VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

NELLE PICCOLE COSE LA GIOIA DI VIVERE Un ricordo che dona allegria Isabel Allende Zio Ramón ebbe un’influenza fondamentale su molti aspetti del mio carattere. Aveva una Ford sconquassata che divideva a metà con un amico; lui la usava lunedì, mercoledì, venerdì e una domenica sì e una no, e l’altro la usava per il resto del tempo. Una di quelle domeniche che aveva la macchina portò me, i miei fratelli e mia madre all’Open Door, un luogo nei dintorni di Santiago1 dove ricoveravano i pazzi mansueti. Conosceva bene quei paraggi perché in gioventù vi passava le vacanze invitato da parenti che amministravano i terreni agricoli del manicomio. Entrammo sobbalzando su un viale di terra battuta fiancheggiato da grandi banani che formavano una volta2 verde sopra le nostre teste. Da un lato c’erano i pascoli per il bestiame e dall’altro gli edifici circondati da un frutteto, in cui vagavano alcuni dementi pacifici vestiti con camici scoloriti, che ci accolsero correndo accanto all’auto e sporgendo facce e mani dentro i finestrini con grida di benvenuto. Ci stringemmo sul sedile spaventati mentre zio Ramón li salutava per nome: alcuni erano lì da molti anni e nelle estati della sua gioventù giocava con loro. Per un prezzo ragionevole convinse il custode a lasciarci entrare nel frutteto. - Scendete, bambini, i pazzi sono brava gente - ordinò. - Potete salire sugli alberi, mangiare tutto quello che volete e riempire questa borsa. Siamo immensamente ricchi. Non so come riuscì a far sì che i ricoverati ci aiutassero. Presto ci passò ogni paura e finimmo tutti arrampicati sugli alberi a divorare albicocche, sbavando sugo, strappandole a manate dai rami per metterle nella borsa. Le assaggiavamo con un morso e se non ci sembravano abbastanza dolci le buttavamo e ne prendevamo altre, ci lanciavamo le albicocche mature che ci scoppiavano addosso originando una cascata di frutta e di risate. Mangiammo a sazietà e, dopo aver salutato i dementi con baci e abbracci, prendemmo la via del ritorno sulla vecchia Ford con la borsona stracolma, da cui continuammo ad attingere finché non ci vinsero i dolori di pancia. Quel giorno ebbi coscienza per la prima volta che la vita può essere generosa. Non avrei mai avuto un’esperienza simile con mio nonno o con un altro membro della mia famiglia, che consideravano la povertà una benedizione e l’avarizia una virtù. Zio Ramón era poverissimo ma fece in modo di insegnarci a godere del poco che aveva. Nei momenti più duri della mia vita, quando mi sembrava che si chiudessero tutte le porte, il sapore di quelle albicocche mi tornava in bocca per consolarmi con l’idea che l’abbondanza è a portata di mano, se la si sa cercare. (Tratto da: I. Allende, Paula, Feltrinelli) Il testo Le persone che ci stanno vicino influenzano il nostro modo di essere e di affrontare la vita. Una persona forte ci può dare coraggio, un pessimista ci trasmette scarse aspettative. In che modo lo zio Ramón insegna ai nipoti ad aprirsi al mondo? L’autrice Isabel Allende, nata nel 1942, è una scrittrice cilena che ha raggiunto un enorme successo in tutto il mondo con i suoi libri, tra i quali il più noto è La casa degli spiriti. Recentemente ha scritto anche una trilogia per ragazzi: La città delle bestie, Il regno del drago d’oro e La foresta dei pigmei. Il brano che leggerai è ambientato in Cile, nella seconda metà del Novecento. 1. Santiago: la capitale del Cile. 2. volta: copertura. LESSICO 1. Sottolinea le parole che esprimono il sapore dei frutti e il modo in cui i ragazzi li mangiano (r. 35-41). Quale senso viene sollecitato? 2. Quesito INVALSI Nella frase «Per un prezzo ragionevole convinse il custode a lasciarci entrare nel frutteto» (r. 29-31), il termine “ragionevole” può essere sostituito da A. molto alto C. migliore B. molto basso D. accettabile COMPRENDERE 3. Perché zio Ramón divide l’auto con un amico? 4. Dove vengono portati la ragazzina, i suoi fratelli e la mamma? 5. Come vengono presentati i ricoverati? 6. Qual è la prima reazione dei bambini di fronte ai pazzi mansueti? E in un secondo momento, invece? 7. Lo zio come considera i pazzi? Come li tratta? 8. A quale attività si dedicano una volta arrivati lì? 9. In che cosa consiste il gusto della vita, secondo lo zio? ☐ Nella soddisfazione che deriva dalla consapevolezza di non aver sprecato nulla ☐ Nella capacità di essere felici e di godere per cose semplici e alla portata di tutti Secondo te, perciò, che cosa vuol dire con la frase «Siamo immensamente ricchi» (r. 34)? 10. Al momento di andare via qual è lo stato d’animo di tutti? Come lo dimostrano (r. 41-42)? 11. Che cosa resta nella memoria di quella giornata indimenticabile? 12. Che importanza ha assunto l’episodio delle albicocche nella formazione del carattere dell’autrice? Perché le viene in mente questo episodio proprio nei momenti più duri della vita? ESPRIMERE E VALUTARE 13. Parlare I malati si sentono accettati dai sani, che condividono con loro momenti di gioia e di amicizia, e questo li aiuta a sopportare il dolore della loro condizione. Ma anche chi dà un aiuto ricava benefici: secondo te, quali insegnamenti avranno tratto i ragazzi da questa esperienza? 14. Scrivere Mettiti nei panni della protagonista. Sei una ragazzina o un ragazzino che ama tantissimo… (scegli il frutto che più ti piace!). Un giorno… Racconta i colori, i sapori, la gioia…
NELLE PICCOLE COSE LA GIOIA DI VIVERE Un ricordo che dona allegria Isabel Allende Zio Ramón ebbe un’influenza fondamentale su molti aspetti del mio carattere. Aveva una Ford sconquassata che divideva a metà con un amico; lui la usava lunedì, mercoledì, venerdì e una domenica sì e una no, e l’altro la usava per il resto del tempo. Una di quelle domeniche che aveva la macchina portò me, i miei fratelli e mia madre all’Open Door, un luogo nei dintorni di Santiago1 dove ricoveravano i pazzi mansueti. Conosceva bene quei paraggi perché in gioventù vi passava le vacanze invitato da parenti che amministravano i terreni agricoli del manicomio. Entrammo sobbalzando su un viale di terra battuta fiancheggiato da grandi banani che formavano una volta2 verde sopra le nostre teste. Da un lato c’erano i pascoli per il bestiame e dall’altro gli edifici circondati da un frutteto, in cui vagavano alcuni dementi pacifici vestiti con camici scoloriti, che ci accolsero correndo accanto all’auto e sporgendo facce e mani dentro i finestrini con grida di benvenuto. Ci stringemmo sul sedile spaventati mentre zio Ramón li salutava per nome: alcuni erano lì da molti anni e nelle estati della sua gioventù giocava con loro. Per un prezzo ragionevole convinse il custode a lasciarci entrare nel frutteto. - Scendete, bambini, i pazzi sono brava gente - ordinò. - Potete salire sugli alberi, mangiare tutto quello che volete e riempire questa borsa. Siamo immensamente ricchi. Non so come riuscì a far sì che i ricoverati ci aiutassero. Presto ci passò ogni paura e finimmo tutti arrampicati sugli alberi a divorare albicocche, sbavando sugo, strappandole a manate dai rami per metterle nella borsa. Le assaggiavamo con un morso e se non ci sembravano abbastanza dolci le buttavamo e ne prendevamo altre, ci lanciavamo le albicocche mature che ci scoppiavano addosso originando una cascata di frutta e di risate. Mangiammo a sazietà e, dopo aver salutato i dementi con baci e abbracci, prendemmo la via del ritorno sulla vecchia Ford con la borsona stracolma, da cui continuammo ad attingere finché non ci vinsero i dolori di pancia. Quel giorno ebbi coscienza per la prima volta che la vita può essere generosa. Non avrei mai avuto un’esperienza simile con mio nonno o con un altro membro della mia famiglia, che consideravano la povertà una benedizione e l’avarizia una virtù. Zio Ramón era poverissimo ma fece in modo di insegnarci a godere del poco che aveva. Nei momenti più duri della mia vita, quando mi sembrava che si chiudessero tutte le porte, il sapore di quelle albicocche mi tornava in bocca per consolarmi con l’idea che l’abbondanza è a portata di mano, se la si sa cercare. (Tratto da: I. Allende, Paula, Feltrinelli) Il testo Le persone che ci stanno vicino influenzano il nostro modo di essere e di affrontare la vita. Una persona forte ci può dare coraggio, un pessimista ci trasmette scarse aspettative. In che modo lo zio Ramón insegna ai nipoti ad aprirsi al mondo? L’autrice Isabel Allende, nata nel 1942, è una scrittrice cilena che ha raggiunto un enorme successo in tutto il mondo con i suoi libri, tra i quali il più noto è La casa degli spiriti. Recentemente ha scritto anche una trilogia per ragazzi: La città delle bestie, Il regno del drago d’oro e La foresta dei pigmei. Il brano che leggerai è ambientato in Cile, nella seconda metà del Novecento. 1. Santiago: la capitale del Cile. 2. volta: copertura. LESSICO 1. Sottolinea le parole che esprimono il sapore dei frutti e il modo in cui i ragazzi li mangiano (r. 35-41). Quale senso viene sollecitato? 2. Quesito INVALSI Nella frase «Per un prezzo ragionevole convinse il custode a lasciarci entrare nel frutteto» (r. 29-31), il termine “ragionevole” può essere sostituito da A. molto alto C. migliore B. molto basso D. accettabile COMPRENDERE 3. Perché zio Ramón divide l’auto con un amico? 4. Dove vengono portati la ragazzina, i suoi fratelli e la mamma? 5. Come vengono presentati i ricoverati? 6. Qual è la prima reazione dei bambini di fronte ai pazzi mansueti? E in un secondo momento, invece? 7. Lo zio come considera i pazzi? Come li tratta? 8. A quale attività si dedicano una volta arrivati lì? 9. In che cosa consiste il gusto della vita, secondo lo zio? ☐ Nella soddisfazione che deriva dalla consapevolezza di non aver sprecato nulla ☐ Nella capacità di essere felici e di godere per cose semplici e alla portata di tutti Secondo te, perciò, che cosa vuol dire con la frase «Siamo immensamente ricchi» (r. 34)? 10. Al momento di andare via qual è lo stato d’animo di tutti? Come lo dimostrano (r. 41-42)? 11. Che cosa resta nella memoria di quella giornata indimenticabile? 12. Che importanza ha assunto l’episodio delle albicocche nella formazione del carattere dell’autrice? Perché le viene in mente questo episodio proprio nei momenti più duri della vita? ESPRIMERE E VALUTARE 13. Parlare I malati si sentono accettati dai sani, che condividono con loro momenti di gioia e di amicizia, e questo li aiuta a sopportare il dolore della loro condizione. Ma anche chi dà un aiuto ricava benefici: secondo te, quali insegnamenti avranno tratto i ragazzi da questa esperienza? 14. Scrivere Mettiti nei panni della protagonista. Sei una ragazzina o un ragazzino che ama tantissimo… (scegli il frutto che più ti piace!). Un giorno… Racconta i colori, i sapori, la gioia…