VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

LA SCUOLA DIVENTA UN DIRITTO È importante poter studiare Edmondo De Amicis 28, venerdì Sì, caro Enrico, lo studio ti è duro, come ti dice tua madre: non ti vedo ancora andare a scuola con quell’animo risoluto e con quel viso ridente, ch’io vorrei. Tu fai ancora il restio1. Ma senti: pensa un po’ che misera, spregevole cosa sarebbe la tua giornata se tu non andassi a scuola! A mani giunte, in capo a una settimana, domanderesti di ritornarci, roso dalla noia e dalla vergogna, stomacato2 dei tuoi trastulli3 e della tua esistenza. Tutti, tutti studiano ora, Enrico mio. Pensa agli operai che vanno a scuola la sera dopo che hanno faticato tutta la giornata; alle donne, alle ragazze del popolo che vanno a scuola la domenica, dopo aver lavorato tutta la settimana; ai soldati che metton mano ai libri e ai quaderni quando tornano spossati4 dagli esercizi; pensa ai ragazzi muti e ai ciechi, che pure studiano; e fino ai prigionieri, che anch’essi imparano a leggere e a scrivere. Pensa, la mattina, quando esci, che in quello stesso momento, nella tua stessa città, altri trentamila ragazzi vanno come te a chiudersi per tre ore in una stanza a studiare. Ma che! Pensa a quegli innumerevoli ragazzi che presso a poco a quell’ora vanno a scuola in tutti i Paesi; vedili con l’immaginazione, che vanno, vanno, per i vicoli dei villaggi quieti, per le strade delle città rumorose, lungo le rive dei mari e dei laghi, dove sotto un sole ardente, dove5 tra le nebbie, in barca nei paesi intersecati da canali, a cavallo per le grandi pianure, in slitta sopra le nevi, per valli e per colline, attraverso a boschi e a torrenti, su per sentieri solitari delle montagne, soli, a coppie, a gruppi, a lunghe file, tutti coi libri sotto il braccio, vestiti in mille modi, parlanti in mille lingue, dalle ultime scuole della Russia quasi perdute fra i ghiacci alle ultime scuole dell’Arabia ombreggiate dalle palme, milioni e milioni, tutti a imparare in cento forme diverse le medesime cose; immagina questo vastissimo formicolio di ragazzi di cento popoli, questo movimento immenso di cui fai parte, e pensa: «Se questo movimento cessasse, l’umanità ricadrebbe nella barbarie; questo movimento è il progresso, la speranza, la gloria del mondo». Coraggio dunque, piccolo soldato nell’immenso esercito. I tuoi libri sono le tue armi, la tua classe è la tua squadra, il campo di battaglia è la Terra intera, e la vittoria è la civiltà umana. Non essere un soldato codardo, Enrico mio. (Tratto da: E. De Amicis, Cuore, Editrice Piccoli) Il testo Questo brano è scritto in un italiano un po’ “antico”, risale infatti alla fine dell’Ottocento, ma tu non lasciarti distrarre o annoiare: presta piuttosto attenzione a quello che il padre dice al figlio, al suo messaggio: con quale orgoglio fa sapere al figlio che in Italia, dopo l’Unità, tutti studiano! L’autore Edmondo De Amicis (1846-1908), scrittore e giornalista italiano. La sua opera più celebre è Cuore, costruito come il racconto-diario di un bambino di terza elementare. Nel libro, ambientato a Torino alla fine dell’Ottocento, si rispecchiano i valori morali tipici del periodo del Risorgimento, primo fra tutti il patriottismo. 1. restìo: che non vuol fare qualcosa o la fa malvolentieri. 2. stomacato: nauseato. 3. trastulli: giochi. 4. spossati: sfiniti dalla stanchezza. 5. dove… dove: in alcuni luoghi… in altri luoghi. LESSICO 1. Ritrova nel testo le parole elencate nella colonna di sinistra, e sottolineale. Poi collegale con i sinonimi corrispondenti nella colonna di destra, dati in disordine. Tieni conto del contesto, cioè della frase in cui sono inserite e dell’argomento di cui si parla. risoluto - spregevole - roso - ardente - intersecati - barbarie - codardo arretratezza - disprezzabile - infuocato - determinato - vigliacco - tormentato - attraversati COMPRENDERE 2. Quesito INVALSI Riguardo allo studio, il padre rimprovera al figlio A. la mancanza di volontà C. il poco impegno B. la difficoltà di apprendimento D. la mancanza di passione 3. Come dovrebbe essere l’atteggiamento di Enrico nei riguardi dello studio, secondo il padre? 4. Se Enrico non andasse a scuola, come sarebbe la sua giornata? 5. Il padre afferma: «Tutti, tutti studiano ora» (r. 9). Finalmente l’istruzione sembra un diritto per tutti. Completa sul quaderno: • gli operai… / le donne… / i soldati…/ i ragazzi muti e ciechi… /i prigionieri… 6. Quesito INVALSI Il sentimento con cui il padre afferma: «Tutti, tutti studiano ora, Enrico mio» (r. 9), è di A. orgoglio e soddisfazione, perché tutti hanno diritto allo studio B. affetto verso il figlio che studia, come tutti, nonostante le difficoltà C. delusione e sfiducia nei confronti del figlio poco impegnato D. amarezza perché tutti studiano e il figlio no 7. Il padre dice al figlio di immaginare tutti i ragazzi che come lui vanno a scuola e descrive questo «vastissimo formicolio di ragazzi di cento popoli» (r. 35-36). Elenca tu brevemente le scene descritte. 8. Se il «movimento» dell’istruzione fosse interrotto, che cosa accadrebbe all’umanità? 9. Enrico non deve essere un «soldato codardo» (r. 41), cioè deve essere un soldato coraggioso. Per che cosa deve combattere? Quali sono le sue armi? Qual è la sua squadra? ESPRIMERE E VALUTARE 10. Qual è il messaggio trasmesso dall’autore? L’istruzione è ☐ un mezzo per raggiungere la celebrità ☐ un modo per rendere meno noiosa la giornata ☐ una fonte di progresso e di speranza per l’umanità ☐ uno strumento di miglioramento personale LIBRI PER TE Edmondo De Amicis, Cuore, Editrice Piccoli Questo romanzo è uno dei libri più letti in Italia. Il protagonista è un bambino di dieci anni, Enrico, che attraverso un diario descrive ogni giorno quello che vede e che sente intorno a lui, negli anni successivi all’Unità d’Italia. L’attenzione è posta in particolare sul mondo della scuola: la maggior parte delle riflessioni sono sugli insegnanti e sugli alunni della classe di Enrico, che racconta episodi e descrive i suoi compagni di avventura. Oltre al punto di vista del ragazzino c’è anche la visione dei suoi genitori, che, attraverso lettere affettuose, cercano di trasmettergli insegnamenti molto importanti per affrontare la vita, le difficoltà e le delusioni quotidiane.
LA SCUOLA DIVENTA UN DIRITTO È importante poter studiare Edmondo De Amicis 28, venerdì Sì, caro Enrico, lo studio ti è duro, come ti dice tua madre: non ti vedo ancora andare a scuola con quell’animo risoluto e con quel viso ridente, ch’io vorrei. Tu fai ancora il restio1. Ma senti: pensa un po’ che misera, spregevole cosa sarebbe la tua giornata se tu non andassi a scuola! A mani giunte, in capo a una settimana, domanderesti di ritornarci, roso dalla noia e dalla vergogna, stomacato2 dei tuoi trastulli3 e della tua esistenza. Tutti, tutti studiano ora, Enrico mio. Pensa agli operai che vanno a scuola la sera dopo che hanno faticato tutta la giornata; alle donne, alle ragazze del popolo che vanno a scuola la domenica, dopo aver lavorato tutta la settimana; ai soldati che metton mano ai libri e ai quaderni quando tornano spossati4 dagli esercizi; pensa ai ragazzi muti e ai ciechi, che pure studiano; e fino ai prigionieri, che anch’essi imparano a leggere e a scrivere. Pensa, la mattina, quando esci, che in quello stesso momento, nella tua stessa città, altri trentamila ragazzi vanno come te a chiudersi per tre ore in una stanza a studiare. Ma che! Pensa a quegli innumerevoli ragazzi che presso a poco a quell’ora vanno a scuola in tutti i Paesi; vedili con l’immaginazione, che vanno, vanno, per i vicoli dei villaggi quieti, per le strade delle città rumorose, lungo le rive dei mari e dei laghi, dove sotto un sole ardente, dove5 tra le nebbie, in barca nei paesi intersecati da canali, a cavallo per le grandi pianure, in slitta sopra le nevi, per valli e per colline, attraverso a boschi e a torrenti, su per sentieri solitari delle montagne, soli, a coppie, a gruppi, a lunghe file, tutti coi libri sotto il braccio, vestiti in mille modi, parlanti in mille lingue, dalle ultime scuole della Russia quasi perdute fra i ghiacci alle ultime scuole dell’Arabia ombreggiate dalle palme, milioni e milioni, tutti a imparare in cento forme diverse le medesime cose; immagina questo vastissimo formicolio di ragazzi di cento popoli, questo movimento immenso di cui fai parte, e pensa: «Se questo movimento cessasse, l’umanità ricadrebbe nella barbarie; questo movimento è il progresso, la speranza, la gloria del mondo». Coraggio dunque, piccolo soldato nell’immenso esercito. I tuoi libri sono le tue armi, la tua classe è la tua squadra, il campo di battaglia è la Terra intera, e la vittoria è la civiltà umana. Non essere un soldato codardo, Enrico mio. (Tratto da: E. De Amicis, Cuore, Editrice Piccoli) Il testo Questo brano è scritto in un italiano un po’ “antico”, risale infatti alla fine dell’Ottocento, ma tu non lasciarti distrarre o annoiare: presta piuttosto attenzione a quello che il padre dice al figlio, al suo messaggio: con quale orgoglio fa sapere al figlio che in Italia, dopo l’Unità, tutti studiano! L’autore Edmondo De Amicis (1846-1908), scrittore e giornalista italiano. La sua opera più celebre è Cuore, costruito come il racconto-diario di un bambino di terza elementare. Nel libro, ambientato a Torino alla fine dell’Ottocento, si rispecchiano i valori morali tipici del periodo del Risorgimento, primo fra tutti il patriottismo. 1. restìo: che non vuol fare qualcosa o la fa malvolentieri. 2. stomacato: nauseato. 3. trastulli: giochi. 4. spossati: sfiniti dalla stanchezza. 5. dove… dove: in alcuni luoghi… in altri luoghi. LESSICO 1. Ritrova nel testo le parole elencate nella colonna di sinistra, e sottolineale. Poi collegale con i sinonimi corrispondenti nella colonna di destra, dati in disordine. Tieni conto del contesto, cioè della frase in cui sono inserite e dell’argomento di cui si parla. risoluto - spregevole - roso - ardente - intersecati - barbarie - codardo arretratezza - disprezzabile - infuocato - determinato - vigliacco - tormentato - attraversati COMPRENDERE 2. Quesito INVALSI Riguardo allo studio, il padre rimprovera al figlio A. la mancanza di volontà C. il poco impegno B. la difficoltà di apprendimento D. la mancanza di passione 3. Come dovrebbe essere l’atteggiamento di Enrico nei riguardi dello studio, secondo il padre? 4. Se Enrico non andasse a scuola, come sarebbe la sua giornata? 5. Il padre afferma: «Tutti, tutti studiano ora» (r. 9). Finalmente l’istruzione sembra un diritto per tutti. Completa sul quaderno: • gli operai… / le donne… / i soldati…/ i ragazzi muti e ciechi… /i prigionieri… 6. Quesito INVALSI Il sentimento con cui il padre afferma: «Tutti, tutti studiano ora, Enrico mio» (r. 9), è di A. orgoglio e soddisfazione, perché tutti hanno diritto allo studio B. affetto verso il figlio che studia, come tutti, nonostante le difficoltà C. delusione e sfiducia nei confronti del figlio poco impegnato D. amarezza perché tutti studiano e il figlio no 7. Il padre dice al figlio di immaginare tutti i ragazzi che come lui vanno a scuola e descrive questo «vastissimo formicolio di ragazzi di cento popoli» (r. 35-36). Elenca tu brevemente le scene descritte. 8. Se il «movimento» dell’istruzione fosse interrotto, che cosa accadrebbe all’umanità? 9. Enrico non deve essere un «soldato codardo» (r. 41), cioè deve essere un soldato coraggioso. Per che cosa deve combattere? Quali sono le sue armi? Qual è la sua squadra? ESPRIMERE E VALUTARE 10. Qual è il messaggio trasmesso dall’autore? L’istruzione è ☐ un mezzo per raggiungere la celebrità ☐ un modo per rendere meno noiosa la giornata ☐ una fonte di progresso e di speranza per l’umanità ☐ uno strumento di miglioramento personale LIBRI PER TE Edmondo De Amicis, Cuore, Editrice Piccoli Questo romanzo è uno dei libri più letti in Italia. Il protagonista è un bambino di dieci anni, Enrico, che attraverso un diario descrive ogni giorno quello che vede e che sente intorno a lui, negli anni successivi all’Unità d’Italia. L’attenzione è posta in particolare sul mondo della scuola: la maggior parte delle riflessioni sono sugli insegnanti e sugli alunni della classe di Enrico, che racconta episodi e descrive i suoi compagni di avventura. Oltre al punto di vista del ragazzino c’è anche la visione dei suoi genitori, che, attraverso lettere affettuose, cercano di trasmettergli insegnamenti molto importanti per affrontare la vita, le difficoltà e le delusioni quotidiane.