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La volpe e la cicogna AUDIO 2 La favola Jean de La Fontaine Il testo Ti presentiamo una favola classica, scritta da Esopo, riproposta da Fedro e anche, secoli più tardi, dallo scrittore francese de La Fontaine, per farci riflettere sulle conseguenze degli scherzi di cattivo gusto. L autore Jean de La Fontaine (Ch teau-Thierry 1621 Parigi, 1695) fu uno scrittore e poeta francese. Molti dei suoi scritti furono ispirati dalle opere di Esopo, Orazio, Virgilio. Nelle sue favole, animali personificati inducono a riflettere sui comportamenti umani. La volpe si annoiava, tutta sola nella sua tana e, per distrarsi un poco, decise di invitare a pranzo la cicogna e farle uno scherzo. Non furono necessari né spese né grandi preparativi: tutti sapevano che la cicogna era un uccello molto parsimonioso e che si accon5 tentava di poco. Perciò la volpe si limitò a cucinare un buon brodo ristretto molto sostanzioso, e niente altro. All ora stabilita, la cicogna arrivò, ringraziò per il gentile invito e si mise a tavola. Che buon profumo! disse tutta allegra, quando la volpe portò la 10 zuppiera colma di brodo. Ma il buonumore della cicogna svanì nel vedere che la volpe versava il cibo in due grandi scodelle poco profonde: il suo becco, infatti, lungo e sottile, non le permetteva di bere il brodo, mentre la volpe, china sulla scodella, con la lingua in un baleno fece sparire la sua porzione. 15 Poi quella dispettosa guardò la cicogna con una smorfia: Forse la mia cucina non ti piace? Non hai assaggiato niente! Oh no, è di sicuro squisito, ma d un tratto, non so per quale ragione, ho perso l appetito. Forse ieri ho mangiato troppo. E se ne andò a stomaco vuoto, meditando vendetta, mentre la vol20 pe rideva sotto i baffi di quello scherzo così ben riuscito. Qualche tempo dopo, la cicogna ricambiò l invito a pranzo e la volpe non si fece pregare. Si spazzolò la pelliccia e la coda e, all ora stabilita, era a casa della cicogna. Lodò l ordine e la pulizia e si rallegrò nel sentire il delizioso profumo che usciva dalla cucina. 25 In una pentola cuoceva lentamente uno spezzatino di carne e pesce. Appena a tavola, la cicogna versò lo spezzatino fumante in due vasi alti e con l imboccatura stretta, poi augurò buon appetito e cominciò a mangiare di gusto. Ma se il becco della cicogna passava senza sforzo per la stratta imboccatura del vaso, la volpe non riuscì a infilarci 30 dentro neppure la punta del naso. Lo spezzatino non è di tuo gusto? chiese la cicogna, fingendosi preoccupata. Oh no, io adoro lo spezzatino, ma ieri ho fatto indigestione. Che peccato, non avevo mai cucinato un piatto così buono! Pa35 zienza, amica mia, sarà per un altra volta. La volpe tornò a casa affamata, con la coda penzoloni e le orecchie basse, pensando al proverbio che dice: «Chi la fa l aspetti! . (Tratto da: J. de La Fontaine, in I capolavori della favola, AMZ Editrice) 122 5394A_2 3 4_Generi.indd 122 26/01/18 12:34
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