VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

UNA COMMOVENTE DIMOSTRAZIONE DI FIDUCIA Un cucciolo da amare James Herriot Gli occhi della signora Ainsworth erano colmi di dolore quando mi fece entrare nel soggiorno. Debbie si trovava lì, era distesa sul fianco, completamente immobile, e, rannicchiato contro di essa, giaceva un minuscolo gattino nero. La contemplai allibito. - Che cosa è accaduto qui? - È la cosa più strana - rispose la signora Ainsworth. - Non la vedevo da parecchie settimane, e poi è entrata in casa, circa due ore fa… quasi barcollante, in cucina, e aveva in bocca il gattino. Lo ha portato qui in soggiorno, lo ha posato sul tappeto, e a tutta prima la cosa mi ha divertita. Poi, però, ho potuto constatare1 che non tutto andava bene, perché è rimasta seduta come fa di solito, ma molto più a lungo, per più di un’ora, e infine si è sdraiata com’è adesso, senza più muoversi. Mi inginocchiai sul tappeto e feci scorrere la mano sul collo e sulle costole di Debbie. Era magra come non mai, con la pelliccia sudicia e incrostata di fango. Non oppose resistenza mentre le aprivo con dolcezza la bocca. Lingua e mucose2 erano anormalmente pallide e sentii le labbra gelide contro le dita. Quando le abbassai le palpebre e vidi la congiuntiva3 di un bianco spento, una campana a morto risuonò nella mia mente. La voce della signora Ainsworth parve giungere da lontano. - È malata, signor Herriot? - Signora Ainsworth - dissi. - Sta morendo… è in coma… non sente più niente. Mi voltò rapida le spalle e rimase del tutto immobile mentre lottava alle prese con la commozione. Poi rinunciò a combattere e cadde in ginocchio accanto a Debbie. - Oh, povera creaturina! - singhiozzò e ripetutamente accarezzò la testa della gatta mentre le lacrime sgorgavano irresistibili e cadevano sulla pelliccia infangata. - Che cosa deve aver passato! Sento che avrei dovuto fare di più per lei. - Nessuno poteva fare più di lei - dissi. - Nessuno poteva essere più buono. - Ma avrei potuto tenerla qui… negli agi4. Deve essere stato terribile là fuori al freddo, mentre era così mortalmente malata… non oso nemmeno pensarci. E figliare5 gattini, per giunta… chissà… chissà quanti ne avrà avuti? Alzai le spalle. - Credo che non lo sapremo mai. Forse soltanto questo. Capita, a volte. E lo ha portato a lei, no? - Sì… è vero… lo ha portato… lo ha portato qui. La signora Ainsworth si chinò e sollevò l’inzaccherata6 e minuscola creaturina nera. Lisciò con un dito la pelliccia fangosa e la piccola bocca si aprì emettendo un flebile miagolìo. - Non è strano? Stava morendo e ha portato qui il gattino. Il giorno di Natale. Mi chinai e misi la mano sul cuore di Debbie. Non batteva più. Alzai gli occhi. - Temo che se ne sia andata. Presi l’esile corpo, leggero quasi come una piuma, lo avvolsi nel lenzuolino che era stato steso sul tappeto e lo portai fuori sulla macchina. Quando rientrai, la signora Ainsworth stava ancora accarezzando il gattino. Le lacrime le si erano asciugate sulle gote7 e aveva gli occhi vividi8 allorché mi guardò. - Non ho mai avuto un gatto - disse. Sorrisi. - Be’, sembra proprio che adesso ne abbia uno. E senza dubbio lo aveva. Quel gattino crebbe rapidamente e divenne un lustro e splendido micio dall’indole esuberante che gli meritò il nome di Rompitutto. Era, sotto ogni aspetto, l’opposto della sua timida, piccola madre. (Tratto da: J. Herriot, Storie di gatti, BUR) Il testo Da anni, una gatta randagia va a trovare di tanto in tanto l’anziana signora Ainsworth, che le dà cibo e coccole. La gattina è timida, accetta la pappa e l’affetto, ma non rinuncia alla sua vita libera. Il giorno di Natale, però, il veterinario riceve una chiamata urgente dalla signora Ainsworth. L’autore James Herriot (1916-1995) è stato un veterinario e scrittore britannico. Svolse la sua professione in Inghilterra, nello Yorkshire. I suoi libri, ispirati alla sua esperienza come veterinario, hanno per protagonisti gli animali, ma anche i loro proprietari. Il brano che leggerai è ambientato in Inghilterra alla fine del secolo scorso. 1. constatare: notare, osservare. 2. mucose: le membrane che rivestono le cavità interne dell’organismo. 3. congiuntiva: la membrana che riveste la parte interna delle palpebre e la superficie esterna dell’occhio. 4. agi: benessere, comodità. 5. figliare: partorire. 6. inzaccherata: sporca di fango. 7. gote: guance. 8. vividi: pieni di vita, vivaci. USA IL DIZIONARIO Spiega l’espressione “le lacrime sgorgavano irresistibili”. COMPRENDERE 1. Chi è Debbie? 2. Perché il veterinario viene chiamato dalla signora Ainsworth il giorno di Natale? 3. Che cosa aveva fatto la gattina? 4. Che cosa ti fa capire che la signora è una persona sensibile verso gli animali? LESSICO 5. Quando vede la gatta distesa, il veterinario la guarda “allibito” (r. 5), cioè ☐ allarmato ☐ sospettoso ☐ sbalordito ☐ allucinato 6. Rompitutto diventa un bellissimo gatto dal pelo lucido e dal carattere molto vivace. Quali parole usa l’autore, al posto di questi sinonimi? Cercale nel testo e trascrivile: • un bellissimo gatto: ................................................................................ • dal pelo lucido: ................................................................................ • dal carattere: ................................................................................ • molto vivace: ................................................................................ LIBRI PER TE James Herriot, Storie di gatti, BUR «I gatti hanno sempre avuto una parte di primo piano nella mia vita. Sono stati una delle ragioni per cui ho scelto la mia carriera: la loro grazia ed eleganza innate me li rendevano cari». Così si esprime l’autore, e nel suo libro ci racconta storie vere, a volte commoventi e a volte comiche, di gatti, gatte, gattini e gattoni. Un libro per chi ama i gatti, per chi vuole conoscerli meglio e, perché no, per chi da grande sogna di fare il veterinario…
UNA COMMOVENTE DIMOSTRAZIONE DI FIDUCIA Un cucciolo da amare James Herriot Gli occhi della signora Ainsworth erano colmi di dolore quando mi fece entrare nel soggiorno. Debbie si trovava lì, era distesa sul fianco, completamente immobile, e, rannicchiato contro di essa, giaceva un minuscolo gattino nero. La contemplai allibito. - Che cosa è accaduto qui? - È la cosa più strana - rispose la signora Ainsworth. - Non la vedevo da parecchie settimane, e poi è entrata in casa, circa due ore fa… quasi barcollante, in cucina, e aveva in bocca il gattino. Lo ha portato qui in soggiorno, lo ha posato sul tappeto, e a tutta prima la cosa mi ha divertita. Poi, però, ho potuto constatare1 che non tutto andava bene, perché è rimasta seduta come fa di solito, ma molto più a lungo, per più di un’ora, e infine si è sdraiata com’è adesso, senza più muoversi. Mi inginocchiai sul tappeto e feci scorrere la mano sul collo e sulle costole di Debbie. Era magra come non mai, con la pelliccia sudicia e incrostata di fango. Non oppose resistenza mentre le aprivo con dolcezza la bocca. Lingua e mucose2 erano anormalmente pallide e sentii le labbra gelide contro le dita. Quando le abbassai le palpebre e vidi la congiuntiva3 di un bianco spento, una campana a morto risuonò nella mia mente. La voce della signora Ainsworth parve giungere da lontano. - È malata, signor Herriot? - Signora Ainsworth - dissi. - Sta morendo… è in coma… non sente più niente. Mi voltò rapida le spalle e rimase del tutto immobile mentre lottava alle prese con la commozione. Poi rinunciò a combattere e cadde in ginocchio accanto a Debbie. - Oh, povera creaturina! - singhiozzò e ripetutamente accarezzò la testa della gatta mentre le lacrime sgorgavano irresistibili e cadevano sulla pelliccia infangata. - Che cosa deve aver passato! Sento che avrei dovuto fare di più per lei. - Nessuno poteva fare più di lei - dissi. - Nessuno poteva essere più buono. - Ma avrei potuto tenerla qui… negli agi4. Deve essere stato terribile là fuori al freddo, mentre era così mortalmente malata… non oso nemmeno pensarci. E figliare5 gattini, per giunta… chissà… chissà quanti ne avrà avuti? Alzai le spalle. - Credo che non lo sapremo mai. Forse soltanto questo. Capita, a volte. E lo ha portato a lei, no? - Sì… è vero… lo ha portato… lo ha portato qui. La signora Ainsworth si chinò e sollevò l’inzaccherata6 e minuscola creaturina nera. Lisciò con un dito la pelliccia fangosa e la piccola bocca si aprì emettendo un flebile miagolìo. - Non è strano? Stava morendo e ha portato qui il gattino. Il giorno di Natale. Mi chinai e misi la mano sul cuore di Debbie. Non batteva più. Alzai gli occhi. - Temo che se ne sia andata. Presi l’esile corpo, leggero quasi come una piuma, lo avvolsi nel lenzuolino che era stato steso sul tappeto e lo portai fuori sulla macchina. Quando rientrai, la signora Ainsworth stava ancora accarezzando il gattino. Le lacrime le si erano asciugate sulle gote7 e aveva gli occhi vividi8 allorché mi guardò. - Non ho mai avuto un gatto - disse. Sorrisi. - Be’, sembra proprio che adesso ne abbia uno. E senza dubbio lo aveva. Quel gattino crebbe rapidamente e divenne un lustro e splendido micio dall’indole esuberante che gli meritò il nome di Rompitutto. Era, sotto ogni aspetto, l’opposto della sua timida, piccola madre. (Tratto da: J. Herriot, Storie di gatti, BUR) Il testo Da anni, una gatta randagia va a trovare di tanto in tanto l’anziana signora Ainsworth, che le dà cibo e coccole. La gattina è timida, accetta la pappa e l’affetto, ma non rinuncia alla sua vita libera. Il giorno di Natale, però, il veterinario riceve una chiamata urgente dalla signora Ainsworth. L’autore James Herriot (1916-1995) è stato un veterinario e scrittore britannico. Svolse la sua professione in Inghilterra, nello Yorkshire. I suoi libri, ispirati alla sua esperienza come veterinario, hanno per protagonisti gli animali, ma anche i loro proprietari. Il brano che leggerai è ambientato in Inghilterra alla fine del secolo scorso. 1. constatare: notare, osservare. 2. mucose: le membrane che rivestono le cavità interne dell’organismo. 3. congiuntiva: la membrana che riveste la parte interna delle palpebre e la superficie esterna dell’occhio. 4. agi: benessere, comodità. 5. figliare: partorire. 6. inzaccherata: sporca di fango. 7. gote: guance. 8. vividi: pieni di vita, vivaci. USA IL DIZIONARIO Spiega l’espressione “le lacrime sgorgavano irresistibili”. COMPRENDERE 1. Chi è Debbie? 2. Perché il veterinario viene chiamato dalla signora Ainsworth il giorno di Natale? 3. Che cosa aveva fatto la gattina? 4. Che cosa ti fa capire che la signora è una persona sensibile verso gli animali? LESSICO 5. Quando vede la gatta distesa, il veterinario la guarda “allibito” (r. 5), cioè ☐ allarmato  ☐ sospettoso ☐ sbalordito  ☐ allucinato 6. Rompitutto diventa un bellissimo gatto dal pelo lucido e dal carattere molto vivace. Quali parole usa l’autore, al posto di questi sinonimi? Cercale nel testo e trascrivile: • un bellissimo gatto: ................................................................................ • dal pelo lucido: ................................................................................ • dal carattere: ................................................................................ • molto vivace: ................................................................................ LIBRI PER TE James Herriot, Storie di gatti, BUR «I gatti hanno sempre avuto una parte di primo piano nella mia vita. Sono stati una delle ragioni per cui ho scelto la mia carriera: la loro grazia ed eleganza innate me li rendevano cari». Così si esprime l’autore, e nel suo libro ci racconta storie vere, a volte commoventi e a volte comiche, di gatti, gatte, gattini e gattoni. Un libro per chi ama i gatti, per chi vuole conoscerli meglio e, perché no, per chi da grande sogna di fare il veterinario…