6. LA DESCRIZIONE DI UN LUOGO O DI UN AMBIENTE

STRUMENTI PER ANALIZZARE IL TESTO 6. LA DESCRIZIONE DI UN LUOGO O DI UN AMBIENTE In molti testi (racconti, romanzi, cronache, biografie, articoli…) è facile trovare parti descrittive di luoghi o ambienti. Sono descrizioni importanti, che con un uso attento delle parole guidano chi legge a capire e visualizzare com’è fatto un luogo, quali sono le sue caratteristiche fondamentali. Quali aspetti possono essere presi in considerazione nella descrizione di un luogo? Le caratteristiche della descrizione di un luogo • Presentazione: nome o definizione, posizione geografica • Caratteristiche percepibili con i cinque sensi: colori, forme, dimensioni, rumori e suoni, odori e profumi, superfici, temperatura… • Impressione dominante: elementi che prevalgono sugli altri, profumi o luci o suoni particolari, un’atmosfera che resta nel ricordo, un senso di calma e serenità o di paura o di mistero… • Qualità, confronti: pregi, difetti, cambiamenti nel corso del tempo… • Commenti personali: ricordi, impressioni, emozioni… Esattamente come per le persone, gli animali, gli oggetti, anche per i luoghi possiamo trovare descrizioni reali, vere o verosimili oppure fantastiche. Un luogo reale Abitavamo in un vecchio appartamento in via del Babuino, al quinto piano di un vecchio palazzo. Il nostro appartamento era un po’ cadente e piuttosto disordinato. Mi ricordo un intrico di fili elettrici e tubi per il riscaldamento che correvano a vista lungo le pareti, vecchi divani ricoperti di stoffe stinte, tappeti consunti, e i pavimenti di piastrelle ottagonali scheggiate… (F. Marciano, Casa rossa, Longanesi) Impressione dominante Un luogo fantastico In una caverna sotto terra viveva uno hobbit. Era una caverna hobbit, cioè comodissima. Aveva una porta perfettamente rotonda come un oblò, dipinta di verde, con un lucido pomello di ottone proprio nel mezzo. La porta si apriva su un ingresso a forma di tubo, come un tunnel, con pareti foderate di legno e pavimento di piastrelle ricoperto di tappeti, fornito di sedie lucidate, e di un gran numero di attaccapanni per cappelli e cappotti: lo hobbit amava molto ricevere visite. Niente piani superiori: le camere da letto, i bagni, le cantine, le cucine, le sale da pranzo erano tutte sullo stesso piano… (Adatt. da: John R. R. Tolkien, Lo Hobbit o la Riconquista del tesoro, Adelphi) Impressione dominante Anche una descrizione di un luogo fantastico può essere dettagliata e precisa! Come accade per tutti i testi descrittivi, anche la descrizione di un luogo può essere oggettiva oppure soggettiva. Osserva i due esempi: entrambi i testi descrivono una foresta, ma sono ben evidenti le differenze. Descrizione oggettiva Le foreste pluviali Le foreste pluviali sono ambienti complessi, antichi e ricchi di vita: alberi colossali, con tronchi lisci alti fino a 40 metri, formano con le loro chiome sempreverdi una copertura quasi ininterrotta. Altri alberi svettano al di sopra della volta arborea superando anche i 60 metri di altezza; piante epifite, tra cui molte orchidee, crescono sui rami, sui tronchi e sulle foglie affondando le radici nel muschio e nei detriti che vi si raccolgono; liane e altri rampicanti si avvinghiano a rami e tronchi formando un ammasso intricato; la densità, la varietà e la stratificazione degli organismi vegetali creano condizioni ideali per la vita di un gran numero di animali. - Nella descrizione oggettiva o impersonale si presenta l’ambiente in modo preciso e dettagliato, con un linguaggio ricco di termini specifici, a volte tecnici. Con questo tipo di descrizione si forniscono informazioni e dati oggettivi. Descrizione soggettiva Immersi nella foresta pluviale Il mattino seguente entrarono nell’umida eterna oscurità della foresta pluviale del Congo. La foresta era diversa da come se l’era immaginata. Era totalmente impreparato alle sue dimensioni: gli alberi giganteschi che svettavano sopra la sua testa, i tronchi larghi come case… Percorrere i vasti spazi sotto quegli alberi era come camminare in una cattedrale molto buia, la luce del sole era completamente esclusa. Si udivano ogni tanto cinguettii di uccelli e squittii di scimmie, ma regnava di solito una profonda quiete. Faceva un caldo incredibile e sembrava che tutto fosse bagnato: le foglie, il suolo, i tronchi degli alberi, la stessa aria immota e opprimente, intrappolata sotto i rami sporgenti. (M. Crichton, Congo, Garzanti) - Nella descrizione soggettiva o personale (che molto spesso si identifica con la descrizione letteraria) chi scrive mette in evidenza le emozioni, gli stati d’animo, le impressioni e le opinioni personali. Il linguaggio in questo caso è ricco di aggettivi, di paragoni, di metafore, di commenti. Descrivere con le percezioni sensoriali Descrivere un luogo esprimendo a parole le percezioni derivate dall'uso dei sensi permette di far "immergere" chi legge in quel luogo, di immaginare i colori, le forme e le dimensioni, di percepire i rumori, la temperatura, le superfici, gli odori... - Solitamente nelle descrizioni sono utilizzati soprattutto la vista e l'udito, ma non è difficile trovare descrizioni che fanno uso di più sensi contemporaneamente. Osserva l'esempio che segue. Descrivere con l'uso di più sensi Un bosco autunnale Eravamo a metà autunno, e il bosco aveva un aspetto magnifico. Certe zone erano ancora di un lucente verde dorato, e nel pallido sole mattutino i grandi alberi svariavano dall’oro al bruno fulvo al rosso scarlatto, con bioccoli di bruma aleggianti come code d’aquilone tra i rami. L’aria era fredda e umida. Piccoli ruscelli luccicavano e sussurravano furtivi tra le alte sponde di terra nera. Camminavamo circondati dall’intenso e penetrante aroma dei funghi… (G. Durrell, Il naturalista a quattro zampe, Adelphi) - Può capitare, al contrario, di leggere una descrizione basata su un solo senso: per esempio esclusivamente sulle percezioni visive, oppure olfattive, oppure uditive, come in ciascuno dei tre esempi che seguono. Impressione dominante Vista Tatto Udito Olfatto Descrivere con la percezione VISIVA L’aurora boreale Quella notte Lee e io sperimentammo per la prima volta l’aurora boreale. Spensi la luce e fui subito paralizzato dallo stupore. L’ampio tratto di cielo sopra di noi sembrava una cosa viva. Sul nero profondo del cielo erano impresse volute, drappeggi, striature e arruffate matasse lilla, verdi, azzurre, rosa, argentee, che sembravano appartenere a una nuvola ma erano come animate da una vita propria. A ogni istante si spostavano, si separavano, si fondevano, si spezzavano per riformarsi in un disegno diverso, sempre illuminate come da riflettori tra le quinte, e i colori cambiavano con il loro movimento. Mi tornò in mente un caleidoscopio che mi avevano regalato da bambino, un tubo simile a un microscopio. Restammo un’ora a guardare quella fantasmagoria incredibile. (G. Durrell, Il naturalista a quattro zampe, Adelphi) Con la VISTA si possono descrivere stati d’animo, emozioni, impressioni, colori, forme e dimensioni, paragoni e ricordi. Impressione dominante Descrivere con la percezione OLFATTIVA Gli odori della città di Parigi Nel diciottesimo secolo non era ancora stato posto alcun limite all’azione dei batteri, e così non vi era attività umana o manifestazione di vita che non fosse accompagnata dal puzzo. Al tempo di cui parliamo, nella città di Parigi regnava un puzzo poco immaginabile per noi moderni. Le strade puzzavano di letame, i cortili interni di orina, le scale di legno marcio e di sterco di ratti, le cucine di cavolo andato a male e di grasso di montone; le stanze non aerate puzzavano di polvere stiantìa, le camere da letto di lenzuola bisunte, dell’umido dei piumini e dell’odore pungente e dolciastro dei vasi da notte. Puzzavano le piazze, puzzavano le chiese, c’era puzzo sotto i ponti e nei palazzi. Il contadino puzzava come il prete, l’apprendista come la moglie del maestro, puzzava tutta la nobiltà, perfino il re puzzava, puzzava come un animale feroce, e la regina come una vecchia capra, sia d’estate sia d’inverno. (P. Süskind, Il profumo, Tea) Con l’OLFATTO si può descrivere un aspetto molto particolare di un luogo, tutta la gamma di cattivi odori di strade, case e persone. Le parole “puzzo” e “puzzavano” sono volutamente ripetute per evidenziare l’impressione dominante. Descrivere con la percezione UDITIVA La misteriosa vita di Bosco Vecchio Nell’aspettare il nuovo giorno, per la prima volta nella sua vita Sebastiano conobbe i rumori della foresta. Stormire di foglie. Cigolio di rami piegati dal vento. Fruscio di foglie secche sul terreno. Tonfi di pigne che cadevano a terra. Un mormorio remotissimo di acque correnti. Il frullo d’ali di un uccello levatosi in volo. Lo scalpiccio quasi impercettibile di scoiattoli, faine, lepri e volpi che attraversavano la foresta. A lunghi intervalli, il ronzio di una grossa zanzara. Il grido improvviso e lacerante di una civetta. Squittii del tutto misteriosi. Ma, due o tre volte quella notte, ci fu anche il vero silenzio. Il solenne silenzio degli antichi boschi… (D. Buzzati, Barnabo delle montagne, Garzanti) Con l’UDITO si possono descrivere i tanti rumori, versi e suoni che rendono viva la foresta. Osserva le parole (nomi e aggettivi) che si riferiscono in modo preciso a ciascun rumore.
STRUMENTI PER ANALIZZARE IL TESTO 6. LA DESCRIZIONE DI UN LUOGO O DI UN AMBIENTE In molti testi (racconti, romanzi, cronache, biografie, articoli…) è facile trovare parti descrittive di luoghi o ambienti. Sono descrizioni importanti, che con un uso attento delle parole guidano chi legge a capire e visualizzare com’è fatto un luogo, quali sono le sue caratteristiche fondamentali. Quali aspetti possono essere presi in considerazione nella descrizione di un luogo? Le caratteristiche della descrizione di un luogo • Presentazione: nome o definizione, posizione geografica • Caratteristiche percepibili con i cinque sensi: colori, forme, dimensioni, rumori e suoni, odori e profumi, superfici, temperatura… • Impressione dominante: elementi che prevalgono sugli altri, profumi o luci o suoni particolari, un’atmosfera che resta nel ricordo, un senso di calma e serenità o di paura o di mistero… • Qualità, confronti: pregi, difetti, cambiamenti nel corso del tempo… • Commenti personali: ricordi, impressioni, emozioni… Esattamente come per le persone, gli animali, gli oggetti, anche per i luoghi possiamo trovare descrizioni reali, vere o verosimili oppure fantastiche. Un luogo reale Abitavamo in un vecchio appartamento in via del Babuino, al quinto piano di un vecchio palazzo. Il nostro appartamento era un po’ cadente e piuttosto disordinato. Mi ricordo un intrico di fili elettrici e tubi per il riscaldamento che correvano a vista lungo le pareti, vecchi divani ricoperti di stoffe stinte, tappeti consunti, e i pavimenti di piastrelle ottagonali scheggiate… (F. Marciano, Casa rossa, Longanesi) Impressione dominante Un luogo fantastico In una caverna sotto terra viveva uno hobbit. Era una caverna hobbit, cioè comodissima. Aveva una porta perfettamente rotonda come un oblò, dipinta di verde, con un lucido pomello di ottone proprio nel mezzo. La porta si apriva su un ingresso a forma di tubo, come un tunnel, con pareti foderate di legno e pavimento di piastrelle ricoperto di tappeti, fornito di sedie lucidate, e di un gran numero di attaccapanni per cappelli e cappotti: lo hobbit amava molto ricevere visite. Niente piani superiori: le camere da letto, i bagni, le cantine, le cucine, le sale da pranzo erano tutte sullo stesso piano… (Adatt. da: John R. R. Tolkien, Lo Hobbit o la Riconquista del tesoro, Adelphi) Impressione dominante Anche una descrizione di un luogo fantastico può essere dettagliata e precisa! Come accade per tutti i testi descrittivi, anche la descrizione di un luogo può essere oggettiva oppure soggettiva. Osserva i due esempi: entrambi i testi descrivono una foresta, ma sono ben evidenti le differenze. Descrizione oggettiva Le foreste pluviali Le foreste pluviali sono ambienti complessi, antichi e ricchi di vita: alberi colossali, con tronchi lisci alti fino a 40 metri, formano con le loro chiome sempreverdi una copertura quasi ininterrotta. Altri alberi svettano al di sopra della volta arborea superando anche i 60 metri di altezza; piante epifite, tra cui molte orchidee, crescono sui rami, sui tronchi e sulle foglie affondando le radici nel muschio e nei detriti che vi si raccolgono; liane e altri rampicanti si avvinghiano a rami e tronchi formando un ammasso intricato; la densità, la varietà e la stratificazione degli organismi vegetali creano condizioni ideali per la vita di un gran numero di animali. - Nella descrizione oggettiva o impersonale si presenta l’ambiente in modo preciso e dettagliato, con un linguaggio ricco di termini specifici, a volte tecnici. Con questo tipo di descrizione si forniscono informazioni e dati oggettivi. Descrizione soggettiva Immersi nella foresta pluviale Il mattino seguente entrarono nell’umida eterna oscurità della foresta pluviale del Congo. La foresta era diversa da come se l’era immaginata. Era totalmente impreparato alle sue dimensioni: gli alberi giganteschi che svettavano sopra la sua testa, i tronchi larghi come case… Percorrere i vasti spazi sotto quegli alberi era come camminare in una cattedrale molto buia, la luce del sole era completamente esclusa. Si udivano ogni tanto cinguettii di uccelli e squittii di scimmie, ma regnava di solito una profonda quiete. Faceva un caldo incredibile e sembrava che tutto fosse bagnato: le foglie, il suolo, i tronchi degli alberi, la stessa aria immota e opprimente, intrappolata sotto i rami sporgenti. (M. Crichton, Congo, Garzanti) - Nella descrizione soggettiva o personale (che molto spesso si identifica con la descrizione letteraria) chi scrive mette in evidenza le emozioni, gli stati d’animo, le impressioni e le opinioni personali. Il linguaggio in questo caso è ricco di aggettivi, di paragoni, di metafore, di commenti. Descrivere con le percezioni sensoriali Descrivere un luogo esprimendo a parole le percezioni derivate dall'uso dei sensi permette di far "immergere" chi legge in quel luogo, di immaginare i colori, le forme e le dimensioni, di percepire i rumori, la temperatura, le superfici, gli odori... - Solitamente nelle descrizioni sono utilizzati soprattutto la vista e l'udito, ma non è difficile trovare descrizioni che fanno uso di più sensi contemporaneamente. Osserva l'esempio che segue. Descrivere con l'uso di più sensi Un bosco autunnale Eravamo a metà autunno, e il bosco aveva un aspetto magnifico. Certe zone erano ancora di un lucente verde dorato, e nel pallido sole mattutino i grandi alberi svariavano dall’oro al bruno fulvo al rosso scarlatto, con bioccoli di bruma aleggianti come code d’aquilone tra i rami. L’aria era fredda e umida. Piccoli ruscelli luccicavano e sussurravano furtivi tra le alte sponde di terra nera. Camminavamo circondati dall’intenso e penetrante aroma dei funghi… (G. Durrell, Il naturalista a quattro zampe, Adelphi) - Può capitare, al contrario, di leggere una descrizione basata su un solo senso: per esempio esclusivamente sulle percezioni visive, oppure olfattive, oppure uditive, come in ciascuno dei tre esempi che seguono. Impressione dominante Vista Tatto Udito Olfatto Descrivere con la percezione VISIVA L’aurora boreale Quella notte Lee e io sperimentammo per la prima volta l’aurora boreale. Spensi la luce e fui subito paralizzato dallo stupore. L’ampio tratto di cielo sopra di noi sembrava una cosa viva. Sul nero profondo del cielo erano impresse volute, drappeggi, striature e arruffate matasse lilla, verdi, azzurre, rosa, argentee, che sembravano appartenere a una nuvola ma erano come animate da una vita propria. A ogni istante si spostavano, si separavano, si fondevano, si spezzavano per riformarsi in un disegno diverso, sempre illuminate come da riflettori tra le quinte, e i colori cambiavano con il loro movimento. Mi tornò in mente un caleidoscopio che mi avevano regalato da bambino, un tubo simile a un microscopio. Restammo un’ora a guardare quella fantasmagoria incredibile. (G. Durrell, Il naturalista a quattro zampe, Adelphi) Con la VISTA si possono descrivere stati d’animo, emozioni, impressioni, colori, forme e dimensioni, paragoni e ricordi. Impressione dominante Descrivere con la percezione OLFATTIVA Gli odori della città di Parigi Nel diciottesimo secolo non era ancora stato posto alcun limite all’azione dei batteri, e così non vi era attività umana o manifestazione di vita che non fosse accompagnata dal puzzo. Al tempo di cui parliamo, nella città di Parigi regnava un puzzo poco immaginabile per noi moderni. Le strade puzzavano di letame, i cortili interni di orina, le scale di legno marcio e di sterco di ratti, le cucine di cavolo andato a male e di grasso di montone; le stanze non aerate puzzavano di polvere stiantìa, le camere da letto di lenzuola bisunte, dell’umido dei piumini e dell’odore pungente e dolciastro dei vasi da notte. Puzzavano le piazze, puzzavano le chiese, c’era puzzo sotto i ponti e nei palazzi. Il contadino puzzava come il prete, l’apprendista come la moglie del maestro, puzzava tutta la nobiltà, perfino il re puzzava, puzzava come un animale feroce, e la regina come una vecchia capra, sia d’estate sia d’inverno. (P. Süskind, Il profumo, Tea) Con l’OLFATTO si può descrivere un aspetto molto particolare di un luogo, tutta la gamma di cattivi odori di strade, case e persone. Le parole “puzzo” e “puzzavano” sono volutamente ripetute per evidenziare l’impressione dominante. Descrivere con la percezione UDITIVA La misteriosa vita di Bosco Vecchio Nell’aspettare il nuovo giorno, per la prima volta nella sua vita Sebastiano conobbe i rumori della foresta. Stormire di foglie. Cigolio di rami piegati dal vento. Fruscio di foglie secche sul terreno. Tonfi di pigne che cadevano a terra. Un mormorio remotissimo di acque correnti. Il frullo d’ali di un uccello levatosi in volo. Lo scalpiccio quasi impercettibile di scoiattoli, faine, lepri e volpi che attraversavano la foresta. A lunghi intervalli, il ronzio di una grossa zanzara. Il grido improvviso e lacerante di una civetta. Squittii del tutto misteriosi. Ma, due o tre volte quella notte, ci fu anche il vero silenzio. Il solenne silenzio degli antichi boschi… (D. Buzzati, Barnabo delle montagne, Garzanti) Con l’UDITO si possono descrivere i tanti rumori, versi e suoni che rendono viva la foresta. Osserva le parole (nomi e aggettivi) che si riferiscono in modo preciso a ciascun rumore.