VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

Il gelato di fiordilatte Andrea De Carlo Il fiordilatte è come una tela bianca, come una pagina non scritta che contiene mille potenziali storie o nessuna, dipende. È un sapore così profondamente familiare, eppure così difficile da descrivere a parole. Cremoso, non basta. Dolce, comunque non lo definisce. Soffice, morbido, essenziale, candido, niveo? Omogeneo, sì, ti riveste la lingua, crea una patina che però si dissolve presto, non resta. Non c’è niente di scontato, nel fiordilatte: la sua apparente semplicità si apre a un universo di sfumature morbide e vellutate, che accarezzano la lingua e il palato e portano con sé memorie di pensieri ingenui, fresche impressioni, innocenti esperienze tattili e olfattive. Se c’è un gelato che smentisce il preconcetto1 secondo cui i gelati hanno una stagione, è il fiordilatte. Va bene in primavera, d’estate, in autunno, d’inverno, con qualunque clima, in qualunque giorno, a qualunque ora. Come per ogni gusto, la sua qualità dipende dalla qualità degli ingredienti, e da come li si aiuta a esprimersi, invece di avvilirli. Milena usa soltanto il latte di Didier, che tiene le sue mucche di razza bruna alpina sui prati e lascia che si nutrano di erbe fresche o di fieno asciugato al sole, a seconda della stagione. Producono molto meno latte delle mucche rinchiuse nelle stalle tra sbarre di ferro e ingozzate di mangimi industriali, ma è così cremoso che non c’è bisogno di aggiungere panna, e ha note meravigliose erbacee e floreali che cambiano di giorno in giorno, dolci-acidule, mielate, vive. È la base di tutti i suoi gusti, e la ragione per cui ha deciso di dedicarsi esclusivamente ai gelati, lasciando perdere i sorbetti. Sono tutto un altro mondo, i sorbetti: acquosi, zuccherosi, granulosi, ti si sciolgono in bocca senza averti appagato2 la lingua con la deliziosa, avviluppante, persistente densità dei gelati. Dato che la pastorizzazione altera3 qualsiasi sapore, Milena ne fa una brevissima e a bassa temperatura, sessanta gradi per trenta secondi al massimo. Per addolcire l’impasto usa succo d’uva concentrato, a volte miele d’acacia, a volte sciroppo d’agave, poi aggiunge della profumata vaniglia bourbon che viene dall’isola della Réunion, e ognuno di questi ingredienti porta un elemento sottile ma avvertibile che contribuisce al carattere finale. Il fiordilatte è uno dei gusti con cui si può verificare meglio la differenza tra un gelato stupido e un gelato interessante, tra uno che ti stanca dopo pochi cucchiaini e uno che ti fa continuare finché ce n’è. Comunque la fase della lavorazione che la affascina di più è la mantecatura, in cui l’aria viene inglobata dalla miscela liquida e come per magia la trasforma poco a poco in una crema densa, soffice, pastosa. A minuti uscirà da qui un gelato molto vicino alla sua forma finale. Quando la lavorazione è finita Milena trasferisce il gelato di fiordilatte nel contenitore d’acciaio, e il contenitore nell’abbattitore4 che nel giro di pochi minuti porta la temperatura da meno otto e meno venti gradi, in modo da ridurre la parte di acqua non congelata che farebbe perdere cremosità e volume. Poi trasferisce il fiordilatte nel pozzetto del bancone, di fianco al cachi. A sollevare i coperchi e guardarli così, sono un bellissimo accostamento: bianco e arancione, una stupenda combinazione autunnale. (Tratto da: A. De Carlo, L’imperfetta meraviglia, Giunti) Il testo In un paesino della Provenza, nel Sud della Francia, c’è una gelateria gestita da Milena, una giovane donna italiana che inventa e crea i suoi gelati, li sottopone a prove, assaggi e controlli con la passione di un’artista. Tra i tanti gusti, ecco la descrizione del suo meraviglioso fiordilatte. L’autore Nato a Milano nel 1952, Andrea De Carlo si è laureato in Storia contemporanea e ha viaggiato molto, vivendo per lunghi periodi negli Stati Uniti e in Australia. Ha pubblicato molti romanzi, tra i quali ricordiamo Treno di panna, Due di due, Di noi tre, Pura vita, I veri nomi e L’imperfetta meraviglia, da cui è tratto questo testo. 1. smentisce il preconcetto: dimostra che l’opinione (secondo cui i gelati hanno una stagione) è falsa. 2. appagato: soddisfatto. 3. altera: cambia, rende diverso. 4. abbattitore: congelatore in grado di raggiungere in brevissimo tempo temperature fino a -20 °C. COMPRENDERE 1. All’inizio del brano, il fiordilatte è paragonato a ......................................................, a .................................. ..................................................., perché ☐ il suo colore è bianco candido, proprio come la tela o la carta ☐ può contenere tante diverse sfumature, impressioni, sensazioni, ricordi 2. Di quale opinione il fiordilatte dimostra la falsità? 3. Perché “il fiordilatte è uno dei gusti con cui si può verificare meglio la differenza tra un gelato stupido e un gelato interessante” (r. 35-36)? 4. A che cosa si riferisce il colore arancione, accostato al bianco del fiordilatte, nell’ultima parte del testo? 5. Dal testo puoi capire che: ☐ si descrive il gusto di fiordilatte in generale ☐ si descrive il particolare fiordilatte preparato da Milena LESSICO 6. Indica il sinonimo con cui potresti sostituire l’aggettivo “potenziali” (r. 2): A. accettabili B. possibili C. passabili D. piacevoli 7. Che cos’è la “patina” (r. 6) che riveste la lingua ma si dissolve presto? 8. Nella frase “da come li si aiuta a esprimersi, invece di avvilirli” a. la parola “li”, usata due volte, si riferisce a ... b. in analisi grammaticale, “li” è un ... ANALIZZARE 9. Completa la tabella dell’oggetto descritto, con i particolari forniti dal testo. 10. Numera nell’ordine corretto le fasi della lavorazione del fiordilatte di Milena. mantecatura trasferimento nel pozzetto pastorizzazione preparazione dell’impasto trasferimento nell’abbattitore 11. La descrizione del fiordilatte è ☐ oggettiva-scientifica ☐ soggettiva-letteraria ESPRIMERE E VALUTARE 12. Parlare A te quale gusto di gelato piace di più? Perché? Descrivi in breve, a voce, perché ti piace e che cosa provi quando lo assapori. 13. Scrivere Immagina un gusto di gelato che non hai mai assaggiato e prova a inventarne uno con gli ingredienti che preferisci: quali useresti? Descrivi poi le varie percezioni legate al tuo gelato personale: il gusto, la vista, il tatto, l’olfatto, ma anche ricordi, impressioni, pensieri che affiorano alla mente…
Il gelato di fiordilatte Andrea De Carlo Il fiordilatte è come una tela bianca, come una pagina non scritta che contiene mille potenziali storie o nessuna, dipende. È un sapore così profondamente familiare, eppure così difficile da descrivere a parole. Cremoso, non basta. Dolce, comunque non lo definisce. Soffice, morbido, essenziale, candido, niveo? Omogeneo, sì, ti riveste la lingua, crea una patina che però si dissolve presto, non resta. Non c’è niente di scontato, nel fiordilatte: la sua apparente semplicità si apre a un universo di sfumature morbide e vellutate, che accarezzano la lingua e il palato e portano con sé memorie di pensieri ingenui, fresche impressioni, innocenti esperienze tattili e olfattive. Se c’è un gelato che smentisce il preconcetto1 secondo cui i gelati hanno una stagione, è il fiordilatte. Va bene in primavera, d’estate, in autunno, d’inverno, con qualunque clima, in qualunque giorno, a qualunque ora. Come per ogni gusto, la sua qualità dipende dalla qualità degli ingredienti, e da come li si aiuta a esprimersi, invece di avvilirli. Milena usa soltanto il latte di Didier, che tiene le sue mucche di razza bruna alpina sui prati e lascia che si nutrano di erbe fresche o di fieno asciugato al sole, a seconda della stagione. Producono molto meno latte delle mucche rinchiuse nelle stalle tra sbarre di ferro e ingozzate di mangimi industriali, ma è così cremoso che non c’è bisogno di aggiungere panna, e ha note meravigliose erbacee e floreali che cambiano di giorno in giorno, dolci-acidule, mielate, vive. È la base di tutti i suoi gusti, e la ragione per cui ha deciso di dedicarsi esclusivamente ai gelati, lasciando perdere i sorbetti. Sono tutto un altro mondo, i sorbetti: acquosi, zuccherosi, granulosi, ti si sciolgono in bocca senza averti appagato2 la lingua con la deliziosa, avviluppante, persistente densità dei gelati. Dato che la pastorizzazione altera3 qualsiasi sapore, Milena ne fa una brevissima e a bassa temperatura, sessanta gradi per trenta secondi al massimo. Per addolcire l’impasto usa succo d’uva concentrato, a volte miele d’acacia, a volte sciroppo d’agave, poi aggiunge della profumata vaniglia bourbon che viene dall’isola della Réunion, e ognuno di questi ingredienti porta un elemento sottile ma avvertibile che contribuisce al carattere finale. Il fiordilatte è uno dei gusti con cui si può verificare meglio la differenza tra un gelato stupido e un gelato interessante, tra uno che ti stanca dopo pochi cucchiaini e uno che ti fa continuare finché ce n’è. Comunque la fase della lavorazione che la affascina di più è la mantecatura, in cui l’aria viene inglobata dalla miscela liquida e come per magia la trasforma poco a poco in una crema densa, soffice, pastosa. A minuti uscirà da qui un gelato molto vicino alla sua forma finale. Quando la lavorazione è finita Milena trasferisce il gelato di fiordilatte nel contenitore d’acciaio, e il contenitore nell’abbattitore4 che nel giro di pochi minuti porta la temperatura da meno otto e meno venti gradi, in modo da ridurre la parte di acqua non congelata che farebbe perdere cremosità e volume. Poi trasferisce il fiordilatte nel pozzetto del bancone, di fianco al cachi. A sollevare i coperchi e guardarli così, sono un bellissimo accostamento: bianco e arancione, una stupenda combinazione autunnale. (Tratto da: A. De Carlo, L’imperfetta meraviglia, Giunti) Il testo In un paesino della Provenza, nel Sud della Francia, c’è una gelateria gestita da Milena, una giovane donna italiana che inventa e crea i suoi gelati, li sottopone a prove, assaggi e controlli con la passione di un’artista. Tra i tanti gusti, ecco la descrizione del suo meraviglioso fiordilatte. L’autore Nato a Milano nel 1952, Andrea De Carlo si è laureato in Storia contemporanea e ha viaggiato molto, vivendo per lunghi periodi negli Stati Uniti e in Australia. Ha pubblicato molti romanzi, tra i quali ricordiamo Treno di panna, Due di due, Di noi tre, Pura vita, I veri nomi e L’imperfetta meraviglia, da cui è tratto questo testo. 1. smentisce il preconcetto: dimostra che l’opinione (secondo cui i gelati hanno una stagione) è falsa.  2. appagato: soddisfatto.  3. altera: cambia, rende diverso.  4. abbattitore: congelatore in grado di raggiungere in brevissimo tempo temperature fino a -20 °C. COMPRENDERE 1. All’inizio del brano, il fiordilatte è paragonato a ......................................................, a .................................. ..................................................., perché ☐ il suo colore è bianco candido, proprio come la tela o la carta ☐ può contenere tante diverse sfumature, impressioni, sensazioni, ricordi 2. Di quale opinione il fiordilatte dimostra la falsità? 3. Perché “il fiordilatte è uno dei gusti con cui si può verificare meglio la differenza tra un gelato stupido e un gelato interessante” (r. 35-36)? 4. A che cosa si riferisce il colore arancione, accostato al bianco del fiordilatte, nell’ultima parte del testo? 5. Dal testo puoi capire che: ☐ si descrive il gusto di fiordilatte in generale ☐ si descrive il particolare fiordilatte preparato da Milena LESSICO 6. Indica il sinonimo con cui potresti sostituire l’aggettivo “potenziali” (r. 2): A. accettabili  B. possibili C. passabili D. piacevoli 7. Che cos’è la “patina” (r. 6) che riveste la lingua ma si dissolve presto? 8. Nella frase “da come li si aiuta a esprimersi, invece di avvilirli” a. la parola “li”, usata due volte, si riferisce a ... b. in analisi grammaticale, “li” è un ... ANALIZZARE 9. Completa la tabella dell’oggetto descritto, con i particolari forniti dal testo. 10. Numera nell’ordine corretto le fasi della lavorazione del fiordilatte di Milena. mantecatura trasferimento nel pozzetto pastorizzazione preparazione dell’impasto trasferimento nell’abbattitore 11. La descrizione del fiordilatte è ☐ oggettiva-scientifica ☐ soggettiva-letteraria ESPRIMERE E VALUTARE 12. Parlare A te quale gusto di gelato piace di più? Perché? Descrivi in breve, a voce, perché ti piace e che cosa provi quando lo assapori. 13. Scrivere Immagina un gusto di gelato che non hai mai assaggiato e prova a inventarne uno con gli ingredienti che preferisci: quali useresti? Descrivi poi le varie percezioni legate al tuo gelato personale: il gusto, la vista, il tatto, l’olfatto, ma anche ricordi, impressioni, pensieri che affiorano alla mente…