VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

CHE COS’È CAMBIATO OGGI? Largo alle ragazze Andrea Minoglio Dalla parte delle femmine «Un articolo dalla parte delle femmine… ma siete matti?». Matti no. Però i numeri vogliamo darli. Eccoli: il 70% del volontariato è svolto da donne. Al contrario, il 95% dei crimini sono commessi da uomini. Magari proprio contro le donne. Secondo una ricerca dell’Università di Harvard, infatti, nel mondo la prima causa di morte per le donne dai 15 ai 44 anni è la violenza. Discriminazioni1. E in Italia? Per fortuna non si arriva a eccessi di Paesi come la Cina dove, ancora oggi, una neonata femmina è considerata una tale sciagura da venire a volte uccisa. Però magari anche a voi sarà capitato di sentire che, rispetto a una bambina, un figlio maschio è… una vera fortuna! Del resto, fino al 1981, anche da noi è esistito il delitto d’onore. In pratica, se un uomo uccideva la moglie, la figlia o la sorella per difendere «l’onore suo o della famiglia» poteva ricevere una pena inferiore. E oggi? Secondo una classifica del World Economic Forum che valuta la presenza delle donne in politica, lavoro ed economia, il nostro Paese è al 75° posto su 115. Vi piace un mondo così? A noi no! E così, abbiamo deciso di chiedere anche a voi ragazzi che cosa ne pensate. Anche perché è proprio alla vostra età, se non prima, che iniziano a crearsi grandi differenze. Belle e sceme? Spiega Loredana Lipperini, giornalista e autrice del libro (che in realtà è per mamma e papà) Ancora dalla parte delle bambine: «Oggi, nonostante alcuni padri abbiano iniziato a prendersi cura dei figli proprio come le mamme, è ancora considerato strano vedere un maschio tenere in braccio un bambolotto, al massimo è tollerato un animale di peluche. Come se le dimostrazioni di affetto e le coccole fossero cose solo “da femmine”. Del resto, basta entrare in un negozio di giocattoli per capirlo. Da una parte quelli per bambini: costruzioni, carte collezionabili, giochi scientifici. Dall’altra, invece, quelli per le bambine: bambole, trucchi e vestiti, magari tutti contrassegnati con un bel colore rosa! I maschi, in pratica, sono invitati a costruire, immaginare e imparare. Le femmine soprattutto a essere belle». Un po’ come se l’intelligenza fosse qualcosa che non le riguarda e dovessero preoccuparsi solo del proprio corpo! Paura di aver paura Ok, ognuno gioca con ciò che preferisce. Basta però che possa scegliere e non si senta costretto. «Anche perché giocare insieme e mischiare i giochi» continua Lipperini «è quanto di più bello ci possa essere, per tutti. Quando i due mondi rimangono separati tutti perdono invece qualcosa, anche i maschi». La pensano così anche alcuni dei 323 ragazzi che hanno partecipato a una recente ricerca nelle scuole curata dalla psicologa Gianna Schelotto. La domanda era: «Se ti svegliassi donna quali sarebbero i tuoi pensieri e le tue emozioni?». La risposta di Mario: «Ciò che invidio alle donne è la paura. Loro possono avere paura senza vergognarsi». (Tratto da: “Focus Junior”) Il testo La protagonista del brano precedente, Anna, aveva sfidato il suo ambiente mettendosi a giocare con i maschi. Il racconto era ambientato prima della Seconda guerra mondiale, quindi circa ottant’anni fa. E ora? Che cosa è cambiato, oggi, nel modo di considerare le donne? L’autore Andrea Minoglio, nato a Milano nel 1968, è un giornalista e lavora per la rivista “Focus Junior”. Nel 2007 ha pubblicato un libro dal titolo I diritti dei bambini, in cui ha raccolto le opinioni di bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni su quali pensano che siano i loro diritti. 1. Discriminazioni: il fatto di trattare in modo diverso, solitamente peggiore, in questo caso le donne. LIBRI PER TE Andrea Minoglio, Focus Junior - I diritti dei bambini, Mondadori «Tutti i bambini devono avere gli stessi diritti»: così afferma il secondo articolo della Convenzione Internazionale dei Diritti del Fanciullo delle Nazioni Unite, approvata nel 1989. Questo volume si occupa di esplorare il mondo dei diritti dell’infanzia, attraverso i racconti dei bambini. Anche di quei bambini e ragazzi che sono stati privati dei loro diritti, perché hanno vissuto guerre, violenze e abusi. COMPRENDERE 1. A chi è rivolto questo articolo? Quale frase del testo ti ha aiutato a rispondere? Sottolineala. 2. L’articolo riporta soltanto le idee di chi scrive o quanto detto è confermato da altre informazioni? Sottolinea qualche esempio. LESSICO 3. Alle righe 2-3 la frase «… ma siete matti? Matti no. Però i numeri vogliamo darli» gioca sul diverso uso dell’espressione “dare i numeri”. • Quando si dice a una persona, scherzando: «Ma dai i numeri?» si usa un’espressione del linguaggio figurato. Infatti, in questo caso “dare i numeri” significa essere ................................. • Invece, nell’espressione «i numeri vogliamo darli» il termine “numeri” può essere sostituito da ☐ quantità ☐ elenchi ☐ dati ☐ gruppi 4. Quesito INVALSI La frase «Oggi, nonostante alcuni padri abbiano iniziato a prendersi cura dei figli proprio come le mamme, è ancora considerato strano vedere un maschio tenere in braccio un bambolotto» (r. 24-26) vuol dire che A. anche se comincia a essere considerato normale che i padri si occupino dei figli piccoli, quando un bambino gioca con le bambole è giudicato bizzarro B. da adulti i maschi incominciano a prendersi cura dei figli, ma i bambini non giocano mai con i bambolotti, che sono considerati per le bambine C. è ancora considerato strano vedere un maschio che tiene in braccio un bambolotto, al massimo è tollerato un animale di peluche D. i bambini giocano ai bambolotti come fossero padri, mentre i padri adulti hanno difficoltà a prendersi cura dei figli 5. Quesito INVALSI Nel testo, per due volte l’autore fa uso della parola “basta”. a. Nella frase “basta entrare in un negozio per capirlo” (r. 30) la parola “basta” significa A. è sufficiente B. a condizione che C. stop D. infatti b. Nella frase “Basta però che possa scegliere” (r. 40-41) la parola “basta” significa A. è sufficiente B. a condizione che C. stop D. infatti ANALIZZARE 6. L’articolo, come hai visto, è diviso in tre parti, ciascuna delle quali con un proprio titolo. Inserisci nella tabella le informazioni principali relative alle tre parti. • i giocattoli sono ancora diversi per bambini e per bambine • 70% del volontariato è femminile • 95% dei crimini commessi da uomini • molti giocattoli per i maschi portano a creare e imparare • prima causa di morte donne da 15 a 44 anni = violenza • per le bambine sono previsti soprattutto trucchi, vestiti, bambole • anche i maschi vorrebbero poter fare a meno del ruolo di coraggiosi • in realtà basterebbe essere liberi di scegliere quello che si preferisce • Italia al 75° posto su 115 per presenza donne in politica, lavoro ed economia • l’ideale sarebbe mescolare giochi “da femmine” e giochi “da maschi” 7. Secondo te, qual è lo scopo di questo testo? ☐ divertire ☐ narrare ☐ informare ☐ descrivere ESPRIMERE E VALUTARE 8. Parlare Quale parte dell’articolo ti ha interessato di più? Perché? Ti piacerebbe saperne di più? Su quali argomenti? Confronta in classe la tua opinione.
CHE COS’È CAMBIATO OGGI? Largo alle ragazze Andrea Minoglio Dalla parte delle femmine «Un articolo dalla parte delle femmine… ma siete matti?». Matti no. Però i numeri vogliamo darli. Eccoli: il 70% del volontariato è svolto da donne. Al contrario, il 95% dei crimini sono commessi da uomini. Magari proprio contro le donne. Secondo una ricerca dell’Università di Harvard, infatti, nel mondo la prima causa di morte per le donne dai 15 ai 44 anni è la violenza. Discriminazioni1. E in Italia? Per fortuna non si arriva a eccessi di Paesi come la Cina dove, ancora oggi, una neonata femmina è considerata una tale sciagura da venire a volte uccisa. Però magari anche a voi sarà capitato di sentire che, rispetto a una bambina, un figlio maschio è… una vera fortuna! Del resto, fino al 1981, anche da noi è esistito il delitto d’onore. In pratica, se un uomo uccideva la moglie, la figlia o la sorella per difendere «l’onore suo o della famiglia» poteva ricevere una pena inferiore. E oggi? Secondo una classifica del World Economic Forum che valuta la presenza delle donne in politica, lavoro ed economia, il nostro Paese è al 75° posto su 115. Vi piace un mondo così? A noi no! E così, abbiamo deciso di chiedere anche a voi ragazzi che cosa ne pensate. Anche perché è proprio alla vostra età, se non prima, che iniziano a crearsi grandi differenze. Belle e sceme? Spiega Loredana Lipperini, giornalista e autrice del libro (che in realtà è per mamma e papà) Ancora dalla parte delle bambine: «Oggi, nonostante alcuni padri abbiano iniziato a prendersi cura dei figli proprio come le mamme, è ancora considerato strano vedere un maschio tenere in braccio un bambolotto, al massimo è tollerato un animale di peluche. Come se le dimostrazioni di affetto e le coccole fossero cose solo “da femmine”. Del resto, basta entrare in un negozio di giocattoli per capirlo. Da una parte quelli per bambini: costruzioni, carte collezionabili, giochi scientifici. Dall’altra, invece, quelli per le bambine: bambole, trucchi e vestiti, magari tutti contrassegnati con un bel colore rosa! I maschi, in pratica, sono invitati a costruire, immaginare e imparare. Le femmine soprattutto a essere belle». Un po’ come se l’intelligenza fosse qualcosa che non le riguarda e dovessero preoccuparsi solo del proprio corpo! Paura di aver paura Ok, ognuno gioca con ciò che preferisce. Basta però che possa scegliere e non si senta costretto. «Anche perché giocare insieme e mischiare i giochi» continua Lipperini «è quanto di più bello ci possa essere, per tutti. Quando i due mondi rimangono separati tutti perdono invece qualcosa, anche i maschi». La pensano così anche alcuni dei 323 ragazzi che hanno partecipato a una recente ricerca nelle scuole curata dalla psicologa Gianna Schelotto. La domanda era: «Se ti svegliassi donna quali sarebbero i tuoi pensieri e le tue emozioni?». La risposta di Mario: «Ciò che invidio alle donne è la paura. Loro possono avere paura senza vergognarsi». (Tratto da: “Focus Junior”) Il testo La protagonista del brano precedente, Anna, aveva sfidato il suo ambiente mettendosi a giocare con i maschi. Il racconto era ambientato prima della Seconda guerra mondiale, quindi circa ottant’anni fa. E ora? Che cosa è cambiato, oggi, nel modo di considerare le donne? L’autore Andrea Minoglio, nato a Milano nel 1968, è un giornalista e lavora per la rivista “Focus Junior”. Nel 2007 ha pubblicato un libro dal titolo I diritti dei bambini, in cui ha raccolto le opinioni di bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni su quali pensano che siano i loro diritti. 1. Discriminazioni: il fatto di trattare in modo diverso, solitamente peggiore, in questo caso le donne. LIBRI PER TE Andrea Minoglio, Focus Junior - I diritti dei bambini, Mondadori «Tutti i bambini devono avere gli stessi diritti»: così afferma il secondo articolo della Convenzione Internazionale dei Diritti del Fanciullo delle Nazioni Unite, approvata nel 1989. Questo volume si occupa di esplorare il mondo dei diritti dell’infanzia, attraverso i racconti dei bambini. Anche di quei bambini e ragazzi che sono stati privati dei loro diritti, perché hanno vissuto guerre, violenze e abusi. COMPRENDERE 1. A chi è rivolto questo articolo? Quale frase del testo ti ha aiutato a rispondere? Sottolineala. 2. L’articolo riporta soltanto le idee di chi scrive o quanto detto è confermato da altre informazioni? Sottolinea qualche esempio. LESSICO 3. Alle righe 2-3 la frase «… ma siete matti? Matti no. Però i numeri vogliamo darli» gioca sul diverso uso dell’espressione “dare i numeri”. • Quando si dice a una persona, scherzando: «Ma dai i numeri?» si usa un’espressione del linguaggio figurato. Infatti, in questo caso “dare i numeri” significa essere ................................. • Invece, nell’espressione «i numeri vogliamo darli» il termine “numeri” può essere sostituito da ☐ quantità  ☐ elenchi  ☐ dati  ☐ gruppi 4. Quesito INVALSI La frase «Oggi, nonostante alcuni padri abbiano iniziato a prendersi cura dei figli proprio come le mamme, è ancora considerato strano vedere un maschio tenere in braccio un bambolotto» (r. 24-26) vuol dire che A. anche se comincia a essere considerato normale che i padri si occupino dei figli piccoli, quando un bambino gioca con le bambole è giudicato bizzarro B. da adulti i maschi incominciano a prendersi cura dei figli, ma i bambini non giocano mai con i bambolotti, che sono considerati per le bambine C. è ancora considerato strano vedere un maschio che tiene in braccio un bambolotto, al massimo è tollerato un animale di peluche D. i bambini giocano ai bambolotti come fossero padri, mentre i padri adulti hanno difficoltà a prendersi cura dei figli 5. Quesito INVALSI Nel testo, per due volte l’autore fa uso della parola “basta”. a. Nella frase “basta entrare in un negozio per capirlo” (r. 30) la parola “basta” significa A. è sufficiente B. a condizione che C. stop D. infatti b. Nella frase “Basta però che possa scegliere” (r. 40-41) la parola “basta” significa A. è sufficiente B. a condizione che C. stop D. infatti ANALIZZARE 6. L’articolo, come hai visto, è diviso in tre parti, ciascuna delle quali con un proprio titolo. Inserisci nella tabella le informazioni principali relative alle tre parti. • i giocattoli sono ancora diversi per bambini e per bambine • 70% del volontariato è femminile • 95% dei crimini commessi da uomini • molti giocattoli per i maschi portano a creare e imparare • prima causa di morte donne da 15 a 44 anni = violenza • per le bambine sono previsti soprattutto trucchi, vestiti, bambole • anche i maschi vorrebbero poter fare a meno del ruolo di coraggiosi • in realtà basterebbe essere liberi di scegliere quello che si preferisce • Italia al 75° posto su 115 per presenza donne in politica, lavoro ed economia • l’ideale sarebbe mescolare giochi “da femmine” e giochi “da maschi” 7. Secondo te, qual è lo scopo di questo testo? ☐ divertire  ☐ narrare ☐ informare  ☐ descrivere ESPRIMERE E VALUTARE 8. Parlare Quale parte dell’articolo ti ha interessato di più? Perché? Ti piacerebbe saperne di più? Su quali argomenti? Confronta in classe la tua opinione.