VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione

VERIFICA FORMATIVA con autovalutazioneNella casa di CorfùGerald Durrell Una volta che fummo installati nella casa di Corfù1, in un momento di entusiasmo mia madre prese la moglie del giardiniere come domestica. Si chiamava Lugaretzia ed era una creatura sparuta e lugubre, coi capelli che sfuggivano continuamente dalle impalcature di forcine e di pettini con cui se li teneva attaccati al cranio. Era, come mamma scoprì ben presto, di una permalosità eccessiva, e alla minima critica, per quanto garbatamente le fosse rivolta, gli occhi bruni le si colmavano di lacrime in un imbarazzante sfoggio di dolore. Era uno spettacolo così straziante che ben presto mamma si astenne da qualunque osservazione. Una sola cosa al mondo riusciva a portare un sorriso sulla malinconica faccia di Lugaretzia, uno sfavillìo nei suoi occhi da spaniel2: parlare dei suoi malanni. Mentre per la maggior parte delle persone l’ipocondria3 è un hobby, Lugaretzia ne aveva fatto la sua principale occupazione. Quando ci trasferimmo nella villa, era tormentata dal mal di stomaco. Cominciava a diramare bollettini sullo stato del suo stomaco fin dalle sette del mattino, quando ci portava il tè. Passava da una camera all’altra coi vassoi, dando a ognuno di noi un resoconto particolareggiato delle battaglie notturne sostenute col suo apparato digerente. Era maestra nell’arte di descrivere; gemendo, ansimando, piegandosi in due per il dolore, battendo i piedi, ci dava un quadro così realistico delle sue sofferenze che per simpatia finivamo con l’aver mal di stomaco anche noi. - Non puoi fare qualcosa per quella donna? - domandò Larry4 a mamma una mattina, dopo che lo stomaco di Lugaretzia aveva passato una notte particolarmente brutta. - Che cosa vuoi che faccia? - disse mamma. - Le ho dato un po’ del tuo bicarbonato di sodio. - Probabilmente è stato quello a farla star male. - Sono sicura che non mangia in modo razionale - disse Margo5. -Probabilmente ha solo bisogno di una buona dieta. - Lo so che è un po’ pesante - disse mamma - ma in fondo quella poveretta soffre sul serio. - Macché - disse Leslie6 - per lei è un vero godimento. Come per Larry quando è malato. Poco tempo dopo, con nostro grande sollievo, lo stomaco di Lugaretzia cominciò a star meglio, ma quasi immediatamente entrarono in crisi i suoi piedi, e lei si aggirava zoppicando in modo pietoso e gemendo forte e spesso. Larry disse che mamma non aveva assunto una domestica ma uno spirito maligno e suggerì di comprarle una palla di ferro e una catena. Sottolineò che così, se non altro, avremmo saputo quando si stava avvicinando e saremmo riusciti a scappare in tempo, perché Lugaretzia aveva preso l’abitudine di accostarsi di soppiatto alle spalle della gente e di dare all’improvviso in un forte gemito. Larry cominciò a fare colazione in camera dopo una certa mattina in cui Lugaret-zia, nella sala da pranzo, si tolse le scarpe per farci vedere esattamente quali dita le facevano male. Ma a parte i malanni di Lugaretzia, in casa c’erano altre magagne. Il mobilio (che avevamo preso in affitto con la villa) era un’incredibile collezione di antichità che stavano chiuse in quelle stanze da vent’anni. Quei mobili erano acquattati dappertutto, brutti, goffi, scomodi, scricchiolando orribilmente tra loro, e perdendosi qualche pezzetto - con certi schianti che parevano spari e grandi nuvole di polvere - tutte le volte che uno gli passava vicino pestando un po’ troppo i piedi. La prima sera si staccò la gamba del tavolo della sala da pranzo, e tutta la nostra cena precipitò sul pavimento. Qualche giorno dopo Larry si sedette su un’enorme sedia dall’aria molto solida, e tutt’a un tratto lo schienale scomparve in una nube di polvere acre. Infine, quando mamma andò ad aprire un armadio grande come una casa e l’intero sportello le rimase in mano, stabilì che bisognava prendere dei provvedimenti. - È semplicemente impossibile vivere in una casa dove tutto va in pezzi soltanto a guardarlo - disse. - Non c’è alternativa, dobbiamo comprare dei mobili nuovi. (Tratto da: G. Durrell, La mia famiglia e altri animali, Adelphi)1. Corfù: isola greca nel mare Ionio.2. spaniel: cane dagli occhi espressivi e malinconici.3. ipocondria: preoccupazione eccessiva per i propri mali.4. Larry: fratello di Gerald.5. Margo: sorella di Gerald.6. Leslie: un altro fratello di Gerald.COMPRENSIONE1. Il testo che hai letto contiene una doppia descrizione. Completa.a. Nella prima parte l’autore descrive b. Nella seconda parte l’autore descrive2. La frase “mamma si astenne da qualunque osservazione” (r. 9) significa che la madreA. si frenò nel pronunciare giudiziB. rinunciò a tutte le considerazioniC. si limitò nel dare giudiziD. evitò di rivolgere rimproveri3. Qual era l’unica cosa che faceva sorridere Lugaretzia?4. Nella frase “Mentre per la maggior parte delle persone l’ipocondria è un hobby, Lugaretzia ne aveva fatto la sua principale occupazione” il pronome “ne” sostituisce la parolaA. hobbyB. occupazioneC. personeD. ipocondriaLESSICO5. L’espressione “sparuta e lugubre” (r. 3) corrisponde aA. triste, magra e misteriosaB. magra, pallida e cupaC. triste, pallida e lentaD. rabbiosa, cupa e triste6. Quale termine usa l’autore, nel primo capoverso, per indicare la facilità a offendersi di Lugaretzia? Trascrivilo.7. Alla riga 6, la parola “eccessiva” si può sostituire conA. sovrabbondanteB. sproporzionataC. esagerataD. sterminata8. L’espressione “nei suoi occhi da spaniel” (r. 11) è una metafora, cioè un paragone abbreviato, senza il legame “come”. Gli occhi del cane di razza spaniel sono così descritti in una scheda tecnica: «Occhi grandi e scuri, dolci e umidi». Quali due caratteristiche di Lugaretzia, in comune con gli occhi dello spaniel, possono aver suggerito questa metafora?9. Alla riga 15, si potrebbe sostituire il verbo “diramare” conA. diffondereB. spedireC. inviareD. dividere10. Nella frase “dando a ognuno di noi un resoconto particolareggiato delle battaglie notturne sostenute col suo apparato digerente” (r. 17-18)a. la parola “battaglie” è usata in senso ☐ letterale ☐ figuratob. In quale delle seguenti frasi è usata con lo stesso significato?A. Le battaglie tra quei Paesi confinanti sono una notizia terribileB. Molte furono le battaglie durante il RisorgimentoC. Quasi sempre le battaglie provocano un numero enorme di vittimeD. Stanotte le battaglie con le coperte mi hanno rovinato il sonno11. Lugaretzia aveva preso l’abitudine di “accostarsi di soppiatto”, cioèA. allontanarsi senza farsi accorgereB. avvicinarsi facendo rumoreC. allontanarsi facendo finta di nullaD. avvicinarsi senza farsi accorgere12. Alla riga 47, la parola “acquattati”, che normalmente si riferisce a esseri viventi con il significato di “rannicchiati per nascondersi”, è riferita ai mobili. L’autore fa perciò uso di unaA. similitudineB. personificazioneC. metaforaD. ripetizioneANALISI DEL TESTO DESCRITTIVO13. Rileggi la descrizione di persona dalla riga 1 alla riga 21 e completa le tabelle con le parole del testo, come nell’esempio.14. Nel descrivere Lugaretzia che “si aggirava zoppicando in modo pietoso e gemendo forte e spesso” quali percezioni sensoriali sono attivate?15. Rileggi attentamente la descrizione dei mobili, dalla riga 45 alla 50. Individua e trascrivi i quattro termini che si riferiscono alla percezione sensoriale dell’udito.a. ..................................................................... b. .....................................................................c. ..................................................................... d. .....................................................................16. Il testo descrittivo che hai letto è prevalentemente soggettivo, ma non mancano espressioni oggettive. Nella tabella distingui quali frasi del testo sono soggettive e quali oggettive.Metti una crocetta per ogni riga.a. Quando ci trasferimmo nella villa, era tormentata dal mal di stomacob. Passava da una camera all’altra coi vassoic. Era maestra nell’arte di descrivered. Quasi immediatamente entrarono in crisi i suoi piedie. La prima sera si staccò la gamba del tavolo della sala da pranzof. certi schianti che parevano spari AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........
VERIFICA FORMATIVA con autovalutazioneNella casa di CorfùGerald Durrell Una volta che fummo installati nella casa di Corfù1, in un momento di entusiasmo mia madre prese la moglie del giardiniere come domestica. Si chiamava Lugaretzia ed era una creatura sparuta e lugubre, coi capelli che sfuggivano continuamente dalle impalcature di forcine e di pettini con cui se li teneva attaccati al cranio. Era, come mamma scoprì ben presto, di una permalosità eccessiva, e alla minima critica, per quanto garbatamente le fosse rivolta, gli occhi bruni le si colmavano di lacrime in un imbarazzante sfoggio di dolore. Era uno spettacolo così straziante che ben presto mamma si astenne da qualunque osservazione. Una sola cosa al mondo riusciva a portare un sorriso sulla malinconica faccia di Lugaretzia, uno sfavillìo nei suoi occhi da spaniel2: parlare dei suoi malanni. Mentre per la maggior parte delle persone l’ipocondria3 è un hobby, Lugaretzia ne aveva fatto la sua principale occupazione. Quando ci trasferimmo nella villa, era tormentata dal mal di stomaco. Cominciava a diramare bollettini sullo stato del suo stomaco fin dalle sette del mattino, quando ci portava il tè. Passava da una camera all’altra coi vassoi, dando a ognuno di noi un resoconto particolareggiato delle battaglie notturne sostenute col suo apparato digerente. Era maestra nell’arte di descrivere; gemendo, ansimando, piegandosi in due per il dolore, battendo i piedi, ci dava un quadro così realistico delle sue sofferenze che per simpatia finivamo con l’aver mal di stomaco anche noi. - Non puoi fare qualcosa per quella donna? - domandò Larry4 a mamma una mattina, dopo che lo stomaco di Lugaretzia aveva passato una notte particolarmente brutta. - Che cosa vuoi che faccia? - disse mamma. - Le ho dato un po’ del tuo bicarbonato di sodio. - Probabilmente è stato quello a farla star male. - Sono sicura che non mangia in modo razionale - disse Margo5. -Probabilmente ha solo bisogno di una buona dieta. - Lo so che è un po’ pesante - disse mamma - ma in fondo quella poveretta soffre sul serio. - Macché - disse Leslie6 - per lei è un vero godimento. Come per Larry quando è malato. Poco tempo dopo, con nostro grande sollievo, lo stomaco di Lugaretzia cominciò a star meglio, ma quasi immediatamente entrarono in crisi i suoi piedi, e lei si aggirava zoppicando in modo pietoso e gemendo forte e spesso. Larry disse che mamma non aveva assunto una domestica ma uno spirito maligno e suggerì di comprarle una palla di ferro e una catena. Sottolineò che così, se non altro, avremmo saputo quando si stava avvicinando e saremmo riusciti a scappare in tempo, perché Lugaretzia aveva preso l’abitudine di accostarsi di soppiatto alle spalle della gente e di dare all’improvviso in un forte gemito. Larry cominciò a fare colazione in camera dopo una certa mattina in cui Lugaret-zia, nella sala da pranzo, si tolse le scarpe per farci vedere esattamente quali dita le facevano male. Ma a parte i malanni di Lugaretzia, in casa c’erano altre magagne. Il mobilio (che avevamo preso in affitto con la villa) era un’incredibile collezione di antichità che stavano chiuse in quelle stanze da vent’anni. Quei mobili erano acquattati dappertutto, brutti, goffi, scomodi, scricchiolando orribilmente tra loro, e perdendosi qualche pezzetto - con certi schianti che parevano spari e grandi nuvole di polvere - tutte le volte che uno gli passava vicino pestando un po’ troppo i piedi. La prima sera si staccò la gamba del tavolo della sala da pranzo, e tutta la nostra cena precipitò sul pavimento. Qualche giorno dopo Larry si sedette su un’enorme sedia dall’aria molto solida, e tutt’a un tratto lo schienale scomparve in una nube di polvere acre. Infine, quando mamma andò ad aprire un armadio grande come una casa e l’intero sportello le rimase in mano, stabilì che bisognava prendere dei provvedimenti. - È semplicemente impossibile vivere in una casa dove tutto va in pezzi soltanto a guardarlo - disse. - Non c’è alternativa, dobbiamo comprare dei mobili nuovi. (Tratto da: G. Durrell, La mia famiglia e altri animali, Adelphi)1. Corfù: isola greca nel mare Ionio.2. spaniel: cane dagli occhi espressivi e malinconici.3. ipocondria: preoccupazione eccessiva per i propri mali.4. Larry: fratello di Gerald.5. Margo: sorella di Gerald.6. Leslie: un altro fratello di Gerald.COMPRENSIONE1. Il testo che hai letto contiene una doppia descrizione. Completa.a. Nella prima parte l’autore descrive b. Nella seconda parte l’autore descrive2. La frase “mamma si astenne da qualunque osservazione” (r. 9) significa che la madreA. si frenò nel pronunciare giudiziB. rinunciò a tutte le considerazioniC. si limitò nel dare giudiziD. evitò di rivolgere rimproveri3. Qual era l’unica cosa che faceva sorridere Lugaretzia?4. Nella frase “Mentre per la maggior parte delle persone l’ipocondria è un hobby, Lugaretzia ne aveva fatto la sua principale occupazione” il pronome “ne” sostituisce la parolaA. hobbyB. occupazioneC. personeD. ipocondriaLESSICO5. L’espressione “sparuta e lugubre” (r. 3) corrisponde aA. triste, magra e misteriosaB. magra, pallida e cupaC. triste, pallida e lentaD. rabbiosa, cupa e triste6. Quale termine usa l’autore, nel primo capoverso, per indicare la facilità a offendersi di Lugaretzia? Trascrivilo.7. Alla riga 6, la parola “eccessiva” si può sostituire conA. sovrabbondanteB. sproporzionataC. esagerataD. sterminata8. L’espressione “nei suoi occhi da spaniel” (r. 11) è una metafora, cioè un paragone abbreviato, senza il legame “come”. Gli occhi del cane di razza spaniel sono così descritti in una scheda tecnica: «Occhi grandi e scuri, dolci e umidi». Quali due caratteristiche di Lugaretzia, in comune con gli occhi dello spaniel, possono aver suggerito questa metafora?9. Alla riga 15, si potrebbe sostituire il verbo “diramare” conA. diffondereB. spedireC. inviareD. dividere10. Nella frase “dando a ognuno di noi un resoconto particolareggiato delle battaglie notturne sostenute col suo apparato digerente” (r. 17-18)a. la parola “battaglie” è usata in senso ☐ letterale ☐ figuratob. In quale delle seguenti frasi è usata con lo stesso significato?A. Le battaglie tra quei Paesi confinanti sono una notizia terribileB. Molte furono le battaglie durante il RisorgimentoC. Quasi sempre le battaglie provocano un numero enorme di vittimeD. Stanotte le battaglie con le coperte mi hanno rovinato il sonno11. Lugaretzia aveva preso l’abitudine di “accostarsi di soppiatto”, cioèA. allontanarsi senza farsi accorgereB. avvicinarsi facendo rumoreC. allontanarsi facendo finta di nullaD. avvicinarsi senza farsi accorgere12. Alla riga 47, la parola “acquattati”, che normalmente si riferisce a esseri viventi con il significato di “rannicchiati per nascondersi”, è riferita ai mobili. L’autore fa perciò uso di unaA. similitudineB. personificazioneC. metaforaD. ripetizioneANALISI DEL TESTO DESCRITTIVO13. Rileggi la descrizione di persona dalla riga 1 alla riga 21 e completa le tabelle con le parole del testo, come nell’esempio.14. Nel descrivere Lugaretzia che “si aggirava zoppicando in modo pietoso e gemendo forte e spesso” quali percezioni sensoriali sono attivate?15. Rileggi attentamente la descrizione dei mobili, dalla riga 45 alla 50. Individua e trascrivi i quattro termini che si riferiscono alla percezione sensoriale dell’udito.a. ..................................................................... b. .....................................................................c. ..................................................................... d. .....................................................................16. Il testo descrittivo che hai letto è prevalentemente soggettivo, ma non mancano espressioni oggettive. Nella tabella distingui quali frasi del testo sono soggettive e quali oggettive.Metti una crocetta per ogni riga.a. Quando ci trasferimmo nella villa, era tormentata dal mal di stomacob. Passava da una camera all’altra coi vassoic. Era maestra nell’arte di descrivered. Quasi immediatamente entrarono in crisi i suoi piedie. La prima sera si staccò la gamba del tavolo della sala da pranzof. certi schianti che parevano spari AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........