VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

GIOCARE DA SOLI NON È DIVERTENTE Vuoi giocare con noi? Margherita Hack Dopo l’esame di licenza elementare mi iscrissi al ginnasio, i cui primi tre anni corrispondevano all’attuale scuola media. A scuola andavo bene, senza troppa fatica e senza troppa gloria. Ma appena avevo del tempo libero cercavo di passarlo all’aperto. Anche adesso è così: preferisco stare nella natura piuttosto che chiusa in una biblioteca o in un museo. Appena finiva la scuola, mi precipitavo al Bobolino, il giardino pubblico non lontano da casa, diviso in tre parti. La parte più alta, dove mi portava il babbo quando ero più piccola, è troppo ripida e non è adatta per giocare a palla o a correre, mentre la parte bassa è tutta panchine e aiuole fiorite. Il Bobolino di mezzo, invece, ha grandi prati alberati, ed era per me il posto più bello del mondo. Il babbo mi accompagnava, si sedeva in terra con le spalle appoggiate a un albero e mi lasciava libera, mentre lui leggeva i suoi libri. Correvo, mi arrampicavo sugli alberi come una scimmia, a volte mi facevo male… ma lui non si preoccupava. Quasi sempre ero sola, non avevo con chi giocare, e spesso mi annoiavo. Raramente avevo il coraggio di chiedere ad altri gruppi di ragazzi di far giocare anche me. Spesso alla mia richiesta seguiva un umiliante rifiuto. Avevo la palla, ma giocare da soli non era un grande divertimento, anche se il babbo spesso giocava a lungo con me. Un certo giorno arrivò un gruppetto di tre ragazzi e una bambina che non conoscevo. Una possibile compagnia. Non osavo farmi avanti io, per paura di sentirmi respingere come spesso capitava. Ma, per fortuna, fu proprio il più grande dei tre che si avvicinò: «Vuoi giocare con noi?» mi chiese, forse attirato dalla palla che io avevo e loro no. Era Aldo, aveva tredici anni, due più di me. Quell’estate giocammo sempre insieme, e nacque una grande amicizia. (Tratto da: S. Cerrato - M. Hack, L’universo di Margherita, Editoriale Scienza) Il testo In questo brano la scienziata Margherita Hack racconta un episodio della sua infanzia. L’autrice Margherita Hack (1922-2013), nata a Firenze, è stata una delle maggiori personalità del mondo scientifico e culturale italiano. Laureata in astrofisica, fu la prima donna italiana a dirigere un osservatorio astronomico. È stata molto attiva anche nel campo della divulgazione scientifica e dell’impegno civile, difendendo sempre il metodo scientifico contro le tante forme di superstizione e irrazionalismo che ancora segnano l’inizio di questo nuovo millennio. Tra i molti riconoscimenti che ha ricevuto, vi è anche un asteroide che porta il suo nome. LESSICO 1. Quesito INVALSI L’espressione “senza troppa fatica e senza troppa gloria” (riga 3) indica che la giovane Margherita studiava A. con grande sforzo ma con buoni risultati B. con poco sforzo e con risultati buoni C. con poco sforzo e con risultati brillanti D. con poco impegno e con poco onore 2. Quesito INVALSI Alla riga 20, l’aggettivo “umiliante” vuole far capire che il rifiuto faceva sentire la ragazzina A. offesa B. imbarazzata C. mortificata D. arrabbiata COMPRENDERE 3. Che cosa amava fare Margherita nel tempo libero? 4. Dove trascorreva preferibilmente i pomeriggi? 5. Chi l’accompagnava? ANALIZZARE 6. Il testo che hai letto è scritto (tre risposte) ☐ in prima persona ☐ in terza persona ☐ da un narratore esterno alla storia ☐ da un narratore interno alla storia ☐ da un’autrice che conosce bene i fatti ☐ dall’autrice che riferisce esperienze personali 7. Quali affermazioni sono corrette? Indica vero (V) e falso (F). Da ragazzina, Margherita a. andava male a scuola b. amava stare all’aria aperta c. preferiva i giochi tranquilli d. amava esplorare, correre, arrampicarsi e. era piuttosto timida f. non voleva farsi avanti per paura di essere respinta g. strinse amicizia con un ragazzo più piccolo di lei ESPRIMERE E VALUTARE 8. Parlare Secondo te, Margherita trova sbagliato il fatto che il padre la lasciava libera di fare quello che voleva nel parco, e che non si preoccupava anche se si faceva male? Oppure ricorda con affetto e riconoscenza proprio la possibilità di muoversi in piena libertà? Esprimi e confronta la tua opinione in classe.
GIOCARE DA SOLI NON È DIVERTENTE Vuoi giocare con noi? Margherita Hack Dopo l’esame di licenza elementare mi iscrissi al ginnasio, i cui primi tre anni corrispondevano all’attuale scuola media. A scuola andavo bene, senza troppa fatica e senza troppa gloria. Ma appena avevo del tempo libero cercavo di passarlo all’aperto. Anche adesso è così: preferisco stare nella natura piuttosto che chiusa in una biblioteca o in un museo. Appena finiva la scuola, mi precipitavo al Bobolino, il giardino pubblico non lontano da casa, diviso in tre parti. La parte più alta, dove mi portava il babbo quando ero più piccola, è troppo ripida e non è adatta per giocare a palla o a correre, mentre la parte bassa è tutta panchine e aiuole fiorite. Il Bobolino di mezzo, invece, ha grandi prati alberati, ed era per me il posto più bello del mondo. Il babbo mi accompagnava, si sedeva in terra con le spalle appoggiate a un albero e mi lasciava libera, mentre lui leggeva i suoi libri. Correvo, mi arrampicavo sugli alberi come una scimmia, a volte mi facevo male… ma lui non si preoccupava. Quasi sempre ero sola, non avevo con chi giocare, e spesso mi annoiavo. Raramente avevo il coraggio di chiedere ad altri gruppi di ragazzi di far giocare anche me. Spesso alla mia richiesta seguiva un umiliante rifiuto. Avevo la palla, ma giocare da soli non era un grande divertimento, anche se il babbo spesso giocava a lungo con me. Un certo giorno arrivò un gruppetto di tre ragazzi e una bambina che non conoscevo. Una possibile compagnia. Non osavo farmi avanti io, per paura di sentirmi respingere come spesso capitava. Ma, per fortuna, fu proprio il più grande dei tre che si avvicinò: «Vuoi giocare con noi?» mi chiese, forse attirato dalla palla che io avevo e loro no. Era Aldo, aveva tredici anni, due più di me. Quell’estate giocammo sempre insieme, e nacque una grande amicizia. (Tratto da: S. Cerrato - M. Hack, L’universo di Margherita, Editoriale Scienza) Il testo In questo brano la scienziata Margherita Hack racconta un episodio della sua infanzia. L’autrice Margherita Hack (1922-2013), nata a Firenze, è stata una delle maggiori personalità del mondo scientifico e culturale italiano. Laureata in astrofisica, fu la prima donna italiana a dirigere un osservatorio astronomico. È stata molto attiva anche nel campo della divulgazione scientifica e dell’impegno civile, difendendo sempre il metodo scientifico contro le tante forme di superstizione e irrazionalismo che ancora segnano l’inizio di questo nuovo millennio. Tra i molti riconoscimenti che ha ricevuto, vi è anche un asteroide che porta il suo nome. LESSICO 1. Quesito INVALSI L’espressione “senza troppa fatica e senza troppa gloria” (riga 3) indica che la giovane Margherita studiava A. con grande sforzo ma con buoni risultati B. con poco sforzo e con risultati buoni C. con poco sforzo e con risultati brillanti D. con poco impegno e con poco onore 2. Quesito INVALSI Alla riga 20, l’aggettivo “umiliante” vuole far capire che il rifiuto faceva sentire la ragazzina A. offesa B. imbarazzata C. mortificata D. arrabbiata COMPRENDERE 3. Che cosa amava fare Margherita nel tempo libero? 4. Dove trascorreva preferibilmente i pomeriggi? 5. Chi l’accompagnava? ANALIZZARE 6. Il testo che hai letto è scritto (tre risposte) ☐ in prima persona ☐ in terza persona ☐ da un narratore esterno alla storia ☐ da un narratore interno alla storia ☐ da un’autrice che conosce bene i fatti ☐ dall’autrice che riferisce esperienze personali 7. Quali affermazioni sono corrette? Indica vero (V) e falso (F). Da ragazzina, Margherita a. andava male a scuola b. amava stare all’aria aperta c. preferiva i giochi tranquilli d. amava esplorare, correre, arrampicarsi e. era piuttosto timida f. non voleva farsi avanti per paura di essere respinta g. strinse amicizia con un ragazzo più piccolo di lei ESPRIMERE E VALUTARE 8. Parlare Secondo te, Margherita trova sbagliato il fatto che il padre la lasciava libera di fare quello che voleva nel parco, e che non si preoccupava anche se si faceva male? Oppure ricorda con affetto e riconoscenza proprio la possibilità di muoversi in piena libertà? Esprimi e confronta la tua opinione in classe.