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Tieni questi due pani per sfamare due cani che si mordono: ti lasceranno passare. Poi tieni questo spago: lo darai a un ciabattino che per cucire le scarpe si strappa barba e capelli, così ti lascerà passare. Poi tieni queste scope, le darai a una fornaia che spazza il forno con le mani e ti lascerà passare. Ma devi essere molto svelta. Prezzemolina prese lardo, pani, spago, scope e li diede alla porta, ai cani, al ciabattino, alla fornaia: e tutti la ringraziarono. Arrivata al palazzo della Fata Morgana, Prezzemolina bussò. Aspetta, bambina disse la Fata Morgana. Ma Prezzemolina doveva essere svelta e corse su per le scale. Prese la scatola del Bel Giullare e andò via di corsa. La Fata Morgana ordinò alla fornaia, al ciabattino, ai cani e alla porta di fermare Prezzemolina. Ma nessuno ubbidì perché erano grati a Prezzemolina per i doni ricevuti. Alla sera, visto che la Fata Morgana non se l era mangiata, le Fate decisero di mangiarsela loro. Lo dissero anche a Memé, che suggerì di buttare Prezzemolina nella pentolona del bucato. Ma Memé avvertì Prezzemolina: Devi dire che manca la legna e che vai in cantina a prenderla. CONCLUSIONE Prezzemolina scese a prendere la legna e trovò Memé che la portò in fondo alla cantina, dove c erano tanti lumi. Queste sono le anime delle Fate. Soffia! Si misero a soffiare e ogni lume che si spegneva era una Fata che moriva. Spensero anche il lume più grosso, che era quello della Fata Morgana. E così rimasero padroni di ogni cosa. Ora sarai mia sposa disse Memé e finalmente Prezzemolina gli diede un bacio. Andarono al palazzo della Fata Morgana e lì vissero in pace. (Adatt. da: Italo Calvino, a cura di, Fiabe italiane, Einaudi) 3 La fiaba 5394A_2 3 4_Generi.indd 165 165 26/01/18 12:34
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