VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

Leggere è bello classici di oggi da gustareLuis SepúlvedaTRILOGIA DELL’AMICIZIAGuanda PERCHÉ LEGGERE QUESTO LIBROSi tratta di un inno all’amicizia, un valore che arricchisce anche e soprattutto quando gli amici sono molto diversi tra loro e, apparentemente, hanno poco in comune. Perché un amico vero non giudica, “capisce i limiti dell’altro e lo aiuta”.IL LIBRO IN BREVELa Trilogia racchiude tre storie di amicizia straordinarie: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico e Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza. I protagonisti sono animali, spesso considerati acerrimi nemici (si pensi al gatto e al topo), ma l’autore coglie nella diversità un valore inestimabile che può essere alla base di un rapporto di amicizia autentico e sincero.IL LIBRO IN ASSAGGIO[Mix, il gatto dal profilo greco, vive in un appartamento di Monaco con il suo padrone Max. La vecchiaia ha reso Mix cieco e per questo trascorre le sue giornate in casa in attesa del ritorno del padrone. Un giorno, però, sbuca un topino messicano, che Mix battezza Mex in onore alle sue origini…] Max non seppe mai che quel gatto vecchio e cieco, assieme al minuscolo topo marroncino con una striscia bianca sulla schiena, aveva difeso la casa e beffato un ladro.Mix e Mex ricordavano la loro avventura con un misto di allegria e spavento, anche se il topo insisteva nel mettere in risalto la sua partecipazione agli eventi.- In effetti, amico mio, avevo paura, tanta paura, perché penso di averti già detto che sono un topo molto vigliacco, ma sono anche furbo, furbissimo, proprio così, sono il più furbo di tutti i topi, e all’idea che il ladro avrebbe rubato nella dispensa… Ah, quello sì che sarebbe stato terribile, più che terribile, superterribile!Mix, abituato alla loquacità del suo piccolo amico, gli lasciava raccontare cento versioni della stessa storia.Una radiosa mattina di sole, Mex volle sapere a che cosa serviva la scala che c’era in bagno. Paziente, Mix gli spiegò che ormai da tempo non pensava più a quella scala, né alla botola sul tetto che, grazie ai cardini ben oliati, si apriva con appena una spinta verso l’alto.E mentre lo spiegava, per la prima volta sentì che la cecità aveva messo fine alla sua amata libertà di gatto.- In effetti mi domandavo, ma senza alcuna intenzione di disturbare, se non ti piacerebbe fare una passeggiata, una passeggiatina corta, molto corta, cortissima, sul tetto del palazzo. Non c’è niente di meglio di una passeggiata per l’appetito - aggiunse il topo.Prima di rispondere, Mix ricordò con quanta felicità saliva la scala e quale allegria lo invadeva quando i suoi polmoni di riempivano di aria fresca, fredda d’inverno e rinfrescante d’estate.- Non posso e non devo farlo. Non saprei dove mettere le zampe e, anche se si dice che noi gatti cadiamo sempre in piedi, non credo sia consigliabile cadere da lassù. E poi che ne sarebbe di te? Non potresti riaprire la botola per rientrare.Il topo si lamentò spiegando che sarebbe stato infelice, incredibilmente infelice, il più infelice dei topi, solo e abbandonato sul tetto e mentre lo diceva, ritto sulle zampe posteriori, muoveva quelle anteriori davanti agli occhi spenti del gatto.- In effetti sarebbe terribile, ma tu sei forte, Mix, e io ci vedo benissimo, ho due occhi fantastici, più che fantastici, due superocchi. Io potrei vedere quello che tu non vedi…Ascoltando le parole dell’amico, Mix sentì che i muscoli gli si tendevano, che uno strano calore gli invadeva il corpo e che la coda si agitava per l’emozione dell’avventura.I veri amici si aiutano a superare qualsiasi difficoltà e così, quando arrivarono all’ultimo piolo della scala, il piccolo topo aggrappato al pelo sul collo del gatto lo informò che stavano per superare la botola.Mix spinse con la testa e l’aria gli restituì un’allegria che credeva perduta.- Mex, dimmi che cosa vedi.- Vedo un tetto enorme, più che enorme, deve essere il tetto più grande del mondo, e ci sono dei tubi che salgono in alto, molto in alto, e nel cielo vedo un uccello che vola veloce e si lascia alle spalle due linee bianche come cotone, anche se guardandole meglio più che cotone direi che sembrano due righe di crema bianca e dolce. Oh sì! In effetti sono due righe di quella crema deliziosa, deliziosissima, che c’era sulla torta di compleanno di Max…I due amici esplorarono il tetto, Mix posava le zampe dove gli consigliava Mex che, aggrappato forte al suo collo, gli indicava le giunture fra le tegole, la vicinanza del bordo e la grondaia piena di polvere e foglie secche.- Mex, siamo molto vicini al bordo?- Eh sì, in effetti ci stiamo avvicinando parecchio, si vedono i bidoni della spazzatura giù in strada. È meglio fare qualche passo indietro, Mix.Per i gatti il tetto è un territorio sconfinato e sempre pieno di sorprese, perché la pioggia, il vento e la neve portano avanti e indietro odori nuovi e misteriosi. Sul tetto i gatti si muovono con perfetta disinvoltura, mettono da parte ogni cautela e, senza volere, diventano animali maestosi.- Mex, se ricordo bene i bidoni sono in un vicolo e di là c’è un altro tetto, vero?- In effetti, di là c’è un altro tetto e poi un altro e un altro ancora…- Vuoi volare, amico mio?- Oh sì, volare, ho sempre desiderato essere un topo volante, il topo più volante del mondo, ma noi non abbiamo le ali… Che tristezza tremenda non avere le ali!Mix chiese al suo amico di ascoltarlo attentamente, di osservarlo dai baffi alla punta della coda e di dirgli quante volte il suo corpo li separava dall’altro tetto. Il topo scese dal collo del gatto e si allontanò di qualche passo per osservare meglio e rispondere.- Io direi che se mettiamo insieme sei gatti come te, sei gatti grandi e forti uno dietro l’altro, potremmo fare un ponte che arriva all’altro tetto. Ah che tristezza, vedo un solo Mix, ce ne mancano cinque!Mix, il gatto cieco dal profilo greco, avanzò con cautela finché le sue zampe anteriori non toccarono il bordo del tetto.Tastò il vuoto e poi arretrò con gli stessi movimenti precisi.- E ora, Mex, quante volte il mio corpo ci separa dal bordo?- Due volte, Mix. In effetti, dal punto dove siamo adesso al vicolo ci sono due Mix, senza contare i baffi che sporgevano parecchio in fuori quando ti sei affacciato al bordo.- Sali, amico, e tieniti forte.Quando il topolino si fu accomodato sul suo collo, con le zampette ben aggrappate al pelo sotto le orecchie, Mix agitò la coda con energia, lasciò che un calore lontano gli invadesse i muscoli, si avvicinò quasi strisciando al limite fra il tetto e il vicolo, spostò lentamente il peso sulle zampe posteriori, aspettò che tutta l’energia che lo affratellava ai grandi felini, alla tigre, al leone e al giaguaro lo inondasse e poi saltò, allungandosi come una freccia.Fu un volo breve, ma Mix sentì l’aria passargli sul muso, l’eleganza delle proprie zampe anteriori pronte ad atterrare, l’inebriante libertà di sapersi ancora capace di balzare da un tetto all’altro, e quando avvertì di nuovo una superficie solida sotto i cuscinetti ringraziò il topolino che gli prestava gli occhi.Per tutto il tempo - lungo o breve, non importa, perché la vita si misura dall’intensità con cui si vive - che il gatto e il topo trascorsero insieme, Mix vide con gli occhi del suo piccolo amico e Mex fu forte grazie al vigore del suo amico grande.E i due furono felici, perché sapevano che i veri amici condividono il meglio che hanno.
Leggere è bello classici di oggi da gustareLuis SepúlvedaTRILOGIA DELL’AMICIZIAGuanda PERCHÉ LEGGERE QUESTO LIBROSi tratta di un inno all’amicizia, un valore che arricchisce anche e soprattutto quando gli amici sono molto diversi tra loro e, apparentemente, hanno poco in comune. Perché un amico vero non giudica, “capisce i limiti dell’altro e lo aiuta”.IL LIBRO IN BREVELa Trilogia racchiude tre storie di amicizia straordinarie: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico e Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza. I protagonisti sono animali, spesso considerati acerrimi nemici (si pensi al gatto e al topo), ma l’autore coglie nella diversità un valore inestimabile che può essere alla base di un rapporto di amicizia autentico e sincero.IL LIBRO IN ASSAGGIO[Mix, il gatto dal profilo greco, vive in un appartamento di Monaco con il suo padrone Max. La vecchiaia ha reso Mix cieco e per questo trascorre le sue giornate in casa in attesa del ritorno del padrone. Un giorno, però, sbuca un topino messicano, che Mix battezza Mex in onore alle sue origini…] Max non seppe mai che quel gatto vecchio e cieco, assieme al minuscolo topo marroncino con una striscia bianca sulla schiena, aveva difeso la casa e beffato un ladro.Mix e Mex ricordavano la loro avventura con un misto di allegria e spavento, anche se il topo insisteva nel mettere in risalto la sua partecipazione agli eventi.- In effetti, amico mio, avevo paura, tanta paura, perché penso di averti già detto che sono un topo molto vigliacco, ma sono anche furbo, furbissimo, proprio così, sono il più furbo di tutti i topi, e all’idea che il ladro avrebbe rubato nella dispensa… Ah, quello sì che sarebbe stato terribile, più che terribile, superterribile!Mix, abituato alla loquacità del suo piccolo amico, gli lasciava raccontare cento versioni della stessa storia.Una radiosa mattina di sole, Mex volle sapere a che cosa serviva la scala che c’era in bagno. Paziente, Mix gli spiegò che ormai da tempo non pensava più a quella scala, né alla botola sul tetto che, grazie ai cardini ben oliati, si apriva con appena una spinta verso l’alto.E mentre lo spiegava, per la prima volta sentì che la cecità aveva messo fine alla sua amata libertà di gatto.- In effetti mi domandavo, ma senza alcuna intenzione di disturbare, se non ti piacerebbe fare una passeggiata, una passeggiatina corta, molto corta, cortissima, sul tetto del palazzo. Non c’è niente di meglio di una passeggiata per l’appetito - aggiunse il topo.Prima di rispondere, Mix ricordò con quanta felicità saliva la scala e quale allegria lo invadeva quando i suoi polmoni di riempivano di aria fresca, fredda d’inverno e rinfrescante d’estate.- Non posso e non devo farlo. Non saprei dove mettere le zampe e, anche se si dice che noi gatti cadiamo sempre in piedi, non credo sia consigliabile cadere da lassù. E poi che ne sarebbe di te? Non potresti riaprire la botola per rientrare.Il topo si lamentò spiegando che sarebbe stato infelice, incredibilmente infelice, il più infelice dei topi, solo e abbandonato sul tetto e mentre lo diceva, ritto sulle zampe posteriori, muoveva quelle anteriori davanti agli occhi spenti del gatto.- In effetti sarebbe terribile, ma tu sei forte, Mix, e io ci vedo benissimo, ho due occhi fantastici, più che fantastici, due superocchi. Io potrei vedere quello che tu non vedi…Ascoltando le parole dell’amico, Mix sentì che i muscoli gli si tendevano, che uno strano calore gli invadeva il corpo e che la coda si agitava per l’emozione dell’avventura.I veri amici si aiutano a superare qualsiasi difficoltà e così, quando arrivarono all’ultimo piolo della scala, il piccolo topo aggrappato al pelo sul collo del gatto lo informò che stavano per superare la botola.Mix spinse con la testa e l’aria gli restituì un’allegria che credeva perduta.- Mex, dimmi che cosa vedi.- Vedo un tetto enorme, più che enorme, deve essere il tetto più grande del mondo, e ci sono dei tubi che salgono in alto, molto in alto, e nel cielo vedo un uccello che vola veloce e si lascia alle spalle due linee bianche come cotone, anche se guardandole meglio più che cotone direi che sembrano due righe di crema bianca e dolce. Oh sì! In effetti sono due righe di quella crema deliziosa, deliziosissima, che c’era sulla torta di compleanno di Max…I due amici esplorarono il tetto, Mix posava le zampe dove gli consigliava Mex che, aggrappato forte al suo collo, gli indicava le giunture fra le tegole, la vicinanza del bordo e la grondaia piena di polvere e foglie secche.- Mex, siamo molto vicini al bordo?- Eh sì, in effetti ci stiamo avvicinando parecchio, si vedono i bidoni della spazzatura giù in strada. È meglio fare qualche passo indietro, Mix.Per i gatti il tetto è un territorio sconfinato e sempre pieno di sorprese, perché la pioggia, il vento e la neve portano avanti e indietro odori nuovi e misteriosi. Sul tetto i gatti si muovono con perfetta disinvoltura, mettono da parte ogni cautela e, senza volere, diventano animali maestosi.- Mex, se ricordo bene i bidoni sono in un vicolo e di là c’è un altro tetto, vero?- In effetti, di là c’è un altro tetto e poi un altro e un altro ancora…- Vuoi volare, amico mio?- Oh sì, volare, ho sempre desiderato essere un topo volante, il topo più volante del mondo, ma noi non abbiamo le ali… Che tristezza tremenda non avere le ali!Mix chiese al suo amico di ascoltarlo attentamente, di osservarlo dai baffi alla punta della coda e di dirgli quante volte il suo corpo li separava dall’altro tetto. Il topo scese dal collo del gatto e si allontanò di qualche passo per osservare meglio e rispondere.- Io direi che se mettiamo insieme sei gatti come te, sei gatti grandi e forti uno dietro l’altro, potremmo fare un ponte che arriva all’altro tetto. Ah che tristezza, vedo un solo Mix, ce ne mancano cinque!Mix, il gatto cieco dal profilo greco, avanzò con cautela finché le sue zampe anteriori non toccarono il bordo del tetto.Tastò il vuoto e poi arretrò con gli stessi movimenti precisi.- E ora, Mex, quante volte il mio corpo ci separa dal bordo?- Due volte, Mix. In effetti, dal punto dove siamo adesso al vicolo ci sono due Mix, senza contare i baffi che sporgevano parecchio in fuori quando ti sei affacciato al bordo.- Sali, amico, e tieniti forte.Quando il topolino si fu accomodato sul suo collo, con le zampette ben aggrappate al pelo sotto le orecchie, Mix agitò la coda con energia, lasciò che un calore lontano gli invadesse i muscoli, si avvicinò quasi strisciando al limite fra il tetto e il vicolo, spostò lentamente il peso sulle zampe posteriori, aspettò che tutta l’energia che lo affratellava ai grandi felini, alla tigre, al leone e al giaguaro lo inondasse e poi saltò, allungandosi come una freccia.Fu un volo breve, ma Mix sentì l’aria passargli sul muso, l’eleganza delle proprie zampe anteriori pronte ad atterrare, l’inebriante libertà di sapersi ancora capace di balzare da un tetto all’altro, e quando avvertì di nuovo una superficie solida sotto i cuscinetti ringraziò il topolino che gli prestava gli occhi.Per tutto il tempo - lungo o breve, non importa, perché la vita si misura dall’intensità con cui si vive - che il gatto e il topo trascorsero insieme, Mix vide con gli occhi del suo piccolo amico e Mex fu forte grazie al vigore del suo amico grande.E i due furono felici, perché sapevano che i veri amici condividono il meglio che hanno.