle gliene facevano di tutti i colori, la prendevano in giro e le versavano ceci e lenticchie nella cenere, sicché doveva raccoglierli uno a uno. La sera, dopo tante fatiche, non andava a letto, ma si coricava nella cenere, accanto al focolare. E siccome era sempre sporca e impolverata, la chiamavano Cenerentola. Una volta il padre, prima di andare alla fiera, chiese alle due figliastre che cosa dovesse portar loro. Bei vestiti disse la prima. Perle e gemme disse la seconda. E tu, Cenerentola egli chiese che cosa vuoi? Babbo, il primo rametto che vi urta il cappello sulla via del ritorno, coglietelo per me. Egli comprò bei vestiti, perle e gemme per le due figliastre; e sulla via del ritorno, mentre cavalcava per un verde boschetto, un ramo di nocciolo lo sfiorò e gli fece cadere il cappello. Allora egli colse il rametto e se lo portò via. Giunto a casa, diede alle figliastre quel che avevano desiderato, e il ramo di nocciolo a 5° gruppo: Il pesciolino rosso e lo zoccoletto d oro dal WB, link a p. 201 capezzale: il letto di chi è malato o sta per morire. 1 2 25 docile: ubbidiente. sguattera: persona che svolge i lavori più umili in una cucina. 3 4 palandrana: abito 30 lungo e largo. 5 agghindata: vestita elegantemente, ornata. per il piacere di leggere Cenerentola e la scarpetta di vetro 1 classe prima Una Cenerentola araba Il pesciolino rosso e lo zoccoletto d oro Charles Perrault Fiaba araba IL TESTO Anche se è stata scritta quasi due secoli prima di quella dei fratelli Grimm, la versione di Cenerentola del francese Perrault è quella che generalmente viene raccontata ai bambini: la fata madrina trasforma con un colpo di bacchetta magica un cetriolo in una carrozza, dei topi in cavalli e gli stracci di cui è vestita la ragazza in abiti meravigliosi. Anche il finale, decisamente meno crudele, non rischia di far venire gli incubi ai poveri piccoli Quella che stai per leggere è la traduzione fatta nel 1875 da Carlo Collodi, l autore di Pinocchio: per questo vi troverai molte espressioni antiquate e tipicamente toscane. IL TESTO La fiaba di Cenerentola è una delle più antiche. Pare che la sua origine risalga addirittura all antico Egitto o alla Cina e che poi, prima tramandata oralmente di generazione in generazione e in seguito nelle versioni scritte, si sia diffusa in tutto il mondo. Naturalmente, ogni popolo l ha adattata alle proprie credenze e tradizioni. Così, accanto a elementi che ben conosciamo, come la matrigna malvagia, la ragazza bella, buona e maltrattata, e la scarpetta perduta, troviamo in questa fiaba una quantità di aspetti propri della cultura mediorientale. L AUTOrE Charles Perrault (Parigi 1628-1703) è l autore della famosa raccolta I racconti di mamma l Oca, undici fiabe (di cui tre in versi) che comprendono alcuni tra i più famosi esempi di questo genere: Cappuccetto Rosso, La bella addormentata nel bosco, Barbablù, Il Gatto con gli stivali, Cenerentola. Riprendendo i suoi racconti dalla tradizione orale popolare e arricchendoli di spunti originali, Perrault fu l iniziatore di un nuovo genere letterario, quello della fiaba. 5 10 15 Non qui e non altrove viveva un uomo che era un pescatore. Sua moglie era annegata nel grande fiume e gli aveva lasciato una bambina di appena due anni. In una casa vicina vivevano una vedova e sua figlia. Le due donne cominciarono a recarsi spesso alla casa del pescatore per curare la bambina e pettinarle i capelli, e ogni volta la vedova diceva alla bambina: vero che io sono come una mamma per te? E cercava di piacere al pescatore, ma lui diceva sempre: Io non mi risposerò mai. Le matrigne odiano i figli del marito, anche se le loro rivali sono morte e sepolte. Ma quando la bambina fu abbastanza cresciuta, cominciò a dispiacerle di vedere il padre lavarsi i panni, e gli diceva: Perché, o padre, non sposi la nostra vicina? Non vi è nulla di male in lei e mi vuol bene come a sua figlia. Si dice che la goccia scava la pietra. Alla fine il pescatore sposò la vedova, che venne a vivere nella sua casa. Ma non era neppur terminata la settimana nuziale che la donna cominciò a esser gelosa della figlia del marito. Vedeva quanto il padre amasse quella bambina, quanto fosse indulgente con lei. E non poteva fare a meno di accorgersi quanto fosse bella e intelligente, mentre la sua propria figlia era gialla e secca, e così maldestra che non sapeva neanche cucirsi l orlo della veste. Non appena la donna sentì di esser lei la padrona di casa, scaricò tutti i lavori domestici sulle spalle della figliastra. Non le dava neppure sapone da lavarsi i capelli e i piedi, e le lasciava solo croste e briciole da mangiare. La fanciulla sopportava tutto con pazienza, senza dire una parola, perché non voleva affliggere il padre, e pensava: «Ho preso lo scorpione con la mia stessa mano e ora mi devo salvare con le mie forze . Oltre agli altri suoi compiti, la figlia del pescatore doveva andare ogni giorno al fiume per portare a casa il pesce che il padre aveva pescato e che mangiavano o vendevano. Un giorno che stava portando un cestino con un pesciolino rosso e tre pesci gatto, d improvviso il pesciolino rosso incominciò a parlare: Fanciulla che tutto sopporti con pazienza infinita ti prego, salvami la vita. Se di nuovo nell acqua mi getterai ora e sempre come mia figlia sarai. Mentre i gruppi sono al lavoro, l insegnante si muove tra i banchi per risolvere i dubbi e controllare che tutto sia chiaro. 1 albagia: (pronuncia albagìa) superbia. 2 tirava dalla: 3 dette a divedere: 4 patire: sopportare. 5 assomigliava alla. dimostrò. 5 triviali: basse, umili. 6 a tetto: proprio sotto il tetto, in soffitta. 10 C era una volta un gentiluomo, il quale aveva sposata in seconde nozze una donna così piena di albagia1 e d arroganza, da non darsi l eguale. Ella aveva due figlie dello stesso carattere del suo, e che la somigliavano come due gocce d acqua. Anche il marito aveva una figlia, ma di una dolcezza e di una bontà da non farsene un idea; e in questo tirava dalla2 sua mamma, la quale era stata la più buona donna del mondo. Le nozze erano appena fatte, che la matrigna dette subito a divedere3 la sua cattiveria. Ella non poteva patire4 le buone qualità della giovinetta, perché, a quel confronto, le sue figliuole diventavano più antipatiche che mai. Ella la destinò alle faccende più triviali5 della casa: era lei che rigovernava in cucina, lei che spazzava le scale e rifaceva le camere della signora e delle signorine; lei che dormiva a tetto6, proprio in un granaio, sopra una cattiva materassa di paglia, mentre le 1 QUINTA LEZIONE A CASA 20 25 30 1 L insegnante assegna a tutti gli alunni la visione degli spezzoni filmici e teatrali indicati a p. 201: I sogni son desideri di felicità Cenerentolo La scarpetta di Aurora Passi di danza La fiaba a classe capovolta 5394A_2 3 4_Generi.indd 213 213 26/01/18 12:35
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