VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

ANCHE GLI ANIMALI AMANO, SOFFRONO E APPRENDONO Gli animali e i sentimenti Mario Porqueddu Mentre ancora non si sa con esattezza se gli umani ne siano provvisti e in che misura, autorevoli scienziati si danno da fare per provare che gli animali qualcosa di simile all’anima ce l’hanno. O almeno che mammiferi e uccelli, primati, cetacei e pachidermi provano sentimenti. A chi ha passato un po’ di tempo in compagnia di un cane o un gatto, l’esercizio potrà sembrare inutile: chissà quanti episodi potrebbe raccontare a favore della tesi che si vuole dimostrare. La scienza, però, deve verificare le teorie, o falsificarle, con osservazioni ed esperimenti ripetibili. E la teoria secondo cui gli animali sono capaci di provare emozioni impegna scienziati, studiosi e ricercatori delle più diverse discipline. Molti di loro attribuiscono sentimenti agli animali. Perché, se non con il dolore che deve aver provato, come si spiega la morte dello scimpanzè Flint in Tanzania, tre settimane dopo che era mancata la sua mamma Flo? E, se non per amore, per quale ragione le balene al largo dell’Argentina si lascerebbero andare a tenere nuotate guancia a guancia dopo l’accoppiamento? Il periodico statunitense “U.S. News” ha approfondito l’argomento. Intervistando fra gli altri anche Marc Bekoff, biologo dell’Università del Colorado. «Non posso provare che un essere umano senta felicità o tristezza - ha detto Bekoff - ma posso dedurlo dal linguaggio corporeo e dall’espressione del volto». Lo stesso, a suo dire, vale per i coyote o le volpi, animali dei quali ha studiato il comportamento. «C’è un’enorme quantità di animali, con caratteristiche diverse - spiega da Venezia l’etologo Danilo Mainardi1. - Per parlare di capacità emotiva dobbiamo ridurre il campo a uccelli e mammiferi. Di queste cose si discute da quando Darwin2 pubblicò L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali. Dove metteva in evidenza l’espressività facciale delle scimmie, le somiglianze con la nostra specie». Ma la questione è complicata e anni di studi non hanno convinto chi non crede si possa sostenere che gli animali provino sentimenti più o meno come noi. «È un atteggiamento filosofico-culturale più che scientifico - attacca Mainardi. - La tradizione che considera gli animali come delle macchine ha fatto comodo a un certo tipo di antropocentrismo3 e ci sarebbe qualche imbarazzo ad ammettere che gli animali provano emozioni simili alle nostre e poi continuare a fare quello che si fa, o si è fatto fino a ieri, nei loro confronti». Eppure Mainardi non ha dubbi: «Un organismo superiore non funziona senza base emotiva». Dunque, i sentimenti degli animali esistono. Chi ha visto un cane muovere la coda dicendo qualcosa come «arf», o alzare il pelo, mostrare i denti e tirare indietro le orecchie, sa che è difficile non leggere un segnale di gioia nel primo caso e di rabbia nel secondo. «Quanto più un animale è sociale tanto più sarà sviluppato il suo sistema di comunicazione delle emozioni, soprattutto le più comuni: rabbia, paura, desiderio o gioia. Non è chiaro, o non è facile da dimostrare, se ne siano consapevoli. E questa è la frontiera della ricerca. Ma non sempre il fatto che qualcosa non sia stato dimostrato significa che non esiste», rilancia Mainardi. E gli scienziati vanno avanti. L’istinto e le istruzioni contenute nel dna, insomma, non sembrano più sufficienti a spiegare il comportamento di molte specie animali. Spiega ancora Mainardi: «Lorenz4 ha confrontato il riconoscimento dei predatori in anitre e taccole5. Risultato: simulando l’attacco di una volpe, l’anitra fugge anche se non ha mai avuto esperienza di predatori, mentre alla taccola per riconoscere il nemico occorre un’esperienza diretta o trasmessa da altri individui. Succede così: un individuo viene a contatto con un predatore sconosciuto, poi lo incontra una seconda volta ed emette un segnale d’allarme, se un altro individuo lo sente capisce che il predatore è davvero un pericolo e trasmette l’allarme. Altre specie oltre la nostra sanno fabbricarsi una cultura. Apprendono e trasmettono: è un po’ l’equivalente della nostra scuola». (Adatt. da: http://archiviostorico.corriere.it/) Il testo La gatta Debbie, che hai conosciuto nella lettura precedente, quando sente di essere vicina alla morte porta il suo cucciolo da chi sa che se ne prenderà cura. La gatta Debbie è un animale, ma si comporta come si comporterebbe qualsiasi mamma umana che si preoccupa per suo figlio. Gli animali provano, dunque, emozioni e sentimenti? L’autore Mario Porqueddu è un giornalista del quotidiano milanese «Corriere della Sera». 1. l’etologo Danilo Mainardi: l’etologia è la scienza che studia il comportamento degli animali. Danilo Mainardi è uno dei più famosi etologi italiani contemporanei. 2. Darwin: Charles Darwin (1809-1882) fu un naturalista inglese. È famoso per la sua teoria dell’evoluzione delle specie in base alla selezione naturale, che determina la sopravvivenza degli individui più adatti all’ambiente, e per aver sostenuto che tutti i primati, compreso l’uomo, discendono da un antenato comune. 3. antropocentrismo: concezione secondo cui l’uomo sarebbe il centro dell’universo, superiore a qualunque altra forma di vita. 4. Lorenz: Konrad Lorenz (1903-1989) è stato uno zoologo austriaco, considerato il padre dell’etologia moderna. Vinse il premio Nobel per la medicina nel 1973. 5. taccole: piccoli uccelli simili al corvo. COMPRENDERE 1. Che cosa vogliono dimostrare gli scienziati? E in che modo? 2. Che cosa afferma il biologo Marc Bekoff? 3. Perché, secondo l’etologo Danilo Mainardi, alcuni continuano a considerare gli animali come delle macchine? 4. Quali sono le emozioni più comuni che gli animali comunicano? 5. È possibile spiegare il comportamento di molti animali soltanto facendo riferimento al loro istinto? 6. Quali esperimenti hanno dimostrato che alcune specie sanno apprendere e trasmettere? ANALIZZARE 7. I due testi Un cucciolo da amare e Gli animali e i sentimenti parlano dello stesso argomento, ma in modo diverso. Il primo è un testo narrativo, mentre il secondo è un testo espositivo. Fissa nuovamente le caratteristiche di ciascun tipo di testo, segnando con una crocetta se appartengono al testo narrativo (N) o al testo espositivo (E). Completa eventualmente con qualche altro elemento che hai notato. a. Espone fatti e opinioni b. Racconta una storia c. Esprime sentimenti e stati d’animo d. Dà spiegazioni ed esempi e. Coinvolge il lettore emotivamente f. Fornisce informazioni g. Fa riflettere il lettore su fatti e situazioni h. Presenta un linguaggio semplice i. Presenta un linguaggio con termini specifici l. Presenta citazioni
ANCHE GLI ANIMALI AMANO, SOFFRONO E APPRENDONO Gli animali e i sentimenti Mario Porqueddu Mentre ancora non si sa con esattezza se gli umani ne siano provvisti e in che misura, autorevoli scienziati si danno da fare per provare che gli animali qualcosa di simile all’anima ce l’hanno. O almeno che mammiferi e uccelli, primati, cetacei e pachidermi provano sentimenti. A chi ha passato un po’ di tempo in compagnia di un cane o un gatto, l’esercizio potrà sembrare inutile: chissà quanti episodi potrebbe raccontare a favore della tesi che si vuole dimostrare. La scienza, però, deve verificare le teorie, o falsificarle, con osservazioni ed esperimenti ripetibili. E la teoria secondo cui gli animali sono capaci di provare emozioni impegna scienziati, studiosi e ricercatori delle più diverse discipline. Molti di loro attribuiscono sentimenti agli animali. Perché, se non con il dolore che deve aver provato, come si spiega la morte dello scimpanzè Flint in Tanzania, tre settimane dopo che era mancata la sua mamma Flo? E, se non per amore, per quale ragione le balene al largo dell’Argentina si lascerebbero andare a tenere nuotate guancia a guancia dopo l’accoppiamento? Il periodico statunitense “U.S. News” ha approfondito l’argomento. Intervistando fra gli altri anche Marc Bekoff, biologo dell’Università del Colorado. «Non posso provare che un essere umano senta felicità o tristezza - ha detto Bekoff - ma posso dedurlo dal linguaggio corporeo e dall’espressione del volto». Lo stesso, a suo dire, vale per i coyote o le volpi, animali dei quali ha studiato il comportamento. «C’è un’enorme quantità di animali, con caratteristiche diverse - spiega da Venezia l’etologo Danilo Mainardi1. - Per parlare di capacità emotiva dobbiamo ridurre il campo a uccelli e mammiferi. Di queste cose si discute da quando Darwin2 pubblicò L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali. Dove metteva in evidenza l’espressività facciale delle scimmie, le somiglianze con la nostra specie». Ma la questione è complicata e anni di studi non hanno convinto chi non crede si possa sostenere che gli animali provino sentimenti più o meno come noi. «È un atteggiamento filosofico-culturale più che scientifico - attacca Mainardi. - La tradizione che considera gli animali come delle macchine ha fatto comodo a un certo tipo di antropocentrismo3 e ci sarebbe qualche imbarazzo ad ammettere che gli animali provano emozioni simili alle nostre e poi continuare a fare quello che si fa, o si è fatto fino a ieri, nei loro confronti». Eppure Mainardi non ha dubbi: «Un organismo superiore non funziona senza base emotiva». Dunque, i sentimenti degli animali esistono. Chi ha visto un cane muovere la coda dicendo qualcosa come «arf», o alzare il pelo, mostrare i denti e tirare indietro le orecchie, sa che è difficile non leggere un segnale di gioia nel primo caso e di rabbia nel secondo. «Quanto più un animale è sociale tanto più sarà sviluppato il suo sistema di comunicazione delle emozioni, soprattutto le più comuni: rabbia, paura, desiderio o gioia. Non è chiaro, o non è facile da dimostrare, se ne siano consapevoli. E questa è la frontiera della ricerca. Ma non sempre il fatto che qualcosa non sia stato dimostrato significa che non esiste», rilancia Mainardi. E gli scienziati vanno avanti. L’istinto e le istruzioni contenute nel dna, insomma, non sembrano più sufficienti a spiegare il comportamento di molte specie animali. Spiega ancora Mainardi: «Lorenz4 ha confrontato il riconoscimento dei predatori in anitre e taccole5. Risultato: simulando l’attacco di una volpe, l’anitra fugge anche se non ha mai avuto esperienza di predatori, mentre alla taccola per riconoscere il nemico occorre un’esperienza diretta o trasmessa da altri individui. Succede così: un individuo viene a contatto con un predatore sconosciuto, poi lo incontra una seconda volta ed emette un segnale d’allarme, se un altro individuo lo sente capisce che il predatore è davvero un pericolo e trasmette l’allarme. Altre specie oltre la nostra sanno fabbricarsi una cultura. Apprendono e trasmettono: è un po’ l’equivalente della nostra scuola». (Adatt. da: http://archiviostorico.corriere.it/) Il testo La gatta Debbie, che hai conosciuto nella lettura precedente, quando sente di essere vicina alla morte porta il suo cucciolo da chi sa che se ne prenderà cura. La gatta Debbie è un animale, ma si comporta come si comporterebbe qualsiasi mamma umana che si preoccupa per suo figlio. Gli animali provano, dunque, emozioni e sentimenti? L’autore Mario Porqueddu è un giornalista del quotidiano milanese «Corriere della Sera». 1. l’etologo Danilo Mainardi: l’etologia è la scienza che studia il comportamento degli animali. Danilo Mainardi è uno dei più famosi etologi italiani contemporanei. 2. Darwin: Charles Darwin (1809-1882) fu un naturalista inglese. È famoso per la sua teoria dell’evoluzione delle specie in base alla selezione naturale, che determina la sopravvivenza degli individui più adatti all’ambiente, e per aver sostenuto che tutti i primati, compreso l’uomo, discendono da un antenato comune. 3. antropocentrismo: concezione secondo cui l’uomo sarebbe il centro dell’universo, superiore a qualunque altra forma di vita. 4. Lorenz: Konrad Lorenz (1903-1989) è stato uno zoologo austriaco, considerato il padre dell’etologia moderna. Vinse il premio Nobel per la medicina nel 1973. 5. taccole: piccoli uccelli simili al corvo. COMPRENDERE 1. Che cosa vogliono dimostrare gli scienziati? E in che modo? 2. Che cosa afferma il biologo Marc Bekoff? 3. Perché, secondo l’etologo Danilo Mainardi, alcuni continuano a considerare gli animali come delle macchine? 4. Quali sono le emozioni più comuni che gli animali comunicano? 5. È possibile spiegare il comportamento di molti animali soltanto facendo riferimento al loro istinto? 6. Quali esperimenti hanno dimostrato che alcune specie sanno apprendere e trasmettere? ANALIZZARE 7. I due testi Un cucciolo da amare e Gli animali e i sentimenti parlano dello stesso argomento, ma in modo diverso. Il primo è un testo narrativo, mentre il secondo è un testo espositivo. Fissa nuovamente le caratteristiche di ciascun tipo di testo, segnando con una crocetta se appartengono al testo narrativo (N) o al testo espositivo (E). Completa eventualmente con qualche altro elemento che hai notato. a. Espone fatti e opinioni b. Racconta una storia c. Esprime sentimenti e stati d’animo d. Dà spiegazioni ed esempi e. Coinvolge il lettore emotivamente f. Fornisce informazioni g. Fa riflettere il lettore su fatti e situazioni h. Presenta un linguaggio semplice i. Presenta un linguaggio con termini specifici l. Presenta citazioni