VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione

VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione Una gara indimenticabile Khaled Hosseini Il cielo era di un azzurro perfetto. La neve copriva i tetti delle case e piegava con il suo peso i rami scheletrici dei gelsi che fiancheggiavano la nostra strada. Non avevo mai visto tanta gente nella nostra strada. I partecipanti al torneo facevano gli ultimi preparativi. Dalle strade vicine arrivavano voci e risate. I tetti a terrazza delle case erano già affollati di spettatori. Volsi lo sguardo alla terrazza della nostra casa e vidi Baba1 e il suo amico Rahim Khan seduti su una panca, entrambi con pesanti maglioni di lana, che bevevano tè. Sentii un improvviso impulso a ritirarmi. Piantare tutto e tornare a casa: perché mi sottoponevo a quel supplizio, quando sapevo già come sarebbe andata a finire? Mi aspettava un insuccesso catastrofico. - Non me la sento di lanciare l’aquilone oggi. - È una giornata magnifica - mi incoraggiò Hassan. Mi si avvicinò e mi disse a voce bassa: - Ricordati, Amir. Non c’è nessun mostro, solo una giornata magnifica. «Nessun mostro» ripetei quelle parole e con mia grande sorpresa mi sentii meglio. Hassan sorrise. - Sono pronto - annunciai. Il suo viso s’illuminò. Alzò sopra la testa il nostro aquilone, rosso con i bordi gialli. Si leccò le dita e le tenne in alto per capire qual era la direzione del vento, poi partì come un fulmine. Il rocchetto2 si srotolò nelle mie mani fino al momento in cui Hassan si fermò, un centinaio di metri più in là. Teneva l’aquilone sopra la testa, come un atleta olimpionico la medaglia d’oro. Diedi due strappi al filo, il nostro segnale, e Hassan lanciò l’aquilone. Inspirai profondamente, espirai con forza e tirai il filo. Un minuto dopo il mio aquilone saliva alto nel cielo come un grande uccello di carta. Hassan applaudì e fischiò ammirato, poi ritornò di corsa verso di me. Gli consegnai il rocchetto perché avvolgesse il filo rimasto a terra, mentre io lo tenevo teso con le mani nude. In cielo si libravano già almeno due dozzine di aquiloni, come squali di carta in cerca di una preda. Nel giro di un’ora il numero era raddoppiato e il cielo era punteggiato di rosso, azzurro, giallo. Il vento era perfetto, soffiava con forza, facilitando le manovre di ascesa e le discese in picchiata. Vicino a me Hassan teneva il rocchetto. Le sue mani sanguinavano già. Ben presto iniziarono i combattimenti e i primi aquiloni abbattuti volteggiavano alla deriva. Attraversavano il cielo come stelle cadenti, in un vortice di code colorate, disseminando i quartieri di Kabul3 di premi per i cacciatori. Li sentivo gridare mentre saettavano per le strade. Attorno a me non facevano che cadere aquiloni, ma il mio stava ancora volando, stava ancora volando! Baba era sorpreso che io resistessi così a lungo? Un aquilone rosso si stava avvicinando. Me ne accorsi giusto in tempo. Ci fu una scaramuccia4, ma io vinsi quando, persa la pazienza, l’avversario cercò di tagliarmi da sotto. Su e giù per le strade i cacciatori di aquiloni tornavano trionfanti esibendo i loro trofei5. Ma tutti sapevano che il meglio del torneo doveva ancora arrivare. Il premio più ambìto volava ancora alto nel cielo. Tagliai un aquilone giallo con una coda bianca a spirale. Mi costò una ferita all’indice. Passai il filo ad Hassan, mi succhiai il sangue che mi colava nel palmo e mi asciugai la mano sui jeans. Un’ora dopo il numero degli aquiloni sopravvissuti era sceso da una cinquantina a circa dieci. Il mio era tra questi. Sapevo che la parte finale del torneo sarebbe durata a lungo, perché i ragazzi che avevano resistito fino a quel punto erano in gamba e non sarebbero caduti facilmente in un trabocchetto. A distanza di mezz’ora in cielo erano rimasti solo quattro aquiloni. Il mio stava ancora volando. Sembrava che ogni folata di vento soffiasse in mio favore. Non mi ero mai sentito così fortunato, così padrone di me stesso. Era eccitante. Non osavo guardare il tetto di casa. Dovevo concentrarmi, giocare il tutto per tutto. Un quarto d’ora dopo il sogno che al mattino mi era sembrato impossibile era diventato realtà. Eravamo rimasti in due: io e l’aquilone azzurro. Una folata di vento fece alzare il mio aquilone. Ero in vantaggio. Mi portai sopra quello azzurro e mantenni la posizione. Il mio avversario sapeva di essere nei guai. Tentò una manovra disperata per liberarsi di me, ma io non glielo permisi. La folla intuiva che la gara stava per concludersi. Gridava: - Taglialo! Taglialo! - Ci sei quasi, Amir! Ci sei quasi! - gridò Hassan ansimando. Chiusi gli occhi e allentai la presa sul filo. Il vento lo faceva scorrere tra le mie dita incidendo tagli profondi. E poi... Non ebbi bisogno di ascoltare il boato della folla. Né di vedere quello che accadeva intorno a me. Hassan urlava di gioia e mi abbracciava: - Bravo! Bravo, Amir! Aprii gli occhi e vidi l’aquilone azzurro scendere in una spirale impazzita, come una ruota che si fosse staccata da un’automobile in corsa. Cercai di dire qualcosa, ma nessun suono mi uscì dalle labbra. Mi sembrava di staccarmi da terra, di guardare me stesso dall’alto. Un ragazzino magro, pallido, piccolo per i suoi dodici anni. Un secondo dopo urlavo a perdifiato in un turbinìo di colori e suoni. Gettai il braccio libero attorno alle spalle di Hassan e insieme ci mettemmo a saltellare tra le lacrime. - Hai vinto, Amir! Hai vinto! - Abbiamo vinto! Abbiamo vinto! Poi vidi Baba sul tetto. Era in piedi e dimenava i pugni, tra grida e applausi. Quello fu il momento più felice dei miei dodici anni di vita. (Tratto da: Khaled Hosseini, Il cacciatore di aquiloni, Piemme) 1. Baba: il padre del protagonista. 2. rocchetto: piccolo cilindro di legno su cui è avvolto il filo dell’aquilone. 3. Kabul: la città capitale dell’Afghanistan. 4. scaramuccia: breve scontro. 5. esibendo i loro trofei: gli spettatori corrono a raccogliere gli aquiloni caduti e li mostrano orgogliosamente in giro come trofei. COMPRENSIONE 1. Prima della gara, Amir ha la sensazione di andare a un “supplizio” (riga 11). Perché? A. Perché non si sente bene B. Perché pensa che la sua partecipazione alla gara sarà un insuccesso C. Perché non gli piace giocare con gli aquiloni D. Perché sa che perderà e che Hassan lo prenderà in giro 2. Le parole di Hassan danno ad Amir A. la certezza che vincerà la gara B. un senso di orgoglio C. insicurezza D. sicurezza in se stesso 3. Quale aquilone vince la gara? A. Quello che vola più in alto di tutti B. Quello che rimane in cielo dopo che tutti gli altri sono caduti C. Quello più bello a giudizio del pubblico D. Quello che vola più velocemente 4. Perché ad Amir e ad Hassan sanguinano le mani? A. Il filo dell’aquilone, teso dal vento, è tagliente B. Il filo dell’aquilone, teso dal vento, sfugge di mano C. Non sanno maneggiare bene l’aquilone D. Amir è troppo piccolo e magro per il gioco degli aquiloni 5. Chi sono i “cacciatori” (riga 43)? A. I partecipanti alla gara B. Gli aquiloni C. Gli spettatori che cercano di prendere gli aquiloni caduti D. Gli spettatori che cercano di rubare gli aquiloni più belli 6. “Attorno a me non facevano che cadere aquiloni, ma il mio stava ancora volando, stava ancora volando!” (righe 44-45). Questa esclamazione di Amir esprime soprattutto A. meraviglia B. disprezzo per gli altri concorrenti C. fiducia D. orgoglio 7. Chi è il vincitore della gara? A. Amir B. Hassan C. Baba D. Il ragazzo con l’aquilone azzurro LESSICO 8. Nel testo vi sono parecchie similitudini. Riscrivile, completando le frasi con le espressioni date in elenco. stelle cadenti • squali di carta • un grande uccello di carta • un atleta olimpionico la medaglia d’oro • una ruota che si fosse staccata da un’automobile in corsa a. Il mio aquilone saliva alto nel cielo come ...................................................................................................... b. Teneva l’aquilone sopra la testa, come ........................................................................................................... c. In cielo volavano almeno due dozzine di aquiloni, come ..................................................................... d. Vidi l’aquilone azzurro cadere come ................................................................................................................ e. Gli aquiloni abbattuti attraversavano il cielo come ................................................................................. 9. Alla riga 51 l’aggettivo “ambìto” può essere sostituito con A. perduto B. fortemente desiderato C. richiesto con insistenza D. ricco ANALISI 10. Il testo comincia con una breve sequenza A. narrativa B. riflessiva C. descrittiva D. dialogata 11. Quali informazioni possiamo ricavare da questa prima sequenza (righe 1-9)? Indicale con crocette nel seguente elenco. ☐ È estate ☐ È inverno ☐ La vicenda è ambientata in Afghanistan ☐ È una giornata di festa, con una gran folla ☐ Sta per cominciare una manifestazione sportiva ☐ È appena finita una manifestazione sportiva ☐ L’atmosfera è carica di tensione e di mistero ☐ L’atmosfera è allegra 12. Quali informazioni dirette puoi ricavare nel testo sul protagonista? Età: ..................................... Città in cui vive: ..................................... Aspetto fisico (3 aggettivi): ......................................................................................... 13. Il testo non fornisce informazioni dirette sul carattere del protagonista. Tuttavia il suo stato d’animo prima della gara ci fa capire che è un ragazzo A. sicuro di sé B. arrogante C. insicuro D. pauroso 14. Quello che hai letto è: A. un testo regolativo, che illustra le regole delle gare con aquiloni B. un testo regolativo, che insegna come si costruisce un aquilone C. un testo descrittivo, che descrive i vari tipi di aquiloni D. un testo narrativo, che racconta lo svolgimento di una gara di aquiloni RIFLETTERE SUL GIOCO COME OCCASIONE DI CRESCITA 15. La gara con gli aquiloni aiuta Amir a crescere perché A. gli permette di vincere un ricco premio B. gli fa conquistare l’affetto e la stima di suo padre C. lo fa sentire più sicuro di sé e delle sue capacità D. d’ora in poi gli altri ragazzi lo rispetteranno 16. Quale, tra i seguenti elementi, contribuisce più di tutti a determinare la vittoria di Amir? A. Il tifo e la presenza del padre B. Una fortuna insperata C. L’incoraggiamento e l’aiuto di Hassan D. La scarsa bravura degli altri giocatori AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° .......... • Le domande finali ☐ mi hanno aiutato ☐ non mi hanno aiutato a riflettere sul valore del gioco nella crescita di una persona.
VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione Una gara indimenticabile Khaled Hosseini Il cielo era di un azzurro perfetto. La neve copriva i tetti delle case e piegava con il suo peso i rami scheletrici dei gelsi che fiancheggiavano la nostra strada. Non avevo mai visto tanta gente nella nostra strada. I partecipanti al torneo facevano gli ultimi preparativi. Dalle strade vicine arrivavano voci e risate. I tetti a terrazza delle case erano già affollati di spettatori. Volsi lo sguardo alla terrazza della nostra casa e vidi Baba1 e il suo amico Rahim Khan seduti su una panca, entrambi con pesanti maglioni di lana, che bevevano tè. Sentii un improvviso impulso a ritirarmi. Piantare tutto e tornare a casa: perché mi sottoponevo a quel supplizio, quando sapevo già come sarebbe andata a finire? Mi aspettava un insuccesso catastrofico. - Non me la sento di lanciare l’aquilone oggi. - È una giornata magnifica - mi incoraggiò Hassan. Mi si avvicinò e mi disse a voce bassa: - Ricordati, Amir. Non c’è nessun mostro, solo una giornata magnifica. «Nessun mostro» ripetei quelle parole e con mia grande sorpresa mi sentii meglio. Hassan sorrise. - Sono pronto - annunciai. Il suo viso s’illuminò. Alzò sopra la testa il nostro aquilone, rosso con i bordi gialli. Si leccò le dita e le tenne in alto per capire qual era la direzione del vento, poi partì come un fulmine. Il rocchetto2 si srotolò nelle mie mani fino al momento in cui Hassan si fermò, un centinaio di metri più in là. Teneva l’aquilone sopra la testa, come un atleta olimpionico la medaglia d’oro. Diedi due strappi al filo, il nostro segnale, e Hassan lanciò l’aquilone. Inspirai profondamente, espirai con forza e tirai il filo. Un minuto dopo il mio aquilone saliva alto nel cielo come un grande uccello di carta. Hassan applaudì e fischiò ammirato, poi ritornò di corsa verso di me. Gli consegnai il rocchetto perché avvolgesse il filo rimasto a terra, mentre io lo tenevo teso con le mani nude. In cielo si libravano già almeno due dozzine di aquiloni, come squali di carta in cerca di una preda. Nel giro di un’ora il numero era raddoppiato e il cielo era punteggiato di rosso, azzurro, giallo. Il vento era perfetto, soffiava con forza, facilitando le manovre di ascesa e le discese in picchiata. Vicino a me Hassan teneva il rocchetto. Le sue mani sanguinavano già. Ben presto iniziarono i combattimenti e i primi aquiloni abbattuti volteggiavano alla deriva. Attraversavano il cielo come stelle cadenti, in un vortice di code colorate, disseminando i quartieri di Kabul3 di premi per i cacciatori. Li sentivo gridare mentre saettavano per le strade. Attorno a me non facevano che cadere aquiloni, ma il mio stava ancora volando, stava ancora volando! Baba era sorpreso che io resistessi così a lungo? Un aquilone rosso si stava avvicinando. Me ne accorsi giusto in tempo. Ci fu una scaramuccia4, ma io vinsi quando, persa la pazienza, l’avversario cercò di tagliarmi da sotto. Su e giù per le strade i cacciatori di aquiloni tornavano trionfanti esibendo i loro trofei5. Ma tutti sapevano che il meglio del torneo doveva ancora arrivare. Il premio più ambìto volava ancora alto nel cielo. Tagliai un aquilone giallo con una coda bianca a spirale. Mi costò una ferita all’indice. Passai il filo ad Hassan, mi succhiai il sangue che mi colava nel palmo e mi asciugai la mano sui jeans. Un’ora dopo il numero degli aquiloni sopravvissuti era sceso da una cinquantina a circa dieci. Il mio era tra questi. Sapevo che la parte finale del torneo sarebbe durata a lungo, perché i ragazzi che avevano resistito fino a quel punto erano in gamba e non sarebbero caduti facilmente in un trabocchetto. A distanza di mezz’ora in cielo erano rimasti solo quattro aquiloni. Il mio stava ancora volando. Sembrava che ogni folata di vento soffiasse in mio favore. Non mi ero mai sentito così fortunato, così padrone di me stesso. Era eccitante. Non osavo guardare il tetto di casa. Dovevo concentrarmi, giocare il tutto per tutto. Un quarto d’ora dopo il sogno che al mattino mi era sembrato impossibile era diventato realtà. Eravamo rimasti in due: io e l’aquilone azzurro. Una folata di vento fece alzare il mio aquilone. Ero in vantaggio. Mi portai sopra quello azzurro e mantenni la posizione. Il mio avversario sapeva di essere nei guai. Tentò una manovra disperata per liberarsi di me, ma io non glielo permisi. La folla intuiva che la gara stava per concludersi. Gridava: - Taglialo! Taglialo! - Ci sei quasi, Amir! Ci sei quasi! - gridò Hassan ansimando. Chiusi gli occhi e allentai la presa sul filo. Il vento lo faceva scorrere tra le mie dita incidendo tagli profondi. E poi... Non ebbi bisogno di ascoltare il boato della folla. Né di vedere quello che accadeva intorno a me. Hassan urlava di gioia e mi abbracciava: - Bravo! Bravo, Amir! Aprii gli occhi e vidi l’aquilone azzurro scendere in una spirale impazzita, come una ruota che si fosse staccata da un’automobile in corsa. Cercai di dire qualcosa, ma nessun suono mi uscì dalle labbra. Mi sembrava di staccarmi da terra, di guardare me stesso dall’alto. Un ragazzino magro, pallido, piccolo per i suoi dodici anni. Un secondo dopo urlavo a perdifiato in un turbinìo di colori e suoni. Gettai il braccio libero attorno alle spalle di Hassan e insieme ci mettemmo a saltellare tra le lacrime. - Hai vinto, Amir! Hai vinto! - Abbiamo vinto! Abbiamo vinto! Poi vidi Baba sul tetto. Era in piedi e dimenava i pugni, tra grida e applausi. Quello fu il momento più felice dei miei dodici anni di vita. (Tratto da: Khaled Hosseini, Il cacciatore di aquiloni, Piemme) 1. Baba: il padre del protagonista.  2. rocchetto: piccolo cilindro di legno su cui è avvolto il filo dell’aquilone.  3. Kabul: la città capitale dell’Afghanistan.  4. scaramuccia: breve scontro.  5. esibendo i loro trofei: gli spettatori corrono a raccogliere gli aquiloni caduti e li mostrano orgogliosamente in giro come trofei. COMPRENSIONE 1. Prima della gara, Amir ha la sensazione di andare a un “supplizio” (riga 11). Perché? A. Perché non si sente bene B. Perché pensa che la sua partecipazione alla gara sarà un insuccesso C. Perché non gli piace giocare con gli aquiloni D. Perché sa che perderà e che Hassan lo prenderà in giro 2. Le parole di Hassan danno ad Amir A. la certezza che vincerà la gara B. un senso di orgoglio C. insicurezza D. sicurezza in se stesso 3. Quale aquilone vince la gara? A. Quello che vola più in alto di tutti B. Quello che rimane in cielo dopo che tutti gli altri sono caduti C. Quello più bello a giudizio del pubblico D. Quello che vola più velocemente 4. Perché ad Amir e ad Hassan sanguinano le mani? A. Il filo dell’aquilone, teso dal vento, è tagliente B. Il filo dell’aquilone, teso dal vento, sfugge di mano C. Non sanno maneggiare bene l’aquilone D. Amir è troppo piccolo e magro per il gioco degli aquiloni 5. Chi sono i “cacciatori” (riga 43)? A. I partecipanti alla gara B. Gli aquiloni C. Gli spettatori che cercano di prendere gli aquiloni caduti D. Gli spettatori che cercano di rubare gli aquiloni più belli 6. “Attorno a me non facevano che cadere aquiloni, ma il mio stava ancora volando, stava ancora volando!” (righe 44-45). Questa esclamazione di Amir esprime soprattutto A. meraviglia B. disprezzo per gli altri concorrenti C. fiducia D. orgoglio 7. Chi è il vincitore della gara? A. Amir B. Hassan C. Baba D. Il ragazzo con l’aquilone azzurro LESSICO 8. Nel testo vi sono parecchie similitudini. Riscrivile, completando le frasi con le espressioni date in elenco. stelle cadenti • squali di carta • un grande uccello di carta • un atleta olimpionico la medaglia d’oro • una ruota che si fosse staccata da un’automobile in corsa a. Il mio aquilone saliva alto nel cielo come ...................................................................................................... b. Teneva l’aquilone sopra la testa, come ........................................................................................................... c. In cielo volavano almeno due dozzine di aquiloni, come ..................................................................... d. Vidi l’aquilone azzurro cadere come ................................................................................................................ e. Gli aquiloni abbattuti attraversavano il cielo come ................................................................................. 9. Alla riga 51 l’aggettivo “ambìto” può essere sostituito con A. perduto B. fortemente desiderato C. richiesto con insistenza D. ricco ANALISI 10. Il testo comincia con una breve sequenza A. narrativa B. riflessiva C. descrittiva D. dialogata 11. Quali informazioni possiamo ricavare da questa prima sequenza (righe 1-9)? Indicale con crocette nel seguente elenco. ☐ È estate ☐ È inverno ☐ La vicenda è ambientata in Afghanistan ☐ È una giornata di festa, con una gran folla ☐ Sta per cominciare una manifestazione sportiva ☐ È appena finita una manifestazione sportiva ☐ L’atmosfera è carica di tensione e di mistero ☐ L’atmosfera è allegra 12. Quali informazioni dirette puoi ricavare nel testo sul protagonista? Età: ..................................... Città in cui vive: ..................................... Aspetto fisico (3 aggettivi): .........................................................................................  13. Il testo non fornisce informazioni dirette sul carattere del protagonista. Tuttavia il suo stato d’animo prima della gara ci fa capire che è un ragazzo A. sicuro di sé B. arrogante C. insicuro D. pauroso 14. Quello che hai letto è: A. un testo regolativo, che illustra le regole delle gare con aquiloni B. un testo regolativo, che insegna come si costruisce un aquilone C. un testo descrittivo, che descrive i vari tipi di aquiloni D. un testo narrativo, che racconta lo svolgimento di una gara di aquiloni RIFLETTERE SUL GIOCO COME OCCASIONE DI CRESCITA 15. La gara con gli aquiloni aiuta Amir a crescere perché A. gli permette di vincere un ricco premio B. gli fa conquistare l’affetto e la stima di suo padre C. lo fa sentire più sicuro di sé e delle sue capacità D. d’ora in poi gli altri ragazzi lo rispetteranno 16. Quale, tra i seguenti elementi, contribuisce più di tutti a determinare la vittoria di Amir? A. Il tifo e la presenza del padre B. Una fortuna insperata C. L’incoraggiamento e l’aiuto di Hassan D. La scarsa bravura degli altri giocatori AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° .......... • Le domande finali ☐ mi hanno aiutato ☐ non mi hanno aiutato a riflettere sul valore del gioco nella crescita di una persona.