VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

Un nuovo compagno David Grossman Con l’arrivo di Chaiim era cambiato tutto. Era cambiata la mia vita. Era arrivato in classe da noi a metà dell’anno scolastico. Già una settimana prima ci avevano preparato a questo bambino speciale, un vero genio, e gran pianista, figlio di un famoso professore dell’università. E poco dopo Purim1 durante l’ora di matematica la direttrice aveva bussato alla porta e aveva fatto entrare Chaiim. L’avevamo squadrato da capo a piedi. Sembrava un bambino normale, ma aveva una testa molto grande, come si conviene a un genio. Anche la fronte era particolare, scura e molto alta. E poi, cosa rara da noi, aveva dei capelli folti e neri, pettinati all’indietro. L’avevano messo vicino a Mikael Karni, raccomandando di fare una buona accoglienza all’ospite. A quell’epoca ero ancora in una piccola banda di bambini. Facevamo delle cose insieme, avevamo una parola d’ordine, un nascondiglio e delle «operazioni» da seguire, una casa su un albero, la solita spia a cui dare del filo da torcere (un certo Kemerman che abitava un piano sopra di me); insomma, un’autentica banda. Forse dovrei sottolineare che in quei tempi antichi i bambini giocavano davvero fra loro, non solo tramite un modem2. Durante l’intervallo dissi alla mia banda che avrei invitato il nuovo, per non farlo sentire solo. Rimase proprio contento e venne con noi a giocare a pallone. Lo mettemmo in porta. Non era un gran portiere; anzi, era deboluccio, aveva le mani bucate, ma mostrava un grande spirito di abnegazione3 e per questo mi piacque. Ricordo che dissi a Mikah: - Guarda che parate da suicidio - e Mikah rispose con quella sua voce pesante e indifferente: - Ma a cosa diavolo gli servono se non prende una palla? Finita la scuola tornammo a casa insieme, io, Mikah e Chaiim Stauber. Loro camminavano e io, come al solito, gli giravo intorno sugli schettini4. A quel tempo vivevo con gli schettini ai piedi, non uscivo di casa senza i miei ingombranti schettini e, quando tornavo da scuola con Mikah, lui camminava e io gli piroettavo intorno parlandogli da ogni parte, ed era buffo vederlo perché mi cercava sempre dove non ero più. Quel giorno, quando Chaiim venne con noi, descrissi i miei cerchi intorno a loro per mostrargli disinvoltamente cosa sapeva fare un virtuoso degli schettini. Qualche piroetta sul posto, un salto mortale dal marciapiede, un lungo tratto su una gamba sola nella selva di macchine: il tran tran della mia vita. Chaiim Stauber sgranava gli occhi e fu quella la prima volta in cui vidi come si illuminavano, quasi che qualcuno ci avesse acceso dentro un fiammifero. Aveva proprio una piccola luminescenza sulla pupilla. Mi accorsi subito che si tratteneva a fatica dal chiedermi di fare un giro e stavo già valutando quanto avrei potuto ricavarci. Aveva l’aria di essere un bambino piuttosto ricco. Lo accompagnammo a casa, abitava in una villa di fianco al nostro isolato, e quando ci fermammo a chiacchierare davanti alla porta venne fuori sua madre, quasi di corsa, gridando da lontano: - Chaiim, Chaiimke, com’è andato il primo giorno? Allora Chaiim ci disse frettolosamente, a bassa voce: - Non ditele che abbiamo giocato a pallone - e restò fermo a farsi abbracciare e coccolare, come un bambino piccolo. - E questi sono i tuoi nuovi amici? - disse sua madre, scrutandoci, dopo essersi quietata. Avevo la netta sensazione che stesse cercando di intrufolarmisi sotto la pelle, per capire se ero abbastanza a posto per suo figlio, così assunsi un’espressione da angioletto e dissi sottovoce: - Buongiorno, signora Stauber - porgendole persino la mano. [...] Fu il mio primo incontro con lei e io, sbalordito dalla sua raffinata bellezza, non osai più aprir bocca per non farmi scappare che Chaiim aveva giocato a pallone, anche se non capivo cosa ci fosse da nascondere. - Per via del pianoforte - spiegò Chaiim l’indomani. Non che il nesso ci fosse molto chiaro, ma tentò comunque di farci capire che a causa della musica gli era proibito mettere a rischio le mani e che sua madre stava sempre in apprensione per le sue dita. Mikah se n’era uscito con la sua risata ebete mentre io, non so cosa m’avesse preso, dissi subito che sua madre aveva tutte le ragioni e che forse lui non doveva davvero giocare. Chaiim Stauber disse che, potendo, sua madre avrebbe tenuto sempre strette le sue mani, lasciandole libere solo per gli esercizi al pianoforte, oltre che per i concerti. [...] A scuola, Chaiim volle a tutti i costi giocare a pallone. Andai da lui, lo presi da parte e gli spiegai con le buone che era troppo rischioso, ma lui mi disse che non gliene importava. Cercai di convincerlo, cercai persino di corromperlo, ma lui non volle sentire ragioni. I bambini avevano già cominciato a urlare che l’intervallo stava per finire e dovetti rinunciare. Quel giorno rinunciai anche al ruolo di attaccante, impegnandomi nella difesa della sua porta. Non uscii mai dalla linea dei sedici metri e respinsi ogni tentativo di sfondamento da parte del nemico. La mia fu una difesa così fenomenale che Chaiim rimase completamente disoccupato, a mani vuote, e intatte. Non ricordo di essere mai uscito così spossato da una partita. (Tratto da: D. Grossman, Ci sono bambini a zigzag, Mondadori) Il testo Un giorno, nella classe di Nono viene inserito un ragazzo nuovo. Come verrà accolto il “nuovo”? Chi gli dedicherà tempo e amicizia? L’autore David Grossman (Gerusalemme, Israele, 1954) è uno dei più grandi scrittori contemporanei, autore di libri sia per bambini e ragazzi sia per adulti. Tra i suoi romanzi ti ricordiamo Qualcuno con cui correre. Questo brano è ambientato in Israele nella seconda metà del Novecento. 1. Purim: festività della tradizione ebraica. 2. modem: dispositivo per collegare un computer a Internet. 3. abnegazione: sacrificio. 4. schettini: pattini a rotelle. USA IL DIZIONARIO Qui “descrissi” significa: ☐ mostrai ☐ raccontai ☐ tracciai COMPRENDERE 1. Perché il protagonista invita «il nuovo» a giocare con la sua banda? 2. Che cos'è che fa «illuminare» gli occhi di Chaiim? 3. Perché Chaiim non ha voluto dire alla mamma di aver giocato a pallone? 4. Perché il protagonista cambia ruolo e gioca in difesa? LESSICO 5. Ritrova nel brano le seguenti parole e con l'aiuto del contesto stabilisci, tra quelli proposti, qual è il loro significato e il loro contrario. Scrivi S per il significato e C per il contrario, come nell'esempio. abnegazione sacrificio egoismo allontanamento negazione intrufolarsi uscire trovarsi accovacciarsi infilarsi sbalordito conquistato meravigliato balordo indifferente apprensione tranquillità apprendimento atto di afferrare preoccupazione spossato soddisfatto riposato felice sfinito GRAMMATICA 6. Quesito INVAL SI Nella frase: «Non era un gran portiere; anzi, era deboluccio» (r. 24) il termine “anzi” si può sostituire con A. infatti B. al contrario C. quindi D. però 7. Quesito INVALSI Nella frase «gli spiegai con le buone» (r. 87) il pronome personale “gli” vuol dire A. a lui B. lui C. con lui D. egli 8. Quesito INVAL SI Riscrivi in ordine alfabetico le seguenti parole presenti nel testo: ordine • ancora • banda • spirito • schettini • angioletto • rischioso 9. Quesito INVAL SI Riscrivi la frase «io gli piroettavo intorno parlandogli da ogni parte, ed era buffo vederlo» (r. 33-34) sostituendo i pronomi personali sottolineati con quelli che ti sembrano adatti tra i seguenti: lui • di lui • a lui • con lui ANALIZZARE 10. Ritrova sul testo le sequenze che lo compongono (sono elencate nella tabella che segue) e indica la divisione con il segno //. Per ciascuna sequenza, poi, sottolinea la frase che consideri più significativa; infine collega nella tabella ogni sequenza con il titolo che ne sintetizza il contenuto. SEQUENZE TITOLI 1. da «Con l'arrivo di Chaiim» a «università.» (1-6) a. La prima partita con il nuovo 2. da «E poco dopo» a «accoglienza all'ospite.» (7-13) b. Con i pattini ai piedi 3. da «A quell'epoca» a «tramite un modem.» (14-20) c. Le mani di Chaiim 4. da «Durante l'intervallo» a «non prende una palla?» (21-28) d. L'incontro con la mamma 5. da «Finita la scuola» a «piuttosto ricco.» (29-45) e. Una grande novità 6. da «Lo accompagnammo» a «da nascondere.» (46-66) f. Una partita in... difesa 7. da «Per via del pianoforte» a «per i concerti.» (67-84) g. La banda del protagonista 8. da «A scuola, Chaiim» a «spossato da una partita.» (85-93) h. L'arrivo del nuovo 11. Nel passaggio da una sequenza a un’altra, solitamente cambia il tempo o il luogo oppure può essere introdotto un nuovo personaggio, accadere un colpo di scena, un imprevisto. Stabilisci qual è o quali sono gli elementi che cambiano da una sequenza a un’altra e completa lo schema come negli esempi. 1. da «Con l’arrivo di Chaiim» a «università.» 2. da «E poco dopo» a «accoglienza all’ospite.» 3. da «A quell’epoca» a «tramite un modem.» 4. da «Durante l’intervallo» a «non prende una palla?» 5. da «Finita la scuola» a «piuttosto ricco.» 6. da «Lo accompagnammo» a «da nascondere.» 7. da «Per via del pianoforte» a «per i concerti.» 8. da «A scuola, Chaiim» a «spossato da una partita.» ESPRIMERE E VALUTARE 12. Parlare In questo brano, l’arrivo di Chaiim cambia la vita del protagonista, ma anche quella di Chaiim stesso, seppure in modi diversi: come? Parlane con i tuoi compagni. 13. Scrivere E tu, hai mai percepito dei cambiamenti nel tuo modo di essere in occasione di un “incontro speciale”? Magari ti è anche capitato di venire accusato dai tuoi vecchi amici di essere “diventato un altro”? Racconta. LIBRI PER TE David Grossman, Ci sono bambini a zigzag, Mondadori Un libro che fa volare la fantasia, a cominciare dal titolo! Ti piacerà seguire le vicende del tredicenne Nono al quale, per il suo compleanno, viene offerto un viaggio in treno da Gerusalemme ad Haifa. A organizzarlo sono il padre, un celebre detective, e la sua simpatica e affettuosa compagna. Ben presto il viaggio si trasforma in un insieme di imprevisti e di avventure, di incontri con strani personaggi e di scoperte sensazionali.
Un nuovo compagno David Grossman Con l’arrivo di Chaiim era cambiato tutto. Era cambiata la mia vita. Era arrivato in classe da noi a metà dell’anno scolastico. Già una settimana prima ci avevano preparato a questo bambino speciale, un vero genio, e gran pianista, figlio di un famoso professore dell’università. E poco dopo Purim1 durante l’ora di matematica la direttrice aveva bussato alla porta e aveva fatto entrare Chaiim. L’avevamo squadrato da capo a piedi. Sembrava un bambino normale, ma aveva una testa molto grande, come si conviene a un genio. Anche la fronte era particolare, scura e molto alta. E poi, cosa rara da noi, aveva dei capelli folti e neri, pettinati all’indietro. L’avevano messo vicino a Mikael Karni, raccomandando di fare una buona accoglienza all’ospite. A quell’epoca ero ancora in una piccola banda di bambini. Facevamo delle cose insieme, avevamo una parola d’ordine, un nascondiglio e delle «operazioni» da seguire, una casa su un albero, la solita spia a cui dare del filo da torcere (un certo Kemerman che abitava un piano sopra di me); insomma, un’autentica banda. Forse dovrei sottolineare che in quei tempi antichi i bambini giocavano davvero fra loro, non solo tramite un modem2. Durante l’intervallo dissi alla mia banda che avrei invitato il nuovo, per non farlo sentire solo. Rimase proprio contento e venne con noi a giocare a pallone. Lo mettemmo in porta. Non era un gran portiere; anzi, era deboluccio, aveva le mani bucate, ma mostrava un grande spirito di abnegazione3 e per questo mi piacque. Ricordo che dissi a Mikah: - Guarda che parate da suicidio - e Mikah rispose con quella sua voce pesante e indifferente: - Ma a cosa diavolo gli servono se non prende una palla? Finita la scuola tornammo a casa insieme, io, Mikah e Chaiim Stauber. Loro camminavano e io, come al solito, gli giravo intorno sugli schettini4. A quel tempo vivevo con gli schettini ai piedi, non uscivo di casa senza i miei ingombranti schettini e, quando tornavo da scuola con Mikah, lui camminava e io gli piroettavo intorno parlandogli da ogni parte, ed era buffo vederlo perché mi cercava sempre dove non ero più. Quel giorno, quando Chaiim venne con noi, descrissi i miei cerchi intorno a loro per mostrargli disinvoltamente cosa sapeva fare un virtuoso degli schettini. Qualche piroetta sul posto, un salto mortale dal marciapiede, un lungo tratto su una gamba sola nella selva di macchine: il tran tran della mia vita. Chaiim Stauber sgranava gli occhi e fu quella la prima volta in cui vidi come si illuminavano, quasi che qualcuno ci avesse acceso dentro un fiammifero. Aveva proprio una piccola luminescenza sulla pupilla. Mi accorsi subito che si tratteneva a fatica dal chiedermi di fare un giro e stavo già valutando quanto avrei potuto ricavarci. Aveva l’aria di essere un bambino piuttosto ricco. Lo accompagnammo a casa, abitava in una villa di fianco al nostro isolato, e quando ci fermammo a chiacchierare davanti alla porta venne fuori sua madre, quasi di corsa, gridando da lontano: -    Chaiim, Chaiimke, com’è andato il primo giorno? Allora Chaiim ci disse frettolosamente, a bassa voce: - Non ditele che abbiamo giocato a pallone - e restò fermo a farsi abbracciare e coccolare, come un bambino piccolo. -    E questi sono i tuoi nuovi amici? - disse sua madre, scrutandoci, dopo essersi quietata. Avevo la netta sensazione che stesse cercando di intrufolarmisi sotto la pelle, per capire se ero abbastanza a posto per suo figlio, così assunsi un’espressione da angioletto e dissi sottovoce: - Buongiorno, signora Stauber - porgendole persino la mano. [...] Fu il mio primo incontro con lei e io, sbalordito dalla sua raffinata bellezza, non osai più aprir bocca per non farmi scappare che Chaiim aveva giocato a pallone, anche se non capivo cosa ci fosse da nascondere. - Per via del pianoforte - spiegò Chaiim l’indomani. Non che il nesso ci fosse molto chiaro, ma tentò comunque di farci capire che a causa della musica gli era proibito mettere a rischio le mani e che sua madre stava sempre in apprensione per le sue dita. Mikah se n’era uscito con la sua risata ebete mentre io, non so cosa m’avesse preso, dissi subito che sua madre aveva tutte le ragioni e che forse lui non doveva davvero giocare. Chaiim Stauber disse che, potendo, sua madre avrebbe tenuto sempre strette le sue mani, lasciandole libere solo per gli esercizi al pianoforte, oltre che per i concerti. [...] A scuola, Chaiim volle a tutti i costi giocare a pallone. Andai da lui, lo presi da parte e gli spiegai con le buone che era troppo rischioso, ma lui mi disse che non gliene importava. Cercai di convincerlo, cercai persino di corromperlo, ma lui non volle sentire ragioni. I bambini avevano già cominciato a urlare che l’intervallo stava per finire e dovetti rinunciare. Quel giorno rinunciai anche al ruolo di attaccante, impegnandomi nella difesa della sua porta. Non uscii mai dalla linea dei sedici metri e respinsi ogni tentativo di sfondamento da parte del nemico. La mia fu una difesa così fenomenale che Chaiim rimase completamente disoccupato, a mani vuote, e intatte. Non ricordo di essere mai uscito così spossato da una partita. (Tratto da: D. Grossman, Ci sono bambini a zigzag, Mondadori) Il testo Un giorno, nella classe di Nono viene inserito un ragazzo nuovo. Come verrà accolto il “nuovo”? Chi gli dedicherà tempo e amicizia? L’autore David Grossman (Gerusalemme, Israele, 1954) è uno dei più grandi scrittori contemporanei, autore di libri sia per bambini e ragazzi sia per adulti. Tra i suoi romanzi ti ricordiamo Qualcuno con cui correre. Questo brano è ambientato in Israele nella seconda metà del Novecento. 1. Purim: festività della tradizione ebraica. 2. modem: dispositivo per collegare un computer a Internet. 3. abnegazione: sacrificio. 4. schettini: pattini a rotelle. USA IL DIZIONARIO Qui “descrissi” significa: ☐ mostrai ☐ raccontai ☐ tracciai COMPRENDERE 1. Perché il protagonista invita «il nuovo» a giocare con la sua banda? 2. Che cos'è che fa «illuminare» gli occhi di Chaiim? 3. Perché Chaiim non ha voluto dire alla mamma di aver giocato a pallone? 4. Perché il protagonista cambia ruolo e gioca in difesa? LESSICO 5. Ritrova nel brano le seguenti parole e con l'aiuto del contesto stabilisci, tra quelli proposti, qual è il loro significato e il loro contrario. Scrivi S per il significato e C per il contrario, come nell'esempio. abnegazione sacrificio egoismo allontanamento negazione intrufolarsi uscire trovarsi accovacciarsi infilarsi sbalordito conquistato meravigliato balordo indifferente apprensione tranquillità apprendimento atto di afferrare preoccupazione spossato soddisfatto riposato felice sfinito GRAMMATICA 6. Quesito INVAL SI Nella frase: «Non era un gran portiere; anzi, era deboluccio» (r. 24) il termine “anzi” si può sostituire con A. infatti B. al contrario C. quindi D. però 7. Quesito INVALSI Nella frase «gli spiegai con le buone» (r. 87) il pronome personale “gli” vuol dire A. a lui B. lui C. con lui D. egli 8. Quesito INVAL SI Riscrivi in ordine alfabetico le seguenti parole presenti nel testo: ordine • ancora • banda • spirito • schettini • angioletto • rischioso 9. Quesito INVAL SI Riscrivi la frase «io gli piroettavo intorno parlandogli da ogni parte, ed era buffo vederlo» (r. 33-34) sostituendo i pronomi personali sottolineati con quelli che ti sembrano adatti tra i seguenti: lui • di lui • a lui • con lui ANALIZZARE 10. Ritrova sul testo le sequenze che lo compongono (sono elencate nella tabella che segue) e indica la divisione con il segno //. Per ciascuna sequenza, poi, sottolinea la frase che consideri più significativa; infine collega nella tabella ogni sequenza con il titolo che ne sintetizza il contenuto. SEQUENZE TITOLI 1. da «Con l'arrivo di Chaiim» a «università.» (1-6) a. La prima partita con il nuovo 2. da «E poco dopo» a «accoglienza all'ospite.» (7-13) b. Con i pattini ai piedi 3. da «A quell'epoca» a «tramite un modem.» (14-20) c. Le mani di Chaiim 4. da «Durante l'intervallo» a «non prende una palla?» (21-28) d. L'incontro con la mamma 5. da «Finita la scuola» a «piuttosto ricco.» (29-45) e. Una grande novità 6. da «Lo accompagnammo» a «da nascondere.» (46-66) f. Una partita in... difesa 7. da «Per via del pianoforte» a «per i concerti.» (67-84) g. La banda del protagonista 8. da «A scuola, Chaiim» a «spossato da una partita.» (85-93) h. L'arrivo del nuovo 11. Nel passaggio da una sequenza a un’altra, solitamente cambia il tempo o il luogo oppure può essere introdotto un nuovo personaggio, accadere un colpo di scena, un imprevisto. Stabilisci qual è o quali sono gli elementi che cambiano da una sequenza a un’altra e completa lo schema come negli esempi. 1. da «Con l’arrivo di Chaiim» a «università.» 2. da «E poco dopo» a «accoglienza all’ospite.» 3. da «A quell’epoca» a «tramite un modem.» 4. da «Durante l’intervallo» a «non prende una palla?» 5. da «Finita la scuola» a «piuttosto ricco.» 6. da «Lo accompagnammo» a «da nascondere.» 7. da «Per via del pianoforte» a «per i concerti.» 8. da «A scuola, Chaiim» a «spossato da una partita.» ESPRIMERE E VALUTARE 12. Parlare In questo brano, l’arrivo di Chaiim cambia la vita del protagonista, ma anche quella di Chaiim stesso, seppure in modi diversi: come? Parlane con i tuoi compagni. 13. Scrivere E tu, hai mai percepito dei cambiamenti nel tuo modo di essere in occasione di un “incontro speciale”? Magari ti è anche capitato di venire accusato dai tuoi vecchi amici di essere “diventato un altro”? Racconta. LIBRI PER TE David Grossman, Ci sono bambini a zigzag, Mondadori Un libro che fa volare la fantasia, a cominciare dal titolo! Ti piacerà seguire le vicende del tredicenne Nono al quale, per il suo compleanno, viene offerto un viaggio in treno da Gerusalemme ad Haifa. A organizzarlo sono il padre, un celebre detective, e la sua simpatica e affettuosa compagna. Ben presto il viaggio si trasforma in un insieme di imprevisti e di avventure, di incontri con strani personaggi e di scoperte sensazionali.