VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

SVILUPPO DELLE COMPETENZE DALLA LETTURA ALLA SCRITTURA LAVORARE SULLE SEQUENZE E COMPLETARE TESTI NARRATIVI Riordinare, integrare e riscrivere diversi tipi di sequenze 4 Rimetti in ordine le sequenze Quelle che seguono sono, in ordine sparso, le sequenze che compongono una storia. Numerale nell'ordine corretto, in modo da ricostruire il brano. n. .... I porcospini, per salvarsi, decisero di unirsi in gruppi, così si scaldavano e si proteggevano vicendevolmente, però le spine di ognuno ferivano i compagni più vicini, proprio quelli che offrivano più caldo. n. .... E così sopravvissero. n. .... Per quel motivo alcuni decisero di allontanarsi dagli altri, ma cominciarono di nuovo a morire congelati. n. .... Morale della storia: la migliore relazione non è quella che unisce persone perfette, ma quella dove ognuno impara a convivere con i difetti dell’altro, ad ammirare le sue qualità e ad avere bisogno sempre di averlo al suo fianco. n. .... Impararono così a convivere con le piccole ferite che la relazione con un simile molto prossimo può causare, poiché la cosa più importante era il caldo dell’altro. n. .... Durante l’era glaciale, molti animali morivano a causa del freddo. n. .... A quel punto o sparivano dalla Terra o accettavano le spine dei compagni. Con saggezza, decisero di tornare a stare insieme. 5 Dai un titolo alle sequenze Scrivi un titolo adatto a ciascuna delle sequenze del testo che hai ricostruito nell’esercizio precedente, come nell’esempio. SEQUENZE TITOLO 1 2 3 4 5 6 7 ................................................................................................... ................................................................................................... ................................................................................................... Una saggia decisione ................................................................................................... ................................................................................................... ................................................................................................... 6 Ricostruisci l’ordine delle sequenze Dal racconto che segue sono state tolte alcune sequenze, che potrai leggere in fondo al testo, a p. 60. Indica dove vanno inserite per dare un senso compiuto alla narrazione. Scrivi le lettere corrispondenti sui puntini. Pochi giorni dopo mamma accompagnò me e Matteo alla pista di pattinaggio. Quel pomeriggio sulla pista c’erano pochi bambini perché il cielo, limpido la mattina, adesso si era fatto grigio e pesante. Vidi subito Alex: era così diverso da tutti! Incominciai i miei giri disperati e traballanti. Alessandro (si chiamava così, ma io dentro di me lo chiamavo Alex) mi vide e pattinò a tutta velocità verso di me. Mi sfrecciò accanto con un ghigno. - Sembri un angelo - gridò. Il mio cuore si allargò, traboccò. Il giro dopo Alex mi sfrecciò di nuovo accanto, sibilando: - Che hai capito? Un angelo per come agiti quelle stecche di braccia, come se volessi decollare. ......... Mi rimisi gli occhiali che dovevo togliere per pattinare e finsi di aggiustare le cinghie del pattino. In realtà osservavo Alex. Dieci anni, alto come me, una massa di capelli neri spioventi sugli occhi verdi. Ribaldo, agile e temerario. La sua bellezza mi faceva soffrire, perché non riuscivo a staccare gli occhi da lui e morivo di vergogna se qualcuno se ne accorgeva. Lo osservavo di nascosto. Frequentava la mia stessa scuola, una classe avanti a me. ......... Con una frenata netta come un punto fermo, Alex venne a piazzarsi davanti alla nostra panca. - 'giorno signora. Ehi, Matteo, t’insegno a pattinare? - È ancora troppo piccolo - protestò mamma ridendo. - L’anno prossimo. Ma tu, Alessandro, non dovresti portare le ginocchiere? - No, signora, tanto non cado. - Vuoi un gelato, Alessandro? - chiese mamma. - Oh, grazie mille signora. Fragola e pistacchio. Attaccò il suo gelato guardandomi pensieroso. Non c’era benevolenza nel suo sguardo. - Vuoi che facciamo un giro insieme? - propose inaspettatamente. Un tremito mi percorse: un giro con lui a quella velocità? - Va’, Sara. Alessandro è gentile a volerti insegnare. Sulla pista erano rimasti solo due bambini principianti che si tenevano aggrappati al recinto di corda. Avrei voluto anch’io restare attaccata al recinto, con tutt’e due le mani, ma Alex mi afferrò per un braccio e mi trascinò via, tenendomi ben salda. ......... ......... Alex aveva ripreso a ripercorrere la pista veloce come il vento, concentrato, l’aria feroce, dimentico di me, incurante delle prime gocce di pioggia. (Silvana Gandolfi, La scimmia nella biglia, Salani) Ecco le sequenze da inserire nel testo: scrivi la lettera corrispondente al posto dei puntini. A Per un po’ cercai di godermi la situazione: dopotutto stavo pattinando con Alex! Ma sapevo che sarebbe durata poco, sapevo che sarei caduta. Lo sapevo con certezza matematica, si trattava solo di vedere quando questo sarebbe successo. Fu alla seconda curva: credo di aver incrociato i pattini. Mi ritrovai per terra, con le palme delle mani brucianti. L’urto alle ginocchia era stato attutito dalle ginocchiere. Alex mi aveva abbandonato lì per terra per completare il suo giro da solo. Poi, a fatica, venne ad arrestarsi accanto a me. B Il fatto che abitasse vicino a noi era il mio tormento e la mia felicità, perché lo incontravo molto spesso. Per Alex pattinare significava correre. Quando correva così concentrato, i suoi occhi si strizzavano e gli veniva una faccia feroce. Non cadeva mai. I suoi pattini mandavano scintille. Era il vento. Guardarlo era un rapimento tormentoso. C - Fatta male? - No -. Visto che non mi porgeva la mano mi rialzai da sola. - Non è nulla. Le lacrime mi tradivano, ma che potevo farci? - È da scemi montare con un pattino sull’altro. Annaspai verso la panca, senza rispondergli. - Sa-a bumpete - commentò Matteo con una notevole mancanza di calore. - Andiamo a casa? - chiesi a mamma crollando sulla panca. - Fa’ vedere… meno male che ti faccio mettere le ginocchiere. D Il sorriso mi si spense. Cercai di non guardarlo più. La pista mi sembrò all’improvviso immensa e desolata: una prigione. Avrei voluto sedermi lì per terra, sul cemento, e mettermi a singhiozzare. "Mescolare" gli ingredienti e riscrivere una trama 7 Un viaggio terribile Leggi il resoconto, suddiviso per punti, di un viaggio in pullman verso Londra. L'autore è Adrian Mole, uno degli studenti della sezione D. Obiettivo della gita è la visita del British Museum di Londra, ma, come vedrai, le cose vanno in un modo un po' diverso... Gita della sezione “D” a Londra. Resoconto di Adrian Mole 1. 7 del mattino: imbarco sul pullman 2. 7 e 05: colazione al sacco 3. 7 e 10: pullman fermo. Barry Kent sta male 4. 7 e 20: Claire Nelson scende a fare pipì 5. 7 e 30: il pullman esce dal cancello della scuola 6. 7 e 35: il pullman rientra a scuola; la signora Fossington Gore ha dimenticato la borsa 7. 7 e 45: il pullman si ferma perché Barry Kent sta male un’altra volta 8. 7 e 50: imbocchiamo l’autostrada 9. 8 e 10: l’autista si infuria; rifiuta di andare avanti se la signora Fossington Gore non mantiene la disciplina 10. 8 e 20: la signora Fossington Gore riesce a calmare tutti 11. 8 e 30: tutti cantano 12. 8 e 45: l’autista del pullman interrompe il coro con altissime urla 13. 9 e 30: il pullman è in coda sulla terza corsia; tutte le altre sono chiuse per lavori in corso 14. 9 e 45: scoppia una lite furiosa tra i ragazzi dei sedili posteriori del pullman 15. 9 e 55: termina la lite con l’intervento della signora Fossington Gore. Barry Kent è mandato a sedere vicino all’autista per punizione 16. 10: Barry Kent si sente male ma l’autista non si ferma 17. 10 e 50: si guasta il pullman e la classe rimane ferma in autostrada: succede di tutto 18. 11 e 50: arrivano i soccorsi e si riparte 19. 12.30: arrivo al British Museum di Londra (Sue Townsend, Diario segreto di Adrian Mole di anni 13 e ¾, Mondadori Scuola) Adesso, sviluppa i punti che ti proponiamo, lavorando sui personaggi, sulle azioni, sugli indicatori di tempo e di luogo. Ne otterrai la storia davvero avvincente delle avventure di una classe molto particolare. Ti diamo noi un esempio riguardo ai primi tre punti. 1 Ero davvero entusiasta. Finalmente il grande giorno era arrivato. Non ci potevo credere! Tutti i miei compagni erano puntuali. Erano le 7 precise e già salivamo sul pullman. Tutto stava andando a meraviglia. 2 Mia mamma mi aveva preparato un’eccezionale crostata all’albicocca. Nel mio zainetto ne avevo ben sette fette. Deliziosa… avevo l’acquolina in bocca. Ma, ahimè, non sono neppure riuscito ad assaggiarla perché i compagni si sono avventati su di me gridando: «Una fetta a me, un’altra a me, e a me niente?». Comunque le briciole erano davvero eccezionali. 3 Stavamo per partire. Non stavo più nella pelle. L’autista ci guardava sorridente: «Siete pronti ragazzi?». Il motore è acceso e… be’, niente. Barry Kent, che per dirla tutta mi aveva rubato ben tre fette di torta, cominciò a sentirsi male… Non sto a descrivere l’effetto che l’essersi ingozzato della mia torta aveva fatto nel suo stomaco… Fatto sta che erano soltanto le 7 e 10 e già cominciavano i guai… Attenzione! Mettiti nei panni di Adrian Mole e narra in prima persona. Buon lavoro!
SVILUPPO DELLE COMPETENZE DALLA LETTURA ALLA SCRITTURA LAVORARE SULLE SEQUENZE E COMPLETARE TESTI NARRATIVI Riordinare, integrare e riscrivere diversi tipi di sequenze 4 Rimetti in ordine le sequenze Quelle che seguono sono, in ordine sparso, le sequenze che compongono una storia. Numerale nell'ordine corretto, in modo da ricostruire il brano. n. .... I porcospini, per salvarsi, decisero di unirsi in gruppi, così si scaldavano e si proteggevano vicendevolmente, però le spine di ognuno ferivano i compagni più vicini, proprio quelli che offrivano più caldo. n. .... E così sopravvissero. n. .... Per quel motivo alcuni decisero di allontanarsi dagli altri, ma cominciarono di nuovo a morire congelati. n. .... Morale della storia: la migliore relazione non è quella che unisce persone perfette, ma quella dove ognuno impara a convivere con i difetti dell’altro, ad ammirare le sue qualità e ad avere bisogno sempre di averlo al suo fianco. n. .... Impararono così a convivere con le piccole ferite che la relazione con un simile molto prossimo può causare, poiché la cosa più importante era il caldo dell’altro. n. .... Durante l’era glaciale, molti animali morivano a causa del freddo. n. .... A quel punto o sparivano dalla Terra o accettavano le spine dei compagni. Con saggezza, decisero di tornare a stare insieme. 5 Dai un titolo alle sequenze Scrivi un titolo adatto a ciascuna delle sequenze del testo che hai ricostruito nell’esercizio precedente, come nell’esempio. SEQUENZE TITOLO 1 2 3 4 5 6 7 ................................................................................................... ................................................................................................... ................................................................................................... Una saggia decisione ................................................................................................... ................................................................................................... ................................................................................................... 6 Ricostruisci l’ordine delle sequenze Dal racconto che segue sono state tolte alcune sequenze, che potrai leggere in fondo al testo, a p. 60. Indica dove vanno inserite per dare un senso compiuto alla narrazione. Scrivi le lettere corrispondenti sui puntini. Pochi giorni dopo mamma accompagnò me e Matteo alla pista di pattinaggio. Quel pomeriggio sulla pista c’erano pochi bambini perché il cielo, limpido la mattina, adesso si era fatto grigio e pesante. Vidi subito Alex: era così diverso da tutti! Incominciai i miei giri disperati e traballanti. Alessandro (si chiamava così, ma io dentro di me lo chiamavo Alex) mi vide e pattinò a tutta velocità verso di me. Mi sfrecciò accanto con un ghigno. - Sembri un angelo - gridò. Il mio cuore si allargò, traboccò. Il giro dopo Alex mi sfrecciò di nuovo accanto, sibilando: - Che hai capito? Un angelo per come agiti quelle stecche di braccia, come se volessi decollare. ......... Mi rimisi gli occhiali che dovevo togliere per pattinare e finsi di aggiustare le cinghie del pattino. In realtà osservavo Alex. Dieci anni, alto come me, una massa di capelli neri spioventi sugli occhi verdi. Ribaldo, agile e temerario. La sua bellezza mi faceva soffrire, perché non riuscivo a staccare gli occhi da lui e morivo di vergogna se qualcuno se ne accorgeva. Lo osservavo di nascosto. Frequentava la mia stessa scuola, una classe avanti a me. ......... Con una frenata netta come un punto fermo, Alex venne a piazzarsi davanti alla nostra panca. - 'giorno signora. Ehi, Matteo, t’insegno a pattinare? - È ancora troppo piccolo - protestò mamma ridendo. - L’anno prossimo. Ma tu, Alessandro, non dovresti portare le ginocchiere? - No, signora, tanto non cado. - Vuoi un gelato, Alessandro? - chiese mamma. - Oh, grazie mille signora. Fragola e pistacchio. Attaccò il suo gelato guardandomi pensieroso. Non c’era benevolenza nel suo sguardo. - Vuoi che facciamo un giro insieme? - propose inaspettatamente. Un tremito mi percorse: un giro con lui a quella velocità? - Va’, Sara. Alessandro è gentile a volerti insegnare. Sulla pista erano rimasti solo due bambini principianti che si tenevano aggrappati al recinto di corda. Avrei voluto anch’io restare attaccata al recinto, con tutt’e due le mani, ma  Alex mi afferrò per un braccio e mi trascinò via, tenendomi ben salda. ......... ......... Alex aveva ripreso a ripercorrere la pista veloce come il vento, concentrato, l’aria feroce, dimentico di me, incurante delle prime gocce di pioggia. (Silvana Gandolfi, La scimmia nella biglia, Salani) Ecco le sequenze da inserire nel testo: scrivi la lettera corrispondente al posto dei puntini. A Per un po’ cercai di godermi la situazione: dopotutto stavo pattinando con Alex! Ma sapevo che sarebbe durata poco, sapevo che sarei caduta. Lo sapevo con certezza matematica, si trattava solo di vedere quando questo sarebbe successo. Fu alla seconda curva: credo di aver incrociato i pattini. Mi ritrovai per terra, con le palme delle mani brucianti. L’urto alle ginocchia era stato attutito dalle ginocchiere. Alex mi aveva abbandonato lì per terra per completare il suo giro da solo. Poi, a fatica, venne ad arrestarsi accanto a me. B Il fatto che abitasse vicino a noi era il mio tormento e la mia felicità, perché lo incontravo molto spesso. Per Alex pattinare significava correre. Quando correva così concentrato, i suoi occhi si strizzavano e gli veniva una faccia feroce. Non cadeva mai. I suoi pattini mandavano scintille. Era il vento. Guardarlo era un rapimento tormentoso. C - Fatta male? - No -. Visto che non mi porgeva la mano mi rialzai da sola. - Non è nulla. Le lacrime mi tradivano, ma che potevo farci? - È da scemi montare con un pattino sull’altro. Annaspai verso la panca, senza rispondergli. - Sa-a bumpete - commentò Matteo con una notevole mancanza di calore. - Andiamo a casa? - chiesi a mamma crollando sulla panca. - Fa’ vedere… meno male che ti faccio mettere le ginocchiere. D Il sorriso mi si spense. Cercai di non guardarlo più. La pista mi sembrò all’improvviso immensa e desolata: una prigione. Avrei voluto sedermi lì per terra, sul cemento, e mettermi a singhiozzare. "Mescolare" gli ingredienti e riscrivere una trama 7 Un viaggio terribile Leggi il resoconto, suddiviso per punti, di un viaggio in pullman verso Londra. L'autore è Adrian Mole, uno degli studenti della sezione D. Obiettivo della gita è la visita del British Museum di Londra, ma, come vedrai, le cose vanno in un modo un po' diverso... Gita della sezione “D” a Londra. Resoconto di Adrian Mole 1. 7 del mattino: imbarco sul pullman 2. 7 e 05: colazione al sacco 3. 7 e 10: pullman fermo. Barry Kent sta male 4. 7 e 20: Claire Nelson scende a fare pipì 5. 7 e 30: il pullman esce dal cancello della scuola 6. 7 e 35: il pullman rientra a scuola; la signora Fossington Gore ha dimenticato la borsa 7. 7 e 45: il pullman si ferma perché Barry Kent sta male un’altra volta 8. 7 e 50: imbocchiamo l’autostrada 9. 8 e 10: l’autista si infuria; rifiuta di andare avanti se la signora Fossington Gore non mantiene la disciplina 10. 8 e 20: la signora Fossington Gore riesce a calmare tutti 11. 8 e 30: tutti cantano 12. 8 e 45: l’autista del pullman interrompe il coro con altissime urla 13. 9 e 30: il pullman è in coda sulla terza corsia; tutte le altre sono chiuse per lavori in corso 14. 9 e 45: scoppia una lite furiosa tra i ragazzi dei sedili posteriori del pullman 15. 9 e 55: termina la lite con l’intervento della signora Fossington Gore. Barry Kent è mandato a sedere vicino all’autista per punizione 16. 10: Barry Kent si sente male ma l’autista non si ferma 17. 10 e 50: si guasta il pullman e la classe rimane ferma in autostrada: succede di tutto 18. 11 e 50: arrivano i soccorsi e si riparte 19. 12.30: arrivo al British Museum di Londra (Sue Townsend, Diario segreto di Adrian Mole di anni 13 e ¾, Mondadori Scuola) Adesso, sviluppa i punti che ti proponiamo, lavorando sui personaggi, sulle azioni, sugli indicatori di tempo e di luogo. Ne otterrai la storia davvero avvincente delle avventure di una classe molto particolare. Ti diamo noi un esempio riguardo ai primi tre punti. 1 Ero davvero entusiasta. Finalmente il grande giorno era arrivato. Non ci potevo credere! Tutti i miei compagni erano puntuali. Erano le 7 precise e già salivamo sul pullman. Tutto stava andando a meraviglia. 2 Mia mamma mi aveva preparato un’eccezionale crostata all’albicocca. Nel mio zainetto ne avevo ben sette fette. Deliziosa… avevo l’acquolina in bocca. Ma, ahimè, non sono neppure riuscito ad assaggiarla perché i compagni si sono avventati su di me gridando: «Una fetta a me, un’altra a me, e a me niente?». Comunque le briciole erano davvero eccezionali. 3 Stavamo per partire. Non stavo più nella pelle. L’autista ci guardava sorridente: «Siete pronti ragazzi?». Il motore è acceso e… be’, niente. Barry Kent, che per dirla tutta mi aveva rubato ben tre fette di torta, cominciò a sentirsi male… Non sto a descrivere l’effetto che l’essersi ingozzato della mia torta aveva fatto nel suo stomaco… Fatto sta che erano soltanto le 7 e 10 e già cominciavano i guai… Attenzione! Mettiti nei panni di Adrian Mole e narra in prima persona. Buon lavoro!