VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

PER GIOCARE BISOGNA FANTASTICARE Prima regola: la fantasia! Gianni Rodari Un giorno il piccolo Claudio giocava sotto il portone di casa, e sulla strada passò un bel vecchio con gli occhiali d’oro, che camminava curvo, appoggiandosi a un bastone, e proprio davanti al portone il bastone gli cadde. Claudio fu pronto a raccoglierlo e lo porse al vecchio, che sorrise e disse: - Grazie, ma non mi serve. Posso camminare benissimo senza. Se ti piace, tienilo. E senza aspettare risposta si allontanò, e pareva meno curvo di prima. Claudio rimase lì col bastone fra le mani e non sapeva che farne. Era un comune bastone di legno, col manico ricurvo e il puntale1 di ferro, e niente altro di speciale da notare. Claudio picchiò due o tre volte il puntale per terra, poi, quasi senza pensarci, inforcò il bastone ed ecco che non era più un bastone, ma un cavallo, un meraviglioso puledro nero con una stella bianca in fronte, che si slanciò al galoppo intorno al cortile, nitrendo e facendo sprizzare scintille dai ciottoli. Quando Claudio, meravigliato e un po’ spaventato, riuscì a rimettere il piede a terra, il bastone era di nuovo un bastone, e non aveva zoccoli ma un semplice puntale arrugginito, né criniera, ma il solito manico ricurvo. «Voglio riprovare» decise Claudio, quando ebbe ripreso fiato. Inforcò di nuovo il bastone, e stavolta non fu un cavallo, ma un cammello a due gobbe, e il cortile era un immenso deserto da attraversare, però Claudio non aveva paura e scrutava in lontananza, per veder comparire l’oasi. «È certamente un bastone fatato», si disse Claudio, inforcandolo per la terza volta. Adesso era un’automobile da corsa, tutta rossa, col numero scritto in bianco sul cofano, e il cortile una pista rombante, e Claudio arrivava sempre primo al traguardo. Poi il bastone fu un motoscafo, e il cortile un lago dalle acque calme e verdi, e poi un’astronave che fendeva2 lo spazio, lasciandosi dietro una scia di stelle. Ogni volta che Claudio rimetteva il piede a terra il bastone riprendeva il suo pacifico aspetto, il manico lucido, il vecchio puntale. Il pomeriggio passò veloce tra quei giochi. Verso sera Claudio si riaffacciò per caso sulla strada, ed ecco di ritorno il vecchio dagli occhiali d’oro. Claudio lo osservò con curiosità, ma non poté vedere in lui niente di speciale: era un vecchio signore qualunque, un po’ affaticato dalla passeggiata. - Ti piace il bastone? - egli domandò sorridendo a Claudio. Claudio credette che lo rivolesse indietro, e glielo tese, arrossendo. Ma il vecchio fece cenno di no. - Tienilo, tienilo - disse. - Che cosa me ne faccio, ormai, di un bastone? Tu ci puoi volare, io potrei soltanto appoggiarmi. Mi appoggerò al muro e sarà lo stesso. E se ne andò sorridendo, perché non c’è persona più felice al mondo del vecchio che può regalare qualcosa a un bambino. (Tratto da: G. Rodari, Favole al telefono, Einaudi) Il testo Tutti i giochi hanno delle regole, più o meno rigide, che devono essere rispettate per vincere onestamente. Ma nessun gioco può definirsi tale se non si scatena la fantasia! L’autore Gianni Rodari è nato in provincia di Novara nel 1920. Iniziò a lavorare come maestro, poi divenne giornalista e scrittore di libri per ragazzi. Tra le sue numerose opere, particolarmente ricche di fantasia e originalità, ricordiamo Filastrocche in cielo e in terra, Favole al telefono, La freccia azzurra, C’era due volte il barone Lamberto, Novelle fatte a macchina, Grammatica della fantasia. È stato finora l’unico autore italiano a vincere, nel 1970, il premio Andersen, il più importante concorso internazionale nel campo della letteratura per l’infanzia. Morì nel 1980. 1. puntale: la parte di metallo o di gomma che riveste l’estremità inferiore del bastone.. 2. fendeva: solcava, attraversava. COMPRENDERE 1. Che cosa accade mentre Claudio sta giocando sotto il portone? 2. Che cosa fa Claudio? Che cosa succede al bastone? 3. Per quale motivo il vecchio signore cede al bambino il proprio bastone? 4. Quale atteggiamento ha Claudio nei confronti dell’anziano, sia all’inizio sia alla fine della storia? 5. «Che cosa me ne faccio, ormai, di un bastone? Tu ci puoi volare, io potrei soltanto appoggiarmi. Mi appoggerò al muro e sarà lo stesso» (r. 50-52): che cosa significa, secondo te, la frase pronunciata dall’anziano signore? ☐ Il bastone è più utile al bambino perché con la fantasia ci può giocare ☐ L’anziano signore non ha più bisogno del bastone perché riesce a camminare autonomamente ☐ L’anziano signore preferisce appoggiarsi al muro piuttosto che usare il bastone, in quanto il muro gli dà più sicurezza 6. Secondo te, l’anziano signore che cosa ha regalato a Claudio? ☐ Un bastone di legno con il manico ricurvo e il puntale di ferro ☐ Un cavallo, un cammello, un’auto da corsa e un motoscafo ☐ La possibilità di usare l’immaginazione e la fantasia 7. Il bastone donato dal vecchio era, dunque, un bastone magico? Motiva la tua risposta. Che cosa vuole comunicare l’autore? ESPRIMERE E VALUTARE 8. Quesito INVALSI Quale sintesi ti sembra più adatta per questo racconto? A. L’autore racconta dell’amicizia che nasce dopo l’incontro tra un vecchio e un bambino B. L’autore racconta di come si può giocare con un vecchio bastone C. L’autore racconta di un vecchio che fa un regalo prezioso a un bambino, la fantasia D. L’autore racconta una specie di fiaba, in cui un vecchio regala a un bambino un bastone magico 9. Scrivere Ti è mai capitato di giocare in modo semplice con i giochi di una volta, oggetti quotidiani magari riutilizzati, che la fantasia può mutare in qualcosa di completamente diverso? Per esempio, hai mai trasformato un ramo in una spada, delle foglie in banconote, una vecchia tinozza nella nave di un pirata? Forse quando eri più piccolo? Racconta, per scritto, seguendo la scaletta. Situazione iniziale Quando è accaduto? Dov’eri? In compagnia o da solo? Sviluppo Qual era l’oggetto o gli oggetti? Come giocavi? In che modo usavi la tua fantasia? Conclusione Come ti sentivi? Che cosa ne pensi? 10. Parlare Leggi la tavola di fumetti che segue e commenta con i tuoi compagni il significato delle due vignette finali. Per rispondere, segui l’ordine delle domande. a. Che cosa pensa l’adulto, incaricato di intervistare i ragazzini per capire i loro gusti? b. Che cosa stavano facendo i ragazzini, prima dell’intervista? c. Che significato ha dunque il titolo della pagina: “Giochi innovativi”?
PER GIOCARE BISOGNA FANTASTICARE Prima regola: la fantasia! Gianni Rodari Un giorno il piccolo Claudio giocava sotto il portone di casa, e sulla strada passò un bel vecchio con gli occhiali d’oro, che camminava curvo, appoggiandosi a un bastone, e proprio davanti al portone il bastone gli cadde. Claudio fu pronto a raccoglierlo e lo porse al vecchio, che sorrise e disse: - Grazie, ma non mi serve. Posso camminare benissimo senza. Se ti piace, tienilo. E senza aspettare risposta si allontanò, e pareva meno curvo di prima. Claudio rimase lì col bastone fra le mani e non sapeva che farne. Era un comune bastone di legno, col manico ricurvo e il puntale1 di ferro, e niente altro di speciale da notare. Claudio picchiò due o tre volte il puntale per terra, poi, quasi senza pensarci, inforcò il bastone ed ecco che non era più un bastone, ma un cavallo, un meraviglioso puledro nero con una stella bianca in fronte, che si slanciò al galoppo intorno al cortile, nitrendo e facendo sprizzare scintille dai ciottoli. Quando Claudio, meravigliato e un po’ spaventato, riuscì a rimettere il piede a terra, il bastone era di nuovo un bastone, e non aveva zoccoli ma un semplice puntale arrugginito, né criniera, ma il solito manico ricurvo. «Voglio riprovare» decise Claudio, quando ebbe ripreso fiato. Inforcò di nuovo il bastone, e stavolta non fu un cavallo, ma un cammello a due gobbe, e il cortile era un immenso deserto da attraversare, però Claudio non aveva paura e scrutava in lontananza, per veder comparire l’oasi. «È certamente un bastone fatato», si disse Claudio, inforcandolo per la terza volta. Adesso era un’automobile da corsa, tutta rossa, col numero scritto in bianco sul cofano, e il cortile una pista rombante, e Claudio arrivava sempre primo al traguardo. Poi il bastone fu un motoscafo, e il cortile un lago dalle acque calme e verdi, e poi un’astronave che fendeva2 lo spazio, lasciandosi dietro una scia di stelle. Ogni volta che Claudio rimetteva il piede a terra il bastone riprendeva il suo pacifico aspetto, il manico lucido, il vecchio puntale. Il pomeriggio passò veloce tra quei giochi. Verso sera Claudio si riaffacciò per caso sulla strada, ed ecco di ritorno il vecchio dagli occhiali d’oro. Claudio lo osservò con curiosità, ma non poté vedere in lui niente di speciale: era un vecchio signore qualunque, un po’ affaticato dalla passeggiata. - Ti piace il bastone? - egli domandò sorridendo a Claudio. Claudio credette che lo rivolesse indietro, e glielo tese, arrossendo. Ma il vecchio fece cenno di no. - Tienilo, tienilo - disse. - Che cosa me ne faccio, ormai, di un bastone? Tu ci puoi volare, io potrei soltanto appoggiarmi. Mi appoggerò al muro e sarà lo stesso. E se ne andò sorridendo, perché non c’è persona più felice al mondo del vecchio che può regalare qualcosa a un bambino. (Tratto da: G. Rodari, Favole al telefono, Einaudi) Il testo Tutti i giochi hanno delle regole, più o meno rigide, che devono essere rispettate per vincere onestamente. Ma nessun gioco può definirsi tale se non si scatena la fantasia! L’autore Gianni Rodari è nato in provincia di Novara nel 1920. Iniziò a lavorare come maestro, poi divenne giornalista e scrittore di libri per ragazzi. Tra le sue numerose opere, particolarmente ricche di fantasia e originalità, ricordiamo Filastrocche in cielo e in terra, Favole al telefono, La freccia azzurra, C’era due volte il barone Lamberto, Novelle fatte a macchina, Grammatica della fantasia. È stato finora l’unico autore italiano a vincere, nel 1970, il premio Andersen, il più importante concorso internazionale nel campo della letteratura per l’infanzia. Morì nel 1980. 1. puntale: la parte di metallo o di gomma che riveste l’estremità inferiore del bastone.. 2. fendeva: solcava, attraversava. COMPRENDERE 1. Che cosa accade mentre Claudio sta giocando sotto il portone? 2. Che cosa fa Claudio? Che cosa succede al bastone? 3. Per quale motivo il vecchio signore cede al bambino il proprio bastone? 4. Quale atteggiamento ha Claudio nei confronti dell’anziano, sia all’inizio sia alla fine della storia? 5. «Che cosa me ne faccio, ormai, di un bastone? Tu ci puoi volare, io potrei soltanto appoggiarmi. Mi appoggerò al muro e sarà lo stesso» (r. 50-52): che cosa significa, secondo te, la frase pronunciata dall’anziano signore? ☐ Il bastone è più utile al bambino perché con la fantasia ci può giocare ☐ L’anziano signore non ha più bisogno del bastone perché riesce a camminare autonomamente ☐ L’anziano signore preferisce appoggiarsi al muro piuttosto che usare il bastone, in quanto il muro gli dà più sicurezza 6. Secondo te, l’anziano signore che cosa ha regalato a Claudio? ☐ Un bastone di legno con il manico ricurvo e il puntale di ferro ☐ Un cavallo, un cammello, un’auto da corsa e un motoscafo ☐ La possibilità di usare l’immaginazione e la fantasia 7. Il bastone donato dal vecchio era, dunque, un bastone magico? Motiva la tua risposta. Che cosa vuole comunicare l’autore? ESPRIMERE E VALUTARE 8. Quesito INVALSI Quale sintesi ti sembra più adatta per questo racconto? A. L’autore racconta dell’amicizia che nasce dopo l’incontro tra un vecchio e un bambino B. L’autore racconta di come si può giocare con un vecchio bastone C. L’autore racconta di un vecchio che fa un regalo prezioso a un bambino, la fantasia D. L’autore racconta una specie di fiaba, in cui un vecchio regala a un bambino un bastone magico 9. Scrivere Ti è mai capitato di giocare in modo semplice con i giochi di una volta, oggetti quotidiani magari riutilizzati, che la fantasia può mutare in qualcosa di completamente diverso? Per esempio, hai mai trasformato un ramo in una spada, delle foglie in banconote, una vecchia tinozza nella nave di un pirata? Forse quando eri più piccolo? Racconta, per scritto, seguendo la scaletta. Situazione iniziale Quando è accaduto? Dov’eri? In compagnia o da solo? Sviluppo Qual era l’oggetto o gli oggetti? Come giocavi? In che modo usavi la tua fantasia? Conclusione Come ti sentivi? Che cosa ne pensi? 10. Parlare Leggi la tavola di fumetti che segue e commenta con i tuoi compagni il significato delle due vignette finali. Per rispondere, segui l’ordine delle domande. a. Che cosa pensa l’adulto, incaricato di intervistare i ragazzini per capire i loro gusti? b. Che cosa stavano facendo i ragazzini, prima dell’intervista? c. Che significato ha dunque il titolo della pagina: “Giochi innovativi”?