VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

La pantera Bagheera Rudyard Kipling Il conciliabolo1 sotto l’albero di peepul, all’estremità del villaggio, s’era andato facendo sempre più rumoroso. Si sciolse fra urla selvagge e la folla degli uomini e delle donne si precipitò su per la strada brandendo2 randelli, bambù, falci e coltelli, urlando: - La strega e lo stregone! Vediamo se le monete roventi3 li indurranno a confessare! Appiccate il fuoco alla capanna! Così insegneremo loro a prendere in casa i Lupi-Diavoli. No, bastonateli prima! Le torce! Portate altre torce! Trovarono una certa difficoltà ad aprire il chiavistello della porta. Era stato saldamente assicurato, ma la folla lo strappò via completamente e la luce delle torce inondò la stanza dove, tutta lunga distesa sul lettuccio, con le zampe davanti incrociate e un po’ penzolanti da un’estremità, nera come l’inferno e terribile come un demonio, stava la pantera Bagheera. Vi fu un mezzo minuto di disperato silenzio, mentre quelli che si trovavano in prima fila nella folla si ritrassero dalla soglia e s’aprirono una via di scampo a graffi e a spintoni, e in quel minuto Bagheera alzò la testa e sbadigliò lentamente, studiatamente4 e con ostentazione come sbadigliava quando voleva insultare un suo simile. Le labbra frangiate si aprirono e si ritrassero, la lingua rossa si arricciò, la mascella inferiore si abbassò tanto finché lasciò vedere fino a metà la gola ardente, e i canini giganteschi si scoprirono sopra e sotto fino all’orlo delle gengive, poi si serrarono con uno scatto sonoro come i congegni d’acciaio della serratura d’una cassaforte che si richiude. Un momento dopo la strada era deserta. Bagheera era saltata fuori attraverso la finestra e stava al fianco di Mowgli, mentre un torrente di gente urlante e schiamazzante fuggiva terrorizzata, incalzandosi e calpestandosi, nella furia di rientrare nelle capanne. - Non si muoveranno più fino a giorno - disse Bagheera tranquillamente. - E adesso? Pareva che il silenzio della siesta pomeridiana incombesse sul villaggio, ma, stando in ascolto, essi udirono il rumore dei pesanti cofani5 di grano trascinati sui pavimenti di terra battuta e spinti contro le porte. Bagheera aveva perfettamente ragione; il villaggio non si sarebbe mosso fino a giorno. Mowgli sedeva immobile e pensieroso e il suo volto si faceva sempre più cupo. - Che cosa ho fatto? - chiese Bagheera alfine strisciando ai suoi piedi. - Nient’altro che del gran bene. Sorvegliali fino a quando si fa giorno. Io dormo. Mowgli scappò nella giungla e si buttò sopra una roccia e dormì tutto quel giorno e anche la notte seguente. Quando si svegliò Bagheera era al suo fianco, e ai suoi piedi giaceva un capriolo appena ucciso. Bagheera osservò con curiosità Mowgli che si mise al lavoro col suo coltello da caccia, mangiò, bevve e poi si rivoltò bocconi e appoggiò il mento sulle mani. (Tratto da: R. Kipling, Il secondo libro della giungla, Editrice Piccoli) Il testo Il testo che segue è tratto da Il libro della giungla, dove si racconta di un bambino, Mowgli, abbandonato nella giungla da piccolo, salvato e allevato dagli animali. Dopo tanti anni vissuti con loro, il giovane Mowgli viene trovato, riportato nella società degli uomini e adottato. Nel brano che stai per leggere si racconta una delle sue avventure: Mowgli riesce a salvare i suoi genitori in pericolo e a farli scappare dalla capanna in cui sono tenuti prigionieri perché accusati di stregoneria. Al loro posto, gli abitanti del villaggio troveranno la temibile e meravigliosa pantera Bagheera. L’autore Rudyard Kipling nacque nel 1865 in India da genitori inglesi, nel periodo in cui l’India era una colonia britannica. Vincitore del PREMIO NOBEL per la letteratura nel 1907, è stato uno degli scrittori più letti e amati del suo tempo. L’esperienza degli anni trascorsi in India e dei lunghi viaggi attraverso tutti i continenti si ritrova nei suoi libri, insieme all’amore per l’avventura e la natura. Tra i suoi romanzi per ragazzi più famosi ricordiamo Il libro della giungla, Il secondo libro della giungla, Capitani coraggiosi e Kim. Kipling morì a Londra nel 1936. 1. conciliabolo: riunione, generalmente segreta. 2. brandendo: impugnando e agitando minacciosamente. 3. monete roventi: è un tipo di tortura. 4. studiatamente: in modo ricercato, poco spontaneo. 5. cofani: grandi casse. LIBRI PER TE Rudyard Kipling, Il libro della giungla, Editrice Piccoli Il Libro della giungla si compone di cinque racconti, il cui legame potrebbe essere costituito dal fatto che la maggior parte dei personaggi è rappresentata da animali. Il primo racconto narra le avventure del “cucciolo d’uomo” Mowgli, disperso nella giungla indiana da bambino e adottato da un branco di lupi che, insieme all’orso Baloo e alla pantera Bagheera, lo alleveranno e lo educheranno alle leggi della giungla. Protagonisti degli altri racconti sono una piccola foca bianca, una mangusta, un branco di elefanti e tanti altri animali… A questo libro fa seguito Il secondo libro della giungla, un’altra raccolta di racconti dove ritroviamo Mowgli e altri personaggi. Panthera pardus Nome comune: Leopardo Nome scientifico: Panthera pardus Famiglia: Felidi Ordine: Carnivori Classe: Mammiferi CARATTERISTICHE L’altezza del leopardo è di circa 50-70 cm (nella femmina 45-60), la lunghezza testa-corpo è di 130-190 cm (nella femmina 110-140), la coda è lunga 70-100 cm (nella femmina 60-75) e il peso arriva sino a 85 kg (sino a 50 kg nella femmina). Il mantello è caratterizzato da una colorazione variabile dal giallo al beige (più chiaro sull’addome, sotto la coda e all’interno delle zampe) e da particolari macchie nere di forma irregolare (a forma di rosa). Una curiosità: le cosiddette pantere nere altro non sono che una variante cromatica del leopardo, completamente nera. La colorazione e lo spessore della pelliccia variano notevolmente con l’habitat colonizzato: negli ambienti con climi più freddi il manto appare più folto, mentre in quelli più umidi si ha una tendenza a un manto più scuro. Proprio per la sua splendida pelliccia il leopardo è stato cacciato per molto tempo, sino a condurlo, in alcune regioni, a rischio di estinzione. Il leopardo presenta un udito eccezionale, una buona vista e olfatto. VITA E ABITUDINI Il leopardo è una specie solitaria. Eccetto che nel periodo degli amori. Il periodo riproduttivo è in primavera, nella fascia subtropicale, e durante tutto l’anno nella fascia tropicale. I maschi si contendono la femmina con violenti scontri. Avvenuto l’accoppiamento, la gestazione si prolunga per 90-105 giorni e termina con la nascita di 2-3 piccoli. Quando il leopardo non è disturbato è attivo sia di giorno sia di notte, divenendo crepuscolare e/o notturno se minacciato. Questo carnivoro trascorre la giornata a riposarsi sui rami degli alberi, che rappresentano anche il luogo di appostamento per gli agguati alle prede, che vengono uccise con una zampata sul collo. Le prede preferite sono rappresentate da antilopi, facoceri, gazzelle, uccelli terricoli, piccoli di leone e scimmie, in particolare babbuini. Oltre a essere un buon arrampicatore, è anche un buon nuotatore. DOVE È POSSIBILE INCONTRARE IL LEOPARDO Ha colonizzato ambienti estremamente diversi, dalla savana boscata alle foreste, dalla pianura alle montagne di 4500 m s.l.m. È distribuito su tutto il territorio africano e poi in India, in Sinai, in Iran, in Corea, in Manciuria e in Cina. (Adatt. da: Stefania Buratta, in www.animalieanimali.it) Il testo Ma chi è in realtà Bagheera? Esiste davvero un animale con queste caratteristiche o la descrizione è solo frutto della fantasia di Kipling? Una studiosa ci svela il mistero. COMPRENDERE 1. Nel primo dei due testi, quale effetto ha sugli abitanti del villaggio l’incontro con la pantera Bagheera? 2. Bagheera sbadiglia: che cosa mette in mostra? 3. Perché gli abitanti del villaggio spingono pesanti casse di grano contro le porte delle loro capanne? 4. Perché Bagheera ha deposto la sua preda ai piedi di Mowgli? 5. Dopo aver letto la descrizione oggettiva del secondo testo, sai dire qual è la differenza tra leopardo e pantera nera? Bagheera, allora, può essere definita un leopardo? LESSICO 6. In quali delle seguenti frasi il verbo “sciogliere” è usato con lo stesso valore figurato della frase «[Il conciliabolo] Si sciolse fra urla selvagge» (r. 2, p. 346)? ☐ La neve si scioglie al sole di aprile ☐ La squadra di pallavolo della scuola si è sciolta il mese scorso ☐ Il preside ha sciolto l’assemblea ☐ Le compresse effervescenti si sciolgono in un bicchiere d’acqua 7. Anche nella frase “la luce delle torce inondò la stanza” (r. 11) il verbo è usato in senso figurato: a quali di queste parole è associato quando lo si usa invece in senso letterale? Sottolineale. sole • acqua • raggio • fuoco • montagna • terra • fiume • cielo Qual è, dunque, il significato proprio del verbo “inondare”? 8. Con quali similitudini vengono descritti il colore e l’aspetto della pantera nel primo testo? 9. Nel secondo testo, sottolinea e trascrivi le parole denotative, tipiche di una descrizione scientifica (ad es. “mantello”, “colorazione”, …). GRAMMATICA 10. Nella frase «Era stato saldamente assicurato, ma la folla lo strappò via completamente» (r. 10-11) quanti avverbi sono presenti? A. Nessuno B. Uno C. Due D. Tre 11. Trasforma in attiva la seguente frase passiva: «Le prede preferite sono rappresentate da antilopi, facoceri, gazzelle, uccelli…». ANALIZZARE 12. Completa il seguente schema, relativo alla descrizione soggettiva di Bagheera. zampe colore labbra lingua gola canini 13. Confronta i due testi: in quello narrativo compare una descrizione soggettiva della pantera; il secondo è invece una descrizione oggettiva dello stesso animale. Stabilisci le caratteristiche di ciascun tipo di descrizione compilando la seguente tabella. Sono presenti figure retoriche Vengono espressi sentimenti e stati d’animo Ci sono dati e misure Presenta un linguaggio con termini specifici Fornisce informazioni Coinvolge il lettore Presenta un linguaggio ricercato Usa frasi brevi in cui prevalgono le congiunzioni coordinanti Usa frasi lunghe e articolate ESPRIMERE E VALUTARE 14. Parlare Qualcuno ama possedere animali esotici, e la pantera è uno di questi: viene catturata da piccola e tenuta come fosse un grosso gatto. Spesso, però, quando gli animali crescono diventano ingombranti, danno fastidio e vengono abbandonati. Tu che cosa ne pensi? Credi che sia giusto costringere un animale libero e selvaggio a vivere in un ambiente umano? Può essere felice di vivere così? Anche tu puoi fare qualcosa: per esempio non chiedere in regalo animali esotici, come le tartarughine tanto carine. Infatti, se nessuno acquistasse animali esotici, pian piano il mercato si esaurirebbe, i bracconieri dei Paesi di origine non guadagnerebbero più e magari cambierebbero mestiere! 15. Scrivere A proposito di animali esotici, leggi questa significativa storiella orientale, in cui un elefante è stato percepito con un unico senso, il tatto, e per una porzione assai limitata, da quattro persone diverse! L’ELEFANTE NEL BUIO C’era un Paese in cui non sera mai visto un elefante. L’imperatore dell’India, volendo stipulare un’alleanza con il re di quel Paese, gli mandò in dono un elefante che arrivò di notte e subito venne rinchiuso in un padiglione nel giardino dell’ambasciata, in attesa della consegna ufficiale. La curiosità della gente era grande, e per vedere com’era fatto un elefante, quattro dei più coraggiosi decisero di introdursi di soppiatto nel padiglione, approfittando della notte e del buio. Anzi, per non farsi scoprire, non portarono con sé neanche una lanterna, limitandosi a toccare l’animale, palpandolo ben bene e scappando poi di gran volata per tornare dagli amici che li aspettavano impazienti. - Ecco come è fatto un elefante - disse il primo, che aveva toccato una zampa - è come una colonna, una grande colonna tutta tonda. Ma il secondo, che aveva toccato la proboscide, replicò: - Niente affatto: è come una grossa corda, molto grossa e molto lunga. Il terzo, che aveva toccato ben bene un orecchio dell’elefante, assicurò invece che l’animale aveva l’aspetto di un grande, enorme ventaglio. E il quarto, che aveva ispezionato la coda, affermò che dopotutto l’elefante assomigliava proprio al codino di un maiale, ma molto più alto e ruvido. Questo capita a chi vuol parlare delle cose senza averne una visione globale. (G. Mandel, Saggezza islamica. Le novelle dei Sufi, Edizioni Paoline) Tenendo presente la storia dell'elefante, immagina anche tu che quattro persone diverse descrivano un unico animale, dopo averlo toccato al buio! • Scegli naturalmente un animale che conosci bene, in modo che ciascuna porzione di descrizione faccia riferimento a caratteristiche reali dell'animale. • Una variante divertente: ciascuno di voi legga in classe le proprie quattro descrizioni al buio, senza mai nominare l'animale descritto. Chi indovinerà per primo di quale animale si sta parlando?
La pantera Bagheera Rudyard Kipling Il conciliabolo1 sotto l’albero di peepul, all’estremità del villaggio, s’era andato facendo sempre più rumoroso. Si sciolse fra urla selvagge e la folla degli uomini e delle donne si precipitò su per la strada brandendo2 randelli, bambù, falci e coltelli, urlando: - La strega e lo stregone! Vediamo se le monete roventi3 li indurranno a confessare! Appiccate il fuoco alla capanna! Così insegneremo loro a prendere in casa i Lupi-Diavoli. No, bastonateli prima! Le torce! Portate altre torce! Trovarono una certa difficoltà ad aprire il chiavistello della porta. Era stato saldamente assicurato, ma la folla lo strappò via completamente e la luce delle torce inondò la stanza dove, tutta lunga distesa sul lettuccio, con le zampe davanti incrociate e un po’ penzolanti da un’estremità, nera come l’inferno e terribile come un demonio, stava la pantera Bagheera. Vi fu un mezzo minuto di disperato silenzio, mentre quelli che si trovavano in prima fila nella folla si ritrassero dalla soglia e s’aprirono una via di scampo a graffi e a spintoni, e in quel minuto Bagheera alzò la testa e sbadigliò lentamente, studiatamente4 e con ostentazione come sbadigliava quando voleva insultare un suo simile. Le labbra frangiate si aprirono e si ritrassero, la lingua  rossa si arricciò, la mascella inferiore si abbassò tanto finché lasciò vedere fino a metà la gola ardente, e i canini giganteschi si scoprirono sopra e sotto fino all’orlo delle gengive, poi si serrarono con uno scatto sonoro come i congegni d’acciaio della serratura d’una cassaforte che si richiude. Un momento dopo la strada era deserta. Bagheera era saltata fuori attraverso la finestra e stava al fianco di Mowgli, mentre un torrente di gente urlante e schiamazzante fuggiva terrorizzata, incalzandosi e calpestandosi, nella furia di rientrare nelle capanne. - Non si muoveranno più fino a giorno - disse Bagheera tranquillamente. - E adesso? Pareva che il silenzio della siesta pomeridiana incombesse sul villaggio, ma, stando in ascolto, essi udirono il rumore dei pesanti cofani5 di grano trascinati sui pavimenti di terra battuta e spinti contro le porte. Bagheera aveva perfettamente ragione; il villaggio non si sarebbe mosso fino a giorno. Mowgli sedeva immobile e pensieroso e il suo volto si faceva sempre più cupo. - Che cosa ho fatto? - chiese Bagheera alfine strisciando ai suoi piedi. - Nient’altro che del gran bene. Sorvegliali fino a quando si fa giorno. Io dormo. Mowgli scappò nella giungla e si buttò sopra una roccia e dormì tutto quel giorno e anche la notte seguente. Quando si svegliò Bagheera era al suo fianco, e ai suoi piedi giaceva un capriolo appena ucciso. Bagheera osservò con curiosità Mowgli che si mise al lavoro col suo coltello da caccia, mangiò, bevve e poi si rivoltò bocconi e appoggiò il mento sulle mani. (Tratto da: R. Kipling, Il secondo libro della giungla, Editrice Piccoli) Il testo Il testo che segue è tratto da Il libro della giungla, dove si racconta di un bambino, Mowgli, abbandonato nella giungla da piccolo, salvato e allevato dagli animali. Dopo tanti anni vissuti con loro, il giovane Mowgli viene trovato, riportato nella società degli uomini e adottato. Nel brano che stai per leggere si racconta una delle sue avventure: Mowgli riesce a salvare i suoi genitori in pericolo e a farli scappare dalla capanna in cui sono tenuti prigionieri perché accusati di stregoneria. Al loro posto, gli abitanti del villaggio troveranno la temibile e meravigliosa pantera Bagheera. L’autore Rudyard Kipling nacque nel 1865 in India da genitori inglesi, nel periodo in cui l’India era una colonia britannica. Vincitore del PREMIO NOBEL per la letteratura nel 1907, è stato uno degli scrittori più letti e amati del suo tempo. L’esperienza degli anni trascorsi in India e dei lunghi viaggi attraverso tutti i continenti si ritrova nei suoi libri, insieme all’amore per l’avventura e la natura. Tra i suoi romanzi per ragazzi più famosi ricordiamo Il libro della giungla, Il secondo libro della giungla, Capitani coraggiosi e Kim. Kipling morì a Londra nel 1936. 1. conciliabolo: riunione, generalmente segreta. 2. brandendo: impugnando e agitando minacciosamente. 3. monete roventi: è un tipo di tortura. 4. studiatamente: in modo ricercato, poco spontaneo. 5. cofani: grandi casse. LIBRI PER TE Rudyard Kipling, Il libro della giungla, Editrice Piccoli Il Libro della giungla si compone di cinque racconti, il cui legame potrebbe essere costituito dal fatto che la maggior parte dei personaggi è rappresentata da animali. Il primo racconto narra le avventure del “cucciolo d’uomo” Mowgli, disperso nella giungla indiana da bambino e adottato da un branco di lupi che, insieme all’orso Baloo e alla pantera Bagheera, lo alleveranno e lo educheranno alle leggi della giungla. Protagonisti degli altri racconti sono una piccola foca bianca, una mangusta, un branco di elefanti e tanti altri animali… A questo libro fa seguito Il secondo libro della giungla, un’altra raccolta di racconti dove ritroviamo Mowgli e altri personaggi. Panthera pardus Nome comune: Leopardo Nome scientifico: Panthera pardus Famiglia: Felidi Ordine: Carnivori Classe: Mammiferi CARATTERISTICHE L’altezza del leopardo è di circa 50-70 cm (nella femmina 45-60), la lunghezza testa-corpo è di 130-190 cm (nella femmina 110-140), la coda è lunga 70-100 cm (nella femmina 60-75) e il peso arriva sino a 85 kg (sino a 50 kg nella femmina). Il mantello è caratterizzato da una colorazione variabile dal giallo al beige (più chiaro sull’addome, sotto la coda e all’interno delle zampe) e da particolari macchie nere di forma irregolare (a forma di rosa). Una curiosità: le cosiddette pantere nere altro non sono che una variante cromatica del leopardo, completamente nera. La colorazione e lo spessore della pelliccia variano notevolmente con l’habitat colonizzato: negli ambienti con climi più freddi il manto appare più folto, mentre in quelli più umidi si ha una tendenza a un manto più scuro. Proprio per la sua splendida pelliccia il leopardo è stato cacciato per molto tempo, sino a condurlo, in alcune regioni, a rischio di estinzione. Il leopardo presenta un udito eccezionale, una buona vista e olfatto. VITA E ABITUDINI Il leopardo è una specie solitaria. Eccetto che nel periodo degli amori. Il periodo riproduttivo è in primavera, nella fascia subtropicale, e durante tutto l’anno nella fascia tropicale. I maschi si contendono la femmina con violenti scontri. Avvenuto l’accoppiamento, la gestazione si prolunga per 90-105 giorni e termina con la nascita di 2-3 piccoli. Quando il leopardo non è disturbato è attivo sia di giorno sia di notte, divenendo crepuscolare e/o notturno se minacciato. Questo carnivoro trascorre la giornata a riposarsi sui rami degli alberi, che rappresentano anche il luogo di appostamento per gli agguati alle prede, che vengono uccise con una zampata sul collo. Le prede preferite sono rappresentate da antilopi, facoceri, gazzelle, uccelli terricoli, piccoli di leone e scimmie, in particolare babbuini. Oltre a essere un buon arrampicatore, è anche un buon nuotatore. DOVE È POSSIBILE INCONTRARE IL LEOPARDO Ha colonizzato ambienti estremamente diversi, dalla savana boscata alle foreste, dalla pianura alle montagne di 4500 m s.l.m. È distribuito su tutto il territorio africano e poi in India, in Sinai, in Iran, in Corea, in Manciuria e in Cina. (Adatt. da: Stefania Buratta, in www.animalieanimali.it) Il testo Ma chi è in realtà Bagheera? Esiste davvero un animale con queste caratteristiche o la descrizione è solo frutto della fantasia di Kipling? Una studiosa ci svela il mistero. COMPRENDERE 1. Nel primo dei due testi, quale effetto ha sugli abitanti del villaggio l’incontro con la pantera Bagheera?  2. Bagheera sbadiglia: che cosa mette in mostra?  3. Perché gli abitanti del villaggio spingono pesanti casse di grano contro le porte delle loro capanne?  4. Perché Bagheera ha deposto la sua preda ai piedi di Mowgli?  5. Dopo aver letto la descrizione oggettiva del secondo testo, sai dire qual è la differenza tra leopardo e pantera nera? Bagheera, allora, può essere definita un leopardo? LESSICO 6. In quali delle seguenti frasi il verbo “sciogliere” è usato con lo stesso valore figurato della frase «[Il conciliabolo] Si sciolse fra urla selvagge» (r. 2, p. 346)? ☐ La neve si scioglie al sole di aprile ☐ La squadra di pallavolo della scuola si è sciolta il mese scorso ☐ Il preside ha sciolto l’assemblea ☐ Le compresse effervescenti si sciolgono in un bicchiere d’acqua 7. Anche nella frase “la luce delle torce inondò la stanza” (r. 11) il verbo è usato in senso figurato: a quali di queste parole è associato quando lo si usa invece in senso letterale? Sottolineale. sole • acqua • raggio • fuoco • montagna • terra • fiume • cielo Qual è, dunque, il significato proprio del verbo “inondare”? 8. Con quali similitudini vengono descritti il colore e l’aspetto della pantera nel primo testo? 9. Nel secondo testo, sottolinea e trascrivi le parole denotative, tipiche di una descrizione scientifica (ad es. “mantello”, “colorazione”, …). GRAMMATICA 10. Nella frase «Era stato saldamente assicurato, ma la folla lo strappò via completamente» (r. 10-11) quanti avverbi sono presenti? A. Nessuno  B. Uno  C. Due D. Tre 11. Trasforma in attiva la seguente frase passiva: «Le prede preferite sono rappresentate da antilopi, facoceri, gazzelle, uccelli…». ANALIZZARE 12. Completa il seguente schema, relativo alla descrizione soggettiva di Bagheera. zampe colore labbra lingua gola canini 13. Confronta i due testi: in quello narrativo compare una descrizione soggettiva della pantera; il secondo è invece una descrizione oggettiva dello stesso animale. Stabilisci le caratteristiche di ciascun tipo di descrizione compilando la seguente tabella. Sono presenti figure retoriche Vengono espressi sentimenti e stati d’animo Ci sono dati e misure Presenta un linguaggio con termini specifici Fornisce informazioni Coinvolge il lettore Presenta un linguaggio ricercato Usa frasi brevi in cui prevalgono le congiunzioni coordinanti Usa frasi lunghe e articolate ESPRIMERE E VALUTARE 14. Parlare Qualcuno ama possedere animali esotici, e la pantera è uno di questi: viene catturata da piccola e tenuta come fosse un grosso gatto. Spesso, però, quando gli animali crescono diventano ingombranti, danno fastidio e vengono abbandonati. Tu che cosa ne pensi? Credi che sia giusto costringere un animale libero e selvaggio a vivere in un ambiente umano? Può essere felice di vivere così? Anche tu puoi fare qualcosa: per esempio non chiedere in regalo animali esotici, come le tartarughine tanto carine. Infatti, se nessuno acquistasse animali esotici, pian piano il mercato si esaurirebbe, i bracconieri dei Paesi di origine non guadagnerebbero più e magari cambierebbero mestiere! 15. Scrivere A proposito di animali esotici, leggi questa significativa storiella orientale, in cui un elefante è stato percepito con un unico senso, il tatto, e per una porzione assai limitata, da quattro persone diverse! L’ELEFANTE NEL BUIO C’era un Paese in cui non sera mai visto un elefante. L’imperatore dell’India, volendo stipulare un’alleanza con il re di quel Paese, gli mandò in dono un elefante che arrivò di notte e subito venne rinchiuso in un padiglione nel giardino dell’ambasciata, in attesa della consegna ufficiale. La curiosità della gente era grande, e per vedere com’era fatto un elefante, quattro dei più coraggiosi decisero di introdursi di soppiatto nel padiglione, approfittando della notte e del buio. Anzi, per non farsi scoprire, non portarono con sé neanche una lanterna, limitandosi a toccare l’animale, palpandolo ben bene e scappando poi di gran volata per tornare dagli amici che li aspettavano impazienti. - Ecco come è fatto un elefante - disse il primo, che aveva toccato una zampa - è come una colonna, una grande colonna tutta tonda. Ma il secondo, che aveva toccato la proboscide, replicò: - Niente affatto: è come una grossa corda, molto grossa e molto lunga. Il terzo, che aveva toccato ben bene un orecchio dell’elefante, assicurò invece che l’animale aveva l’aspetto di un grande, enorme ventaglio. E il quarto, che aveva ispezionato la coda, affermò che dopotutto l’elefante assomigliava proprio al codino di un maiale, ma molto più alto e ruvido. Questo capita a chi vuol parlare delle cose senza averne una visione globale. (G. Mandel, Saggezza islamica. Le novelle dei Sufi, Edizioni Paoline) Tenendo presente la storia dell'elefante, immagina anche tu che quattro persone diverse descrivano un unico animale, dopo averlo toccato al buio! •    Scegli naturalmente un animale che conosci bene, in modo che ciascuna porzione di descrizione faccia riferimento a caratteristiche reali dell'animale. •    Una variante divertente: ciascuno di voi legga in classe le proprie quattro descrizioni al buio, senza mai nominare l'animale descritto. Chi indovinerà per primo di quale animale si sta parlando?