VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

L’ISTRUZIONE, IL DESIDERIO DI UNA VITA I libri trasformano la realtà Doris Lessing Sylvia scendeva al villaggio, tutti i giorni dopo pranzo, scopriva che davanti a ogni capanna, o sotto gli alberi, o appollaiati su ceppi o sgabelli, tutti leggevano, oppure, con un quaderno davanti o sulle ginocchia, si sforzavano di imparare a scrivere. Aveva promesso a tutti quanti di venire ogni giorno dall’una alle due e mezza a controllare il lavoro delle diverse classi. Sarebbe arrivata anche a mezzogiorno, ma sapeva che non le avrebbero permesso di saltare il pranzo, era già tanto affaticata! Ma dopo tutto poteva rinunciare benissimo al sonnellino pomeridiano. Da un paio di settimane, i libri comprati a Londra1 stavano trasformando quel villaggio nella boscaglia: Sylvia si era fatta dare un passaggio fino in città e aveva comprato quaderni, biro, matite a volontà, un atlante, un piccolo mappamondo, e alcuni manuali per gli insegnanti. Dopo tutto, non aveva idea di come si sarebbe comportato un professionista, e nemmeno gli insegnanti di quella specie di scuola, dove in questo periodo la polvere si raccoglieva a mucchi o volava qua e là, erano abilitati all’insegnamento. Si sedeva davanti alla capanna di Rebecca2, dove un grande albero gettava un’ombra profonda nel pieno della giornata, e tutt’intorno si raccoglievano anche sessanta persone, e lei insegnava come meglio poteva, ascoltandoli leggere, stabilendo regole di scrittura, con l’atlante appoggiato su una mensola che aveva ricavato da un tronco per tenere lezioni di geografia. Tra gli allievi talvolta c’erano anche gli insegnanti della scuola, che le facevano da assistenti e nel frattempo imparavano anche loro. I colombi tubavano tra gli alberi. Era il momento più sonnolento della giornata per tutti, e le palpebre di Sylvia si abbassavano per il bisogno di sonno, ma lei era ben decisa a non addormentarsi, no. Rebecca faceva passare l’acqua in ciotole di acciaio inossidabile e alluminio. L’acqua scarseggiava: la siccità era devastante, le donne si alzavano alle tre o alle quattro del mattino per recarsi a un fiume a diversi chilometri di distanza, perché quello più vicino era prosciugato e fetido3, portando brocche e taniche in bilico sulla testa. L’acqua non serviva certo per il bucato: sicuramente non per lavare i vestiti. Il massimo che potevano fare le donne era procurarsi abbastanza acqua da bere e per cucinare. Dalla folla veniva un odore intenso. Sylvia cominciò ad associare questo odore alla pazienza, alla sofferenza di lunga data, alla rabbia repressa. Persone di tutte le età, bambini, vecchi, donne, ascoltavano con espressioni rapite, silenziose, attente a ogni parola. L’istruzione, era questa l’istruzione, che la maggior parte di loro aveva desiderato intensamente per tutta la vita. Alle due e mezza Sylvia chiamava dal gruppo un ragazzo o una ragazza più avanti degli altri, chiedendo loro di leggere ad alta voce qualche capoverso da Tarzan, che godeva di grande popolarità; poi c’era il Libro della giungla, più difficile, ma ugualmente apprezzato; o il loro libro prediletto, La fattoria degli animali, che era la loro storia, sostenevano tutti. (Tratto da: D. Lessing, Il sogno più dolce, Feltrinelli) Il testo Nei Paesi economicamente sviluppati la lettura è un fatto normale, spesso frutto di una libera scelta individuale. In molte parti del mondo, però, leggere e imparare sono conquiste: Doris Lessing descrive una scena di lettura collettiva in una biblioteca improvvisata in mezzo alla boscaglia di un villaggio africano. L’autrice Doris Lessing (1919-2013) è nata in Persia (oggi Iran) da genitori inglesi. Nel 1925 la famiglia si trasferisce nella colonia britannica della Rhodesia (oggi Zimbabwe). In molti dei suoi romanzi ha narrato dell’Africa criticando apertamente l’ingiustizia del sistema di potere dei bianchi, e per questo è stata bandita dallo Zimbabwe e dal Sudafrica nel 1956. Ha vinto il PREMIO NOBEL per la letteratura nel 2007. 1. i libri… Londra: Sylvia è una dottoressa inglese, che di ritorno dal suo ultimo viaggio in patria ha portato con sé alcune scatole di libri per il villaggio africano nel quale lavora come volontaria in una missione. 2. Rebecca: la cuoca della missione. 3. fetido: puzzava di marcio. USA IL DIZIONARIO Il verso dei colombi è “tubare”. E un pipistrello, un orso, una rondine… che verso fanno? Consulta il dizionario, alla sezione dall’animale al verso. LESSICO 1. Nelle prime righe compare il termine “appollaiati”, che indica un modo particolare di stare seduti, generalmente in una posizione sopraelevata, non particolarmente comoda e con le gambe raccolte. Esamina con attenzione la parola e prova a dire dal nome di quale animale è derivata. 2. «Era il momento più sonnolento della giornata» (r. 28-29): perché? A quali ore del giorno fa riferimento? COMPRENDERE 3. Chi è Sylvia e che cosa si propone di fare? 4. Dove è ambientata la vicenda? 5. Che cosa fanno tutti gli abitanti del villaggio? 6. Quesito INVALSI Quale sentimento emerge dalla frase «era questa l’istruzione, che la maggior parte di loro aveva desiderato intensamente per tutta la vita» (r. 44-45)? A. Rabbia repressa per le condizioni di vita sfavorevoli B. Rivincita nei confronti delle condizioni di vita sfavorevoli C. Desiderio di ricevere delle istruzioni su come dovevano comportarsi D. Desiderio di un sapere scientifico-tecnologico 7. Nel brano sono evidenti la volontà, lo sforzo, la passione con cui gli abitanti del villaggio cercano di conquistare il loro diritto a leggere e a imparare: sottolinea nel testo i punti più significativi. ESPRIMERE E VALUTARE 8. Parlare E tu, come leggi? Appollaiato, sdraiato sul divano, a pancia in giù? O seduto alla scrivania? Ascoltando musica o in silenzio? Qual è, secondo te, la posizione ideale per leggere? 9. Parlare A che cosa serve, secondo te, la lettura? Che cos’è, per te? Un bel modo di passare il tempo, sognando a occhi aperti? Uno stimolo a pensare con la propria testa? Una via per istruirsi e “saperne di più”? Una noia mortale? Un obbligo imposto da genitori o insegnanti? (Puoi dare più di una risposta).
L’ISTRUZIONE, IL DESIDERIO DI UNA VITA I libri trasformano la realtà Doris Lessing Sylvia scendeva al villaggio, tutti i giorni dopo pranzo, scopriva che davanti a ogni capanna, o sotto gli alberi, o appollaiati su ceppi o sgabelli, tutti leggevano, oppure, con un quaderno davanti o sulle ginocchia, si sforzavano di imparare a scrivere. Aveva promesso a tutti quanti di venire ogni giorno dall’una alle due e mezza a controllare il lavoro delle diverse classi. Sarebbe arrivata anche a mezzogiorno, ma sapeva che non le avrebbero permesso di saltare il pranzo, era già tanto affaticata! Ma dopo tutto poteva rinunciare benissimo al sonnellino pomeridiano. Da un paio di settimane, i libri comprati a Londra1 stavano trasformando quel villaggio nella boscaglia: Sylvia si era fatta dare un passaggio fino in città e aveva comprato quaderni, biro, matite a volontà, un atlante, un piccolo mappamondo, e alcuni manuali per gli insegnanti. Dopo tutto, non aveva idea di come si sarebbe comportato un professionista, e nemmeno gli insegnanti di quella specie di scuola, dove in questo periodo la polvere si raccoglieva a mucchi o volava qua e là, erano abilitati all’insegnamento. Si sedeva davanti alla capanna di Rebecca2, dove un grande albero gettava un’ombra profonda nel pieno della giornata, e tutt’intorno si raccoglievano anche sessanta persone, e lei insegnava come meglio poteva, ascoltandoli leggere, stabilendo regole di scrittura, con l’atlante appoggiato su una mensola che aveva ricavato da un tronco per tenere lezioni di geografia. Tra gli allievi talvolta c’erano anche gli insegnanti della scuola, che le facevano da assistenti e nel frattempo imparavano anche loro. I colombi tubavano tra gli alberi. Era il momento più sonnolento della giornata per tutti, e le palpebre di Sylvia si abbassavano per il bisogno di sonno, ma lei era ben decisa a non addormentarsi, no. Rebecca faceva passare l’acqua in ciotole di acciaio inossidabile e alluminio. L’acqua scarseggiava: la siccità era devastante, le donne si alzavano alle tre o alle quattro del mattino per recarsi a un fiume a diversi chilometri di distanza, perché quello più vicino era prosciugato e fetido3, portando brocche e taniche in bilico sulla testa. L’acqua non serviva certo per il bucato: sicuramente non per lavare i vestiti. Il massimo che potevano fare le donne era procurarsi abbastanza acqua da bere e per cucinare. Dalla folla veniva un odore intenso. Sylvia cominciò ad associare questo odore alla pazienza, alla sofferenza di lunga data, alla rabbia repressa. Persone di tutte le età, bambini, vecchi, donne, ascoltavano con espressioni rapite, silenziose, attente a ogni parola. L’istruzione, era questa l’istruzione, che la maggior parte di loro aveva desiderato intensamente per tutta la vita. Alle due e mezza Sylvia chiamava dal gruppo un ragazzo o una ragazza più avanti degli altri, chiedendo loro di leggere ad alta voce qualche capoverso da Tarzan, che godeva di grande popolarità; poi c’era il Libro della giungla, più difficile, ma ugualmente apprezzato; o il loro libro prediletto, La fattoria degli animali, che era la loro storia, sostenevano tutti. (Tratto da: D. Lessing, Il sogno più dolce, Feltrinelli) Il testo Nei Paesi economicamente sviluppati la lettura è un fatto normale, spesso frutto di una libera scelta individuale. In molte parti del mondo, però, leggere e imparare sono conquiste: Doris Lessing descrive una scena di lettura collettiva in una biblioteca improvvisata in mezzo alla boscaglia di un villaggio africano. L’autrice Doris Lessing (1919-2013) è nata in Persia (oggi Iran) da genitori inglesi. Nel 1925 la famiglia si trasferisce nella colonia britannica della Rhodesia (oggi Zimbabwe). In molti dei suoi romanzi ha narrato dell’Africa criticando apertamente l’ingiustizia del sistema di potere dei bianchi, e per questo è stata bandita dallo Zimbabwe e dal Sudafrica nel 1956. Ha vinto il PREMIO NOBEL per la letteratura nel 2007. 1. i libri… Londra: Sylvia è una dottoressa inglese, che di ritorno dal suo ultimo viaggio in patria ha portato con sé alcune scatole di libri per il villaggio africano nel quale lavora come volontaria in una missione. 2. Rebecca: la cuoca della missione. 3. fetido: puzzava di marcio. USA IL DIZIONARIO Il verso dei colombi è “tubare”. E un pipistrello, un orso, una rondine… che verso fanno? Consulta il dizionario, alla sezione dall’animale al verso. LESSICO 1. Nelle prime righe compare il termine “appollaiati”, che indica un modo particolare di stare seduti, generalmente in una posizione sopraelevata, non particolarmente comoda e con le gambe raccolte. Esamina con attenzione la parola e prova a dire dal nome di quale animale è derivata. 2. «Era il momento più sonnolento della giornata» (r. 28-29): perché? A quali ore del giorno fa riferimento? COMPRENDERE 3. Chi è Sylvia e che cosa si propone di fare? 4. Dove è ambientata la vicenda? 5. Che cosa fanno tutti gli abitanti del villaggio? 6. Quesito INVALSI Quale sentimento emerge dalla frase «era questa l’istruzione, che la maggior parte di loro aveva desiderato intensamente per tutta la vita» (r. 44-45)? A. Rabbia repressa per le condizioni di vita sfavorevoli B. Rivincita nei confronti delle condizioni di vita sfavorevoli C. Desiderio di ricevere delle istruzioni su come dovevano comportarsi D. Desiderio di un sapere scientifico-tecnologico 7. Nel brano sono evidenti la volontà, lo sforzo, la passione con cui gli abitanti del villaggio cercano di conquistare il loro diritto a leggere e a imparare: sottolinea nel testo i punti più significativi. ESPRIMERE E VALUTARE 8. Parlare E tu, come leggi? Appollaiato, sdraiato sul divano, a pancia in giù? O seduto alla scrivania? Ascoltando musica o in silenzio? Qual è, secondo te, la posizione ideale per leggere? 9. Parlare A che cosa serve, secondo te, la lettura? Che cos’è, per te? Un bel modo di passare il tempo, sognando a occhi aperti? Uno stimolo a pensare con la propria testa? Una via per istruirsi e “saperne di più”? Una noia mortale? Un obbligo imposto da genitori o insegnanti? (Puoi dare più di una risposta).