VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

IL RICORDO DEI GENITORI Un bagaglio per la vita Hermann Hesse Colgo l’occasione per parlare brevemente dei miei genitori. La mamma era stata bella, una volta, e conservava ancora della sua bellezza solo la figura soda e slanciata, e gli avvenenti occhi scuri. Era alta, estremamente robusta, laboriosa e silenziosa. Sebbene fosse piena di senno come mio padre, e lo superasse in prestanza fisica, non faceva da padrona lei in casa: ne lasciava il comando al marito. Lui era di media statura, di membra esili, quasi delicate, e una testa da uomo testardo e scaltro; il viso, dal colorito chiaro, era quasi tutto segnato da piccole rughe straordinariamente mobili. Sulla fronte vi era una corta ruga verticale: quando muoveva le sopracciglia, si scuriva e gli conferiva un aspetto lunatico e sofferente; sembrava poi che cercasse di ricordarsi qualcosa di importante, senza speranza di riuscirvi. Si sarebbe potuta percepire in lui una certa malinconia, però nessuno vi faceva gran caso, in quanto gli abitanti della nostra regione sono quasi tutti rinchiusi in se stessi da una costante, lieve tetraggine d’animo, la cui causa è da ricercarsi nei lunghi inverni, nei pericoli, nel campare la vita ogni giorno a fatica, e nell’isolamento dal mondo. Da entrambi i genitori ho ereditato tratti importanti del mio carattere. Da mia madre un discreto spirito pratico, un po’ di fiducia in Dio, e un carattere tranquillo e taciturno; da mio padre invece il timore angoscioso di fronte a ogni decisione da prendere, l’incapacità di amministrare denaro, e l’arte di bere ma con misura. Quest’ultima, in quella tenera età, non si era ancora rivelata. Inoltre ho di mio padre gli occhi e la bocca, di mia madre il passo pesante e instancabile, la corporatura e la tenace forza muscolare. Di mio padre ho preso altresì la furbizia contadinesca, ma anche il carattere tetro e la tendenza alla malinconia senza ragione. Poiché il mio destino era di vagabondare per lunghi anni lontano da casa per terre straniere, sarebbe stato meglio se al posto di questi avessi portato con me un po’ di vivacità e di spensieratezza. Fornito di queste doti, e dopo essermi provveduto di un nuovo vestito, intrapresi il mio viaggio nella vita. Le doti derivate dai genitori si sono dimostrate efficaci, perché da allora camminai per il mondo solo con i miei piedi, senza bisogno di aiuto. (Tratto da: H. Hesse, Romanzi brevi, Newton Compton) Il testo Una descrizione tenera e ironica di una mamma e un papà molto diversi nel carattere e nelle inclinazioni, ma - forse proprio per questo - ben affiatati. L’autore Hermann Hesse (1877-1962) è stato uno scrittore tedesco tra i più importanti della prima metà del Novecento. Fu avviato a studi teologici, che però non concluse, dedicandosi totalmente alla letteratura. Ottenne il PREMIO NOBEL per la letteratura nel 1946 e scrisse, tra le sue opere principali, Demian, Siddharta e Il lupo della steppa. COMPRENDERE 1. Nel testo Hermann Hesse descrive ☐ un episodio significativo della sua infanzia ☐ la sua famiglia, specificandone le caratteristiche fisiche ☐ le caratteristiche fisiche e morali dei suoi genitori 2. Qual è stato il destino dell’autore, una volta cresciuto? 3. Le doti derivate dai suoi genitori si sono dimostrate efficaci oppure no nell’affrontare la vita? Per quale motivo? ANALIZZARE 4. Il breve testo si può suddividere in quattro parti, che ti elenchiamo in modo disordinato: rimettile in ordine, numerandole da 1 a 4. ☐ Utilità delle doti derivate dai genitori ☐ Descrizione del padre ☐ Gli aspetti del carattere ereditati dai genitori ☐ Descrizione della madre 5. Sottolinea una volta le caratteristiche che Hesse dice di aver ereditato dalla mamma e due volte quelle ereditate dal papà. spirito pratico • timore di fronte alle decisioni da prendere • fiducia in Dio • incapacità di gestire il denaro • carattere tranquillo, taciturno • forma degli occhi e della bocca • tendenza al bere • corporatura forte e robusta • furbizia • tendenza alla malinconia LESSICO E GRAMMATICA 6. Dopo aver osservato il contesto in cui i seguenti aggettivi sono inseriti all’interno del brano, collegali ai rispettivi sinonimi e contrari, come nell’esempio. ESPRIMERE E VALUTARE 7. Rileggi le ultime due righe: quali doti sono necessarie, secondo te, per camminare nel mondo con le proprie forze?
IL RICORDO DEI GENITORI Un bagaglio per la vita Hermann Hesse Colgo l’occasione per parlare brevemente dei miei genitori. La mamma era stata bella, una volta, e conservava ancora della sua bellezza solo la figura soda e slanciata, e gli avvenenti occhi scuri. Era alta, estremamente robusta, laboriosa e silenziosa. Sebbene fosse piena di senno come mio padre, e lo superasse in prestanza fisica, non faceva da padrona lei in casa: ne lasciava il comando al marito. Lui era di media statura, di membra esili, quasi delicate, e una testa da uomo testardo e scaltro; il viso, dal colorito chiaro, era quasi tutto segnato da piccole rughe straordinariamente mobili. Sulla fronte vi era una corta ruga verticale: quando muoveva le sopracciglia, si scuriva e gli conferiva un aspetto lunatico e sofferente; sembrava poi che cercasse di ricordarsi qualcosa di importante, senza speranza di riuscirvi. Si sarebbe potuta percepire in lui una certa malinconia, però nessuno vi faceva gran caso, in quanto gli abitanti della nostra regione sono quasi tutti rinchiusi in se stessi da una costante, lieve tetraggine d’animo, la cui causa è da ricercarsi nei lunghi inverni, nei pericoli, nel campare la vita ogni giorno a fatica, e nell’isolamento dal mondo. Da entrambi i genitori ho ereditato tratti importanti del mio carattere. Da mia madre un discreto spirito pratico, un po’ di fiducia in Dio, e un carattere tranquillo e taciturno; da mio padre invece il timore angoscioso di fronte a ogni decisione da prendere, l’incapacità di amministrare denaro, e l’arte di bere ma con misura. Quest’ultima, in quella tenera età, non si era ancora rivelata. Inoltre ho di mio padre gli occhi e la bocca, di mia madre il passo pesante e instancabile, la corporatura e la tenace forza muscolare. Di mio padre ho preso altresì la furbizia contadinesca, ma anche il carattere tetro e la tendenza alla malinconia senza ragione. Poiché il mio destino era di vagabondare per lunghi anni lontano da casa per terre straniere, sarebbe stato meglio se al posto di questi avessi portato con me un po’ di vivacità e di spensieratezza. Fornito di queste doti, e dopo essermi provveduto di un nuovo vestito, intrapresi il mio viaggio nella vita. Le doti derivate dai genitori si sono dimostrate efficaci, perché da allora camminai per il mondo solo con i miei piedi, senza bisogno di aiuto. (Tratto da: H. Hesse, Romanzi brevi, Newton Compton) Il testo Una descrizione tenera e ironica di una mamma e un papà molto diversi nel carattere e nelle inclinazioni, ma - forse proprio per questo - ben affiatati. L’autore Hermann Hesse (1877-1962) è stato uno scrittore tedesco tra i più importanti della prima metà del Novecento. Fu avviato a studi teologici, che però non concluse, dedicandosi totalmente alla letteratura. Ottenne il PREMIO NOBEL per la letteratura nel 1946 e scrisse, tra le sue opere principali, Demian, Siddharta e Il lupo della steppa. COMPRENDERE 1. Nel testo Hermann Hesse descrive ☐ un episodio significativo della sua infanzia ☐ la sua famiglia, specificandone le caratteristiche fisiche ☐ le caratteristiche fisiche e morali dei suoi genitori 2. Qual è stato il destino dell’autore, una volta cresciuto? 3. Le doti derivate dai suoi genitori si sono dimostrate efficaci oppure no nell’affrontare la vita? Per quale motivo? ANALIZZARE 4. Il breve testo si può suddividere in quattro parti, che ti elenchiamo in modo disordinato: rimettile in ordine, numerandole da 1 a 4. ☐ Utilità delle doti derivate dai genitori  ☐ Descrizione del padre ☐ Gli aspetti del carattere ereditati dai genitori  ☐ Descrizione della madre 5. Sottolinea una volta le caratteristiche che Hesse dice di aver ereditato dalla mamma e due volte quelle ereditate dal papà. spirito pratico • timore di fronte alle decisioni da prendere • fiducia in Dio • incapacità di gestire il denaro • carattere tranquillo, taciturno • forma degli occhi e della bocca • tendenza al bere • corporatura forte e robusta • furbizia • tendenza alla malinconia LESSICO E GRAMMATICA 6. Dopo aver osservato il contesto in cui i seguenti aggettivi sono inseriti all’interno del brano, collegali ai rispettivi sinonimi e contrari, come nell’esempio. ESPRIMERE E VALUTARE 7. Rileggi le ultime due righe: quali doti sono necessarie, secondo te, per camminare nel mondo con le proprie forze?