VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione

VERIFICA FORMATIVA con autovalutazioneUn’amica dalla lunga codaDaniela Fava La prima volta si trattò di un caso: sulla strada davanti a noi un’auto si era fermata e un signore, munito di una macchina fotografica dotata di zoom simile a un cannocchiale, si piegava sul prato ricchissimo di fiori digradante verso il torrente del fondovalle. Pensai stesse scattando una foto ravvicinata: data la magnifica fioritura, sarebbe valsa veramente la pena. Niente di più sbagliato: nel superarlo, l’oggetto della sua attenzione ci si svelò. Una volpe che, al bordo della strada, si lasciava fotografare! Non c’era spazio per fermarci a nostra volta, e fu inevitabile proseguire. Tra le varie ipotesi per spiegarci un fatto così sorprendente, la più ragionevole mi parve che la volpe dovesse essere ammalata, e non fosse in grado di fuggire a zampe levate. Mi spiacque per lei.La seconda volta, al ritorno da una bella escursione nella stessa zona, nel percorrere lo stesso tratto di strada mi ritornò alla mente la scena così inconsueta di qualche tempo prima, e scrutai ai lati le verdi distese di erba punteggiate dalla fioritura di fine agosto e squassate da un vento fortissimo e freddo. Ed eccola lì spuntare dal prato superiore e scendere sull’asfalto, elegante nell’incedere e perfettamente rilassata: aspetto e andatura non erano certo da ammalata. Era proprio la volpe (la stessa?): si diresse tranquillamente verso la nostra auto, che nel frattempo mio marito era riuscito (freneticamente) a parcheggiare in un piccolo slargo della stretta strada di montagna. Il pomeriggio era inoltrato, i raggi del sole ormai bassi, gli altri turisti già tornati in vallata, eravamo solo noi e lei, quella volpe dal comportamento così strano, che sembrava cercare proprio noi o comunque l’incontro con gli esseri umani. Mio marito impazzì nel fotografare ciò che temeva sfuggisse velocissimo da un momento all’altro, ed io che stavo sbocconcellando un cracker pensai bene (o forse male?) di condividerlo con la nuova arrivata. Senza scendere dall’auto per timore di spaventarla glielo buttai sull’erba, ma il vento lo riportò sull’asfalto: lei, senza neppure annusarlo, faticò un poco a raccoglierlo, ma una volta avutolo tra i denti, con calma rientrò nel prato e lo andò a nascondere lontano dalla strada, in mezzo ad alcune pietre. La piccola scorta di cracker divenne a questo punto la scorta della previdente volpe, che quando si accorse che i generi alimentari erano terminati, tranquillamente come era arrivata se ne andò. Tornammo a casa con questo bellissimo ricordo, accompagnato dalle fotografie.La terza volta, quando con un amico che aveva condiviso con noi la bellissima e freddissima giornata, magnanima di grandiosi panorami, ci apprestammo al ritorno, la cercammo veramente, anche se con poca convinzione. Avevamo raccontato all’amico Alessandro dei precedenti incontri ravvicinati, smantellando la sua più che giusta incredulità. Nel discendere verso il fondovalle, arrivando al solito luogo, con un po’ di batticuore (incredibile come a volte le circostanze ci riportano nel magico mondo dell’infanzia, dove basta poco a farci palpitare quel cuore che le battaglie della vita hanno reso più coriaceo) ci guardammo intorno, e non la vedemmo. Tre paia d’occhi delusi che scorrevano i prati, su e giù, ma d’altra parte come pensare logicamente di poterla rivedere? Era stata un’ipotesi troppo azzardata, si era trattato di un semplice caso, ripetutosi ben due volte.L’auto stava già per ripartire dal solito slargo ed ecco: trotterellando, un essere di colore rosso dalla lunga coda scende pigramente dal prato e ci viene incontro. Il rito è lo stesso, anzi, mentre Beppe scatta le foto e l’amico si maledice perché ormai solo il telefonino gli può servire, io scendo e dal baule estraggo lo zaino (non mi ero preparata, non ci contavo veramente di rivederla, la nostra amica!). Lei aspetta, nel frattempo si è fermata una motocicletta: padre e figlio si accostano per condividere con noi il momento. Non ho cracker, mi sono rimaste solo due barrette di cereali, che scarto e porgo a pezzetti alla signorina (il pensiero ragionato se faccio bene o male mi verrà solo in seguito). Evidentemente li apprezza, senza averli annusati (conosce già anche le barrette di cereali?), li sgranocchia davanti a noi e attende di averne degli altri. Il ragazzino, evidentemente al suo primo incontro… ravvicinato, ne è entusiasta, e noi siamo affascinati di averla così vicino da poterla quasi sfiorare, cosa che ovviamente non faremmo mai.Mentre il pasto sta finendo, un’altra auto di escursionisti si ferma dietro alla nostra: in quattro scendono muniti di un sacchetto di pane secco (quindi la conoscono già), la chiamano e le gettano una pagnotta, che lei afferra e con la solita calma quasi regale porta lontano nel prato, per nasconderla in una delle sue «dispense». Non ritorna più da noi: evidentemente non ha più appetito, per oggi. I nuovi arrivati ci confermano che anche loro la incontrano spesso e che paradossalmente quando la chiamano essa arriva, sempre con la massima compostezza ed eleganza. A me ha dato l’impressione, questa volta, che a farla arrivare in strada, oltre che la vista dell’auto, sia anche il rumore del motore. La quarta volta quest’anno non ci sarà, perché con l’approssimarsi della brutta stagione e delle nevicate la strada d’alta montagna rimarrà chiusa, e devo dire che mi dispiace dover attendere il prossimo anno per rivederla. Mi auguro che questa sua fiducia in noi umani (fiducia opportunistica certo, collegata alla facilità di reperimento del cibo) non sia fonte per lei di pericoli maggiori, nel caso di brutti incontri o più semplicemente per il rischio derivante dall’inattività dovuta a questi troppo facili approvvigionamenti.Una cosa posso fare per lei: per rispetto della privacy della nostra piccola amica, e per cercare di proteggerla, non dirò la località dove si trova, anche se credo (e spero) che di buoni e fidati amici come noi ne possa avere davvero tanti…(Tratto da: D. Fava, in «Panorami», Edizioni Arti Grafiche)COMPRENSIONE1. La vicenda narrata si svolge principalmenteA. sull’asfalto di una strada cittadinaB. su una strada di montagnaC. in un prato fiorito di campagnaD. sul bordo di una strada di montagna2. Qual era “l’oggetto di attenzione” dell’uomo con la macchina fotografica?3. In un primo momento l’autrice pensa che l’animale sia ammalato, perché la volpeA. cerca aiuto sul bordo della stradaB. si muove con grande lentezzaC. non scappa dal bordo della stradaD. sta ferma in modo strano4. Nell’espressione «fotografare ciò che temeva sfuggisse velocissimo da un momento all’altro» (righe 22-23) il termine “ciò” si riferisceA. al sole calante C. ai turistiB. alla volpe D. alla luce disponibile5. Una frase del testo ci fa capire che la protagonista e il marito avevano dovuto convincere Alessandro ad accettare per veri i loro incontri con la volpe. Trovala e trascrivila.6. Con l’espressione “un’ipotesi troppo azzardata” (riga 41) si intendeA. un’idea eccessivamente rischiosa, pericolosaB. una previsione avventata, senza fondamentoC. un pensiero che può realizzarsi facilmenteD. una previsione completamente sbagliata7. Rileggi le righe da “Tre paia di occhi” fino a “due volte” (righe 40-42). Individua e trascrivi la frase con cui si esprime la consapevolezza razionale che un nuovo incontro sarebbe stato molto difficile.8. La caratteristica della volpe che più colpisce chi scrive èA. la voracità C. la coda rossaB. il coraggio D. l’eleganzaLESSICO9. La breve descrizione dell’ambiente in cui avviene il secondo incontro con la volpe (righe 11-14) è ricca di termini suggestivi. Scrivi nella tabella, a lato delle parole elencate, i termini corrispondenti usati nel testo.a. guardai ...............................................................................b. prati ...............................................................................c. con tanti fiori ...............................................................................d. agitate ...............................................................................10. Nell’espressione «bellissima e freddissima giornata, magnanima di grandiosi panorami» (righe 32-33), la parola “magnanima” significaA. ricca C. grandeB. molto bella D. generosa 11. Un cuore “coriaceo” (riga 39) èA. sensibile C. insensibileB. emotivo D. insofferenteANALISI DEL TESTO NARRATIVO-DESCRITTIVO12. Nell’espressione “si piegava sul prato ricchissimo di fiori digradante verso il torrente del fondovalle” (righe 3-4) il prato è descritto dal punto di vista di chiA. si trova più in alto C. è in movimentoB. si trova molto lontano D. si trova più in basso 13. Nel descrivere la volpe, l’autrice usa espressioni oggettive e soggettive. Nelle frasi della tabella riconosci le une e le altre e indicale con una crocetta per ogni riga.a. elegante nell’incedere e perfettamente rilassata: aspetto eandatura non erano certo da ammalatab. un essere di colore rosso dalla lunga codac. porgo a pezzetti alla signorinad. senza averli annusati li sgranocchia davanti a noie. con la solita calma quasi regale porta lontano nel prato14. Il testo fornisce informazioni su alcune caratteristiche della volpe. Quali? Metti una crocetta per ogni riga.a. comportamentob. vita familiarec. aspettod. andaturae. nome scientifico e dati precisi15. Nel testo prevale l’uso del tempo passato, ma, nel descrivere il terzo incontro ravvicinato con la volpe (righe 43-64), l’autrice passa dall’imperfetto al presente perché vuoleA. far capire che il terzo incontro si è svolto in un tempo più vicinoB. riportare nel giusto ordine cronologico le diverse fasi dell’incontroC. semplificare l’intera descrizione per farla apprezzare più chiaramenteD. dare più efficacia espressiva e un maggiore coinvolgimento emotivo16. Nel testo sono presenti molte espressioni scritte tra parentesi. Esse rappresentanoA. frasi di scarsa importanza C. riflessioni dell’autriceB. parti di dialoghi D. pensieri di altre personeRIFLETTERE SUI CORRETTI RAPPORTI CON GLI ANIMALI17. “Noi siamo affascinati di averla così vicino da poterla quasi sfiorare, cosa che ovviamente non faremmo mai” (righe 54-55). Perché l’autrice, il marito e il loro amico non sfiorerebbero mai la volpe?A. Hanno paura degli animali selvaticiB. Per rispetto nei confronti dell’animaleC. Non vogliono fare scappare la volpeD. La volpe potrebbe trasmettere malattie18. Qual è il rischio principale per gli animali che accettano il cibo dagli uomini?A. Diventare domestici, grassi e lentiB. Perdere totalmente l’abitudine al fiutoC. Perdere la capacità di procurarsi da sé il ciboD. Intossicarsi con cibi non adatti e ammalarsi19. Che cosa fa l’autrice per proteggere la volpe?20. Se potesse rivivere gli incontri con la volpe, secondo te l’autriceA. manterrebbe lo stesso comportamentoB. non sarebbe così pronta a offrirle del ciboTrascrivi la risposta che ti sembra più corretta e spiega la tua scelta (puoi riportare qualche punto del testo che ti ha aiutato a scegliere).Secondo me l’autrice ............................................................................................................................... AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........• Le domande finali☐ mi hanno aiutato☐ non mi hanno aiutato a riflettere sui corretti rapporti con gli animali.
VERIFICA FORMATIVA con autovalutazioneUn’amica dalla lunga codaDaniela Fava La prima volta si trattò di un caso: sulla strada davanti a noi un’auto si era fermata e un signore, munito di una macchina fotografica dotata di zoom simile a un cannocchiale, si piegava sul prato ricchissimo di fiori digradante verso il torrente del fondovalle. Pensai stesse scattando una foto ravvicinata: data la magnifica fioritura, sarebbe valsa veramente la pena. Niente di più sbagliato: nel superarlo, l’oggetto della sua attenzione ci si svelò. Una volpe che, al bordo della strada, si lasciava fotografare! Non c’era spazio per fermarci a nostra volta, e fu inevitabile proseguire. Tra le varie ipotesi per spiegarci un fatto così sorprendente, la più ragionevole mi parve che la volpe dovesse essere ammalata, e non fosse in grado di fuggire a zampe levate. Mi spiacque per lei.La seconda volta, al ritorno da una bella escursione nella stessa zona, nel percorrere lo stesso tratto di strada mi ritornò alla mente la scena così inconsueta di qualche tempo prima, e scrutai ai lati le verdi distese di erba punteggiate dalla fioritura di fine agosto e squassate da un vento fortissimo e freddo. Ed eccola lì spuntare dal prato superiore e scendere sull’asfalto, elegante nell’incedere e perfettamente rilassata: aspetto e andatura non erano certo da ammalata. Era proprio la volpe (la stessa?): si diresse tranquillamente verso la nostra auto, che nel frattempo mio marito era riuscito (freneticamente) a parcheggiare in un piccolo slargo della stretta strada di montagna. Il pomeriggio era inoltrato, i raggi del sole ormai bassi, gli altri turisti già tornati in vallata, eravamo solo noi e lei, quella volpe dal comportamento così strano, che sembrava cercare proprio noi o comunque l’incontro con gli esseri umani. Mio marito impazzì nel fotografare ciò che temeva sfuggisse velocissimo da un momento all’altro, ed io che stavo sbocconcellando un cracker pensai bene (o forse male?) di condividerlo con la nuova arrivata. Senza scendere dall’auto per timore di spaventarla glielo buttai sull’erba, ma il vento lo riportò sull’asfalto: lei, senza neppure annusarlo, faticò un poco a raccoglierlo, ma una volta avutolo tra i denti, con calma rientrò nel prato e lo andò a nascondere lontano dalla strada, in mezzo ad alcune pietre. La piccola scorta di cracker divenne a questo punto la scorta della previdente volpe, che quando si accorse che i generi alimentari erano terminati, tranquillamente come era arrivata se ne andò. Tornammo a casa con questo bellissimo ricordo, accompagnato dalle fotografie.La terza volta, quando con un amico che aveva condiviso con noi la bellissima e freddissima giornata, magnanima di grandiosi panorami, ci apprestammo al ritorno, la cercammo veramente, anche se con poca convinzione. Avevamo raccontato all’amico Alessandro dei precedenti incontri ravvicinati, smantellando la sua più che giusta incredulità. Nel discendere verso il fondovalle, arrivando al solito luogo, con un po’ di batticuore (incredibile come a volte le circostanze ci riportano nel magico mondo dell’infanzia, dove basta poco a farci palpitare quel cuore che le battaglie della vita hanno reso più coriaceo) ci guardammo intorno, e non la vedemmo. Tre paia d’occhi delusi che scorrevano i prati, su e giù, ma d’altra parte come pensare logicamente di poterla rivedere? Era stata un’ipotesi troppo azzardata, si era trattato di un semplice caso, ripetutosi ben due volte.L’auto stava già per ripartire dal solito slargo ed ecco: trotterellando, un essere di colore rosso dalla lunga coda scende pigramente dal prato e ci viene incontro. Il rito è lo stesso, anzi, mentre Beppe scatta le foto e l’amico si maledice perché ormai solo il telefonino gli può servire, io scendo e dal baule estraggo lo zaino (non mi ero preparata, non ci contavo veramente di rivederla, la nostra amica!). Lei aspetta, nel frattempo si è fermata una motocicletta: padre e figlio si accostano per condividere con noi il momento. Non ho cracker, mi sono rimaste solo due barrette di cereali, che scarto e porgo a pezzetti alla signorina (il pensiero ragionato se faccio bene o male mi verrà solo in seguito). Evidentemente li apprezza, senza averli annusati (conosce già anche le barrette di cereali?), li sgranocchia davanti a noi e attende di averne degli altri. Il ragazzino, evidentemente al suo primo incontro… ravvicinato, ne è entusiasta, e noi siamo affascinati di averla così vicino da poterla quasi sfiorare, cosa che ovviamente non faremmo mai.Mentre il pasto sta finendo, un’altra auto di escursionisti si ferma dietro alla nostra: in quattro scendono muniti di un sacchetto di pane secco (quindi la conoscono già), la chiamano e le gettano una pagnotta, che lei afferra e con la solita calma quasi regale porta lontano nel prato, per nasconderla in una delle sue «dispense». Non ritorna più da noi: evidentemente non ha più appetito, per oggi. I nuovi arrivati ci confermano che anche loro la incontrano spesso e che paradossalmente quando la chiamano essa arriva, sempre con la massima compostezza ed eleganza. A me ha dato l’impressione, questa volta, che a farla arrivare in strada, oltre che la vista dell’auto, sia anche il rumore del motore. La quarta volta quest’anno non ci sarà, perché con l’approssimarsi della brutta stagione e delle nevicate la strada d’alta montagna rimarrà chiusa, e devo dire che mi dispiace dover attendere il prossimo anno per rivederla. Mi auguro che questa sua fiducia in noi umani (fiducia opportunistica certo, collegata alla facilità di reperimento del cibo) non sia fonte per lei di pericoli maggiori, nel caso di brutti incontri o più semplicemente per il rischio derivante dall’inattività dovuta a questi troppo facili approvvigionamenti.Una cosa posso fare per lei: per rispetto della privacy della nostra piccola amica, e per cercare di proteggerla, non dirò la località dove si trova, anche se credo (e spero) che di buoni e fidati amici come noi ne possa avere davvero tanti…(Tratto da: D. Fava, in «Panorami», Edizioni Arti Grafiche)COMPRENSIONE1. La vicenda narrata si svolge principalmenteA. sull’asfalto di una strada cittadinaB. su una strada di montagnaC. in un prato fiorito di campagnaD. sul bordo di una strada di montagna2. Qual era “l’oggetto di attenzione” dell’uomo con la macchina fotografica?3. In un primo momento l’autrice pensa che l’animale sia ammalato, perché la volpeA. cerca aiuto sul bordo della stradaB. si muove con grande lentezzaC. non scappa dal bordo della stradaD. sta ferma in modo strano4. Nell’espressione «fotografare ciò che temeva sfuggisse velocissimo da un momento all’altro» (righe 22-23) il termine “ciò” si riferisceA. al sole calante C. ai turistiB. alla volpe D. alla luce disponibile5. Una frase del testo ci fa capire che la protagonista e il marito avevano dovuto convincere Alessandro ad accettare per veri i loro incontri con la volpe. Trovala e trascrivila.6. Con l’espressione “un’ipotesi troppo azzardata” (riga 41) si intendeA. un’idea eccessivamente rischiosa, pericolosaB. una previsione avventata, senza fondamentoC. un pensiero che può realizzarsi facilmenteD. una previsione completamente sbagliata7. Rileggi le righe da “Tre paia di occhi” fino a “due volte” (righe 40-42). Individua e trascrivi la frase con cui si esprime la consapevolezza razionale che un nuovo incontro sarebbe stato molto difficile.8. La caratteristica della volpe che più colpisce chi scrive èA. la voracità C. la coda rossaB. il coraggio D. l’eleganzaLESSICO9. La breve descrizione dell’ambiente in cui avviene il secondo incontro con la volpe (righe 11-14) è ricca di termini suggestivi. Scrivi nella tabella, a lato delle parole elencate, i termini corrispondenti usati nel testo.a. guardai ...............................................................................b. prati ...............................................................................c. con tanti fiori ...............................................................................d. agitate ...............................................................................10. Nell’espressione «bellissima e freddissima giornata, magnanima di grandiosi panorami» (righe 32-33), la parola “magnanima” significaA. ricca C. grandeB. molto bella D. generosa 11. Un cuore “coriaceo” (riga 39) èA. sensibile C. insensibileB. emotivo D. insofferenteANALISI DEL TESTO NARRATIVO-DESCRITTIVO12. Nell’espressione “si piegava sul prato ricchissimo di fiori digradante verso il torrente del fondovalle” (righe 3-4) il prato è descritto dal punto di vista di chiA. si trova più in alto C. è in movimentoB. si trova molto lontano D. si trova più in basso 13. Nel descrivere la volpe, l’autrice usa espressioni oggettive e soggettive. Nelle frasi della tabella riconosci le une e le altre e indicale con una crocetta per ogni riga.a. elegante nell’incedere e perfettamente rilassata: aspetto eandatura non erano certo da ammalatab. un essere di colore rosso dalla lunga codac. porgo a pezzetti alla signorinad. senza averli annusati li sgranocchia davanti a noie. con la solita calma quasi regale porta lontano nel prato14. Il testo fornisce informazioni su alcune caratteristiche della volpe. Quali? Metti una crocetta per ogni riga.a. comportamentob. vita familiarec. aspettod. andaturae. nome scientifico e dati precisi15. Nel testo prevale l’uso del tempo passato, ma, nel descrivere il terzo incontro ravvicinato con la volpe (righe 43-64), l’autrice passa dall’imperfetto al presente perché vuoleA. far capire che il terzo incontro si è svolto in un tempo più vicinoB. riportare nel giusto ordine cronologico le diverse fasi dell’incontroC. semplificare l’intera descrizione per farla apprezzare più chiaramenteD. dare più efficacia espressiva e un maggiore coinvolgimento emotivo16. Nel testo sono presenti molte espressioni scritte tra parentesi. Esse rappresentanoA. frasi di scarsa importanza C. riflessioni dell’autriceB. parti di dialoghi D. pensieri di altre personeRIFLETTERE SUI CORRETTI RAPPORTI CON GLI ANIMALI17. “Noi siamo affascinati di averla così vicino da poterla quasi sfiorare, cosa che ovviamente non faremmo mai” (righe 54-55). Perché l’autrice, il marito e il loro amico non sfiorerebbero mai la volpe?A. Hanno paura degli animali selvaticiB. Per rispetto nei confronti dell’animaleC. Non vogliono fare scappare la volpeD. La volpe potrebbe trasmettere malattie18. Qual è il rischio principale per gli animali che accettano il cibo dagli uomini?A. Diventare domestici, grassi e lentiB. Perdere totalmente l’abitudine al fiutoC. Perdere la capacità di procurarsi da sé il ciboD. Intossicarsi con cibi non adatti e ammalarsi19. Che cosa fa l’autrice per proteggere la volpe?20. Se potesse rivivere gli incontri con la volpe, secondo te l’autriceA. manterrebbe lo stesso comportamentoB. non sarebbe così pronta a offrirle del ciboTrascrivi la risposta che ti sembra più corretta e spiega la tua scelta (puoi riportare qualche punto del testo che ti ha aiutato a scegliere).Secondo me l’autrice ............................................................................................................................... AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........• Le domande finali☐ mi hanno aiutato☐ non mi hanno aiutato a riflettere sui corretti rapporti con gli animali.