VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

CI SONO GIOCHI DA MASCHI E GIOCHI DA FEMMINE? Una ruota perfetta Judith Kerr Insomma la scuola le piaceva. C’era solo una cosa che non le andava giù: qui non giocavano mai con i maschi. A Berlino, lei e Max giocavano sempre in gruppo, maschi e femmine, anche a scuola. Qui, invece, era una barba, perché le bambine non facevano che giocare a «mondo». All’ora di ricreazione, le capitava di guardare con invidia i maschi che facevano giochi più divertenti, eccitanti… Un giorno capitò che non c’era nessuna bambina disponibile neppure per «mondo». E perché? Perché i signori maschi si sbizzarrivano a fare la ruota e le bambine se ne stavano sedute composte e silenziose come mummie a guardarli di sottecchi1; persino Roesli, che si era sbucciata un ginocchio, era seduta con loro. Non parliamo poi di Vreneli, che divorava con lo sguardo quel ragazzotto coi capelli rossi, quello che tentava di fare la ruota e non ci riusciva, continuando a ricadere sul fianco. A questo punto Anna chiese a Vreneli: - Vuoi giocare a mondo? - ma Vreneli scosse il capo distrattamente. Roba da matti, pensare che ad Anna piaceva tanto la ruota e invece il «Rosso» non ce la faceva. E così d’un tratto non stette più nella pelle, lasciò il gruppo di femmine e si diresse verso i maschi. - Senti - disse al «Rosso» - devi tenere le gambe dritte, così - e Anna si esibì in una perfetta ruota. Gli altri ragazzi, sbalorditi, fecero un passo indietro e si misero a ridacchiare. Il «Rosso» ebbe un attimo di esitazione. - Dai, è facile - lo incoraggiò Anna. - Ti riuscirà benissimo, basta che ti ricordi come tenere le gambe. Il «Rosso» esitava ancora, ma i compagni lo incitarono: - Dai, prova! Allora lui provò e bisogna riconoscere che questa volta andò molto meglio. Anna gli mostrò ancora una volta come doveva fare e finalmente lui capì e riuscì a eseguire una perfetta ruota, proprio mentre la campanella suonava la fine della ricreazione. Anna si riunì alle compagne, mentre i maschi continuavano a guardarla ridacchiando, e le bambine, neanche a farlo apposta, la ignorarono; si capiva benissimo che Vreneli era arrabbiata, mentre Roesli accennava a un timido sorriso rivolto ad Anna. Alla fine delle lezioni, mentre Anna e Vreneli tornavano a casa da scuola, Anna cominciò a chiedersi come mai Vreneli non le rivolgesse più la parola. - Cos’hai, Vreneli? - domandò. Vreneli scosse le trecce sottili e non spiccicò parola. - Ma cos’hai? - insistette Anna. Vreneli, senza degnarla neppure di uno sguardo, proruppe2: - Sai benissimo cos’ho! - Ma io non so un corno! - rispose Anna. - Sì che lo sai! - ribatté inviperita Vreneli. - Accidenti, ma io non so niente, davvero, su, dimmelo! Anna era esasperata. Ma Vreneli rimase a bocca chiusa. Continuò a camminare in silenzio, con il naso all’aria e gli occhi fissi chissà dove, senza guardare Anna neppure di sfuggita. Soltanto quando arrivarono alla pensione e stavano per separarsi, Vreneli si voltò rapidamente verso di lei e Anna notò con sorpresa che Vreneli non soltanto era arrabbiata ma era anche sul punto di piangere. - E guarda che tutti ti abbiamo visto le mutande! - strillò come un’aquila e scappò via. (Tratto da: J. Kerr, Quando Hitler rubò il coniglio rosa, Rizzoli) Il testo In passato i giochi da maschi erano ben distinti da quelli delle femmine. Nella storia che leggerai, Anna, la protagonista, “sfida” i luoghi comuni e si dirige verso il gruppo dei maschi. L’autrice Judith Kerr è nata a Berlino nel 1923. A 11 anni lasciò la Germania con la famiglia, per sfuggire alla persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti. Dopo essere stati in Svizzera e in Francia si stabilirono in Inghilterra. Questo brano, ambientato in Svizzera, è tratto dal suo romanzo più famoso, Quando Hitler rubò il coniglio rosa. 1. di sottecchi: di nascosto. 2. proruppe: sbottò, esclamò con impeto. COMPRENDERE 1. Perché Anna non approva il modo in cui si svolgono i giochi? 2. Qual è il gioco più diffuso tra le compagne di Anna? 3. «E così d’un tratto non stette più nella pelle, lasciò il gruppo di femmine e si diresse verso i maschi» (r. 18-20): perché Anna decide di andare a giocare con i maschi? 4. Come reagiscono le compagne di Anna? 5. Perché il Rosso esita a mettere in pratica i consigli di Anna? 6. Dopo la scuola, sulla strada verso casa, Vreneli non rivolge la parola ad Anna. Solo quando sono sul punto di separarsi, rinfaccia alla compagna che tutti le hanno visto le mutande, ma ci sono altri motivi per cui è arrabbiata con lei. Quali sono, secondo te? LESSICO te 7. Ecco alcune frasi tratte dal brano che hai appena letto: spiega sul tuo quaderno il significato delle espressioni del linguaggio figurato sottolineate. Successivamente, inventa e scrivi per ognuna una frase di senso compiuto. • E così d’un tratto non stette più nella pelle, lasciò il gruppo di femmine e si diresse verso i maschi. • - Ma io non so un corno! • - Sì che lo sai! - ribatté inviperita Vreneli. • - E guarda che tutti ti abbiamo visto le mutande! - strillò come un’aquila e scappò via.sto ESPRIMERE E VALUTARE 8. Parlare Immagina di far parte del gruppo delle ragazze: che cosa penseresti di Anna? E del comportamento di Vreneli e delle altre compagne? Confronta le tue opinioni con quelle dei tuoi compagni. 9. Scrivere Nella cittadina in cui si è trasferita Anna, le ragazze non giocano con i ragazzi, anzi, qualche volta non giocano nemmeno, per poter invece ammirare, «composte e silenziose come mummie», i giochi dei maschi. Che cosa ne pensi? Racconta in un breve testo, seguendo questi spunti: • Anche tu pensi che le ragazze non debbano giocare con i maschi? • Nella tua esperienza personale, giocate poco insieme perché amate giochi diversi o perché non usa? • Oppure abitualmente giocate insieme? A quali giochi, soprattutto? LIBRI PER TE Judith Kerr, Quando Hitler rubò il coniglio rosa, Rizzoli Essere costretta a fuggire dal suo Paese per salvarsi dalla persecuzione nazista, per Anna significa non solo abbandonare una vita spensierata, la sua bella casa, i compagni di scuola e la sua migliore amica, ma anche dover prendere la dolorosa decisione di separarsi dal suo amato coniglietto rosa di peluche… Questo libro, ispirato alle vicende realmente vissute dall’autrice, racconta la storia di una famiglia alla ricerca di un luogo dove rimettere radici, dove ricostruire finalmente la propria vita. È la storia di un’infanzia rubata, ma anche di un’avventura ricca di scoperte, incontri, emozioni. AL CINEMA I maschi possono fare danza classica? E le femmine possono giocare in una squadra di calcio? • Tanti ragazzi fanno danza classica (da Billy Elliot di Stephen Daldry) • Ora sei grande! È ora che cominci a comportarti come una donna! • Una squadra di calcio femminile (da Sognando Beckham di Gurinder Chadha)
CI SONO GIOCHI DA MASCHI E GIOCHI DA FEMMINE? Una ruota perfetta Judith Kerr Insomma la scuola le piaceva. C’era solo una cosa che non le andava giù: qui non giocavano mai con i maschi. A Berlino, lei e Max giocavano sempre in gruppo, maschi e femmine, anche a scuola. Qui, invece, era una barba, perché le bambine non facevano che giocare a «mondo». All’ora di ricreazione, le capitava di guardare con invidia i maschi che facevano giochi più divertenti, eccitanti… Un giorno capitò che non c’era nessuna bambina disponibile neppure per «mondo». E perché? Perché i signori maschi si sbizzarrivano a fare la ruota e le bambine se ne stavano sedute composte e silenziose come mummie a guardarli di sottecchi1; persino Roesli, che si era sbucciata un ginocchio, era seduta con loro. Non parliamo poi di Vreneli, che divorava con lo sguardo quel ragazzotto coi capelli rossi, quello che tentava di fare la ruota e non ci riusciva, continuando a ricadere sul fianco. A questo punto Anna chiese a Vreneli: - Vuoi giocare a mondo? - ma Vreneli scosse il capo distrattamente. Roba da matti, pensare che ad Anna piaceva tanto la ruota e invece il «Rosso» non ce la faceva. E così d’un tratto non stette più nella pelle, lasciò il gruppo di femmine e si diresse verso i maschi. - Senti - disse al «Rosso» - devi tenere le gambe dritte, così - e Anna si esibì in una perfetta ruota. Gli altri ragazzi, sbalorditi, fecero un passo indietro e si misero a ridacchiare. Il «Rosso» ebbe un attimo di esitazione. - Dai, è facile - lo incoraggiò Anna. - Ti riuscirà benissimo, basta che ti ricordi come tenere le gambe. Il «Rosso» esitava ancora, ma i compagni lo incitarono: - Dai, prova! Allora lui provò e bisogna riconoscere che questa volta andò molto meglio. Anna gli mostrò ancora una volta come doveva fare e finalmente lui capì e riuscì a eseguire una perfetta ruota, proprio mentre la campanella suonava la fine della ricreazione. Anna si riunì alle compagne, mentre i maschi continuavano a guardarla ridacchiando, e le bambine, neanche a farlo apposta, la ignorarono; si capiva benissimo che Vreneli era arrabbiata, mentre Roesli accennava a un timido sorriso rivolto ad Anna. Alla fine delle lezioni, mentre Anna e Vreneli tornavano a casa da scuola, Anna cominciò a chiedersi come mai Vreneli non le rivolgesse più la parola. - Cos’hai, Vreneli? - domandò. Vreneli scosse le trecce sottili e non spiccicò parola. - Ma cos’hai? - insistette Anna. Vreneli, senza degnarla neppure di uno sguardo, proruppe2: - Sai benissimo cos’ho! - Ma io non so un corno! - rispose Anna. - Sì che lo sai! - ribatté inviperita Vreneli. - Accidenti, ma io non so niente, davvero, su, dimmelo! Anna era esasperata. Ma Vreneli rimase a bocca chiusa. Continuò a camminare in silenzio, con il naso all’aria e gli occhi fissi chissà dove, senza guardare Anna neppure di sfuggita. Soltanto quando arrivarono alla pensione e stavano per separarsi, Vreneli si voltò rapidamente verso di lei e Anna notò con sorpresa che Vreneli non soltanto era arrabbiata ma era anche sul punto di piangere. - E guarda che tutti ti abbiamo visto le mutande! - strillò come un’aquila e scappò via. (Tratto da: J. Kerr, Quando Hitler rubò il coniglio rosa, Rizzoli) Il testo In passato i giochi da maschi erano ben distinti da quelli delle femmine. Nella storia che leggerai, Anna, la protagonista, “sfida” i luoghi comuni e si dirige verso il gruppo dei maschi.  L’autrice Judith Kerr è nata a Berlino nel 1923. A 11 anni lasciò la Germania con la famiglia, per sfuggire alla persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti. Dopo essere stati in Svizzera e in Francia si stabilirono in Inghilterra. Questo brano, ambientato in Svizzera, è tratto dal suo romanzo più famoso, Quando Hitler rubò il coniglio rosa. 1. di sottecchi: di nascosto. 2. proruppe: sbottò, esclamò con impeto. COMPRENDERE 1. Perché Anna non approva il modo in cui si svolgono i giochi? 2. Qual è il gioco più diffuso tra le compagne di Anna? 3. «E così d’un tratto non stette più nella pelle, lasciò il gruppo di femmine e si diresse verso i maschi» (r. 18-20): perché Anna decide di andare a giocare con i maschi? 4. Come reagiscono le compagne di Anna? 5. Perché il Rosso esita a mettere in pratica i consigli di Anna? 6. Dopo la scuola, sulla strada verso casa, Vreneli non rivolge la parola ad Anna. Solo quando sono sul punto di separarsi, rinfaccia alla compagna che tutti le hanno visto le mutande, ma ci sono altri motivi per cui è arrabbiata con lei. Quali sono, secondo te? LESSICO te 7. Ecco alcune frasi tratte dal brano che hai appena letto: spiega sul tuo quaderno il significato delle espressioni del linguaggio figurato sottolineate. Successivamente, inventa e scrivi per ognuna una frase di senso compiuto. • E così d’un tratto non stette più nella pelle, lasciò il gruppo di femmine e si diresse verso i maschi. • - Ma io non so un corno! • - Sì che lo sai! - ribatté inviperita Vreneli. • - E guarda che tutti ti abbiamo visto le mutande! - strillò come un’aquila e scappò via.sto ESPRIMERE E VALUTARE 8. Parlare Immagina di far parte del gruppo delle ragazze: che cosa penseresti di Anna? E del comportamento di Vreneli e delle altre compagne? Confronta le tue opinioni con quelle dei tuoi compagni. 9. Scrivere Nella cittadina in cui si è trasferita Anna, le ragazze non giocano con i ragazzi, anzi, qualche volta non giocano nemmeno, per poter invece ammirare, «composte e silenziose come mummie», i giochi dei maschi. Che cosa ne pensi? Racconta in un breve testo, seguendo questi spunti: • Anche tu pensi che le ragazze non debbano giocare con i maschi? • Nella tua esperienza personale, giocate poco insieme perché amate giochi diversi o perché non usa? • Oppure abitualmente giocate insieme? A quali giochi, soprattutto? LIBRI PER TE Judith Kerr, Quando Hitler rubò il coniglio rosa, Rizzoli Essere costretta a fuggire dal suo Paese per salvarsi dalla persecuzione nazista, per Anna significa non solo abbandonare una vita spensierata, la sua bella casa, i compagni di scuola e la sua migliore amica, ma anche dover prendere la dolorosa decisione di separarsi dal suo amato coniglietto rosa di peluche… Questo libro, ispirato alle vicende realmente vissute dall’autrice, racconta la storia di una famiglia alla ricerca di un luogo dove rimettere radici, dove ricostruire finalmente la propria vita. È la storia di un’infanzia rubata, ma anche di un’avventura ricca di scoperte, incontri, emozioni. AL CINEMA I maschi possono fare danza classica? E le femmine possono giocare in una squadra di calcio? • Tanti ragazzi fanno danza classica (da Billy Elliot di Stephen Daldry) • Ora sei grande! È ora che cominci a comportarti come una donna! • Una squadra di calcio femminile (da Sognando Beckham di Gurinder Chadha)