VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

Si risveglia il vento Rainer Maria Rilke Nel colmo della notte, a volte, accade che si risvegli, come un bimbo, il vento. Solo, pian piano, vien per il sentiero, penetra nel villaggio addormentato. Striscia guardingo sino alla fontana; poi si sofferma, tacito, in ascolto. Pallide stan tutte le case intorno; tutte le querce mute. (Tratto da: R. M. Rilke, Liriche e prose, Sansoni) Lettura a voce alta Ricordi le fasi della lettura a voce alta di una poesia? Per prima cosa indica gli accenti tonici e le pause usando i segni: / pausa brevissima indicata dalla virgola e dalla fine del verso; // pausa breve indicata dal punto e virgola; /// pausa più lunga per il punto. Nel cólmo della nótte, / a vólte, / accáde / che si risvégli, / come un bímbo, / il vénto. /// Sólo, / pian piáno, / vién per il sentiéro, / (continua tu: ti può essere d’aiuto l’ascolto) Considera anche le diverse possibilità per il tono di voce, il volume e il ritmo: scrivi a lato di ciascun verso le indicazioni più adatte, per esempio: tono di attesa - volume basso e ritmo lento. Il testo Qualche volta, d’improvviso, nella notte giunge il vento… L’autore Rainer Maria Rilke (1875-1926) è un poeta di lingua tedesca nato a Praga, che all’epoca faceva parte dell’Impero asburgico. Abbandonò ben presto la carriera militare, cui era destinato, per seguire la sua forte vocazione poetica. Viaggiò molto e visse per alcuni periodi in Italia, a Parigi e in Svizzera, dove morì di leucemia. COMPRENDERE 1. Dove e in quale momento della giornata è ambientata la poesia? 2. Quale presenza anima il villaggio? 3. Secondo te, le parole del poeta suggeriscono un’atmosfera di: ☐ attesa ☐ terrore ☐ gioia LESSICO 4. Quali parole caratterizzano i movimenti del vento? ☐ Verbi ☐ Aggettivi ☐ Nomi Riporta alcuni esempi. 5. Quali aggettivi sceglie il poeta per descrivere le case e le querce? ANALIZZARE 6. Il linguaggio poetico è ricco di parole tronche. Elenca quelle presenti nella poesia. 7. Di quante strofe è composta la poesia? Considerato il numero dei versi di ciascuna, si tratta di .............. distici e di 8. In questa poesia compare una similitudine. A che cosa viene paragonato il vento? Il tuono Giovanni Pascoli E nella notte nera come il nulla, a un tratto, col fragor d’arduo dirupo1 che frana, il tuono rimbombò di schianto: rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo, e tacque, e poi rimareggiò rinfranto2, e poi vanì3. Soave allora un canto s’udì di madre, e il moto di una culla. (Tratto da: G. Pascoli, Myricae, Mondadori) COMPRENDERE 1. Qual è il motivo ispiratore della poesia? 2. Qual è l’elemento dominante? ☐ Il fragore del tuono ☐ La ninna nanna ☐ Il paesaggio sconvolto da un temporale 3. La poesia si può dividere in due parti, che comunicano stati d’animo molto diversi: - la prima parte, in cui c’è la descrizione del fragore improvviso di un tuono, forse per un temporale lontano, comunica sensazioni di ................................................... - la seconda parte, che descrive il canto di una mamma per far riprendere sonno al suo bambino, comunica una sensazione di ................................................... ANALIZZARE 4. Hai notato che il primo e l’ultimo verso fanno rima? Perché, secondo te? ☐ Per mettere in evidenza il contrasto fra le due parole ☐ Per creare un suono onomatopeico 5. Fai uno schema delle parole che rimano fra loro. Usa le lettere dell’alfabeto: ……………………………...................... Si tratta di un tipo di rima che conosci? Il testo Nell’oscurità della notte infuria il temporale. L’autore Giovanni Pascoli (1855-1912) è considerato uno dei più grandi poeti italiani di fine Ottocento. La sua infanzia fu segnata da alcune tragedie familiari, che influenzarono profondamente la sua poesia. Riuscì a laurearsi grazie a una borsa di studio e divenne professore universitario di letteratura italiana. 1. arduo dirupo: ripido precipizio. 2. rimareggiò rinfranto: il suono del tuono si ripercosse come le onde che si infrangono rumorose sugli scogli. 3. vanì: svanì. Temporale Giusi Quarenghi Temporale nella notte non passare qui vicino non gridare troppo forte non squassare tutto quanto, con i tuoni non giocare, le saette non lanciare. C’è la nonna che ha paura, il mio cane si nasconde, mio fratello eccolo qui, vuol dormire nel mio letto. Orso, tirati più in là per favore, non tremare non tremare, almeno tu. (Tratto da: G. Quarenghi, E sulle case il cielo, Topipittori) COMPRENDERE 1. Chi parla? 2. A chi si rivolge? 3. Chi dovrebbe essere coraggioso? E perché? ANALIZZARE 4. In questo testo il temporale viene descritto come se fosse un essere vivente, infatti la poetessa usa la figura retorica della personificazione. Noi ti diamo la prima, individua tu le altre. Temporale / nella notte non passare… 5. Il settimo verso presenta una doppia allitterazione (ricordi? è una figura di suono che consiste nella ripetizione di suoni uguali o simili). Quali sono, infatti, i suoni che si ripetono? 6. In questa poesia sono presenti delle rime? Sottolineale e trascrivile. Il testo Tutti tremano e hanno paura del temporale che si avvicina… Anche chi apparentemente dovrebbe essere più coraggioso! L’autrice Giusi Quarenghi, nata in provincia di Bergamo nel 1951, è autrice di molti libri per bambini e ragazzi. Ha scritto poesie, filastrocche, racconti e romanzi, oltre a sceneggiature televisive e cartoni animati. Tra i suoi maggiori successi Un corpo di donna (uno dei primi romanzi sul tema dell’anoressia) e Ragazze per sempre. Nel 2006 ha vinto il premio Andersen italiano. AcquazzoneCorrado GovoniDi nubi grigie a un tratto il ciel fu sporco;e il tuono brontolò con voce d’orco.Si cacciò avanti, lungo lo stradone,carta foglie ed uccelli il polverone.Si udirono richiami disperati,tonfi1 d’imposte e d’usci sbatacchiati.Si vider donne lottare in un pratocon gli angeli impauriti del bucato.Poi seminò la pioggia a piene manitetti e vie di danzanti tulipani2;tagliò3 il paesaggio, illividì ogni cosain un polverìo d’acqua luminosa.Quando si stava inebetiti e fissicome sull’orlo d’infuocati abissidove il mondo pareva andar sommerso4,il cielo sulle case era già terso5,e nei vetri appannati del tinellorisorrise il paese ad acquarello:sulla campagna dolcemente crespa6ronzò7 la chiesa d’oro come vespa.Non rimaneva dell’orrendo schiantoche il gocciare di musicale piantodella gronda8, già buono già tranquillo:lo raccolse morente il bruno grillo.Coi tamburini gracili di pelle9le rane lo portarono alle stelle.(Tratto da: C. Govoni, Poesie 1903-1959, Mondadori)Il testoUn temporale estivo trasforma improvvisamente l’atmosfera del paese: e ancora più bello e limpido ci appare il paesaggio quando rasserena.L’autoreCorrado Govoni (1884-1965) fu soprattutto un poeta, ma scrisse anche opere di narrativa e teatrali. Nato in provincia di Ferrara, si trasferì prima a Milano e poi a Roma. Tipiche della sua poesia sono l’evocazione di immagini e la ricerca di effetti di colore e di suono.1. tonfi: rumori cupi e sordi. 2. danzanti tulipani: le grosse gocce di pioggia, battendo forte sui tetti e sul suolo, formano per un istante una figura che le fa assomigliare al calice di tulipani che sembrano danzare. 3. tagliò: il paesaggio è come inciso, solcato dalla pioggia. 4. andar sommerso: essere sommerso. 5. terso: limpido e chiaro. 6. crespa: ondulata. 7. ronzò: si udì il suono delle campane; la chiesa è d’oro perché gialla o illuminata dal sole, e richiama quindi il colore di una vespa che ronza. 8. gronda: grondaia. 9. tamburini gracili di pelle: la pelle sottile delle rane, che si gonfia e si tende come un tamburo quando esse gracidano. COMPRENDERE 1. Quali elementi vi compaiono? Metti in evidenza di che cosa si parla nella poesia, completando la tabella sul quaderno. ANALIZZARE 2. Vi sono in questa poesia degli accostamenti insoliti di parole e immagini che creano figure originali, anche parlando di aspetti normali della vita quotidiana: questa è una caratteristica propria del testo poetico. Ritrova sul testo tali accostamenti e completa la seguente tabella. L’esercizio è avviato.3. Nella poesia sono espressi due tipi essenziali di stati d’animo: quello relativo allo scoppio e all’infuriare del temporale e quello relativo al ritorno alla normalità. Ricerca gli aggettivi usati per l’uno e per l’altro, dividendoli in due colonne, come nell’esempio.DopoDiego ValeriDopo il rimbombo nero e il verde scroscio1il cielo s’apre a una gran pace azzurra;razzano2 i tetti, ed ogni pozza in terraè un soave, ridente occhio di cielo.(Tratto da: D. Valeri, Poesie, Mondadori) COMPRENDERE 1. A che cosa si riferisce la parola “Dopo”, nel titolo? ANALIZZARE 2. Nel primo verso il tuono viene definito “rimbombo nero”, con un accostamento di termini che si riferiscono a due percezioni contrastanti: uditiva e visiva. Tramite questa immagine il poeta vuole descrivere:☐ la paura che il rumore del tuono può provocare☐ l’oscurità che si associa al temporale3. Sottolinea l’aggettivo che, insieme al “nero” del rimbombo e al “verde” dell’erba fresca dopo la pioggia, comunica la sensazione dello schiarirsi del cielo al termine del temporale.4. Nell’immagine “occhio di cielo” la pozzanghera è paragonata a un occhio per la sua forma rotonda ma, contemporaneamente, anche per un altro motivo. Quale?Per il fatto che la .............................................., come l’occhio, .............................................. le immagini (in questo caso del .............................................. di nuovo azzurro).5. Questa poesia e quella precedente di Pascoli (Il tuono, p. 492) affrontano lo stesso argomento, ma lasciano alla fine della lettura un’impressione diversa.Attribuisci a ciascuna delle poesie le caratteristiche più adatte.a. È ricca di suoni cupi e di colori scuri, che suggeriscono un paesaggio sconvoltob. È dominata dai colori chiari del sereno che torna a illuminare il mondoc. Trasmette una sensazione piacevole di serenità e di gioiad. Comunica l’ansia dell’uomo di fronte alla violenza della naturaIl testoAlla fine del temporale ricompare il sereno e ogni cosa torna a sorridere come prima: anche la pozzanghera piena di pioggia. L’autoreDiego Valeri (1887-1976) è stato un poeta e saggista italiano. Ha composto numerose poesie, riunite in più raccolte. Professore universitario e traduttore, ha contribuito a diffondere la conoscenza di autori stranieri in Italia.1. scroscio: il rumore della pioggia che cade con violenza durante l’acquazzone.2. razzano: brillano.
Si risveglia il vento Rainer Maria Rilke Nel colmo della notte, a volte, accade che si risvegli, come un bimbo, il vento. Solo, pian piano, vien per il sentiero, penetra nel villaggio addormentato. Striscia guardingo sino alla fontana; poi si sofferma, tacito, in ascolto. Pallide stan tutte le case intorno; tutte le querce mute. (Tratto da: R. M. Rilke, Liriche e prose, Sansoni) Lettura a voce alta Ricordi le fasi della lettura a voce alta di una poesia? Per prima cosa indica gli accenti tonici e le pause usando i segni: / pausa brevissima indicata dalla virgola e dalla fine del verso; // pausa breve indicata dal punto e virgola; /// pausa più lunga per il punto. Nel cólmo della nótte, / a vólte, / accáde / che si risvégli, / come un bímbo, / il vénto. /// Sólo, / pian piáno, / vién per il sentiéro, / (continua tu: ti può essere d’aiuto l’ascolto) Considera anche le diverse possibilità per il tono di voce, il volume e il ritmo: scrivi a lato di ciascun verso le indicazioni più adatte, per esempio: tono di attesa - volume basso e ritmo lento. Il testo Qualche volta, d’improvviso, nella notte giunge il vento…  L’autore Rainer Maria Rilke (1875-1926) è un poeta di lingua tedesca nato a Praga, che all’epoca faceva parte dell’Impero asburgico. Abbandonò ben presto la carriera militare, cui era destinato, per seguire la sua forte vocazione poetica. Viaggiò molto e visse per alcuni periodi in Italia, a Parigi e in Svizzera, dove morì di leucemia. COMPRENDERE 1. Dove e in quale momento della giornata è ambientata la poesia?  2. Quale presenza anima il villaggio?  3. Secondo te, le parole del poeta suggeriscono un’atmosfera di: ☐ attesa  ☐ terrore  ☐ gioia LESSICO 4. Quali parole caratterizzano i movimenti del vento? ☐ Verbi ☐ Aggettivi ☐ Nomi Riporta alcuni esempi. 5. Quali aggettivi sceglie il poeta per descrivere le case e le querce? ANALIZZARE 6. Il linguaggio poetico è ricco di parole tronche. Elenca quelle presenti nella poesia. 7. Di quante strofe è composta la poesia? Considerato il numero dei versi di ciascuna, si tratta di .............. distici e di  8. In questa poesia compare una similitudine. A che cosa viene paragonato il vento? Il tuono Giovanni Pascoli E nella notte nera come il nulla, a un tratto, col fragor d’arduo dirupo1 che frana, il tuono rimbombò di schianto: rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo, e tacque, e poi rimareggiò rinfranto2, e poi vanì3. Soave allora un canto s’udì di madre, e il moto di una culla. (Tratto da: G. Pascoli, Myricae, Mondadori) COMPRENDERE 1. Qual è il motivo ispiratore della poesia?  2. Qual è l’elemento dominante? ☐ Il fragore del tuono ☐ La ninna nanna ☐ Il paesaggio sconvolto da un temporale 3. La poesia si può dividere in due parti, che comunicano stati d’animo molto diversi: - la prima parte, in cui c’è la descrizione del fragore improvviso di un tuono, forse per un temporale lontano, comunica sensazioni di ................................................... - la seconda parte, che descrive il canto di una mamma per far riprendere sonno al suo bambino, comunica una sensazione di ................................................... ANALIZZARE 4. Hai notato che il primo e l’ultimo verso fanno rima? Perché, secondo te? ☐ Per mettere in evidenza il contrasto fra le due parole ☐ Per creare un suono onomatopeico 5. Fai uno schema delle parole che rimano fra loro. Usa le lettere dell’alfabeto: ……………………………...................... Si tratta di un tipo di rima che conosci? Il testo Nell’oscurità della notte infuria il temporale. L’autore Giovanni Pascoli (1855-1912) è considerato uno dei più grandi poeti italiani di fine Ottocento. La sua infanzia fu segnata da alcune tragedie familiari, che influenzarono profondamente la sua poesia. Riuscì a laurearsi grazie a una borsa di studio e divenne professore universitario di letteratura italiana. 1. arduo dirupo: ripido precipizio.  2. rimareggiò rinfranto: il suono del tuono si ripercosse come le onde che si infrangono rumorose sugli scogli. 3. vanì: svanì. Temporale Giusi Quarenghi Temporale nella notte non passare qui vicino non gridare troppo forte non squassare tutto quanto, con i tuoni non giocare, le saette non lanciare. C’è la nonna che ha paura, il mio cane si nasconde, mio fratello eccolo qui, vuol dormire nel mio letto. Orso, tirati più in là per favore, non tremare non tremare, almeno tu. (Tratto da: G. Quarenghi, E sulle case il cielo, Topipittori) COMPRENDERE 1. Chi parla?  2. A chi si rivolge?  3. Chi dovrebbe essere coraggioso? E perché? ANALIZZARE 4. In questo testo il temporale viene descritto come se fosse un essere vivente, infatti la poetessa usa la figura retorica della personificazione. Noi ti diamo la prima, individua tu le altre. Temporale / nella notte non passare…  5. Il settimo verso presenta una doppia allitterazione (ricordi? è una figura di suono che consiste nella ripetizione di suoni uguali o simili). Quali sono, infatti, i suoni che si ripetono? 6. In questa poesia sono presenti delle rime? Sottolineale e trascrivile. Il testo Tutti tremano e hanno paura del temporale che si avvicina… Anche chi apparentemente dovrebbe essere più coraggioso!  L’autrice Giusi Quarenghi, nata in provincia di Bergamo nel 1951, è autrice di molti libri per bambini e ragazzi. Ha scritto poesie, filastrocche, racconti e romanzi, oltre a sceneggiature televisive e cartoni animati. Tra i suoi maggiori successi Un corpo di donna (uno dei primi romanzi sul tema dell’anoressia) e Ragazze per sempre. Nel 2006 ha vinto il premio Andersen italiano. AcquazzoneCorrado GovoniDi nubi grigie a un tratto il ciel fu sporco;e il tuono brontolò con voce d’orco.Si cacciò avanti, lungo lo stradone,carta foglie ed uccelli il polverone.Si udirono richiami disperati,tonfi1 d’imposte e d’usci sbatacchiati.Si vider donne lottare in un pratocon gli angeli impauriti del bucato.Poi seminò la pioggia a piene manitetti e vie di danzanti tulipani2;tagliò3 il paesaggio, illividì ogni cosain un polverìo d’acqua luminosa.Quando si stava inebetiti e fissicome sull’orlo d’infuocati abissidove il mondo pareva andar sommerso4,il cielo sulle case era già terso5,e nei vetri appannati del tinellorisorrise il paese ad acquarello:sulla campagna dolcemente crespa6ronzò7 la chiesa d’oro come vespa.Non rimaneva dell’orrendo schiantoche il gocciare di musicale piantodella gronda8, già buono già tranquillo:lo raccolse morente il bruno grillo.Coi tamburini gracili di pelle9le rane lo portarono alle stelle.(Tratto da: C. Govoni, Poesie 1903-1959, Mondadori)Il testoUn temporale estivo trasforma improvvisamente l’atmosfera del paese: e ancora più bello e limpido ci appare il paesaggio quando rasserena.L’autoreCorrado Govoni (1884-1965) fu soprattutto un poeta, ma scrisse anche opere di narrativa e teatrali. Nato in provincia di Ferrara, si trasferì prima a Milano e poi a Roma. Tipiche della sua poesia sono l’evocazione di immagini e la ricerca di effetti di colore e di suono.1. tonfi: rumori cupi e sordi. 2. danzanti tulipani: le grosse gocce di pioggia, battendo forte sui tetti e sul suolo, formano per un istante una figura che le fa assomigliare al calice di tulipani che sembrano danzare. 3. tagliò: il paesaggio è come inciso, solcato dalla pioggia. 4. andar sommerso: essere sommerso. 5. terso: limpido e chiaro. 6. crespa: ondulata. 7. ronzò: si udì il suono delle campane; la chiesa è d’oro perché gialla o illuminata dal sole, e richiama quindi il colore di una vespa che ronza. 8. gronda: grondaia. 9. tamburini gracili di pelle: la pelle sottile delle rane, che si gonfia e si tende come un tamburo quando esse gracidano. COMPRENDERE 1. Quali elementi vi compaiono? Metti in evidenza di che cosa si parla nella poesia, completando la tabella sul quaderno. ANALIZZARE 2. Vi sono in questa poesia degli accostamenti insoliti di parole e immagini che creano figure originali, anche parlando di aspetti normali della vita quotidiana: questa è una caratteristica propria del testo poetico. Ritrova sul testo tali accostamenti e completa la seguente tabella. L’esercizio è avviato.3. Nella poesia sono espressi due tipi essenziali di stati d’animo: quello relativo allo scoppio e all’infuriare del temporale e quello relativo al ritorno alla normalità. Ricerca gli aggettivi usati per l’uno e per l’altro, dividendoli in due colonne, come nell’esempio.DopoDiego ValeriDopo il rimbombo nero e il verde scroscio1il cielo s’apre a una gran pace azzurra;razzano2 i tetti, ed ogni pozza in terraè un soave, ridente occhio di cielo.(Tratto da: D. Valeri, Poesie, Mondadori) COMPRENDERE 1. A che cosa si riferisce la parola “Dopo”, nel titolo? ANALIZZARE 2. Nel primo verso il tuono viene definito “rimbombo nero”, con un accostamento di termini che si riferiscono a due percezioni contrastanti: uditiva e visiva. Tramite questa immagine il poeta vuole descrivere:☐ la paura che il rumore del tuono può provocare☐ l’oscurità che si associa al temporale3. Sottolinea l’aggettivo che, insieme al “nero” del rimbombo e al “verde” dell’erba fresca dopo la pioggia, comunica la sensazione dello schiarirsi del cielo al termine del temporale.4. Nell’immagine “occhio di cielo” la pozzanghera è paragonata a un occhio per la sua forma rotonda ma, contemporaneamente, anche per un altro motivo. Quale?Per il fatto che la .............................................., come l’occhio, .............................................. le immagini (in questo caso del .............................................. di nuovo azzurro).5. Questa poesia e quella precedente di Pascoli (Il tuono, p. 492) affrontano lo stesso argomento, ma lasciano alla fine della lettura un’impressione diversa.Attribuisci a ciascuna delle poesie le caratteristiche più adatte.a. È ricca di suoni cupi e di colori scuri, che suggeriscono un paesaggio sconvoltob. È dominata dai colori chiari del sereno che torna a illuminare il mondoc. Trasmette una sensazione piacevole di serenità e di gioiad. Comunica l’ansia dell’uomo di fronte alla violenza della naturaIl testoAlla fine del temporale ricompare il sereno e ogni cosa torna a sorridere come prima: anche la pozzanghera piena di pioggia. L’autoreDiego Valeri (1887-1976) è stato un poeta e saggista italiano. Ha composto numerose poesie, riunite in più raccolte. Professore universitario e traduttore, ha contribuito a diffondere la conoscenza di autori stranieri in Italia.1. scroscio: il rumore della pioggia che cade con violenza durante l’acquazzone.2. razzano: brillano.