VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione

VERIFICA FORMATIVA con autovalutazioneUn atto di amore, di rispetto e di fiduciaAzar Nafisi Molto prima di un mondo suddiviso in paesi e nazionalità, esisteva, nella mia mente, una Repubblica dell’immaginazione: un posto dove potevo spiccare il volo, libera dal peso delle noiose regole che governavano la mia vita quotidiana.Non sapevo che cosa fossero gli Stati Uniti, la Turchia, la Francia o l’Italia, non sapevo nemmeno che cosa volesse dire la parola «paese», però sapevo che Dorothy era stata nel regno di Oz e che un Piccolo Principe aveva viaggiato fra le stelle.Ci sono cose dell’infanzia che vogliamo conservare: una, per me, è il bisogno di conoscere il mondo reinventandolo e dandogli un nome, come fa Bastian1 nella Storia infinita quando il regno di Fantàsia e la sua Imperatrice sono divorati da un mostro chiamato Nulla, e solo un nuovo lettore li può salvare dalla distruzione dando un nome all’Imperatrice.Quand’ero piccola, mio padre mi narrava - in ordine sparso e con qualche approssimazione - le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio.Tutto era cominciato un venerdì, giorno festivo in Iran, mentre facevamo colazione.La sera prima aveva promesso di raccontarmi una storia nuova anziché portarmi al cinema (il nostro piccolo rituale del giovedì) e fu così che quella mattina mi presentò Alice. Credo che buona parte di quelle storie se le inventasse, perché quando fui abbastanza grande per leggere da sola il libro non le ritrovai.Ma ricordo ancora quando mi raccontò che Alice, dopo aver bevuto un bel sorso di una pozione speciale, diventò piccolissima. «E allora - disse - scoprì un bruco che fumava il narghilè2».Be’, i bruchi li conoscevo bene. A quell’epoca gli ambulanti li vendevano nel bozzolo assieme a una manciata di foglie3, e noi li compravamo per vederli trasformarsi in farfalle. Ma Alice, che non aveva mai visto un bruco fumare il narghilè, gli chiede con grande naturalezza: «E tu chi sei?». E lui le restituisce la domanda:«E tu, tu, tu chi seeeeeeeeeeiiiii?». «Tu, tu, tu chi seeeeeeeeeeiiiii?» faceva mio padre, imitando il bruco. Lo ripeteva più volte e io ridevo forte, fino alle lacrime, mentre mia madre mi sgridava perché sputacchiavo briciole di pane. Mio padre non si curava delle sue proteste, mi faceva il solletico e ripeteva: «E tu chi sei?».In seguito, nella nostra cameretta, avrei fatto sedere il mio fratellino di due anni, buono e mite, con la schiena contro il muro e, dicendogli: «Tu, tu, tu chi seeeeeeeeeeiiiii?», gli avrei fatto il solletico sulla pancia. Lui mi sorrideva dolcemente, stupito. Quelle furono forse le uniche occasioni in cui ebbi il privilegio di stupirlo, perché presto cominciò a inventare giochi e fantasie tutte sue. Da giovani i miei genitori non avevano tanti soldi, ma i libri sono stati l’unica cosa che non hanno mai esitato a comprare a me e a mio fratello. Quando, crescendo, iniziai a volere le stesse cose che avevano le mie amiche, mio padre mi ripeté in mille modi che non dovevo concentrarmi sui beni materiali. Su quelli, diceva, non si può contare; è più facile perderli che trovarli. Bisogna dare importanza alle cose che si possono portare con sé fino al giorno in cui si muore.Uno dei primi libri in inglese che mio padre portò a casa fu Tom & Jerry, e ricordo ancora quando mi regalò Il piccolo principe. Quando lessi Le avventure di Tom Sawyer fui affascinata da Tom, ma non provai tanta simpatia per lui: forse era troppo scaltro. Con il passare del tempo, i libri e il mondo immaginario che mi spalancavano sarebbero diventati ricchezze portatili da tenere sempre con me, come aveva sperato mio padre.Mio padre traduceva e illustrava per me e mio fratello le favole di La Fontaine, e ci scriveva versioni semplificate dei poeti classici persiani.Quando penso a lui, ricordo soprattutto che mi dedicava tempo e si divertiva insieme a me come se fossi sua pari, sua compagna e complice. Lo faceva senza volermi impartire nessuna lezione di tipo morale; era un atto d’amore, ma anche di rispetto e di fiducia.(Tratto da: Azar Nafisi, La Repubblica dell’immaginazione, Adelphi) 1. Bastian: il ragazzo protagonista del romanzo La storia infinita di Michael Ende.2. narghilè: strumento per il fumo. Originario dell’Egitto, è diffuso in India, Iran e nei Paesi arabi.3. nel bozzolo insieme a una manciata di foglie: il bozzolo è l’involucro in cui vive il bruco prima di trasformarsi in farfalla. Le foglie sono il cibo del bruco. COMPRENSIONE1. Il narratoreA. è una bambina che racconta i fatti nel momento in cui accadonoB. è una persona adulta che ricorda episodi della sua infanziaC. è una persona adulta che racconta episodi accaduti poco tempo primaD. è una bambina che descrive la sua famiglia2. Il narratore ha trascorso la sua infanziaA. in Turchia C. negli Stati UnitiB. in Iran D. in Italia3. La Repubblica dell’immaginazione (riga 2) si trovaA. in IranB. nel libro Alice nel paese delle meraviglieC. nel libro La storia infinitaD. nella mente del narratore4. Il “bruco che fumava il narghilè” (righe 21-22)A. è un personaggio del libro Alice nel paese delle meraviglieB. si poteva comperare al mercatoC. è un personaggio inventato dal padre per divertire la figliolettaD. è un personaggio inventato dal narratore per divertire il fratellino5. Pur non essendo ricchi, i genitori del narratore non esitano aA. comprare beni materialiB. andare al cinema quasi tutte le sereC. comprare libri ai figliD. trascurare il lavoro per raccontare fiabe ai figli6. Nel seguente elenco indica con crocette quelli che, secondo te, sono “beni materiali”.amore rispetto soldi fantasiavestiti case fiducia ricordi7. “I libri e il mondo immaginario che mi spalancavano sarebbero diventati ricchezze portatili da tenere sempre con me” (righe 45-47). Qual è, in questo caso, il significato dell’aggettivo “portatili”?A. Si portano con sé in qualunque luogo e in qualunque momentoB. Hanno poco valoreC. Tengono poco postoD. Durano a lungo8. Dorothy e Tom sonoA. i genitori della narratriceB. i fratelli della narratriceC. personaggi di libriD. personaggi fantastici inventati dal padre per divertire la figliaLESSICO9. Alle righe 2-3 l’espressione “spiccare il volo” ha il significato diA. emigrare in un altro PaeseB. diventare adultaC. evadere con la fantasia dalla realtà quotidianaD. viaggiare in tanti Paesi diversi10. Nella frase “il nostro piccolo rituale del giovedì” (riga 17), il sostantivo “rituale” indicaA. un’abitudine C. una cerimonia religiosaB. una cosa eccezionale D. uno scherzo11. Tom Sawyer “forse era troppo scaltro” (righe 44-45). Nel seguente elenco di aggettivi indica con S i due sinonimi di “scaltro” e con C i suoi due contrari.buono astuto arrogante intelligenteingenuo sciocco bugiardo furboRIFLETTERE SU VALORI E SENTIMENTI12. Secondo il padre dell’autrice, a che cosa bisogna dare importanza? Rispondi usando le parole del testo.13. Rileggi l’ultimo capoverso del testo. Quindi collega correttamente le parole della prima colonna a quelle della seconda.sua pari - sua compagna - sua compliceamore - fiducia - rispetto14. In che cosa consiste soprattutto l’«atto di amore» del padre verso la figlia?A. Comprarle dei libriB. Stare con lei il venerdì, giorno festivo in IranC. Dedicarle tempoD. Darle lezioni di tipo morale AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........• Le domande finali☐ mi hanno aiutato☐ non mi hanno aiutato a riflettere sul valore degli affetti e dei ricordi.
VERIFICA FORMATIVA con autovalutazioneUn atto di amore, di rispetto e di fiduciaAzar Nafisi Molto prima di un mondo suddiviso in paesi e nazionalità, esisteva, nella mia mente, una Repubblica dell’immaginazione: un posto dove potevo spiccare il volo, libera dal peso delle noiose regole che governavano la mia vita quotidiana.Non sapevo che cosa fossero gli Stati Uniti, la Turchia, la Francia o l’Italia, non sapevo nemmeno che cosa volesse dire la parola «paese», però sapevo che Dorothy era stata nel regno di Oz e che un Piccolo Principe aveva viaggiato fra le stelle.Ci sono cose dell’infanzia che vogliamo conservare: una, per me, è il bisogno di conoscere il mondo reinventandolo e dandogli un nome, come fa Bastian1 nella Storia infinita quando il regno di Fantàsia e la sua Imperatrice sono divorati da un mostro chiamato Nulla, e solo un nuovo lettore li può salvare dalla distruzione dando un nome all’Imperatrice.Quand’ero piccola, mio padre mi narrava - in ordine sparso e con qualche approssimazione - le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio.Tutto era cominciato un venerdì, giorno festivo in Iran, mentre facevamo colazione.La sera prima aveva promesso di raccontarmi una storia nuova anziché portarmi al cinema (il nostro piccolo rituale del giovedì) e fu così che quella mattina mi presentò Alice. Credo che buona parte di quelle storie se le inventasse, perché quando fui abbastanza grande per leggere da sola il libro non le ritrovai.Ma ricordo ancora quando mi raccontò che Alice, dopo aver bevuto un bel sorso di una pozione speciale, diventò piccolissima. «E allora - disse - scoprì un bruco che fumava il narghilè2».Be’, i bruchi li conoscevo bene. A quell’epoca gli ambulanti li vendevano nel bozzolo assieme a una manciata di foglie3, e noi li compravamo per vederli trasformarsi in farfalle. Ma Alice, che non aveva mai visto un bruco fumare il narghilè, gli chiede con grande naturalezza: «E tu chi sei?». E lui le restituisce la domanda:«E tu, tu, tu chi seeeeeeeeeeiiiii?». «Tu, tu, tu chi seeeeeeeeeeiiiii?» faceva mio padre, imitando il bruco. Lo ripeteva più volte e io ridevo forte, fino alle lacrime, mentre mia madre mi sgridava perché sputacchiavo briciole di pane. Mio padre non si curava delle sue proteste, mi faceva il solletico e ripeteva: «E tu chi sei?».In seguito, nella nostra cameretta, avrei fatto sedere il mio fratellino di due anni, buono e mite, con la schiena contro il muro e, dicendogli: «Tu, tu, tu chi seeeeeeeeeeiiiii?», gli avrei fatto il solletico sulla pancia. Lui mi sorrideva dolcemente, stupito. Quelle furono forse le uniche occasioni in cui ebbi il privilegio di stupirlo, perché presto cominciò a inventare giochi e fantasie tutte sue. Da giovani i miei genitori non avevano tanti soldi, ma i libri sono stati l’unica cosa che non hanno mai esitato a comprare a me e a mio fratello. Quando, crescendo, iniziai a volere le stesse cose che avevano le mie amiche, mio padre mi ripeté in mille modi che non dovevo concentrarmi sui beni materiali. Su quelli, diceva, non si può contare; è più facile perderli che trovarli. Bisogna dare importanza alle cose che si possono portare con sé fino al giorno in cui si muore.Uno dei primi libri in inglese che mio padre portò a casa fu Tom & Jerry, e ricordo ancora quando mi regalò Il piccolo principe. Quando lessi Le avventure di Tom Sawyer fui affascinata da Tom, ma non provai tanta simpatia per lui: forse era troppo scaltro. Con il passare del tempo, i libri e il mondo immaginario che mi spalancavano sarebbero diventati ricchezze portatili da tenere sempre con me, come aveva sperato mio padre.Mio padre traduceva e illustrava per me e mio fratello le favole di La Fontaine, e ci scriveva versioni semplificate dei poeti classici persiani.Quando penso a lui, ricordo soprattutto che mi dedicava tempo e si divertiva insieme a me come se fossi sua pari, sua compagna e complice. Lo faceva senza volermi impartire nessuna lezione di tipo morale; era un atto d’amore, ma anche di rispetto e di fiducia.(Tratto da: Azar Nafisi, La Repubblica dell’immaginazione, Adelphi) 1. Bastian: il ragazzo protagonista del romanzo La storia infinita di Michael Ende.2. narghilè: strumento per il fumo. Originario dell’Egitto, è diffuso in India, Iran e nei Paesi arabi.3. nel bozzolo insieme a una manciata di foglie: il bozzolo è l’involucro in cui vive il bruco prima di trasformarsi in farfalla. Le foglie sono il cibo del bruco. COMPRENSIONE1. Il narratoreA. è una bambina che racconta i fatti nel momento in cui accadonoB. è una persona adulta che ricorda episodi della sua infanziaC. è una persona adulta che racconta episodi accaduti poco tempo primaD. è una bambina che descrive la sua famiglia2. Il narratore ha trascorso la sua infanziaA. in Turchia C. negli Stati UnitiB. in Iran D. in Italia3. La Repubblica dell’immaginazione (riga 2) si trovaA. in IranB. nel libro Alice nel paese delle meraviglieC. nel libro La storia infinitaD. nella mente del narratore4. Il “bruco che fumava il narghilè” (righe 21-22)A. è un personaggio del libro Alice nel paese delle meraviglieB. si poteva comperare al mercatoC. è un personaggio inventato dal padre per divertire la figliolettaD. è un personaggio inventato dal narratore per divertire il fratellino5. Pur non essendo ricchi, i genitori del narratore non esitano aA. comprare beni materialiB. andare al cinema quasi tutte le sereC. comprare libri ai figliD. trascurare il lavoro per raccontare fiabe ai figli6. Nel seguente elenco indica con crocette quelli che, secondo te, sono “beni materiali”.amore rispetto soldi fantasiavestiti case fiducia ricordi7. “I libri e il mondo immaginario che mi spalancavano sarebbero diventati ricchezze portatili da tenere sempre con me” (righe 45-47). Qual è, in questo caso, il significato dell’aggettivo “portatili”?A. Si portano con sé in qualunque luogo e in qualunque momentoB. Hanno poco valoreC. Tengono poco postoD. Durano a lungo8. Dorothy e Tom sonoA. i genitori della narratriceB. i fratelli della narratriceC. personaggi di libriD. personaggi fantastici inventati dal padre per divertire la figliaLESSICO9. Alle righe 2-3 l’espressione “spiccare il volo” ha il significato diA. emigrare in un altro PaeseB. diventare adultaC. evadere con la fantasia dalla realtà quotidianaD. viaggiare in tanti Paesi diversi10. Nella frase “il nostro piccolo rituale del giovedì” (riga 17), il sostantivo “rituale” indicaA. un’abitudine C. una cerimonia religiosaB. una cosa eccezionale D. uno scherzo11. Tom Sawyer “forse era troppo scaltro” (righe 44-45). Nel seguente elenco di aggettivi indica con S i due sinonimi di “scaltro” e con C i suoi due contrari.buono astuto arrogante intelligenteingenuo sciocco bugiardo furboRIFLETTERE SU VALORI E SENTIMENTI12. Secondo il padre dell’autrice, a che cosa bisogna dare importanza? Rispondi usando le parole del testo.13. Rileggi l’ultimo capoverso del testo. Quindi collega correttamente le parole della prima colonna a quelle della seconda.sua pari - sua compagna - sua compliceamore - fiducia - rispetto14. In che cosa consiste soprattutto l’«atto di amore» del padre verso la figlia?A. Comprarle dei libriB. Stare con lei il venerdì, giorno festivo in IranC. Dedicarle tempoD. Darle lezioni di tipo morale AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........• Le domande finali☐ mi hanno aiutato☐ non mi hanno aiutato a riflettere sul valore degli affetti e dei ricordi.