VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

I miei genitori Feven Abreha Tekle Sono nata ad Asmara. Socialmente posso dire che vivevamo un’esistenza abbastanza confortevole, grazie al lavoro di mio padre Abre-ha, anche se eravamo una famiglia numerosa: oltre a mio padre e a mia madre Alganesh, in casa vivevamo io, i miei fratelli Daniel, Tesfay, Biniam, Tedros ed Esayas, il piccolino di casa, e le mie sorelle, Eden e Semhar. Se ripenso alla mia infanzia, la prima immagine che mi torna alla memoria è quella della mamma mentre cuoceva Yengera, il pane eritreo, sulla piastra bollente nell’angolo della cucina. Lavorava in fretta, con abilità e io guardavo affascinata le sue mani scarne, rugose eppure molto belle, con lunghe dita affusolate. Donna di poche parole, la mamma aveva sempre un’espressione serena e conciliante. Se i nostri sguardi si incrociavano, le sue labbra si increspavano in un sorriso che mi riempiva il cuore di gioia, come un dono di immenso valore. Anche il babbo la osservava estasiato e in quegli occhi quasi rapiti si poteva leggere l’amore che li univa. Ero convinta che loro due, sempre vissuti insieme, fossero nati insieme. Se esisteva qualcosa di eterno, nel passato e nel futuro, erano loro. Ai miei occhi di bambina, mio padre rappresentava la sicurezza. Era un uomo di aspetto ' massiccio, sempre molto pacato. Non si affannava mai e non ricordo di avere mai visto il suo viso alterato o adirato, nemmeno quando ci rimproverava. In quei casi ricordo che a intimorirci era il tono di voce particolare, secco e quasi inespressivo: nessuna possibilità di replica neanche per i miei fratelli più grandi, quando ci parlava in quel modo. Eppure, anche nei momenti di maggiore tensione, i suoi occhi rivelavano tutta la bontà del suo animo. Un evento speciale, nella mia infanzia ad Asmara, era la domenica, perché mio padre portava me ed Esayas a passeggio in centro sulla via della Liberazione. Papà salutava tutti e intanto sorvegliava noi due che giocavamo e saltavamo sul marciapiede. Mi divertivo a camminargli davanti, fermandomi improvvisamente per fargli cambiare passo. Invece di indispettirsi, mi accarezzava la testa con tenerezza. (Tratto da: F. Abreha Tekle, Libera, Sperling & Kupfer) Il testo I genitori sono le prime persone che un bambino ha accanto fin dalla nascita e rimangono figure di riferimento anche durante la vita adulta. Leggi la descrizione di un papà e di una mamma eritrei visti attraverso gli occhi della figlia. L’autrice Feven Abreha Tekle (Asmara, Eritrea, 1980) è uno pseudonimo: si tratta di una giovane eritrea che ha lasciato il suo Paese per emigrare in Europa. Giunta a Lampedusa su una “carretta del mare”, oggi vive in una città italiana e lavora come donna delle pulizie. Ha raccontato la sua storia in un libro, mantenendo l’anonimato per evitare pericoli e rappresaglie. Le descrizioni di questo brano sono ambientate in Eritrea, nella seconda metà del Novecento. COMPRENDERE 1. Quali informazioni dà l’autrice sulla condizione sociale della sua famiglia? 2. Qual è la prima immagine che le torna alla mente? 3. Perché la domenica era un evento speciale? 4. Qual è il sentimento che coinvolge tutta la famiglia? LESSICO 5. A che cosa viene paragonato il sorriso della madre (r. 15-16)? 6. Se cerchi sul vocabolario il verbo “rapire”, la definizione è questa: «prendere con la violenza». Questo è il suo significato letterale. Nella frase del testo «Anche il babbo la osservava estasiato e in quegli occhi quasi rapiti si poteva leggere l’amore che li univa» (r. 16-19), ti sembra che il verbo “rapire” sia usato con lo stesso significato? Sì No Quindi, l’autrice usa la parola “rapiti” non in senso letterale, ma figurato, cioè ci rimanda all’immagine (alla figura) del «prendere con forza», per sottolineare l’intensità dell’amore del marito nei confronti della moglie. Riconosci nelle seguenti frasi se i termini sottolineati sono usati in senso letterale (L) o figurato (F) e spiegali. a. Quell’auto ha tagliato la strada alla mamma. b. Attento, mentre affetti il pane, a non tagliarti le dita! c. Mia nonna ha un cuore d’oro. ANALIZZARE 7. La bambina osserva la mamma con attenzione, così da offrire alcuni dettagli che ci danno un’immagine molto viva della donna, ritratta all’interno di una situazione domestica quotidiana. Completa la tabella sottostante, scrivendo nella colonna di destra le espressioni del testo che si riferiscono alle caratteristiche della mamma. CARATTERISTICHE DELLA MAMMA Aspetto fisico mani espressione sorriso Comportamento modo di fare riservato mamma affettuosa lavoratrice 8. Come viene descritto il padre? Completa la tabella con le parole del testo. ASPETTO FISICO CARATTERE 9. Scrivi quale dei cinque sensi (vista, tatto, olfatto, udito, gusto) è usato nelle seguenti descrizioni: • mi torna alla memoria… la mamma mentre cuoceva il pane eritreo (usa l’immaginazione: il pane appena cotto emana… [olfatto], se lo tocchi appena sfornato… [tatto], se lo assaggi… [................................]) • ricordo che a intimorirci era il tono di voce particolare… [................................] • mi accarezzava la testa con tenerezza… [................................] 10. Quali informazioni si ricavano in modo esplicito dal testo letto? Sottolineale tra quelle riportate di seguito. Informazioni su: le caratteristiche dei genitori • il rapporto tra i genitori • l’alimentazione del luogo • il funzionamento della scuola • la ragazza • lo stato sociale della famiglia • il legame della ragazza con i genitori • le abitudini • i fratelli • il numero dei componenti della famiglia RICORDA La descrizione può essere esplicita, cioè diretta, nel senso che un certo numero di righe è dedicato a elencare le caratteristiche del soggetto in questione; oppure implicita, quando le informazioni si devono ricavare dai dettagli, dai gesti, dalle parole, dagli episodi che vengono riportati. 11. Proviamo ora a ricavare, cioè a dedurre, alcune informazioni relative al papà della bambina, associando ciò che viene detto nel testo con le informazioni che se ne ricavano. Scegli tra le seguenti e riporta nella seconda colonna della tabella le informazioni implicite dedotte dal testo. benevolenza • autocontrollo • pazienza e dolcezza • determinazione • premura e attenzione • socievolezza e gentilezza viso mai alterato o adirato tono di voce secco e inespressivo i suoi occhi rivelavano la sua bontà d’animo invece di indispettirsi, mi accarezzava la testa con tenerezza salutava tutti sorvegliava noi due ESPRIMERE E VALUTARE 12. Scrivere Nella figura della mamma eritrea hai rivisto la tua mentre cucina il tuo piatto preferito? Qual è? C’è qualcosa, nel suo modo di fare, che ti sembra un dono di immenso valore?
I miei genitori Feven Abreha Tekle Sono nata ad Asmara. Socialmente posso dire che vivevamo un’esistenza abbastanza confortevole, grazie al lavoro di mio padre Abre-ha, anche se eravamo una famiglia numerosa: oltre a mio padre e a mia madre Alganesh, in casa vivevamo io, i miei fratelli Daniel, Tesfay, Biniam, Tedros ed Esayas, il piccolino di casa, e le mie sorelle, Eden e Semhar. Se ripenso alla mia infanzia, la prima immagine che mi torna alla memoria è quella della mamma mentre cuoceva Yengera, il pane eritreo, sulla piastra bollente nell’angolo della cucina. Lavorava in fretta, con abilità e io guardavo affascinata le sue mani scarne, rugose eppure molto belle, con lunghe dita affusolate. Donna di poche parole, la mamma aveva sempre un’espressione serena e conciliante. Se i nostri sguardi si incrociavano, le sue labbra si increspavano in un sorriso che mi riempiva il cuore di gioia, come un dono di immenso valore. Anche il babbo la osservava estasiato e in quegli occhi quasi rapiti si poteva leggere l’amore che li univa. Ero convinta che loro due, sempre vissuti insieme, fossero nati insieme. Se esisteva qualcosa di eterno, nel passato e nel futuro, erano loro. Ai miei occhi di bambina, mio padre rappresentava la sicurezza. Era un uomo di aspetto    ' massiccio, sempre molto pacato. Non si affannava mai e non ricordo di avere mai visto il suo viso alterato o adirato, nemmeno quando ci rimproverava. In quei casi ricordo che a intimorirci era il tono di voce particolare, secco e quasi inespressivo: nessuna possibilità di replica neanche per i miei fratelli più grandi, quando ci parlava in quel modo. Eppure, anche nei momenti di maggiore tensione, i suoi occhi rivelavano tutta la bontà del suo animo. Un evento speciale, nella mia infanzia ad Asmara, era la domenica, perché mio padre portava me ed Esayas a passeggio in centro sulla via della Liberazione. Papà salutava tutti e intanto sorvegliava noi due che giocavamo e saltavamo sul marciapiede. Mi divertivo a camminargli davanti, fermandomi improvvisamente per fargli cambiare passo. Invece di indispettirsi, mi accarezzava la testa con tenerezza. (Tratto da: F. Abreha Tekle, Libera, Sperling & Kupfer) Il testo I genitori sono le prime persone che un bambino ha accanto fin dalla nascita e rimangono figure di riferimento anche durante la vita adulta. Leggi la descrizione di un papà e di una mamma eritrei visti attraverso gli occhi della figlia. L’autrice Feven Abreha Tekle (Asmara, Eritrea, 1980) è uno pseudonimo: si tratta di una giovane eritrea che ha lasciato il suo Paese per emigrare in Europa. Giunta a Lampedusa su una “carretta del mare”, oggi vive in una città italiana e lavora come donna delle pulizie. Ha raccontato la sua storia in un libro, mantenendo l’anonimato per evitare pericoli e rappresaglie. Le descrizioni di questo brano sono ambientate in Eritrea, nella seconda metà del Novecento. COMPRENDERE 1. Quali informazioni dà l’autrice sulla condizione sociale della sua famiglia?  2. Qual è la prima immagine che le torna alla mente? 3. Perché la domenica era un evento speciale? 4. Qual è il sentimento che coinvolge tutta la famiglia? LESSICO 5. A che cosa viene paragonato il sorriso della madre (r. 15-16)? 6. Se cerchi sul vocabolario il verbo “rapire”, la definizione è questa: «prendere con la violenza». Questo è il suo significato letterale. Nella frase del testo «Anche il babbo la osservava estasiato e in quegli occhi quasi rapiti si poteva leggere l’amore che li univa» (r. 16-19), ti sembra che il verbo “rapire” sia usato con lo stesso significato? Sì No Quindi, l’autrice usa la parola “rapiti” non in senso letterale, ma figurato, cioè ci rimanda all’immagine (alla figura) del «prendere con forza», per sottolineare l’intensità dell’amore del marito nei confronti della moglie. Riconosci nelle seguenti frasi se i termini sottolineati sono usati in senso letterale (L) o figurato (F) e spiegali. a. Quell’auto ha tagliato la strada alla mamma. b. Attento, mentre affetti il pane, a non tagliarti le dita! c. Mia nonna ha un cuore d’oro. ANALIZZARE 7. La bambina osserva la mamma con attenzione, così da offrire alcuni dettagli che ci danno un’immagine molto viva della donna, ritratta all’interno di una situazione domestica quotidiana. Completa la tabella sottostante, scrivendo nella colonna di destra le espressioni del testo che si riferiscono alle caratteristiche della mamma. CARATTERISTICHE DELLA MAMMA Aspetto fisico mani espressione sorriso Comportamento modo di fare riservato mamma affettuosa lavoratrice 8. Come viene descritto il padre? Completa la tabella con le parole del testo. ASPETTO FISICO CARATTERE 9. Scrivi quale dei cinque sensi (vista, tatto, olfatto, udito, gusto) è usato nelle seguenti descrizioni: • mi torna alla memoria… la mamma mentre cuoceva il pane eritreo (usa l’immaginazione: il pane appena cotto emana… [olfatto], se lo tocchi appena sfornato… [tatto], se lo assaggi… [................................]) • ricordo che a intimorirci era il tono di voce particolare… [................................] • mi accarezzava la testa con tenerezza… [................................] 10. Quali informazioni si ricavano in modo esplicito dal testo letto? Sottolineale tra quelle riportate di seguito. Informazioni su: le caratteristiche dei genitori • il rapporto tra i genitori • l’alimentazione del luogo • il funzionamento della scuola • la ragazza • lo stato sociale della famiglia • il legame della ragazza con i genitori • le abitudini • i fratelli • il numero dei componenti della famiglia RICORDA La descrizione può essere esplicita, cioè diretta, nel senso che un certo numero di righe è dedicato a elencare le caratteristiche del soggetto in questione; oppure implicita, quando le informazioni si devono ricavare dai dettagli, dai gesti, dalle parole, dagli episodi che vengono riportati. 11. Proviamo ora a ricavare, cioè a dedurre, alcune informazioni relative al papà della bambina, associando ciò che viene detto nel testo con le informazioni che se ne ricavano. Scegli tra le seguenti e riporta nella seconda colonna della tabella le informazioni implicite dedotte dal testo. benevolenza • autocontrollo • pazienza e dolcezza • determinazione • premura e attenzione • socievolezza e gentilezza viso mai alterato o adirato tono di voce secco e inespressivo i suoi occhi rivelavano la sua bontà d’animo invece di indispettirsi, mi accarezzava la testa con tenerezza salutava tutti sorvegliava noi due ESPRIMERE E VALUTARE 12. Scrivere Nella figura della mamma eritrea hai rivisto la tua mentre cucina il tuo piatto preferito? Qual è? C’è qualcosa, nel suo modo di fare, che ti sembra un dono di immenso valore?