VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

IMPARARE A SCRIVERE Dalla traccia al TEMA Le fasi per scrivere un testo a partire dal titolo Il tema, un testo che ti capiterà molto spesso di dover scrivere a scuola, ha la caratteristica di essere un testo ben strutturato, logicamente organizzato, relativo a un titolo (traccia) assegnato. Gli argomenti di cui si può parlare in un tema sono tantissimi, ma le fasi della produzione scritta non cambiano, sono sempre le stesse: A. La progettazione: non esiste “l’ispirazione”, ma è necessario leggere con attenzione la traccia per individuarne le parole chiave e cercare le idee e le informazioni. B. La pianificazione: consiste nel “mettere in ordine” le idee. C. La stesura: durante la scrittura è importante tener presente tutto quanto è stato ideato fino a quel momento. D. La revisione: è un momento molto importante di controllo e correzione. E. La trascrizione: è la scrittura in “bella copia” sul foglio di carta; nel caso tu abbia usato una pagina del tuo programma di scrittura al computer, riguarda il testo e correggi le sottolineature che ti segnalano gli errori! F. La rilettura: è sempre bene tenersi un po’ di tempo per esser certi di non aver dimenticato nulla (accenti, apostrofi, parole…). In linea di massima, il tempo necessario per ciascuna di queste fasi potrebbe essere così ripartito: Prendiamo in esame fase per fase: vedrai, alla fine del percorso non avrai più paura del foglio bianco da riempire! A. La progettazione Lo ripetiamo: non si scrive perché colti da una misteriosa “ispirazione”, ma perché si è fatto un accurato lavoro di analisi e riflessione. Il punto di partenza di qualunque testo scritto sta nella traccia o titolo, che può essere più o meno dettagliato, ma comunque fornisce alcune parole chiave che devono guidarti lungo tutte le fasi. Lavoriamo insieme sulla seguente traccia: Il confronto con lo specchio è spesso un momento critico: quanti di noi possono dire di “piacersi” totalmente? Ti capita, guardandoti allo specchio, di fare le smorfie, di sorridere o di assumere pose particolari? Come ti trovi? Ti piace la tua faccia o vorresti essere diverso/a? Racconta il tuo confronto con lo specchio. Descriviti per come appari agli altri, nel fisico e nel carattere, e poi prova a spiegare come ti vedi tu, se ti piaci o no e perché. Leggi il titolo almeno tre volte: è importante, sai, perché a ogni lettura può venire un’idea nuova e preziosa! Questo titolo non è particolarmente strutturato, il che significa che ti lascia maggiore libertà nello scrivere. Riprendiamolo e facciamo attenzione alle parole ed espressioni chiave: Quale delle espressioni evidenziate racchiude anche le altre? Confronto con lo specchio Infatti tutte le altre parole e domande riportano all’immagine di se stessi, dunque riscriviamo al centro del foglio bianco “di brutta” o di una pagina del computer questa espressione e poi riportiamo intorno tutte le idee che ci vengono in mente relative all’argomento, anche singole parole. All’inizio questa operazione sembrerà un po’ caotica, ma è utile per tirar fuori tutte le idee. Se sei in difficoltà, torna al titolo e prova a rileggerlo. La mappa delle idee della nostra traccia potrebbe essere la seguente: MAPPA DELLE IDEE HELP! Può capitare di trovarsi di fronte a un titolo che proprio “non ci dice niente”. Allora, dopo aver individuato l’argomento principale, si può sviluppare la mappa delle idee adottando la strategia delle 5W + 1H: 5 W WHO? = chi? WHAT? = che cosa? WHERE? = dove? WHEN? = quando? WHY? = perché? 1H HOW? = come? Ci si può chiedere, cioè: Confronto con lo specchio - Chi? (io, ragazzina di undici anni, e lo specchio, compagno di stanza) - Che cosa? (in che cosa consiste il nostro rapporto? mi piaccio? vorrei cambiare qualcosa? che cosa pensano gli altri di me? mi accetto? mi sento accettata?) - Dove? (in quali luoghi mi capita di specchiarmi?) - Quando? (in quali momenti della mia giornata mi specchio?) - Perché? (quando mi specchio, che cosa penso? perché non riesco a uscire di casa senza aver dato l’ultimo sguardo nello specchio del corridoio?) - Come? (faccio smorfie, accenno movimenti o passi particolari, mi metto di profilo, arruffo i capelli…) Naturalmente, ciascuna delle risposte date dovrà poi essere adeguatamente sviluppata nella fase di stesura, ma questo primo passo è fondamentale. 1. LA PROGETTAZIONE: PROVA TU A LAVORARE SUI TITOLI Seguendo i consigli e gli esempi che ti abbiamo dato, prova a lavorare sul titolo che segue. TRACCIA A Prima o poi doveva capitare e questa volta è toccato a te: la prima lite per una banalità con il tuo amico del cuore. Racconta che cosa è successo, parla del tuo stato d’animo ed esprimi i sentimenti che hai provato. Ricopia la traccia sul tuo quaderno e sviluppa questa prima fase di progettazione: a. leggi il titolo almeno tre volte; b. individua le parole chiave colorandole di blu; c. trova l’argomento centrale e sistemalo al centro di quella che sarà la mappa delle idee; d. crea la mappa delle idee aiutandoti con le 5W + 1H. RICORDA Siamo ancora lontani dalla fase di produzione vera e propria di un testo. Per ora ti eserciterai nelle diverse tappe di preparazione, perché tu possa acquisire un metodo di lavoro utile ed efficace per qualunque titolo ti venga proposto e in qualsiasi occasione, all’esame come a un concorso per cercare lavoro! B. La pianificazione Ogni testo scritto è formato da tre parti principali: l’introduzione, lo svolgimento e la conclusione. Sono tre elementi differenti che hanno funzioni distinte: L’introduzione serve ad accompagnare gradualmente il lettore verso l’argomento principale. Non deve occupare troppo spazio, diciamo qualche riga, ma è importante per “catturare” l’interesse e l’attenzione del lettore. Lo svolgimento è la parte fondamentale dell’elaborato, pertanto deve essere ben organizzato e completo. La conclusione ha lo scopo di tirare un po’ le fila dell’argomento di cui si è parlato, perciò non deve contenere nuove informazioni che richiederebbero un ulteriore sviluppo. Immagina che ciascuna delle tre parti corrisponda a una “scatola”: riesaminando la mappa delle idee, si stabilisce che cosa può essere scritto nell’introduzione, che cosa nello svolgimento e che cosa nella conclusione. Per facilitare questa operazione ed essere sicuri di rispettare le tre parti, ti consigliamo di immaginare ciascuna di esse come una scatola colorata (per esempio, l’azzurro potrebbe essere il colore dell’introduzione, l’arancione quello dello svolgimento e il verde quello della conclusione). A questo punto, stabiliamo dove inserire ciascuna idea della nostra mappa e coloriamola con il colore corrispondente: in questo modo è sufficiente uno sguardo d’insieme per accorgerci subito della quantità di informazioni che c’è in ciascuna “scatola”. Attenzione però, nessuna delle scatole deve risultare vuota, ma ci deve essere una certa proporzione tra loro: sia l’introduzione sia la conclusione non devono costituire più del 10-20% del totale, mentre è giusto che lo svolgimento rappresenti almeno il 70% del totale. Ecco nuovamente la nostra mappa delle idee: MAPPA DELLE IDEE 2. LA PIANIFICAZIONE: PROVA A COLORARE LA TUA MAPPA Continua sul tuo quaderno il lavoro iniziato con il titolo della traccia A. Riprendiamo adesso i nostri “contenitori” e mettiamo un po’ di ordine: sistemiamo le singole informazioni di ciascuno di essi in una scaletta, cioè un indice organizzato dei contenuti da trattare nello stesso ordine con cui vengono scritti. Questo passaggio è fondamentale perché, se ben articolato, diventa la struttura portante del tema stesso. Scatola azzurra: INTRODUZIONE • Fiaba di Biancaneve: «specchio specchio delle mie brame» • Rapporto di amore/odio • Lo evito • Lo cerco RICORDA Affinché il lavoro sia efficace e utile, la successione dei diversi punti deve seguire un ordine logico, non casuale, e i punti devono essere ben collegati tra loro. Scatola arancione: SVOLGIMENTO • dove mi specchio (vetrine dei negozi, ascensore, bagni) • quando mi specchio faccio smorfie, improvviso passi di danza, parlo con me stessa e faccio confidenze • con me stessa sono molto severa: spesso mi critico e mi “butto giù” • anche mia mamma è molto critica e ha sempre da ridire quando esco di casa il mattino • per fortuna ci sono gli amici che di me apprezzano molto il carattere • sono socievole, dolce, solare, ma talvolta un po’ pettegola e “comandina” (come dice la mia amica del cuore) • con lei mi confido e a volte ci mettiamo tutte e due a far smorfie davanti allo specchio: siamo molto diverse, ma dal confronto riesco ad apprezzare il mio viso; patisco un po’, invece, la sua linea perfetta • faccio un po’ fatica a piacermi e ad amarmi del tutto; capita che faccia dell’autoironia su alcuni miei difetti Attenzione: quest’ultima frase collega lo svolgimento alla conclusione! Scatola verde: CONCLUSIONE • perché in fondo non vorrei essere diversa da come sono • a chi piacerei se non fossi più me stessa? Può capitare che durante questa fase vengano in mente altre idee: nessun problema, è sufficiente aggiungerle nella mappa e stabilire di che colore sono. Allo stesso modo, può succedere che ci si renda conto che un’informazione è superflua o che è già stata detta, seppure in altro modo. Non ti dimenticare che questa è proprio una delle differenze con il parlato: lo scritto può essere corretto, rimaneggiato, aggiustato. 3. LA PIANIFICAZIONE: TRASCRIVI LA TUA SCALETTA Riprendi la mappa delle idee relativa al titolo A e sottoponila a questa seconda fase di pianificazione. Vedrai che è più semplice di quanto pensi! C. La stesura Dopo la progettazione e la pianificazione, è arrivato finalmente il momento di scrivere. Il consiglio è di stendere sempre prima una brutta copia, che potrà essere aggiustata e rimaneggiata. Durante il lavoro di scrittura, è bene tenere davanti a sé la scaletta, così da avere una traccia dell’ordine di esposizione degli argomenti. INTRODUZIONE Per quanto riguarda l’introduzione, ricorda che è sempre meglio evitare di ripetere il titolo, anche se con parole diverse. A seconda, poi, del taglio che vuoi dare al tuo elaborato, puoi scegliere se utilizzare un’introduzione che presenti l’argomento o un’introduzione “ad effetto”, che attiri l’attenzione del lettore in modo simpatico e divertente. Ecco un esempio di introduzione relativo alla mappa delle idee che abbiamo costruito: «Specchio specchio delle mie brame, stamattina ho un brufolo sul naso, sono pallida come un lenzuolo e ho i capelli che fanno i capricci: non è che, per caso, potresti compiere una piccola magia? Ti prego…». Mai una volta che mi dia soddisfazione e che mi accontenti! Ecco, questo è il mio rapporto con lo specchio: provo verso di lui un odio profondo quasi tutte le mattine, ma in fondo non ne posso fare a meno e spesso, ovunque mi trovi, ne cerco uno, perché ne sento la necessità. SVOLGIMENTO Lo svolgimento, ossia il corpo centrale del tema, sviluppa e amplia in modo completo i vari punti della scaletta e, affinché l’elaborato risulti ben riuscito, deve essere coerente, coeso e corretto. Coerenza, coesione e correttezza ortografica sono, infatti, i tre pilastri portanti dell’intera struttura del testo. Ecco come potrebbe presentarsi un possibile svolgimento della traccia da parte di una ragazzina di 11 anni: Mi specchio negli ascensori, mentre cammino per strada mi scopro a guardarmi riflessa nelle vetrine dei negozi, non posso fare a meno, se entro in un bagno, di fermarmi a dare un’occhiata nello specchio prima di uscire. Nella mia stanza, però, mi scateno: lo specchio che ho nell’anta destra del mio armadio è per me allo stesso tempo giudice e complice. Quando sono di fronte a lui, faccio smorfie e boccacce o improvviso passi di danza. Non mi vergogno, perché so che è discreto e non fa la spia con nessuno. Anzi, secondo me, in realtà si diverte molto! Spesso mi ritrovo seduta sul mio letto davanti a lui: quelli sono momenti per me di grande sincerità, perché gli racconto delle cose che non riesco a dire neppure alla mia amica del cuore. Lui mi ascolta e non commenta: sa che io con me stessa sono spesso molto severa, perché trovo sempre qualche cosa che non va o nel mio abbigliamento o nella mia pettinatura. E mia mamma, puntualmente, mi conferma tutto. Ammetto che ogni tanto ho il sospetto che si nasconda dentro lo specchio e che mi osservi e mi ascolti. CONCLUSIONE La conclusione, come abbiamo già detto, è importantissima, però deve occupare uno spazio ridotto. Nelle righe finali di un tema è bene evitare di ripetere l’introduzione o di parafrasare il titolo, non si devono tirar fuori idee e concetti nuovi, che richiederebbero un adeguato approfondimento, e sarebbe meglio evitare frasi come In conclusione vorrei dire…, Insomma, per concludere…, Alla fine si può dire… La conclusione deve lasciare soddisfatto il lettore, pertanto si può concludere riassumendo i principali temi trattati, oppure commentando quanto si è detto attraverso sensazioni, emozioni, intenzioni e propositi. Se il tono del tema lo permette, anche la conclusione può essere ad effetto. Una conclusione possibile per la nostra traccia potrebbe essere questa: A volte mi rendo conto di avere in mente dei modelli di ragazze molto lontani dalla mia vita reale e quotidiana. Se mi fermo a riflettere con un po’ di calma, però, mi accorgo che se fossi diversa non sarei me stessa, ma un’altra. E in quel caso, a chi piacerei? Secondo me, neanche al mio specchio! 4. LA STESURA: SCRIVI INTRODUZIONE, SVOLGIMENTO, CONCLUSIONE - Torna al tuo tema e scrivi la stesura seguendo i vari punti. - Dai sfogo alla tua creatività: prova a scrivere anche introduzioni e conclusioni a effetto, che attirino l’attenzione del lettore, senza dimenticarti di rimanere coerente con il titolo. Se vuoi, puoi esercitarti anche con altri titoli: Molti adolescenti, per essere accettati dai più grandi, si mostrano fintamente sicuri di sé. Che cosa pensi di questi atteggiamenti? E cosa vuol dire, per te, divertirsi? A che cosa associ la parola “divertimento”? Avrai sentito dire molto spesso che la tua è un’età felice. Pensi anche tu che sia vero, oppure ritieni che ogni età abbia le sue gioie, le sue pene e le sue responsabilità? Esprimi le tue riflessioni in proposito facendo riferimento a esperienze personali o di coloro che ti circondano. Racconta un episodio divertente che ti è capitato, soffermandoti su che cosa è successo, come si è svolto il fatto e quali amici, persone o animali erano con te. D. La revisione Si tratta di un lavoro che richiede tempo e molta attenzione. Dopo aver scritto il tema in brutta copia, infatti, è necessario rileggerlo più e più volte per verificare che tutto sia a posto. Ecco alcune indicazioni per una prima lettura, quella relativa alla revisione del contenuto, per la quale ti consigliamo di riprendere in mano non solo la mappa delle idee, ma anche la scaletta. Revisione del contenuto - Controlla che le parole chiave individuate nella traccia abbiano avuto un adeguato sviluppo; - controlla che le tre parti del testo, introduzione - svolgimento - conclusione, siano tra loro collegate e non autonome e separate l’una dall’altra; - controlla che il testo sia completo ed esauriente; - controlla che i periodi siano tra loro coerenti e coesi. Revisione della forma Se il contenuto funziona, puoi passare a una seconda fase di revisione, quella che riguarda la forma. Ecco i principali punti da controllare: - l’uso dei tempi verbali: verifica di non esser passato da un tempo all’altro in modo casuale; - la concordanza morfosintattica: l’aggettivo deve concordare con il nome, il soggetto con il verbo; - l’uso dei connettivi: le congiunzioni collegano logicamente le frasi tra loro, creando legami di causa-effetto, prima-dopo; - le scelte lessicali adeguate al contesto: è importante nello scritto mantenere sempre un registro medio o medio-alto, perché lo scritto deve comunque essere più formale del parlato; - la correttezza ortografica. E. La trascrizione in “bella copia” Arrivati a questo punto, non ti resta che riscrivere in bella copia il tuo tema. Non sottovalutare questa fase del lavoro, perché se non presti attenzione e ti distrai, rischi di fare errori di ortografia, di dimenticare di copiare parole o intere frasi. Nel copiare, sforzati di usare una scrittura ordinata e comprensibile, vai a capo quando cambi discorso, non dopo ogni punto fermo solo per far risultare più lungo il tuo elaborato! In ultimo, ricordati di distinguere bene gli accenti dagli apostrofi, per evitare il sorgere di dubbi da parte di chi legge. F. La rilettura Prima di consegnare il tuo elaborato, non dimenticare di rileggerlo con attenzione. Spesso capita che, per stanchezza o per distrazione, in bella compaiano errori che in brutta non c’erano. Pertanto, fa’ un ultimo sforzo e rileggi almeno due volte il tuo tema!
IMPARARE A SCRIVERE Dalla traccia al TEMA Le fasi per scrivere un testo a partire dal titolo Il tema, un testo che ti capiterà molto spesso di dover scrivere a scuola, ha la caratteristica di essere un testo ben strutturato, logicamente organizzato, relativo a un titolo (traccia) assegnato. Gli argomenti di cui si può parlare in un tema sono tantissimi, ma le fasi della produzione scritta non cambiano, sono sempre le stesse: A. La progettazione: non esiste “l’ispirazione”, ma è necessario leggere con attenzione la traccia per individuarne le parole chiave e cercare le idee e le informazioni. B. La pianificazione: consiste nel “mettere in ordine” le idee. C. La stesura: durante la scrittura è importante tener presente tutto quanto è stato ideato fino a quel momento. D. La revisione: è un momento molto importante di controllo e correzione. E. La trascrizione: è la scrittura in “bella copia” sul foglio di carta; nel caso tu abbia usato una pagina del tuo programma di scrittura al computer, riguarda il testo e correggi le sottolineature che ti segnalano gli errori! F. La rilettura: è sempre bene tenersi un po’ di tempo per esser certi di non aver dimenticato nulla (accenti, apostrofi, parole…). In linea di massima, il tempo necessario per ciascuna di queste fasi potrebbe essere così ripartito: Prendiamo in esame fase per fase: vedrai, alla fine del percorso non avrai più paura del foglio bianco da riempire! A. La progettazione Lo ripetiamo: non si scrive perché colti da una misteriosa “ispirazione”, ma perché si è fatto un accurato lavoro di analisi e riflessione. Il punto di partenza di qualunque testo scritto sta nella traccia o titolo, che può essere più o meno dettagliato, ma comunque fornisce alcune parole chiave che devono guidarti lungo tutte le fasi. Lavoriamo insieme sulla seguente traccia: Il confronto con lo specchio è spesso un momento critico: quanti di noi possono dire di “piacersi” totalmente? Ti capita, guardandoti allo specchio, di fare le smorfie, di sorridere o di assumere pose particolari? Come ti trovi? Ti piace la tua faccia o vorresti essere diverso/a? Racconta il tuo confronto con lo specchio. Descriviti per come appari agli altri, nel fisico e nel carattere, e poi prova a spiegare come ti vedi tu, se ti piaci o no e perché. Leggi il titolo almeno tre volte: è importante, sai, perché a ogni lettura può venire un’idea nuova e preziosa! Questo titolo non è particolarmente strutturato, il che significa che ti lascia maggiore libertà nello scrivere. Riprendiamolo e facciamo attenzione alle parole ed espressioni chiave: Quale delle espressioni evidenziate racchiude anche le altre? Confronto con lo specchio Infatti tutte le altre parole e domande riportano all’immagine di se stessi, dunque riscriviamo al centro del foglio bianco “di brutta” o di una pagina del computer questa espressione e poi riportiamo intorno tutte le idee che ci vengono in mente relative all’argomento, anche singole parole. All’inizio questa operazione sembrerà un po’ caotica, ma è utile per tirar fuori tutte le idee. Se sei in difficoltà, torna al titolo e prova a rileggerlo. La mappa delle idee della nostra traccia potrebbe essere la seguente: MAPPA DELLE IDEE HELP! Può capitare di trovarsi di fronte a un titolo che proprio “non ci dice niente”. Allora, dopo aver individuato l’argomento principale, si può sviluppare la mappa delle idee adottando la strategia delle 5W + 1H: 5 W WHO? = chi? WHAT? = che cosa? WHERE? = dove? WHEN? = quando? WHY? = perché? 1H HOW? = come? Ci si può chiedere, cioè: Confronto con lo specchio - Chi? (io, ragazzina di undici anni, e lo specchio, compagno di stanza) - Che cosa? (in che cosa consiste il nostro rapporto? mi piaccio? vorrei cambiare qualcosa? che cosa pensano gli altri di me? mi accetto? mi sento accettata?) - Dove? (in quali luoghi mi capita di specchiarmi?) - Quando? (in quali momenti della mia giornata mi specchio?) - Perché? (quando mi specchio, che cosa penso? perché non riesco a uscire di casa senza aver dato l’ultimo sguardo nello specchio del corridoio?) - Come? (faccio smorfie, accenno movimenti o passi particolari, mi metto di profilo, arruffo i capelli…) Naturalmente, ciascuna delle risposte date dovrà poi essere adeguatamente sviluppata nella fase di stesura, ma questo primo passo è fondamentale. 1. LA PROGETTAZIONE: PROVA TU A LAVORARE SUI TITOLI Seguendo i consigli e gli esempi che ti abbiamo dato, prova a lavorare sul titolo che segue. TRACCIA A Prima o poi doveva capitare e questa volta è toccato a te: la prima lite per una banalità con il tuo amico del cuore. Racconta che cosa è successo, parla del tuo stato d’animo ed esprimi i sentimenti che hai provato. Ricopia la traccia sul tuo quaderno e sviluppa questa prima fase di progettazione: a. leggi il titolo almeno tre volte; b. individua le parole chiave colorandole di blu; c. trova l’argomento centrale e sistemalo al centro di quella che sarà la mappa delle idee; d. crea la mappa delle idee aiutandoti con le 5W + 1H. RICORDA Siamo ancora lontani dalla fase di produzione vera e propria di un testo. Per ora ti eserciterai nelle diverse tappe di preparazione, perché tu possa acquisire un metodo di lavoro utile ed efficace per qualunque titolo ti venga proposto e in qualsiasi occasione, all’esame come a un concorso per cercare lavoro! B. La pianificazione Ogni testo scritto è formato da tre parti principali: l’introduzione, lo svolgimento e la conclusione. Sono tre elementi differenti che hanno funzioni distinte: L’introduzione serve ad accompagnare gradualmente il lettore verso l’argomento principale. Non deve occupare troppo spazio, diciamo qualche riga, ma è importante per “catturare” l’interesse e l’attenzione del lettore. Lo svolgimento è la parte fondamentale dell’elaborato, pertanto deve essere ben organizzato e completo. La conclusione ha lo scopo di tirare un po’ le fila dell’argomento di cui si è parlato, perciò non deve contenere nuove informazioni che richiederebbero un ulteriore sviluppo. Immagina che ciascuna delle tre parti corrisponda a una “scatola”: riesaminando la mappa delle idee, si stabilisce che cosa può essere scritto nell’introduzione, che cosa nello svolgimento e che cosa nella conclusione. Per facilitare questa operazione ed essere sicuri di rispettare le tre parti, ti consigliamo di immaginare ciascuna di esse come una scatola colorata (per esempio, l’azzurro potrebbe essere il colore dell’introduzione, l’arancione quello dello svolgimento e il verde quello della conclusione). A questo punto, stabiliamo dove inserire ciascuna idea della nostra mappa e coloriamola con il colore corrispondente: in questo modo è sufficiente uno sguardo d’insieme per accorgerci subito della quantità di informazioni che c’è in ciascuna “scatola”. Attenzione però, nessuna delle scatole deve risultare vuota, ma ci deve essere una certa proporzione tra loro: sia l’introduzione sia la conclusione non devono costituire più del 10-20% del totale, mentre è giusto che lo svolgimento rappresenti almeno il 70% del totale. Ecco nuovamente la nostra mappa delle idee: MAPPA DELLE IDEE 2. LA PIANIFICAZIONE: PROVA A COLORARE LA TUA MAPPA Continua sul tuo quaderno il lavoro iniziato con il titolo della traccia A. Riprendiamo adesso i nostri “contenitori” e mettiamo un po’ di ordine: sistemiamo le singole informazioni di ciascuno di essi in una scaletta, cioè un indice organizzato dei contenuti da trattare nello stesso ordine con cui vengono scritti. Questo passaggio è fondamentale perché, se ben articolato, diventa la struttura portante del tema stesso. Scatola azzurra: INTRODUZIONE • Fiaba di Biancaneve: «specchio specchio delle mie brame» • Rapporto di amore/odio • Lo evito • Lo cerco RICORDA Affinché il lavoro sia efficace e utile, la successione dei diversi punti deve seguire un ordine logico, non casuale, e i punti devono essere ben collegati tra loro. Scatola arancione: SVOLGIMENTO • dove mi specchio (vetrine dei negozi, ascensore, bagni) • quando mi specchio faccio smorfie, improvviso passi di danza, parlo con me stessa e faccio confidenze • con me stessa sono molto severa: spesso mi critico e mi “butto giù” • anche mia mamma è molto critica e ha sempre da ridire quando esco di casa il mattino • per fortuna ci sono gli amici che di me apprezzano molto il carattere • sono socievole, dolce, solare, ma talvolta un po’ pettegola e “comandina” (come dice la mia amica del cuore) • con lei mi confido e a volte ci mettiamo tutte e due a far smorfie davanti allo specchio: siamo molto diverse, ma dal confronto riesco ad apprezzare il mio viso; patisco un po’, invece, la sua linea perfetta • faccio un po’ fatica a piacermi e ad amarmi del tutto; capita che faccia dell’autoironia su alcuni miei difetti Attenzione: quest’ultima frase collega lo svolgimento alla conclusione! Scatola verde: CONCLUSIONE • perché in fondo non vorrei essere diversa da come sono • a chi piacerei se non fossi più me stessa? Può capitare che durante questa fase vengano in mente altre idee: nessun problema, è sufficiente aggiungerle nella mappa e stabilire di che colore sono. Allo stesso modo, può succedere che ci si renda conto che un’informazione è superflua o che è già stata detta, seppure in altro modo. Non ti dimenticare che questa è proprio una delle differenze con il parlato: lo scritto può essere corretto, rimaneggiato, aggiustato. 3. LA PIANIFICAZIONE: TRASCRIVI LA TUA SCALETTA Riprendi la mappa delle idee relativa al titolo A e sottoponila a questa seconda fase di pianificazione. Vedrai che è più semplice di quanto pensi! C. La stesura Dopo la progettazione e la pianificazione, è arrivato finalmente il momento di scrivere. Il consiglio è di stendere sempre prima una brutta copia, che potrà essere aggiustata e rimaneggiata. Durante il lavoro di scrittura, è bene tenere davanti a sé la scaletta, così da avere una traccia dell’ordine di esposizione degli argomenti. INTRODUZIONE Per quanto riguarda l’introduzione, ricorda che è sempre meglio evitare di ripetere il titolo, anche se con parole diverse. A seconda, poi, del taglio che vuoi dare al tuo elaborato, puoi scegliere se utilizzare un’introduzione che presenti l’argomento o un’introduzione “ad effetto”, che attiri l’attenzione del lettore in modo simpatico e divertente. Ecco un esempio di introduzione relativo alla mappa delle idee che abbiamo costruito: «Specchio specchio delle mie brame, stamattina ho un brufolo sul naso, sono pallida come un lenzuolo e ho i capelli che fanno i capricci: non è che, per caso, potresti compiere una piccola magia? Ti prego…». Mai una volta che mi dia soddisfazione e che mi accontenti! Ecco, questo è il mio rapporto con lo specchio: provo verso di lui un odio profondo quasi tutte le mattine, ma in fondo non ne posso fare a meno e spesso, ovunque mi trovi, ne cerco uno, perché ne sento la necessità. SVOLGIMENTO Lo svolgimento, ossia il corpo centrale del tema, sviluppa e amplia in modo completo i vari punti della scaletta e, affinché l’elaborato risulti ben riuscito, deve essere coerente, coeso e corretto. Coerenza, coesione e correttezza ortografica sono, infatti, i tre pilastri portanti dell’intera struttura del testo. Ecco come potrebbe presentarsi un possibile svolgimento della traccia da parte di una ragazzina di 11 anni: Mi specchio negli ascensori, mentre cammino per strada mi scopro a guardarmi riflessa nelle vetrine dei negozi, non posso fare a meno, se entro in un bagno, di fermarmi a dare un’occhiata nello specchio prima di uscire. Nella mia stanza, però, mi scateno: lo specchio che ho nell’anta destra del mio armadio è per me allo stesso tempo giudice e complice. Quando sono di fronte a lui, faccio smorfie e boccacce o improvviso passi di danza. Non mi vergogno, perché so che è discreto e non fa la spia con nessuno. Anzi, secondo me, in realtà si diverte molto! Spesso mi ritrovo seduta sul mio letto davanti a lui: quelli sono momenti per me di grande sincerità, perché gli racconto delle cose che non riesco a dire neppure alla mia amica del cuore. Lui mi ascolta e non commenta: sa che io con me stessa sono spesso molto severa, perché trovo sempre qualche cosa che non va o nel mio abbigliamento o nella mia pettinatura. E mia mamma, puntualmente, mi conferma tutto. Ammetto che ogni tanto ho il sospetto che si nasconda dentro lo specchio e che mi osservi e mi ascolti. CONCLUSIONE La conclusione, come abbiamo già detto, è importantissima, però deve occupare uno spazio ridotto. Nelle righe finali di un tema è bene evitare di ripetere l’introduzione o di parafrasare il titolo, non si devono tirar fuori idee e concetti nuovi, che richiederebbero un adeguato approfondimento, e sarebbe meglio evitare frasi come In conclusione vorrei dire…, Insomma, per concludere…, Alla fine si può dire… La conclusione deve lasciare soddisfatto il lettore, pertanto si può concludere riassumendo i principali temi trattati, oppure commentando quanto si è detto attraverso sensazioni, emozioni, intenzioni e propositi. Se il tono del tema lo permette, anche la conclusione può essere ad effetto. Una conclusione possibile per la nostra traccia potrebbe essere questa: A volte mi rendo conto di avere in mente dei modelli di ragazze molto lontani dalla mia vita reale e quotidiana. Se mi fermo a riflettere con un po’ di calma, però, mi accorgo che se fossi diversa non sarei me stessa, ma un’altra. E in quel caso, a chi piacerei? Secondo me, neanche al mio specchio! 4. LA STESURA: SCRIVI INTRODUZIONE, SVOLGIMENTO, CONCLUSIONE - Torna al tuo tema e scrivi la stesura seguendo i vari punti. - Dai sfogo alla tua creatività: prova a scrivere anche introduzioni e conclusioni a effetto, che attirino l’attenzione del lettore, senza dimenticarti di rimanere coerente con il titolo. Se vuoi, puoi esercitarti anche con altri titoli: Molti adolescenti, per essere accettati dai più grandi, si mostrano fintamente sicuri di sé. Che cosa pensi di questi atteggiamenti? E cosa vuol dire, per te, divertirsi? A che cosa associ la parola “divertimento”? Avrai sentito dire molto spesso che la tua è un’età felice. Pensi anche tu che sia vero, oppure ritieni che ogni età abbia le sue gioie, le sue pene e le sue responsabilità? Esprimi le tue riflessioni in proposito facendo riferimento a esperienze personali o di coloro che ti circondano. Racconta un episodio divertente che ti è capitato, soffermandoti su che cosa è successo, come si è svolto il fatto e quali amici, persone o animali erano con te. D. La revisione Si tratta di un lavoro che richiede tempo e molta attenzione. Dopo aver scritto il tema in brutta copia, infatti, è necessario rileggerlo più e più volte per verificare che tutto sia a posto. Ecco alcune indicazioni per una prima lettura, quella relativa alla revisione del contenuto, per la quale ti consigliamo di riprendere in mano non solo la mappa delle idee, ma anche la scaletta. Revisione del contenuto - Controlla che le parole chiave individuate nella traccia abbiano avuto un adeguato sviluppo; - controlla che le tre parti del testo, introduzione - svolgimento - conclusione, siano tra loro collegate e non autonome e separate l’una dall’altra; - controlla che il testo sia completo ed esauriente; - controlla che i periodi siano tra loro coerenti e coesi. Revisione della forma Se il contenuto funziona, puoi passare a una seconda fase di revisione, quella che riguarda la forma. Ecco i principali punti da controllare: - l’uso dei tempi verbali: verifica di non esser passato da un tempo all’altro in modo casuale; - la concordanza morfosintattica: l’aggettivo deve concordare con il nome, il soggetto con il verbo; - l’uso dei connettivi: le congiunzioni collegano logicamente le frasi tra loro, creando legami di causa-effetto, prima-dopo; - le scelte lessicali adeguate al contesto: è importante nello scritto mantenere sempre un registro medio o medio-alto, perché lo scritto deve comunque essere più formale del parlato; - la correttezza ortografica. E. La trascrizione in “bella copia” Arrivati a questo punto, non ti resta che riscrivere in bella copia il tuo tema. Non sottovalutare questa fase del lavoro, perché se non presti attenzione e ti distrai, rischi di fare errori di ortografia, di dimenticare di copiare parole o intere frasi. Nel copiare, sforzati di usare una scrittura ordinata e comprensibile, vai a capo quando cambi discorso, non dopo ogni punto fermo solo per far risultare più lungo il tuo elaborato! In ultimo, ricordati di distinguere bene gli accenti dagli apostrofi, per evitare il sorgere di dubbi da parte di chi legge. F. La rilettura Prima di consegnare il tuo elaborato, non dimenticare di rileggerlo con attenzione. Spesso capita che, per stanchezza o per distrazione, in bella compaiano errori che in brutta non c’erano. Pertanto, fa’ un ultimo sforzo e rileggi almeno due volte il tuo tema!