VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

Cittadinanza attiva SPECIALEIL NOSTRO DIVERTIMENTO… LA LORO PRIGIONE Giardini zoologici: parchi o prigioni?Nel corso degli ultimi due secoli, l’uomo ha costretto molti animali selvatici ad abitare dentro le nostre città, all’interno dei cosiddetti “giardini zoologici”, che per l’uomo sono dei parchi, ma per gli animali vere e proprie prigioni.Dopo la metà del Novecento, gli zoo iniziarono a sfruttare alcune specie animali divenute rare. I modi di tenere prigionieri questi animali apparentemente ricreavano, tramite un’efficace scenografia, piccoli scorci di ambienti naturali. L’animale sembrava potersi muovere liberamente, ma in realtà le barriere c’erano, erano terribili e abilmente nascoste ai visitatori: fossati non visibili, cavi elettrici nascosti, ampie vetrate. Per comprendere a fondo la prigionia, sarebbe stato necessario entrare negli spazi degli animali.Oggi non si parla più di zoo, ma di “bioparchi”: giardini zoologici, acquari, parchi faunistici, concepiti - si dice - nel rispetto del rapporto tra animale e ambiente. Essi hanno lo scopo di salvaguardare e difendere la biodiversità. Nei bioparchi gli animali abitano in grandi aree e vengono contenuti con barriere fisiche non sempre percepibili dal pubblico. ZOOLA SALVEZZA DELLA SPECIE NELLA NUOVA ARCA DI NOÈNegli Stati Uniti gli zoo stanno cambiando progressivamente il loro ruolo: nacquero come luogo di intrattenimento per il divertimento del pubblico e quindi, per far affari, davano spazio alle specie più spettacolari o più popolari. Poi si sono dati anche funzioni educative, affiancando ai recinti degli animali esposizioni sui temi dell’ambiente. Di recente una terza missione ha conquistato uno spazio tale da diventare quasi prevalente. È la funzione dell’Arca di Noè: organizzare programmi di salvataggio delle specie in via di estinzione. Questo comporta una rivoluzione: non più gabbie e recinti, ma larghi spazi con la possibilità di nascondersi dagli sguardi del pubblico.Perciò il nuovo ruolo degli zoo è la preservazione delle specie. Ma si crea un nuovo dilemma: bisogna scegliere chi si salverà, un obbligo crudele imposto dalla scarsità di risorse economiche e di spazio.(Adatt. da: F. Rampini, in “la Repubblica”)ELEFANTI SOTTO LA NEVE & ORSI POLARI SOTTO IL SOLE: L'AFFARE DEGLI ZOO FUORI LEGGEMentre negli altri Paesi ci si attrezza e si trovano i fondi per creare le nuove arche di Noè, in Italia solo 10 strutture su 88 sono attrezzate.(Dossier di Born Free)Animali al circo: Un’attrazione crudele che non attrae!Negli ultimi anni l’uso degli animali negli spettacoli circensi è posto sotto accusa da una crescente sensibilità di cittadini che lo considerano una manifestazione di violenza, proprio per la presenza degli animali costretti per la loro intera esistenza in strette gabbie, da cui possono uscire solamente per compiere esercizi contrari alla loro natura.Gli animali più diffusi nei circhi sono: leoni, tigri, elefanti, cavalli. Ma ci sono anche dromedari, zebre, canguri, rettili, pappagalli, gorilla, scimpanzè, foche, squali e pinguini.L’importazione di questi animali è vietata, eppure continuano a essere importati illegalmente.Gli animali dei circhi non hanno nulla in comune con i loro simili che vivono in natura: sono privati nel modo più violento delle loro esigenze biologiche e comportamentali, ridicolizzati per il nostro divertimento, conoscono solo la tristezza e il terrore.Le condizioni in cui sono tenuti nei circhi sono pessime: gabbie troppo piccole in cui gli animali spesso non riescono neppure a stare in piedi, condizioni igieniche scarse o nulle, poca luce e frequenti spostamenti su lunghi percorsi. Ogni giorno sono costretti a compiere gli stessi identici movimenti all’interno di spazi ridottissimi.Gli animali vengono mortificati in tutti i modi per essere assoggettati alla volontà dell’uomo.Dietro gli esercizi a cui il pubblico assiste si nascondono mesi di privazioni, maltrattamenti e sofferenze.I metodi di addestramento comportano frequenti percosse e la privazione di acqua e cibo. Alcuni animali non imparano mai, la loro volontà non può essere piegata, così muoiono per le ferite o semplicemente di fame, perché sono talmente disperati e rassegnati che si rifiutano di mangiare.Questa è la filosofia del domatore: l’animale deve “assecondare l’uomo o morire”.(Adatt. da: www.emergenzanimali.com) W IL CIRCO SENZA GLI ANIMALI Sono ormai moltissimi i Paesi, in Europa e nel mondo, che hanno vietato, del tutto o in parte, l’utilizzo degli animali nei circhi.E IN ITALIA? Il Consiglio Regionale del Veneto ha di recente istituito una commissione, di cui fa parte anche l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), con l’obiettivo di proporre un progetto di legge sul «divieto di impiego di animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti e per la promozione dello spettacolo circense».Il progetto di legge prevede la dismissione degli animali dei circhi unitamente a sostegni economici e interventi di comunicazione a favore dei nuovi spettacoli senza animali. Per ora, però, è solo un progetto…(http://www.oipaitalia.com/campagne/circo_cosasuccede.htm)
Cittadinanza attiva SPECIALEIL NOSTRO DIVERTIMENTO… LA LORO PRIGIONE Giardini zoologici: parchi o prigioni?Nel corso degli ultimi due secoli, l’uomo ha costretto molti animali selvatici ad abitare dentro le nostre città, all’interno dei cosiddetti “giardini zoologici”, che per l’uomo sono dei parchi, ma per gli animali vere e proprie prigioni.Dopo la metà del Novecento, gli zoo iniziarono a sfruttare alcune specie animali divenute rare. I modi di tenere prigionieri questi animali apparentemente ricreavano, tramite un’efficace scenografia, piccoli scorci di ambienti naturali. L’animale sembrava potersi muovere liberamente, ma in realtà le barriere c’erano, erano terribili e abilmente nascoste ai visitatori: fossati non visibili, cavi elettrici nascosti, ampie vetrate. Per comprendere a fondo la prigionia, sarebbe stato necessario entrare negli spazi degli animali.Oggi non si parla più di zoo, ma di “bioparchi”: giardini zoologici, acquari, parchi faunistici, concepiti - si dice - nel rispetto del rapporto tra animale e ambiente. Essi hanno lo scopo di salvaguardare e difendere la biodiversità. Nei bioparchi gli animali abitano in grandi aree e vengono contenuti con barriere fisiche non sempre percepibili dal pubblico. ZOOLA SALVEZZA DELLA SPECIE NELLA NUOVA ARCA DI NOÈNegli Stati Uniti gli zoo stanno cambiando progressivamente il loro ruolo: nacquero come luogo di intrattenimento per il divertimento del pubblico e quindi, per far affari, davano spazio alle specie più spettacolari o più popolari. Poi si sono dati anche funzioni educative, affiancando ai recinti degli animali esposizioni sui temi dell’ambiente. Di recente una terza missione ha conquistato uno spazio tale da diventare quasi prevalente. È la funzione dell’Arca di Noè: organizzare programmi di salvataggio delle specie in via di estinzione. Questo comporta una rivoluzione: non più gabbie e recinti, ma larghi spazi con la possibilità di nascondersi dagli sguardi del pubblico.Perciò il nuovo ruolo degli zoo è la preservazione delle specie. Ma si crea un nuovo dilemma: bisogna scegliere chi si salverà, un obbligo crudele imposto dalla scarsità di risorse economiche e di spazio.(Adatt. da: F. Rampini, in “la Repubblica”)ELEFANTI SOTTO LA NEVE & ORSI POLARI SOTTO IL SOLE: L'AFFARE DEGLI ZOO FUORI LEGGEMentre negli altri Paesi ci si attrezza e si trovano i fondi per creare le nuove arche di Noè, in Italia solo 10 strutture su 88 sono attrezzate.(Dossier di Born Free)Animali al circo: Un’attrazione crudele che non attrae!Negli ultimi anni l’uso degli animali negli spettacoli circensi è posto sotto accusa da una crescente sensibilità di cittadini che lo considerano una manifestazione di violenza, proprio per la presenza degli animali costretti per la loro intera esistenza in strette gabbie, da cui possono uscire solamente per compiere esercizi contrari alla loro natura.Gli animali più diffusi nei circhi sono: leoni, tigri, elefanti, cavalli. Ma ci sono anche dromedari, zebre, canguri, rettili, pappagalli, gorilla, scimpanzè, foche, squali e pinguini.L’importazione di questi animali è vietata, eppure continuano a essere importati illegalmente.Gli animali dei circhi non hanno nulla in comune con i loro simili che vivono in natura: sono privati nel modo più violento delle loro esigenze biologiche e comportamentali, ridicolizzati per il nostro divertimento, conoscono solo la tristezza e il terrore.Le condizioni in cui sono tenuti nei circhi sono pessime: gabbie troppo piccole in cui gli animali spesso non riescono neppure a stare in piedi, condizioni igieniche scarse o nulle, poca luce e frequenti spostamenti su lunghi percorsi. Ogni giorno sono costretti a compiere gli stessi identici movimenti all’interno di spazi ridottissimi.Gli animali vengono mortificati in tutti i modi per essere assoggettati alla volontà dell’uomo.Dietro gli esercizi a cui il pubblico assiste si nascondono mesi di privazioni, maltrattamenti e sofferenze.I metodi di addestramento comportano frequenti percosse e la privazione di acqua e cibo. Alcuni animali non imparano mai, la loro volontà non può essere piegata, così muoiono per le ferite o semplicemente di fame, perché sono talmente disperati e rassegnati che si rifiutano di mangiare.Questa è la filosofia del domatore: l’animale deve “assecondare l’uomo o morire”.(Adatt. da: www.emergenzanimali.com) W IL CIRCO SENZA GLI ANIMALI Sono ormai moltissimi i Paesi, in Europa e nel mondo, che hanno vietato, del tutto o in parte, l’utilizzo degli animali nei circhi.E IN ITALIA? Il Consiglio Regionale del Veneto ha di recente istituito una commissione, di cui fa parte anche l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), con l’obiettivo di proporre un progetto di legge sul «divieto di impiego di animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti e per la promozione dello spettacolo circense».Il progetto di legge prevede la dismissione degli animali dei circhi unitamente a sostegni economici e interventi di comunicazione a favore dei nuovi spettacoli senza animali. Per ora, però, è solo un progetto…(http://www.oipaitalia.com/campagne/circo_cosasuccede.htm)