VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

AMICIZIA È PRENDERSI CURA DELL’ALTRO Cambiare si può Domenico Starnone Sabina ha un banco ma non una sedia. La sedia se la porta da casa. O, se vogliamo essere precisi: un pullmino giallo porta da casa sia lei che la sedia. Il pullmino si ferma nel cortile, un’accompagnatrice spalanca il portellone posteriore e spinge la carrozzella su cui siede Sabina giù dalla rampa di metallo, su per una rampa di cemento, fino all’ingresso della scuola. L’accompagnatrice è scorbutica, non le piace il lavoro che fa. Ogni frase che pronuncia è prosciugata delle vocali e termina sempre con molti punti esclamativi di stizza. La professoressa Passamaglia vede, ascolta. Qualsiasi cosa Sabina chieda alla sua accompagnatrice, quella risponde: - S-b-n!!! B-st!!! Sabina la odia. Odia soprattutto che le si dica: «B-st!!!», cioè «basta». Basta è una parola che non le piace. Perciò riempie il suo zaino non solo dei libri necessari per le lezioni della giornata, ma di quelli utili durante tutta la settimana. Porta, per esempio, l’antologia, che pesa due tonnellate. E lo fa perché dello zaino si deve caricare l’accompagnatrice. Lei non può. È, come si dice, handicappata, disabile, diversamente abile. Sabina è socievole. L’accompagnatrice dovrebbe spingerla fino all’ascensore, poi per il corridoio, poi in aula, ma non ne ha voglia. Sabina nemmeno, sicché fa cenni di saluto ai suoi compagni di scuola e grida frasi stentatissime ma affettuose per farsi spingere da qualcuno di loro. I compagni hanno molte cose da fare, alle otto meno dieci del mattino: acquistare gomme, panini, merendine, pizze bianche o rosse; fare scherzi violenti con fughe e lotte; stare in posa per farsi puntare dall’altro sesso, stare in posa per puntare l’altro sesso, confabulare in intimità con amici del cuore o neofidanzati. Tutte attività che Sabina, in carrozzella, disturba, o comunque non permette di realizzare al meglio. Sabina è una ragazza sveglia, sensibile, con un vocabolario ricco, solo un po’ strozzato dal suo handicap. Sa bene che la solidarietà dei suoi compagni è quasi sempre genuina e sa benissimo che a volte, col suo handicap, gliela rende faticosa, difficile. Perciò cerca di essere d’aiuto. Fa segnali di sua iniziativa al ragazzo della 3ª C per richiamarne l’attenzione e poi smistarla sulla compagna che lo ama. Organizza in segreto, mentalmente, dei turni per farsi accompagnare al bagno e li mette in atto con accortezza in modo da non pesare sempre sulle stesse compagne. Coniuga insomma i suoi desideri di relazione con la disponibilità, i bisogni, dell’intera scolaresca. È riuscita persino, di recente, a mettere a frutto il teppismo di Fidauro. Fidauro parla a monosillabi con gli insegnanti, sfotte e riempie di oscenità1 i coetanei, sfascia tutto quello che gli capita sotto mano ma poi dice che non è stato lui. Bene: Sabina a questo bruto da un po’ di tempo ha chiesto di spingerle la carrozzina durante la ricreazione. Passamaglia è stata presa dall’ansia ma non ha messo bocca. Non l’ha fatto perché ha visto che Sabina ci teneva. E non l’ha fatto anche perché ha visto che Fidauro ha accettato volentieri. Poi ha capito perché. Fidauro le spinge la carrozzella a velocità da Formula 1. Di ricreazione in ricreazione ce l’ha messa tutta per far morire Sabina di paura. Spingeva correndo a gambe levate, zigzagando, curvando su due ruote, frenando bruscamente, ripartendo altrettanto bruscamente. Lì per lì Passamaglia ha pensato: questo me l’ammazza. Poi però si è resa conto che Sabina se la spassava a un tale livello, che era una vera aggressione alla gioia di vivere un intervento repressivo. La ragazza rideva. O stava a bocca aperta, occhi sbarrati dall’emozione intensa. Nel giro di una settimana Passamaglia si è tranquillizzata. Fidauro stava modificando il suo comportamento, ora Sabina non glielo doveva nemmeno chiedere di spingerla. Era lui che, al primo suono della campanella, prendeva posizione dietro di lei e Sabina gridava: - Via! Non solo. Fidauro, senza nemmeno rendersene conto, non aveva più intenzione di farla morire di paura puntando, mettiamo, a tutta velocità verso una parete e poi sterzando bruscamente. Adesso voleva solo che Sabina se la spassasse, e più se la spassava lei, più se la godeva lui. Era la prima volta che Passamaglia vedeva Fidauro dedicarsi a un’attività non con i soliti fini distruttivi e autodistruttivi. Una settimana fa il ragazzo ce l’ha messa tutta. Durante la ricreazione filava a velocità sostenuta per il cortile. Sabina faceva una risata che sembrava un urlo. Poi all’improvviso, la carrozzella s’è rovesciata e Sabina è ruzzolata via. Passamaglia è accorsa, spaventatissima. Fidauro era rimasto impietrito, giallo, forse prossimo allo svenimento e Sabina seguitava a ridere illesa. Allora Passamaglia ha rallentato e si è avvicinata con tranquillità al capannello di studenti e insegnanti che si stava formando. Quando ha fatto capolino, Fidauro aveva riacquistato la voce per urlare disperato: - Sabì, ti sei fatta male? Scusa, Sabì. Non ti spingo più, te lo giuro. E Sabina: - Mi fa male solo il ginocchio… Rimettimi su. Vi scostate? Dài, spingi, Fidauro. Passamaglia ha esaminato il ginocchio di Sabina, non s’era fatta niente. Adesso sta più attenta a Fidauro che a lei. La preoccupa quel ragazzo. La mattina arriva un po’ prima e aspetta il pullmino giallo. Passamaglia non sa cosa abbia in mente. Vede solo che fissa l’accompagnatrice di Sabina in un modo che non le piace. Nota che fa smorfie brutte quando la sente esclamare: - S-b-n!!! B-st!!! Che ha in mente, che cova? Cosa sono quegli sguardi complici tra lui e Sabina? È eccessivo, Fidauro, persino nella solidarietà. (Tratto da: D. Starnone, Ex cattedra e altre storie di scuola, Feltrinelli) Il testo Perché questo brano si intitola così? Questa volta non ti anticipiamo nulla: prima di cominciare a leggere il testo, rispondi alle domande qui di seguito. L’autore Domenico Starnone (Saviano, Napoli, 1943) è uno scrittore e sceneggiatore italiano. Ha insegnato a lungo nella Scuola superiore. Ha esordito come narratore nel 1987 con Ex cattedra, racconto di un anno scolastico. Qualche anno dopo ha cominciato a scrivere anche per il cinema e la televisione. Lettura attiva Che cosa ti aspetti di leggere in un brano con questo titolo? A che cosa si potrebbe riferire? Indica le tue ipotesi: ☐ al cambiamento di scuola per seguire un amico ☐ al fatto che una persona possa cambiare atteggiamento quando prova sentimenti di amicizia al fatto che possa nascere un’amicizia tra persone molto diverse ☐ alla possibilità di cambiare “giro” di amicizie 1. oscenità: parole volgari, sconcezze. USA IL DIZIONARIO L’aggettivo “repressivo” deriva dal verbo ... che significa ☐ frenare ☐ favorire ☐ resistere Lettura attiva Alla luce di quanto hai letto e di ciò che hai capito, rileggi le ipotesi che avevi formulato prima di leggere questo testo: hai trovato le due risposte corrette? COMPRENDERE 1. Dove si svolge l’episodio?2. Chi sono i protagonisti?3. Chi cambia?4. A che punto del testo capisci che Sabina è una ragazza disabile? Sottolinealo. Qual è il suo handicap? Di quali sussidi ha bisogno?5. A Sabina è simpatica la sua accompagnatrice? Perché? Che cosa fa Sabina per vendicarsi?6. Perché l’accompagnatrice è scorbutica?7. Come definiresti il carattere di Sabina?8. Il suo handicap influisce sulla sua capacità di relazione con gli altri? Da quali fatti lo capisci?9. Chi è Fidauro? Prova a tratteggiarne un breve ritratto, mettendo in evidenza il suo comportamento.10. Qual è la reazione dell’insegnante alla richiesta di Sabina a Fidauro?11. All’inizio, come si comporta Fidauro con Sabina? In che modo cambia il suo atteggiamento nel corso della vicenda? Qual è il fatto che provoca il cambiamento? LESSICO 12. Prova a stabilire il significato corretto delle parole date, senza consultare il vocabolario, aiutandoti con il contesto: GRAMMATICA 13. Quesito INVALSI Nella frase «Basta è una parola che non le piace» (r. 14-15) il pronome “le” si riferisceA. a SabinaB. all’accompagnatriceC. a FidauroD. alla professoressa14. Quesito INVALSI Nella frase «Si è avvicinata con tranquillità al capannello di studenti e insegnanti che si stava formando» (r. 75-77) il pronome “che” sostituisceA. capannelloB. studenti e insegnantiC. insegnantiD. studenti ESPRIMERE E VALUTARE 15. Scrivere Sabina viene descritta come una ragazza gentile, socievole, sveglia e sensibile e con coraggio ha chiesto amicizia. Prova ad attribuirle altri quattro aggettivi qualificativi, in modo da modificare decisamente il suo carattere: se lei fosse stata diversa, che cosa sarebbe cambiato nel rapporto con Fidauro?Scrivi un breve testo con un episodio significativo.16. Parlare Nella tua classe c’è una persona disabile? O, comunque, hai già avuto occasione di conoscere qualcuno con problemi fisici? Qual è l’atteggiamento giusto da tenere con questa persona? Discutine in classe. Per parlare in modo efficace Il tema è profondo e serio: la disabilità esiste e non serve far finta di niente. Rifletti prima di intervenire. È importante avere un atteggiamento di accoglienza e accettazione, non di pietà dovuta: Fidauro insegna!PAROLE PER PARLARETi diamo qualche spunto per il tuo intervento.• Non ho mai conosciuto un mio coetaneo disabile, ma questo brano mi ha portato a riflettere. Io sarei stato come Fidauro? L’avrei scarrozzato come un matto così per divertirci… o avrei avuto dei timori…• Alle elementari, nel corridoio…• Nella mia classe…• Diamo la parola a un’immaginaria Sabina: lei vorrebbe…
AMICIZIA È PRENDERSI CURA DELL’ALTRO Cambiare si può Domenico Starnone Sabina ha un banco ma non una sedia. La sedia se la porta da casa. O, se vogliamo essere precisi: un pullmino giallo porta da casa sia lei che la sedia. Il pullmino si ferma nel cortile, un’accompagnatrice spalanca il portellone posteriore e spinge la carrozzella su cui siede Sabina giù dalla rampa di metallo, su per una rampa di cemento, fino all’ingresso della scuola. L’accompagnatrice è scorbutica, non le piace il lavoro che fa. Ogni frase che pronuncia è prosciugata delle vocali e termina sempre con molti punti esclamativi di stizza. La professoressa Passamaglia vede, ascolta. Qualsiasi cosa Sabina chieda alla sua accompagnatrice, quella risponde: - S-b-n!!! B-st!!! Sabina la odia. Odia soprattutto che le si dica: «B-st!!!», cioè «basta». Basta è una parola che non le piace. Perciò riempie il suo zaino non solo dei libri necessari per le lezioni della giornata, ma di quelli utili durante tutta la settimana. Porta, per esempio, l’antologia, che pesa due tonnellate. E lo fa perché dello zaino si deve caricare l’accompagnatrice. Lei non può. È, come si dice, handicappata, disabile, diversamente abile. Sabina è socievole. L’accompagnatrice dovrebbe spingerla fino all’ascensore, poi per il corridoio, poi in aula, ma non ne ha voglia. Sabina nemmeno, sicché fa cenni di saluto ai suoi compagni di scuola e grida frasi stentatissime ma affettuose per farsi spingere da qualcuno di loro. I compagni hanno molte cose da fare, alle otto meno dieci del mattino: acquistare gomme, panini, merendine, pizze bianche o rosse; fare scherzi violenti con fughe e lotte; stare in posa per farsi puntare dall’altro sesso, stare in posa per puntare l’altro sesso, confabulare in intimità con amici del cuore o neofidanzati. Tutte attività che Sabina, in carrozzella, disturba, o comunque non permette di realizzare al meglio. Sabina è una ragazza sveglia, sensibile, con un vocabolario ricco, solo un po’ strozzato dal suo handicap. Sa bene che la solidarietà dei suoi compagni è quasi sempre genuina e sa benissimo che a volte, col suo handicap, gliela rende faticosa, difficile. Perciò cerca di essere d’aiuto. Fa segnali di sua iniziativa al ragazzo della 3ª C per richiamarne l’attenzione e poi smistarla sulla compagna che lo ama. Organizza in segreto, mentalmente, dei turni per farsi accompagnare al bagno e li mette in atto con accortezza in modo da non pesare sempre sulle stesse compagne. Coniuga insomma i suoi desideri di relazione con la disponibilità, i bisogni, dell’intera scolaresca. È riuscita persino, di recente, a mettere a frutto il teppismo di Fidauro. Fidauro parla a monosillabi con gli insegnanti, sfotte e riempie di oscenità1 i coetanei, sfascia tutto quello che gli capita sotto mano ma poi dice che non è stato lui. Bene: Sabina a questo bruto da un po’ di tempo ha chiesto di spingerle la carrozzina durante la ricreazione. Passamaglia è stata presa dall’ansia ma non ha messo bocca. Non l’ha fatto perché ha visto che Sabina ci teneva. E non l’ha fatto anche perché ha visto che Fidauro ha accettato volentieri. Poi ha capito perché. Fidauro le spinge la carrozzella a velocità da Formula 1. Di ricreazione in ricreazione ce l’ha messa tutta per far morire Sabina di paura. Spingeva correndo a gambe levate, zigzagando, curvando su due ruote, frenando bruscamente, ripartendo altrettanto bruscamente. Lì per lì Passamaglia ha pensato: questo me l’ammazza. Poi però si è resa conto che Sabina se la spassava a un tale livello, che era una vera aggressione alla gioia di vivere un intervento repressivo. La ragazza rideva. O stava a bocca aperta, occhi sbarrati dall’emozione intensa. Nel giro di una settimana Passamaglia si è tranquillizzata. Fidauro stava modificando il suo comportamento, ora Sabina non glielo doveva nemmeno chiedere di spingerla. Era lui che, al primo suono della campanella, prendeva posizione dietro di lei e Sabina gridava: - Via! Non solo. Fidauro, senza nemmeno rendersene conto, non aveva più intenzione di farla morire di paura puntando, mettiamo, a tutta velocità verso una parete e poi sterzando bruscamente. Adesso voleva solo che Sabina se la spassasse, e più se la spassava lei, più se la godeva lui. Era la prima volta che Passamaglia vedeva Fidauro dedicarsi a un’attività non con i soliti fini distruttivi e autodistruttivi. Una settimana fa il ragazzo ce l’ha messa tutta. Durante la ricreazione filava a velocità sostenuta per il cortile. Sabina faceva una risata che sembrava un urlo. Poi all’improvviso, la carrozzella s’è rovesciata e Sabina è ruzzolata via. Passamaglia è accorsa, spaventatissima. Fidauro era rimasto impietrito, giallo, forse prossimo allo svenimento e Sabina seguitava a ridere illesa. Allora Passamaglia ha rallentato e si è avvicinata con tranquillità al capannello di studenti e insegnanti che si stava formando. Quando ha fatto capolino, Fidauro aveva riacquistato la voce per urlare disperato: - Sabì, ti sei fatta male? Scusa, Sabì. Non ti spingo più, te lo giuro. E Sabina: - Mi fa male solo il ginocchio… Rimettimi su. Vi scostate? Dài, spingi, Fidauro. Passamaglia ha esaminato il ginocchio di Sabina, non s’era fatta niente. Adesso sta più attenta a Fidauro che a lei. La preoccupa quel ragazzo. La mattina arriva un po’ prima e aspetta il pullmino giallo. Passamaglia non sa cosa abbia in mente. Vede solo che fissa l’accompagnatrice di Sabina in un modo che non le piace. Nota che fa smorfie brutte quando la sente esclamare: - S-b-n!!! B-st!!! Che ha in mente, che cova? Cosa sono quegli sguardi complici tra lui e Sabina? È eccessivo, Fidauro, persino nella solidarietà. (Tratto da: D. Starnone, Ex cattedra e altre storie di scuola, Feltrinelli) Il testo Perché questo brano si intitola così? Questa volta non ti anticipiamo nulla: prima di cominciare a leggere il testo, rispondi alle domande qui di seguito. L’autore Domenico Starnone (Saviano, Napoli, 1943) è uno scrittore e sceneggiatore italiano. Ha insegnato a lungo nella Scuola superiore. Ha esordito come narratore nel 1987 con Ex cattedra, racconto di un anno scolastico. Qualche anno dopo ha cominciato a scrivere anche per il cinema e la televisione. Lettura attiva Che cosa ti aspetti di leggere in un brano con questo titolo? A che cosa si potrebbe riferire? Indica le tue ipotesi: ☐ al cambiamento di scuola per seguire un amico ☐ al fatto che una persona possa cambiare atteggiamento quando prova sentimenti di amicizia al fatto che possa nascere un’amicizia tra persone molto diverse ☐ alla possibilità di cambiare “giro” di amicizie 1. oscenità: parole volgari, sconcezze. USA IL DIZIONARIO L’aggettivo “repressivo” deriva dal verbo ... che significa ☐ frenare ☐ favorire ☐ resistere Lettura attiva Alla luce di quanto hai letto e di ciò che hai capito, rileggi le ipotesi che avevi formulato prima di leggere questo testo: hai trovato le due risposte corrette? COMPRENDERE 1. Dove si svolge l’episodio?2. Chi sono i protagonisti?3. Chi cambia?4. A che punto del testo capisci che Sabina è una ragazza disabile? Sottolinealo. Qual è il suo handicap? Di quali sussidi ha bisogno?5. A Sabina è simpatica la sua accompagnatrice? Perché? Che cosa fa Sabina per vendicarsi?6. Perché l’accompagnatrice è scorbutica?7. Come definiresti il carattere di Sabina?8. Il suo handicap influisce sulla sua capacità di relazione con gli altri? Da quali fatti lo capisci?9. Chi è Fidauro? Prova a tratteggiarne un breve ritratto, mettendo in evidenza il suo comportamento.10. Qual è la reazione dell’insegnante alla richiesta di Sabina a Fidauro?11. All’inizio, come si comporta Fidauro con Sabina? In che modo cambia il suo atteggiamento nel corso della vicenda? Qual è il fatto che provoca il cambiamento? LESSICO 12. Prova a stabilire il significato corretto delle parole date, senza consultare il vocabolario, aiutandoti con il contesto: GRAMMATICA 13. Quesito INVALSI Nella frase «Basta è una parola che non le piace» (r. 14-15) il pronome “le” si riferisceA. a SabinaB. all’accompagnatriceC. a FidauroD. alla professoressa14. Quesito INVALSI Nella frase «Si è avvicinata con tranquillità al capannello di studenti e insegnanti che si stava formando» (r. 75-77) il pronome “che” sostituisceA. capannelloB. studenti e insegnantiC. insegnantiD. studenti ESPRIMERE E VALUTARE 15. Scrivere Sabina viene descritta come una ragazza gentile, socievole, sveglia e sensibile e con coraggio ha chiesto amicizia. Prova ad attribuirle altri quattro aggettivi qualificativi, in modo da modificare decisamente il suo carattere: se lei fosse stata diversa, che cosa sarebbe cambiato nel rapporto con Fidauro?Scrivi un breve testo con un episodio significativo.16. Parlare Nella tua classe c’è una persona disabile? O, comunque, hai già avuto occasione di conoscere qualcuno con problemi fisici? Qual è l’atteggiamento giusto da tenere con questa persona? Discutine in classe. Per parlare in modo efficace Il tema è profondo e serio: la disabilità esiste e non serve far finta di niente. Rifletti prima di intervenire. È importante avere un atteggiamento di accoglienza e accettazione, non di pietà dovuta: Fidauro insegna!PAROLE PER PARLARETi diamo qualche spunto per il tuo intervento.• Non ho mai conosciuto un mio coetaneo disabile, ma questo brano mi ha portato a riflettere. Io sarei stato come Fidauro? L’avrei scarrozzato come un matto così per divertirci… o avrei avuto dei timori…• Alle elementari, nel corridoio…• Nella mia classe…• Diamo la parola a un’immaginaria Sabina: lei vorrebbe…