VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

AL TEMPO DELLA CADUTA DELL’IMPERO ROMANO Odoacre, primo imperatore barbaro Valerio Massimo Manfredi Odoacre la attendeva seduto sul trono d’avorio degli ultimi Cesari. C’era una sedia preparata ai piedi del trono e Odoacre la invitò a sedersi, ma Flavia Serena restò in piedi, con la schiena eretta e gli occhi fissi nel vuoto. - So che mi disprezzi - disse Odoacre. - Barbari, ci chiamate, come se voi foste migliori, invece siete una razza sfinita da secoli di vizio, di potere e di corruzione. Ho fatto uccidere tuo marito perché lo meritava, perché mi aveva tradito venendo meno alla sua parola1. Dovevo dare un esempio perché tutti capissero che non si può ingannare impunemente Odoacre, e l’esempio doveva essere così tremendo da incutere spavento a chiunque. Ma basta, ora, con il sangue: non intendo infierire su questo paese. Voglio che rinasca, che rifioriscano le opere, il lavoro nei campi e nelle botteghe. Questa terra merita di meglio che un imperatore bambino2. Merita un vero sovrano, che la guidi e la protegga come un marito guida e protegge la moglie. Quel sovrano sarò io e voglio che tu sia la mia regina. Flavia, che era rimasta immobile e silenziosa fino a quel momento, finalmente reagì e la sua voce era tagliente come una lama. - Non sai ciò che dici. Io discendo da coloro che per secoli vi hanno combattuti e ricacciati nelle selve a vivere come le bestie cui somigliate in tutto. Mi ripugna il vostro fetore, la vostra ignoranza, la vostra selvatichezza, mi ripugna la vostra lingua e il suono della vostra voce, simile più all’abbaiare dei cani che a espressione umana, mi fa schifo la vostra pelle che non sopporta la luce del sole, i vostri capelli di stoppa3 e i vostri baffi sempre sporchi di avanzi di cibo. Puoi ammazzarmi anche adesso, non mi importa. Io non ti sposerò mai. Odoacre serrò le mascelle: le parole sferzanti di Flavia lo avevano ferito e umiliato. Sapeva che non c’era forza né potere in grado di vincere quel disprezzo. Ma dentro avvertiva forte il sentimento che lo aveva posseduto fin da giovane, quando era entrato nell’esercito imperiale: l’ammirazione per quelle città antichissime, per i fori e le basiliche, le colonne e i monumenti, le strade, i porti e gli acquedotti, le insegne e gli archi, le solenni iscrizioni di bronzo, i bagni e le terme, le case, le ville, così belle da sembrare residenze di dèi piuttosto che di uomini. L’Impero era l’unico al mondo in cui valesse la pena vivere per un essere umano. (Tratto da: V. M. Manfredi, L’ultima legione, Mondadori) Il testo Il testo che leggerai è tratto da un romanzo ambientato al tempo della caduta dell’Impero romano d’Occidente. Siamo nel 476, i barbari hanno catturato e ucciso Oreste, padre del giovanissimo imperatore Romolo Augustolo, fatto prigioniero a Ravenna insieme con la madre Flavia Serena. In questo brano assistiamo a un colloquio tra Odoacre, il generale germanico che ha deposto Romolo Augustolo, e Flavia Serena, la madre dell’ultimo imperatore romano. L’autore Valerio Massimo Manfredi (1943) è un archeologo e scrittore italiano. Ha insegnato in diverse università in Italia e all’estero e ha condotto importanti spedizioni archeologiche nel bacino del Mediterraneo. È autore di molti romanzi ambientati nel mondo antico, che hanno ottenuto un enorme successo. 1. Ho fatto uccidere tuo marito… parola: il generale Flavio Oreste si era ribellato a Giulio Nepote che aveva preso il potere a Roma, e con l’appoggio militare di Odoacre, capo di una milizia di mercenari germanici appartenenti alle truppe imperiali, lo aveva scacciato. Oreste non assunse il potere imperiale, preferendo che il titolo di imperatore andasse al giovane figlio Romolo Augustolo e riservando a sé il potere effettivo, come tutore. Come capo delle truppe germaniche imperiali, Odoacre aveva chiesto a Oreste, quale ricompensa della lealtà a lui dimostrata nei combattimenti contro Nepote, un terzo delle terre in Italia da distribuire ai suoi uomini. Al rifiuto di Oreste, le tribù germaniche guidate da Odoacre attaccarono Piacenza e uccisero il generale romano. Nel 476 Odoacre prese la città di Ravenna e costrinse Romolo Augustolo ad abdicare. 2. imperatore bambino: modo di dire per affermare che Romolo Augustolo era troppo giovane per essere in grado di governare. 3. stoppa: sostanza di scarto della lavorazione del lino o della canapa. È una definizione dispregiativa, per indicare che i capelli dei barbari hanno un colore giallastro e un aspetto incolto. LESSICO 1. Nel discorso che Odoacre rivolge a Flavia Serena (r. 5-16) individua i seguenti termini e spiegane il significato. • impunemente: ................................................................................................................................................................. • incutere: ................................................................................................................................................................. • infierire: ................................................................................................................................................................. 2. Flavia Serena usa la voce come se fosse una spada, con l’intento di ferire Odoacre. Quale paragone usa infatti l’autore? 3. Con le sue parole, Flavia Serena (r. 19-26) manifesta soprattutto un forte disgusto fisico nei confronti di Odoacre. Individua e sottolinea le tre espressioni con le quali esprime la sua repulsione. COMPRENDERE 4. Dove si svolge la scena narrata? 5. Chi sono i protagonisti? Sono due personaggi storici o inventati dall’autore? 6. Qual è il vero scopo del colloquio? ☐ Odoacre spiega perché ha fatto uccidere Oreste ☐ Odoacre chiede in moglie la nobile Flavia Serena ☐ Odoacre spiega che i romani non sono migliori dei barbari 7. Perché Odoacre ha ucciso Oreste? Per ☐ punire il suo tradimento ☐ prendere il suo posto sul trono ☐ vendicarsi del mancato aiuto 8. Odoacre viene presentato dall’autore come un uomo ☐ violento e incapace di sentimenti ☐ coraggioso ma riflessivo ☐ ambizioso ma sensibile alla cultura ANALIZZARE 9. Gli stati d’animo dei due personaggi emergono dagli atteggiamenti del loro corpo. Completa. a. Flavia Serena si presenta dignitosa e sprezzante, infatti sta in piedi ... b. Odoacre cerca di trattenere dentro di sé l’ira, l’umiliazione e l’offesa. Infatti quando Flavia Serena termina di parlare egli ... 10. Lo scontro storico di due mondi, quello antico e ormai vinto dei Romani e quello dei Germani vittoriosi, viene mostrato attraverso due diversi punti di vista. Completa con l’aiuto delle parole del testo. a. I Romani sono visti da Odoacre come ............................................................................................................... b. I Germani sono descritti da Flavia Serena come un popolo ................................................................. AL CINEMA In questa scena Romolo assiste di nascosto al dialogo tra Odoacre e Oreste: il comandante dei Goti chiede, anzi pretende, un terzo dell’Italia in cambio della sua “alleanza”. Poco dopo, turbato da ciò che ha sentito e timoroso per il futuro, Romolo parla con la madre, che lo ascolta e lo rassicura con molta dolcezza. • È un discendente dei Cesari: non è mai stato solo un ragazzo! (da L’ultima legione di Doug Lefler)
AL TEMPO DELLA CADUTA DELL’IMPERO ROMANO Odoacre, primo imperatore barbaro Valerio Massimo Manfredi Odoacre la attendeva seduto sul trono d’avorio degli ultimi Cesari. C’era una sedia preparata ai piedi del trono e Odoacre la invitò a sedersi, ma Flavia Serena restò in piedi, con la schiena eretta e gli occhi fissi nel vuoto. - So che mi disprezzi - disse Odoacre. - Barbari, ci chiamate, come se voi foste migliori, invece siete una razza sfinita da secoli di vizio, di potere e di corruzione. Ho fatto uccidere tuo marito perché lo meritava, perché mi aveva tradito venendo meno alla sua parola1. Dovevo dare un esempio perché tutti capissero che non si può ingannare impunemente Odoacre, e l’esempio doveva essere così tremendo da incutere spavento a chiunque. Ma basta, ora, con il sangue: non intendo infierire su questo paese. Voglio che rinasca, che rifioriscano le opere, il lavoro nei campi e nelle botteghe. Questa terra merita di meglio che un imperatore bambino2. Merita un vero sovrano, che la guidi e la protegga come un marito guida e protegge la moglie. Quel sovrano sarò io e voglio che tu sia la mia regina. Flavia, che era rimasta immobile e silenziosa fino a quel momento, finalmente reagì e la sua voce era tagliente come una lama. - Non sai ciò che dici. Io discendo da coloro che per secoli vi hanno combattuti e ricacciati nelle selve a vivere come le bestie cui somigliate in tutto. Mi ripugna il vostro fetore, la vostra ignoranza, la vostra selvatichezza, mi ripugna la vostra lingua e il suono della vostra voce, simile più all’abbaiare dei cani che a espressione umana, mi fa schifo la vostra pelle che non sopporta la luce del sole, i vostri capelli di stoppa3 e i vostri baffi sempre sporchi di avanzi di cibo. Puoi ammazzarmi anche adesso, non mi importa. Io non ti sposerò mai. Odoacre serrò le mascelle: le parole sferzanti di Flavia lo avevano ferito e umiliato. Sapeva che non c’era forza né potere in grado di vincere quel disprezzo. Ma dentro avvertiva forte il sentimento che lo aveva posseduto fin da giovane, quando era entrato nell’esercito imperiale: l’ammirazione per quelle città antichissime, per i fori e le basiliche, le colonne e i monumenti, le strade, i porti e gli acquedotti, le insegne e gli archi, le solenni iscrizioni di bronzo, i bagni e le terme, le case, le ville, così belle da sembrare residenze di dèi piuttosto che di uomini. L’Impero era l’unico al mondo in cui valesse la pena vivere per un essere umano. (Tratto da: V. M. Manfredi, L’ultima legione, Mondadori) Il testo Il testo che leggerai è tratto da un romanzo ambientato al tempo della caduta dell’Impero romano d’Occidente. Siamo nel 476, i barbari hanno catturato e ucciso Oreste, padre del giovanissimo imperatore Romolo Augustolo, fatto prigioniero a Ravenna insieme con la madre Flavia Serena. In questo brano assistiamo a un colloquio tra Odoacre, il generale germanico che ha deposto Romolo Augustolo, e Flavia Serena, la madre dell’ultimo imperatore romano. L’autore Valerio Massimo Manfredi (1943) è un archeologo e scrittore italiano. Ha insegnato in diverse università in Italia e all’estero e ha condotto importanti spedizioni archeologiche nel bacino del Mediterraneo. È autore di molti romanzi ambientati nel mondo antico, che hanno ottenuto un enorme successo. 1. Ho fatto uccidere tuo marito… parola: il generale Flavio Oreste si era ribellato a Giulio Nepote che aveva preso il potere a Roma, e con l’appoggio militare di Odoacre, capo di una milizia di mercenari germanici appartenenti alle truppe imperiali, lo aveva scacciato. Oreste non assunse il potere imperiale, preferendo che il titolo di imperatore andasse al giovane figlio Romolo Augustolo e riservando a sé il potere effettivo, come tutore. Come capo delle truppe germaniche imperiali, Odoacre aveva chiesto a Oreste, quale ricompensa della lealtà a lui dimostrata nei combattimenti contro Nepote, un terzo delle terre in Italia da distribuire ai suoi uomini. Al rifiuto di Oreste, le tribù germaniche guidate da Odoacre attaccarono Piacenza e uccisero il generale romano. Nel 476 Odoacre prese la città di Ravenna e costrinse Romolo Augustolo ad abdicare. 2. imperatore bambino: modo di dire per affermare che Romolo Augustolo era troppo giovane per essere in grado di governare. 3. stoppa: sostanza di scarto della lavorazione del lino o della canapa. È una definizione dispregiativa, per indicare che i capelli dei barbari hanno un colore giallastro e un aspetto incolto. LESSICO 1. Nel discorso che Odoacre rivolge a Flavia Serena (r. 5-16) individua i seguenti termini e spiegane il significato. • impunemente: ................................................................................................................................................................. • incutere: ................................................................................................................................................................. • infierire: ................................................................................................................................................................. 2. Flavia Serena usa la voce come se fosse una spada, con l’intento di ferire Odoacre. Quale paragone usa infatti l’autore? 3. Con le sue parole, Flavia Serena (r. 19-26) manifesta soprattutto un forte disgusto fisico nei confronti di Odoacre. Individua e sottolinea le tre espressioni con le quali esprime la sua repulsione. COMPRENDERE 4. Dove si svolge la scena narrata? 5. Chi sono i protagonisti? Sono due personaggi storici o inventati dall’autore? 6. Qual è il vero scopo del colloquio? ☐ Odoacre spiega perché ha fatto uccidere Oreste ☐ Odoacre chiede in moglie la nobile Flavia Serena ☐ Odoacre spiega che i romani non sono migliori dei barbari 7. Perché Odoacre ha ucciso Oreste? Per ☐ punire il suo tradimento ☐ prendere il suo posto sul trono ☐ vendicarsi del mancato aiuto 8. Odoacre viene presentato dall’autore come un uomo ☐ violento e incapace di sentimenti ☐ coraggioso ma riflessivo ☐ ambizioso ma sensibile alla cultura ANALIZZARE 9. Gli stati d’animo dei due personaggi emergono dagli atteggiamenti del loro corpo. Completa. a. Flavia Serena si presenta dignitosa e sprezzante, infatti sta in piedi ... b. Odoacre cerca di trattenere dentro di sé l’ira, l’umiliazione e l’offesa. Infatti quando Flavia Serena termina di parlare egli ... 10. Lo scontro storico di due mondi, quello antico e ormai vinto dei Romani e quello dei Germani vittoriosi, viene mostrato attraverso due diversi punti di vista. Completa con l’aiuto delle parole del testo. a. I Romani sono visti da Odoacre come ............................................................................................................... b. I Germani sono descritti da Flavia Serena come un popolo ................................................................. AL CINEMA In questa scena Romolo assiste di nascosto al dialogo tra Odoacre e Oreste: il comandante dei Goti chiede, anzi pretende, un terzo dell’Italia in cambio della sua “alleanza”. Poco dopo, turbato da ciò che ha sentito e timoroso per il futuro, Romolo parla con la madre, che lo ascolta e lo rassicura con molta dolcezza. • È un discendente dei Cesari: non è mai stato solo un ragazzo! (da L’ultima legione di Doug Lefler)