4. AVVICINARSI ALLA POESIA

STRUMENTI PER ANALIZZARE IL TESTO POETICO 4. AVVICINARSI ALLA POESIA Le filastrocche, come hai visto, hanno ritmi, rime, suoni che le accomunano alla famiglia della poesia: sono, potremmo dire, “poesia allo stato nascente”. Adesso passiamo a una nuova esperienza di emozioni e sensazioni legate alla parola: la poesia vera e propria. La parola poesia, di origine greca, significa “creare, fare con l’immaginazione”; con la poesia si esprimono, in forme diverse dalla prosa, sentimenti e sensazioni, emozioni che rispecchiano la visione del mondo e la sensibilità di chi scrive. Il testo poetico è il testo che più di ogni altro si presta a essere letto a voce alta, perché i poeti lasciano tracce di voce nei loro versi, sono vivi nei testi che leggiamo e cercano di raccontare sentimenti ed emozioni. I testi delle poesie si presentano come piccoli mondi autonomi che, come gli spartiti musicali, attendono di essere eseguiti, interpretati, sperimentati proprio per mezzo della voce, per poter essere apprezzati in pieno. Quali sono dunque gli ingredienti che compongono una poesia? Ce lo spiega, in versi, un poeta. Per fare la poesia Per fare la poesia si prende una p come pialla, piastra, pietra; poi si prende una o come oro, ombra, orizzonte; poi si prende una e come erba, edera, esilio; poi si prende una s come sole, sale, silenzio; poi si prende una i come io, isola, Icaro; poi si prende una a come acqua, arancia, ala, poi si mettono insieme senza odio, senza noia, senza fretta, senza rabbia, senza malinconia, e si fa la poesia. (Roberto Piumini, Io mi ricordo quieto patato, Nuove Edizioni Romane) Nei testi poetici ogni parola è portatrice di significati profondi e solo leggendoli e rileggendoli si arriva a comprenderne fino in fondo le immagini nascoste e a far sì che si apra il “passaggio segreto”. Passaggio segreto C’è un passaggio segreto in questa poesia. Tu forse non lo vedi, ma è indubbio che ci sia. C’è una piccola leva dietro questa parola, afferrala deciso, tira una volta sola. Si aprirà un varco su una scala nascosta, che scende giù in basso… Chissà dove porta? Un buio inchiostro avvolge le scale. Prendi una torcia, potresti inciampare. C’è una spranga sul muro, prova a cercare. Sollevala appena, poi lasciala andare. La porta si apre con un lamento, due passi incerti e tu sei dentro. Ma dentro a che cosa? Un universo stipato da tutte le cose che hai mai sognato. (Tony Mitton, Prugna, Einaudi Ragazzi) Leggere poesie a voce alta Leggere a voce alta una poesia è il modo per dare il giusto risalto alle scelte del poeta riguardo agli accenti, alle pause, alla presenza di vari elementi fonici e al contenuto stesso. Dunque, non bisogna “correre”, ma assecondare i tempi della poesia stessa. La ripetizione, per esempio, di rime, di onomatopee, di suoni vocalici o consonantici crea degli echi sonori che solo la lettura a voce alta mette in rilievo. La punteggiatura inoltre, mettendo in evidenza la costruzione della frase, segna pause più o meno lunghe; anche la fine del verso o di una strofa richiede una pausa, che è un momento importante per “assaporare” i suoni e i silenzi. Tuttavia la prima operazione da compiere, prima di procedere alla lettura a voce alta di una poesia, è quella di capire bene il testo, in tutte le sue parti, leggendolo più volte. Terminata questa prima fase, si può passare a segnare sul testo pause, volume, ritmo… Le pause si segnano con una o più barrette a seconda della loro lunghezza. Ricorda che: • la fine di un verso richiede una pausa brevissima; / • la fine di una strofa una pausa breve; // • la virgola richiede una pausa brevissima; / • il punto e virgola una pausa breve; // • il punto fermo una pausa un po’ più lunga. /// Come nella lettura di un testo in prosa, possono variare • il tono • il volume • il ritmo Segna a lato di ciascun testo poetico le tue annotazioni riguardo a questi elementi. Infine, ricordati di controllare la respirazione, articolare bene le parole e anticipare con lo sguardo le parole successive. Dopo questi consigli più tecnici, lasciati guidare dalla magia delle poesie che leggerai: da’ loro vita e ricorda che, come dice la poetessa Chiara Carminati… Le parole sono perle chiuse in cuori di conchiglie quando parli schiudi e sciogli le collane meraviglie. (Chiara Carminati, Parlaparola, in “Fuorilegge. La lettura bandita”) Il lombrico Un lombrico pensa? E che cosa? Nessuno / mi parla / nessuno / mi fa guerra / perché // - dicono - // sono brutto / e striscio / per terra. /// Ma / io non invidio / chi vola / o chi cammina / perché / è la terra / la mia sposa / e solo lei sento vicina. /// Che sia fredda o calda o dura o profumata io vivo nel suo grembo e non l’ho mai lasciata. Conosco tutti i suoi segreti e lei mi accoglie e mi nutre con amore e se mi sgrida lo fa senza rancore. E quando un uccello in picchiata su di me sta per volare lei /// nel suo abbraccio / mi salva // facendomi sprofondare. (Sabina Colloredo, in Terra gentile aria azzurrina, a cura di Daniela Marcheschi, Einaudi Ragazzi) Leggi in modo espressivo Dagli voce tu, comincia a leggere questa poesia rispettando le pause indicate. Poi continua tu a segnare le pause mancanti. Prova anche a indicare il tono, il volume e il ritmo più adatti, come negli esempi. Farfalle Farfalle coloratissime danzano rapide nell’aria e sui fiori: è un ballo variopinto che affascina e cattura lo sguardo. Leggi con un tono gioioso e un ritmo incalzante. Le farfalle ballano velocemente un ballo rosso nero arancione verde azzurro bianco granata giallo violetto nell’aria, nei fiori, nel nulla, sempre volanti, consecutive e remote. (Pablo Neruda, Poesie, Sansoni) Un gatto più un gatto La vita di un gatto può essere davvero complicata, secondo il poeta! Leggi la poesia mettendoti nei panni del proprietario del gatto, un po’ ansioso. Un gatto più un gatto fa due gatti, un gatto meno un gatto fa un gatto andato via speriamo che torni presto che non si faccia male che per strada stia attento ad attraversare che trovi sui tetti la strada per tornare che torni a casa prima di sera con la sua bella coda dritta come una coda disegnata. (Giovanni Raboni, Un gatto più un gatto, Mondadori) In sala d’aspetto Difficile descrivere le sensazioni provate in quei momenti che sembrano eterni, prima di entrare nello studio dell’odiato dentista… Ci ha provato una poetessa e, secondo noi, ci è davvero riuscita! A volte i poeti possono inventare parole nuove, il cui senso è comunque trasparente, partendo da termini esistenti a cui aggiungono suffissi che aumentano l’espressività e colpiscono il lettore. Tu leggi la poesia immaginando di essere nella sala d’aspetto del dentista! Quando sono in sala d’aspetto dal dentista mi sento barcolloso cruccino gengivistico angoscillo intorvato titubino svolente agitagetto inspinato pippiscione smidolletto crucciolino ansiosistico barcolloso bagnoletto - tocca a me! (Sue Cowling, in AA.VV., Tante rime per i bambini, Mondadori) Piove Come ti senti quando piove? Ti viene voglia di stare chiuso in casa o preferisci uscire? Quali sensazioni provi quando la pioggia ti bagna il viso? Il poeta si è divertito a giocare con le parole, ma non a caso: la loro ripetizione dà l’idea dello scroscio forte dell’acqua; l’assenza della punteggiatura è voluta, per sottolineare la caduta incalzante delle gocce d’acqua che scendono incessanti. Leggi scandendo bene le sillabe, tieni un ritmo veloce quando il poeta parla dell’acquazzone, rallenta quando esprime delle riflessioni e delle sensazioni. Acquazzone acquazzone acquazzone acquazzone acquazzone, pioggia o pioggia o pioggia o! o pioggia o pioggia o pioggia! gocce d’acqua gocce d’acqua gocce d’acqua gocce d’acqua parapioggia o parapioggia o paracquazzone o! paragoccia d’acqua paragoccia d’acqua di pioggia cappucci mantelline impermeabili come è umida la pioggia e come l’acqua bagna e bagna! bagna l’acqua bagna l’acqua bagna l’acqua e come è piacevole piacevole piacevole avere i piedi bagnati i capelli umidi tutti umidi d’acquazzone e di pioggia e di gocce d’acqua di pioggia e d’acquazzone e senza un paragocce per proteggere i piedi e i capelli bagnati che non vogliono più non vogliono arricciarsi per via dell’acquazzone per via della pioggia per via dell’acquazzone e delle gocce di pioggia capelli scompigliati capelli senza parapioggia. (Raymond Queneau, L’istante fatale, Guanda) È notte Si sta facendo buio, cala il silenzio… Abbassa la voce, rallenta il ritmo. I lumi che s’accendono, il richiamo di casa in casa a un nome, in ogni ramo si chiude un nido e l’ombra lo raccoglie zittendo a poco a poco tra le foglie. (Alfonso Gatto, Il vaporetto, Mondadori) Com’è andata? La lettura a voce alta non presenta più difficoltà e ti ha divertito? Se hai ancora qualche dubbio o se vuoi esercitarti, leggi a turno con i tuoi compagni le altre poesie nelle prossime pagine o sull’antologia digitale. PER IL PIACERE DI LEGGERE R. Piumini: • Semi di suono • Poesia di padre e di madre • Se fossi un treno e tu fossi Forlì B. Tognolini: • La giostra dei fidanzati • Scuola fa rima con…
STRUMENTI PER ANALIZZARE IL TESTO POETICO 4. AVVICINARSI ALLA POESIA Le filastrocche, come hai visto, hanno ritmi, rime, suoni che le accomunano alla famiglia della poesia: sono, potremmo dire, “poesia allo stato nascente”. Adesso passiamo a una nuova esperienza di emozioni e sensazioni legate alla parola: la poesia vera e propria. La parola poesia, di origine greca, significa “creare, fare con l’immaginazione”; con la poesia si esprimono, in forme diverse dalla prosa, sentimenti e sensazioni, emozioni che rispecchiano la visione del mondo e la sensibilità di chi scrive. Il testo poetico è il testo che più di ogni altro si presta a essere letto a voce alta, perché i poeti lasciano tracce di voce nei loro versi, sono vivi nei testi che leggiamo e cercano di raccontare sentimenti ed emozioni. I testi delle poesie si presentano come piccoli mondi autonomi che, come gli spartiti musicali, attendono di essere eseguiti, interpretati, sperimentati proprio per mezzo della voce, per poter essere apprezzati in pieno. Quali sono dunque gli ingredienti che compongono una poesia? Ce lo spiega, in versi, un poeta. Per fare la poesia Per fare la poesia si prende una p come pialla, piastra, pietra; poi si prende una o come oro, ombra, orizzonte; poi si prende una e come erba, edera, esilio; poi si prende una s come sole, sale, silenzio; poi si prende una i come io, isola, Icaro; poi si prende una a come acqua, arancia, ala, poi si mettono insieme senza odio, senza noia, senza fretta, senza rabbia, senza malinconia, e si fa la poesia. (Roberto Piumini, Io mi ricordo quieto patato, Nuove Edizioni Romane) Nei testi poetici ogni parola è portatrice di significati profondi e solo leggendoli e rileggendoli si arriva a comprenderne fino in fondo le immagini nascoste e a far sì che si apra il “passaggio segreto”. Passaggio segreto C’è un passaggio segreto in questa poesia. Tu forse non lo vedi, ma è indubbio che ci sia. C’è una piccola leva dietro questa parola, afferrala deciso, tira una volta sola. Si aprirà un varco su una scala nascosta, che scende giù in basso… Chissà dove porta? Un buio inchiostro avvolge le scale. Prendi una torcia, potresti inciampare. C’è una spranga sul muro, prova a cercare. Sollevala appena, poi lasciala andare. La porta si apre con un lamento, due passi incerti e tu sei dentro. Ma dentro a che cosa? Un universo stipato da tutte le cose che hai mai sognato. (Tony Mitton, Prugna, Einaudi Ragazzi) Leggere poesie a voce alta Leggere a voce alta una poesia è il modo per dare il giusto risalto alle scelte del poeta riguardo agli accenti, alle pause, alla presenza di vari elementi fonici e al contenuto stesso. Dunque, non bisogna “correre”, ma assecondare i tempi della poesia stessa. La ripetizione, per esempio, di rime, di onomatopee, di suoni vocalici o consonantici crea degli echi sonori che solo la lettura a voce alta mette in rilievo. La punteggiatura inoltre, mettendo in evidenza la costruzione della frase, segna pause più o meno lunghe; anche la fine del verso o di una strofa richiede una pausa, che è un momento importante per “assaporare” i suoni e i silenzi. Tuttavia la prima operazione da compiere, prima di procedere alla lettura a voce alta di una poesia, è quella di capire bene il testo, in tutte le sue parti, leggendolo più volte. Terminata questa prima fase, si può passare a segnare sul testo pause, volume, ritmo… Le pause si segnano con una o più barrette a seconda della loro lunghezza. Ricorda che: • la fine di un verso richiede una pausa brevissima; / • la fine di una strofa una pausa breve; // • la virgola richiede una pausa brevissima; / • il punto e virgola una pausa breve; // • il punto fermo una pausa un po’ più lunga. /// Come nella lettura di un testo in prosa, possono variare • il tono • il volume • il ritmo Segna a lato di ciascun testo poetico le tue annotazioni riguardo a questi elementi. Infine, ricordati di controllare la respirazione, articolare bene le parole e anticipare con lo sguardo le parole successive. Dopo questi consigli più tecnici, lasciati guidare dalla magia delle poesie che leggerai: da’ loro vita e ricorda che, come dice la poetessa Chiara Carminati… Le parole sono perle chiuse in cuori di conchiglie quando parli schiudi e sciogli le collane meraviglie. (Chiara Carminati, Parlaparola, in “Fuorilegge. La lettura bandita”) Il lombrico Un lombrico pensa? E che cosa? Nessuno / mi parla / nessuno / mi fa guerra / perché // - dicono - // sono brutto / e striscio / per terra. /// Ma / io non invidio / chi vola / o chi cammina / perché / è la terra / la mia sposa / e solo lei sento vicina. /// Che sia fredda o calda o dura o profumata io vivo nel suo grembo e non l’ho mai lasciata. Conosco tutti i suoi segreti e lei mi accoglie e mi nutre con amore e se mi sgrida lo fa senza rancore. E quando un uccello in picchiata su di me sta per volare lei /// nel suo abbraccio / mi salva // facendomi sprofondare. (Sabina Colloredo, in Terra gentile aria azzurrina, a cura di Daniela Marcheschi, Einaudi Ragazzi) Leggi in modo espressivo Dagli voce tu, comincia a leggere questa poesia rispettando le pause indicate. Poi continua tu a segnare le pause mancanti. Prova anche a indicare il tono, il volume e il ritmo più adatti, come negli esempi. Farfalle Farfalle coloratissime danzano rapide nell’aria e sui fiori: è un ballo variopinto che affascina e cattura lo sguardo. Leggi con un tono gioioso e un ritmo incalzante. Le farfalle ballano velocemente un ballo rosso nero arancione verde azzurro bianco granata giallo violetto nell’aria, nei fiori, nel nulla, sempre volanti, consecutive e remote. (Pablo Neruda, Poesie, Sansoni) Un gatto più un gatto La vita di un gatto può essere davvero complicata, secondo il poeta! Leggi la poesia mettendoti nei panni del proprietario del gatto, un po’ ansioso. Un gatto più un gatto fa due gatti, un gatto meno un gatto fa un gatto andato via speriamo che torni presto che non si faccia male che per strada stia attento ad attraversare che trovi sui tetti la strada per tornare che torni a casa prima di sera con la sua bella coda dritta come una coda disegnata. (Giovanni Raboni, Un gatto più un gatto, Mondadori) In sala d’aspetto Difficile descrivere le sensazioni provate in quei momenti che sembrano eterni, prima di entrare nello studio dell’odiato dentista… Ci ha provato una poetessa e, secondo noi, ci è davvero riuscita! A volte i poeti possono inventare parole nuove, il cui senso è comunque trasparente, partendo da termini esistenti a cui aggiungono suffissi che aumentano l’espressività e colpiscono il lettore. Tu leggi la poesia immaginando di essere nella sala d’aspetto del dentista! Quando sono in sala d’aspetto dal dentista mi sento barcolloso cruccino gengivistico angoscillo intorvato titubino svolente agitagetto inspinato pippiscione smidolletto crucciolino ansiosistico barcolloso bagnoletto - tocca a me! (Sue Cowling, in AA.VV., Tante rime per i bambini, Mondadori) Piove Come ti senti quando piove? Ti viene voglia di stare chiuso in casa o preferisci uscire? Quali sensazioni provi quando la pioggia ti bagna il viso? Il poeta si è divertito a giocare con le parole, ma non a caso: la loro ripetizione dà l’idea dello scroscio forte dell’acqua; l’assenza della punteggiatura è voluta, per sottolineare la caduta incalzante delle gocce d’acqua che scendono incessanti. Leggi scandendo bene le sillabe, tieni un ritmo veloce quando il poeta parla dell’acquazzone, rallenta quando esprime delle riflessioni e delle sensazioni. Acquazzone acquazzone acquazzone acquazzone acquazzone, pioggia o pioggia o pioggia o! o pioggia o pioggia o pioggia! gocce d’acqua gocce d’acqua gocce d’acqua gocce d’acqua parapioggia o parapioggia o paracquazzone o! paragoccia d’acqua paragoccia d’acqua di pioggia cappucci mantelline impermeabili come è umida la pioggia e come l’acqua bagna e bagna! bagna l’acqua bagna l’acqua bagna l’acqua e come è piacevole piacevole piacevole avere i piedi bagnati i capelli umidi tutti umidi d’acquazzone e di pioggia e di gocce d’acqua di pioggia e d’acquazzone e senza un paragocce per proteggere i piedi e i capelli bagnati che non vogliono più non vogliono arricciarsi per via dell’acquazzone per via della pioggia per via dell’acquazzone e delle gocce di pioggia capelli scompigliati capelli senza parapioggia. (Raymond Queneau, L’istante fatale, Guanda) È notte Si sta facendo buio, cala il silenzio… Abbassa la voce, rallenta il ritmo. I lumi che s’accendono, il richiamo di casa in casa a un nome, in ogni ramo si chiude un nido e l’ombra lo raccoglie zittendo a poco a poco tra le foglie. (Alfonso Gatto, Il vaporetto, Mondadori) Com’è andata? La lettura a voce alta non presenta più difficoltà e ti ha divertito? Se hai ancora qualche dubbio o se vuoi esercitarti, leggi a turno con i tuoi compagni le altre poesie nelle prossime pagine o sull’antologia digitale. PER IL PIACERE DI LEGGERE R. Piumini: • Semi di suono • Poesia di padre e di madre • Se fossi un treno e tu fossi Forlì B. Tognolini: • La giostra dei fidanzati • Scuola fa rima con…