3. VERSO, RIMA, STROFA

STRUMENTI PER ANALIZZARE IL TESTO POETICO 3. VERSO, RIMA, STROFA Il versoIn poesia, le parole si dispongono secondo determinate regole e occupano una certa quantità di spazio sulla riga, formando il verso (parola che deriva dal latino vertere e significa “andare a capo”). In poesia, si va a capo senza tener conto della punteggiatura. La rima La rima consiste nell’identità del suono (a partire dall’ultima vocale su cui cade l’accento) nelle parole poste alla fine dei versi. Si possono avere molte combinazioni di rime, secondo l’ordine in cui si susseguono e si alternano. Tra le più frequenti troviamo la rima baciata, alternata, incrociata. Diversi tipi di rima La rima BACIATA segue lo schema AA BB Ehilà, chi è státo A chi m’ha rubato mezzo sformáto A chi ha rovesciato la marmelláta B sulla tovaglia appena stiráta? B La rima ALTERNATA segue lo schema AB AB Ho incontrato Valentína A con in testa un gran cappéllo, B l’ho incontrata stamattína A sulla strada per Morbéllo B La rima INCROCIATA segue lo schema AB BA Viene viene la Befána A vien dai monti a notte fónda. B Come è stanca! La circónda B neve, gelo e tramontána. A I versi che non sono legati dalla rima si dicono versi sciolti. La strofa La strofa è costituita da un insieme di più versi, ordinati secondo moduli costanti: una strofa di due versi prende il nome di distico, di tre versi terzina, di quattro versi quartina, di sei versi sestina, di otto versi ottava… Le strofe sono di solito separate l’una dall’altra da spazi bianchi. A volte possono essere scritte in modo non allineato. Prima strofa - Terzina C’è una storia bella ch’è un piacere raccontarla vuoi che te la conti? - Sì! Seconda strofa - Quartina E non si dice sì perché è una storia bella ch’è un piacere raccontarla vuoi che te la conti? - No! Terza strofa - Distico E non si dice no perché è una storia bella! Invece nella strofa libera il numero dei versi, la loro lunghezza e la disposizione delle rime possono variare liberamente.
STRUMENTI PER ANALIZZARE IL TESTO POETICO 3. VERSO, RIMA, STROFA Il versoIn poesia, le parole si dispongono secondo determinate regole e occupano una certa quantità di spazio sulla riga, formando il verso (parola che deriva dal latino vertere e significa “andare a capo”). In poesia, si va a capo senza tener conto della punteggiatura. La rima La rima consiste nell’identità del suono (a partire dall’ultima vocale su cui cade l’accento) nelle parole poste alla fine dei versi. Si possono avere molte combinazioni di rime, secondo l’ordine in cui si susseguono e si alternano. Tra le più frequenti troviamo la rima baciata, alternata, incrociata. Diversi tipi di rima La rima BACIATA segue lo schema AA BB Ehilà, chi è státo A chi m’ha rubato mezzo sformáto A chi ha rovesciato la marmelláta B sulla tovaglia appena stiráta? B La rima ALTERNATA segue lo schema AB AB Ho incontrato Valentína A con in testa un gran cappéllo, B l’ho incontrata stamattína A sulla strada per Morbéllo B La rima INCROCIATA segue lo schema AB BA Viene viene la Befána A vien dai monti a notte fónda. B Come è stanca! La circónda B neve, gelo e tramontána. A I versi che non sono legati dalla rima si dicono versi sciolti. La strofa La strofa è costituita da un insieme di più versi, ordinati secondo moduli costanti: una strofa di due versi prende il nome di distico, di tre versi terzina, di quattro versi quartina, di sei versi sestina, di otto versi ottava… Le strofe sono di solito separate l’una dall’altra da spazi bianchi. A volte possono essere scritte in modo non allineato. Prima strofa - Terzina C’è una storia bella ch’è un piacere raccontarla vuoi che te la conti? - Sì! Seconda strofa - Quartina E non si dice sì perché è una storia bella ch’è un piacere raccontarla vuoi che te la conti? - No! Terza strofa - Distico E non si dice no perché è una storia bella! Invece nella strofa libera il numero dei versi, la loro lunghezza e la disposizione delle rime possono variare liberamente.