VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

Cittadinanza attiva SPECIALE GIOCHI DA MASCHI, GIOCHI DA FEMMINE? Attraverso il gioco i bambini imparano a stare con i coetanei, imitano gli adulti, sviluppano la creatività, accettano di perdere… insomma crescono. Oggi molte cose sono cambiate rispetto al passato: i giocattoli sono più sofisticati, nelle città è meno frequente poter giocare all’aperto, sono stati inventati nuovi giochi elettronici, ma sono rimasti lo stesso desiderio e lo stesso entusiasmo per il gioco. È emersa, però, una questione: Ognuno è veramente libero di seguire i propri gusti e le proprie inclinazioni? O è comunque influenzato da quei luoghi comuni secondo cui le bambine devono giocare a certi giochi e i maschi ad altri? Che cosa ne pensate voi? Vi diamo alcuni suggerimenti: • formate dei gruppi di 4 o 5. Ciascuno prenda il quaderno di antologia e scriva il titolo dell’attività, magari a colori; quindi di seguito, senza scambiare opinioni con gli altri, esprima il proprio pensiero rispetto alla domanda posta. Chiedetevi: «Io ho avuto giochi ritenuti adatti al mio essere maschio/femmina? Ne sono stato soddisfatto/a? Avrei voluto altri giochi? Che cosa dicevano a questo proposito genitori, parenti e amici?»; • scrivete brevi frasi o battute; • chiudete il quaderno e rivedete le letture svolte, in particolare Una ruota perfetta e Largo alle ragazze; quindi individuate insieme le parti importanti, quelle cioè che maggiormente mettono in evidenza le differenze tra i giochi considerati maschili o femminili e il perché. Combattiamo i pregiudizi! Pericolo ambulante? Donne al volante pericolo ambulante? Non è vero: le femmine fanno meno incidenti dei maschi! E lo stesso vale per un altro luogo comune: le donne sono meno portate per le materie scientifiche. Le scienziate ci sono, ma a volte ci si dimentica di loro! Come nel caso di Rosalind Franklin, una delle scopritrici del DNA, a cui ingiustamente non è stato dato il premio Nobel. Oppure di Gerlinde Kaltenbrunner, alpinista austriaca che a 13 anni ha compiuto la prima ascensione in roccia sullo Sturzhahn, in Austria, e da allora il suo amore per la montagna l’ha portata ad affiancare l’alpinismo allo scialpinismo e all’arrampicata su roccia e ghiaccio. È la terza alpinista donna a salire tutte le 14 vette sopra gli 8000 metri, ma la prima ad aver scalato tutte le montagne più alte del mondo senza bombole di ossigeno. W I PREGIUDIZI Le bambine sono capricciose e piagnucolose ma buone, ordinate, ubbidienti. I maschi invece sono più ribelli, disordinati, attivi… Ma è davvero così? Qualcuno se lo sente ripetere fin dalla scuola materna… Trovate davvero strano un maschio che piange o tiene in braccio un bambolotto? E se uno ha paura, o magari ama cucinare, lavorare a maglia e aiutare a sparecchiare, siete tentati di dire che si comporta “da femminuccia”? • Confrontatevi all’interno di ciascun gruppo e discutete su quello che è emerso. Parlare Per discutere bene • Non lasciatevi prendere dall’emotività e non alzate la voce. • Prima di controbattere ascoltate che cosa ha da dire il compagno. • Non dite banalità o luoghi comuni. • Cercate di sostenere ogni vostra affermazione con esempi tratti dall’esperienza e dalle letture. ATTENZIONE Non è una gara per stabilire se sono meglio i giochi da femmina o quelli da maschi, ma è un’analisi per capire se effettivamente l’educazione verso i due sessi è diversa e se in qualche modo influenza anche la scelta dei giochi. • Alla fine, ogni gruppo può preparare una presentazione per illustrare i risultati della discussione. • Al computer, con un programma adatto, predisponete una serie di slide colorate e con immagini, per mostrare alla classe le vostre opinioni sull’argomento.
Cittadinanza attiva SPECIALE GIOCHI DA MASCHI, GIOCHI DA FEMMINE? Attraverso il gioco i bambini imparano a stare con i coetanei, imitano gli adulti, sviluppano la creatività, accettano di perdere… insomma crescono. Oggi molte cose sono cambiate rispetto al passato: i giocattoli sono più sofisticati, nelle città è meno frequente poter giocare all’aperto, sono stati inventati nuovi giochi elettronici, ma sono rimasti lo stesso desiderio e lo stesso entusiasmo per il gioco. È emersa, però, una questione: Ognuno è veramente libero di seguire i propri gusti e le proprie inclinazioni? O è comunque influenzato da quei luoghi comuni secondo cui le bambine devono giocare a certi giochi e i maschi ad altri? Che cosa ne pensate voi? Vi diamo alcuni suggerimenti: • formate dei gruppi di 4 o 5. Ciascuno prenda il quaderno di antologia e scriva il titolo dell’attività, magari a colori; quindi di seguito, senza scambiare opinioni con gli altri, esprima il proprio pensiero rispetto alla domanda posta. Chiedetevi: «Io ho avuto giochi ritenuti adatti al mio essere maschio/femmina? Ne sono stato soddisfatto/a? Avrei voluto altri giochi? Che cosa dicevano a questo proposito genitori, parenti e amici?»; • scrivete brevi frasi o battute; • chiudete il quaderno e rivedete le letture svolte, in particolare Una ruota perfetta e Largo alle ragazze; quindi individuate insieme le parti importanti, quelle cioè che maggiormente mettono in evidenza le differenze tra i giochi considerati maschili o femminili e il perché. Combattiamo i pregiudizi! Pericolo ambulante? Donne al volante pericolo ambulante? Non è vero: le femmine fanno meno incidenti dei maschi! E lo stesso vale per un altro luogo comune: le donne sono meno portate per le materie scientifiche. Le scienziate ci sono, ma a volte ci si dimentica di loro! Come nel caso di Rosalind Franklin, una delle scopritrici del DNA, a cui ingiustamente non è stato dato il premio Nobel. Oppure di Gerlinde Kaltenbrunner, alpinista austriaca che a 13 anni ha compiuto la prima ascensione in roccia sullo Sturzhahn, in Austria, e da allora il suo amore per la montagna l’ha portata ad affiancare l’alpinismo allo scialpinismo e all’arrampicata su roccia e ghiaccio. È la terza alpinista donna a salire tutte le 14 vette sopra gli 8000 metri, ma la prima ad aver scalato tutte le montagne più alte del mondo senza bombole di ossigeno. W I PREGIUDIZI Le bambine sono capricciose e piagnucolose ma buone, ordinate, ubbidienti. I maschi invece sono più ribelli, disordinati, attivi… Ma è davvero così? Qualcuno se lo sente ripetere fin dalla scuola materna… Trovate davvero strano un maschio che piange o tiene in braccio un bambolotto? E se uno ha paura, o magari ama cucinare, lavorare a maglia e aiutare a sparecchiare, siete tentati di dire che si comporta “da femminuccia”? • Confrontatevi all’interno di ciascun gruppo e discutete su quello che è emerso. Parlare Per discutere bene • Non lasciatevi prendere dall’emotività e non alzate la voce. • Prima di controbattere ascoltate che cosa ha da dire il compagno. • Non dite banalità o luoghi comuni. • Cercate di sostenere ogni vostra affermazione con esempi tratti dall’esperienza e dalle letture. ATTENZIONE Non è una gara per stabilire se sono meglio i giochi da femmina o quelli da maschi, ma è un’analisi per capire se effettivamente l’educazione verso i due sessi è diversa e se in qualche modo influenza anche la scelta dei giochi. • Alla fine, ogni gruppo può preparare una presentazione per illustrare i risultati della discussione. • Al computer, con un programma adatto, predisponete una serie di slide colorate e con immagini, per mostrare alla classe le vostre opinioni sull’argomento.