3. IL TESTO NARRATIVO E LE SEQUENZE

STRUMENTI PER ANALIZZARE IL TESTO 3. IL TESTO NARRATIVO E LE SEQUENZE Rivediamo rapidamente ciò che hai imparato sul testo narrativo: è un testo che racconta una storia, in cui ci sono fatti che accadono nel tempo e nello spazio, personaggi che compiono delle azioni. I fatti possono essere... • veri (reali): sono fatti realmente accaduti, chi scrive il racconto è protagonista o testimone diretto (articoli di cronaca, racconti storici, diari, biografie, autobiografie, racconti di viaggio); • fantastici: chi scrive il racconto fa correre libera la sua fantasia (romanzi, racconti, favole, fiabe, miti, leggende, novelle). Chi racconta la storia? Il narratore: può farlo in prima persona (dicendo «io» nel racconto) oppure in terza persona. Il narratore non è quasi mai l'autore, cioè lo scrittore che scrive la storia. Soltanto nelle autobiografie il narratore e lo scrittore sono la stessa persona. Quali sono gli ingredienti più importanti di un testo narrativo? Sono i personaggi, il tempo e la durata, il luogo, la trama. I PERSONAGGI possono essere pochi (anche uno solo) o numerosi. Si distinguono in. • personaggi principali: sono la/il protagonista, il vero motore della storia. A volte c'è anche un antagonista, un nemico; • personaggi secondari: possono aiutare oppure essere contro il protagonista; • comparse: sono personaggi meno importanti, restano sullo sfondo della storia; • personaggi citati: viene solo detto il loro nome, non compaiono nella storia. Tutte le storie raccontate avvengono in un TEMPO (momento, giorno, epoca) e hanno una durata, cioè l'arco di tempo in cui si svolge la vicenda. Quando il testo narrativo racconta fatti reali, il tempo è chiaro e lo si riconosce facilmente. Quando è un racconto fantastico, invece, il tempo è indeterminato. II LUOGO è l 'ambiente in cui si verificano i fatti della storia: un bosco, una casa, la scuola, un castello antico, un altro pianeta... La TRAMA è la storia raccontata nel testo, con le azioni che vengono compiute e i fatti che si verificano. Ogni vicenda narrata può essere divisa in tre momenti principali: • situazione iniziale; • sviluppo; • conclusione. A sua volta, ciascuno dei momenti principali della trama può essere ulteriormente diviso in parti, alle quali diamo il nome di sequenze. Che cos'è una sequenza? La parola sequenza deriva dal latino tardo sequentia e significa "serie, successione". In una narrazione, una sequenza è una parte di testo composta da più frasi. Ogni sequenza è: • autonoma, sia per il contenuto sia per l'aspetto sintattico, ossia inizia con la lettera maiuscola e finisce con un punto; • riducibile a un titolo che ne riassume il contenuto essenziale. Come possono essere le sequenze? Esistono diversi tipi di sequenze: DESCRITTIVE descrivono luoghi, personaggi e ambienti RIFLESSIVE contengono i pensieri, le riflessioni dei personaggi o del narratore DIALOGATE riportano i dialoghi tra i personaggi NARRATIVE danno le informazioni necessarie per comprendere lo svolgimento della vicenda, ovvero i diversi fatti che si susseguono Le sequenze descrittive e riflessive sono statiche, cioè rallentano lo svolgimento della storia, equivalgono a delle pause nel testo; al contrario, le sequenze dialogate e narrative sono dinamiche, cioè contribuiscono a far sviluppare la narrazione. Come si fa a individuare il passaggio da una sequenza a un'altra? Il passaggio da una sequenza a un'altra avviene nei seguenti casi: • quando cambia il personaggio o ne entra uno nuovo; • quando cambia l'ambiente; • quando cambia il tempo; • quando accade un nuovo evento o cambia la situazione. Perché dividere in sequenze? La parola testo deriva dal latino textum, "ciò che è tessuto, intrecciato". Infatti, così come un tessuto è composto di fili intrecciati, un testo è il risultato dei diversi "fili del discorso" intrecciati tra loro. Per comprenderne a fondo il contenuto, è dunque necessario "smontare" il testo nelle parti che lo compongono. La divisione in sequenze, perciò, è uno dei procedimenti più utili a questo scopo. Per comprendere meglio come si smonta un testo, osserva l'esempio che segue. L’intenditore di colori 1ª SEQUENZA DESCRITTIVA Vi si trovava ogni genere di colori: a olio, ad acqua, a tempera, preparati in tubetti, in barattoli, in bombolette spray, per dipingere quadri, pareti, mobili. Sebbene fornitissimo, sembrava un normale negozio di colori, e invece aveva qualcosa di straordinario, a cominciare dal suo proprietario. Entra un nuovo personaggio 2ª SEQUENZA DESCRITTIVA Il signor Celestino era un ometto con occhi celesti, baffi azzurri e barbetta blu, e queste tinte, artisticamente armonizzate, esprimevano la delicatezza della sua anima, e soprattutto il suo grande amore per i colori. Era infatti il più grande intenditore di colori del mondo, e nel laboratorio allestito nel retrobottega ne preparava di straordinari. Gli bastava sentire come un cliente diceva: - Vorrei... - per capire se lo fosse. Cambia la situazione 3ª SEQUENZA DIALOGATA E NARRATIVA Per esempio, entrava un bambino e diceva: - Vorrei. - Un momento - lo interrompeva lui, e lo portava nel retrobottega. - Cosa desideri? - Vorrei del color silenzio per dipingere la mia stanza, in modo da studiare in pace. Il signor Celestino lo preparava subito e gli consegnava un barattolo di color silenzio. - Vorrei un colore contro i brutti sogni. - Stavolta era una bambina. E Celestino le preparava un barattolino di tinta dolce-sogno, con la quale tingere lenzuola e federa. Cambia il tempo 4ª SEQUENZA DIALOGATA E NARRATIVA Un giorno entrò nel negozio una ragazza con un’espressione afflitta. - Vorrei… - Prego, venga nel retrobottega. - Vorrei un po’ di color allegria: sono tanto triste. Celestino gliene preparò un barattolo. Ma dopo qualche giorno la ragazza si ripresentò nel negozio ancora con quell’espressione afflitta. La tinta non aveva funzionato? - Sì, ne ho dato tre mani, ma sono ancora triste. Sa? Sono tanto sola. - Ora capisco! - esclamò Celestino sollevato. - Invece del color allegria, le occorre il color compagnia. Glielo preparo subito. Scelti attentamente gli ingredienti, li macinò, li mescolò, li filtrò, e le dette un barattolo di tinta compagnia. Cambia il tempo 5ª SEQUENZA NARRATIVA Qualche giorno dopo la ragazza tornò, e aveva ancora quell’espressione afflitta. Non aveva funzionato. Per il signor Celestino fu una terribile delusione: per la prima volta non riusciva ad accontentare una cliente. Per la vergogna occhi, baffi e barbetta gli divennero rossi, e tali rimasero perché quel fallimento non riusciva a dimenticarlo. Cambia il tempo 6ª SEQUENZA NARRATIVA Una domenica incontrò la ragazza con un ragazzo: aveva un’espressione così radiosa che subito pensò che avesse trovato il colore in un altro negozio. Anche se contento per lei, ebbe un fremito di gelosia. Cambia il tempo 7ª SEQUENZA RIFLESSIVA FINALE Ma poi il signor Celestino ci pensò sopra e alla fine capì che nessun colore può procurare la compagnia e che neppure un grande intenditore come lui poteva inventarlo. (Marcello Argilli, Storie di città vere o chissà, Editori Riuniti) In pratica, le sequenze di un brano potrebbero essere paragonate alle singole scene di un film. Osserva: 1. Uno straordinario negozio di colori 2. Il signor Celestino, l’intenditore di colori 3. I desideri dei bambini 4. La tristezza della ragazza 5. La delusione di Celestino 6. La felicità della ragazza 7. Il color compagnia non esiste
STRUMENTI PER ANALIZZARE IL TESTO 3. IL TESTO NARRATIVO E LE SEQUENZE Rivediamo rapidamente ciò che hai imparato sul testo narrativo: è un testo che racconta una storia, in cui ci sono fatti che accadono nel tempo e nello spazio, personaggi che compiono delle azioni. I fatti possono essere... • veri (reali): sono fatti realmente accaduti, chi scrive il racconto è protagonista o testimone diretto (articoli di cronaca, racconti storici, diari, biografie, autobiografie, racconti di viaggio); • fantastici: chi scrive il racconto fa correre libera la sua fantasia (romanzi, racconti, favole, fiabe, miti, leggende, novelle). Chi racconta la storia? Il narratore: può farlo in prima persona (dicendo «io» nel racconto) oppure in terza persona. Il narratore non è quasi mai l'autore, cioè lo scrittore che scrive la storia. Soltanto nelle autobiografie il narratore e lo scrittore sono la stessa persona. Quali sono gli ingredienti più importanti di un testo narrativo? Sono i personaggi, il tempo e la durata, il luogo, la trama. I PERSONAGGI possono essere pochi (anche uno solo) o numerosi. Si distinguono in. • personaggi principali: sono la/il protagonista, il vero motore della storia. A volte c'è anche un antagonista, un nemico; • personaggi secondari: possono aiutare oppure essere contro il protagonista; • comparse: sono personaggi meno importanti, restano sullo sfondo della storia; • personaggi citati: viene solo detto il loro nome, non compaiono nella storia. Tutte le storie raccontate avvengono in un TEMPO (momento, giorno, epoca) e hanno una durata, cioè l'arco di tempo in cui si svolge la vicenda. Quando il testo narrativo racconta fatti reali, il tempo è chiaro e lo si riconosce facilmente. Quando è un racconto fantastico, invece, il tempo è indeterminato. II LUOGO è l 'ambiente in cui si verificano i fatti della storia: un bosco, una casa, la scuola, un castello antico, un altro pianeta... La TRAMA è la storia raccontata nel testo, con le azioni che vengono compiute e i fatti che si verificano. Ogni vicenda narrata può essere divisa in tre momenti principali: • situazione iniziale; • sviluppo; • conclusione. A sua volta, ciascuno dei momenti principali della trama può essere ulteriormente diviso in parti, alle quali diamo il nome di sequenze. Che cos'è una sequenza? La parola sequenza deriva dal latino tardo sequentia e significa "serie, successione". In una narrazione, una sequenza è una parte di testo composta da più frasi. Ogni sequenza è: • autonoma, sia per il contenuto sia per l'aspetto sintattico, ossia inizia con la lettera maiuscola e finisce con un punto; • riducibile a un titolo che ne riassume il contenuto essenziale. Come possono essere le sequenze? Esistono diversi tipi di sequenze: DESCRITTIVE descrivono luoghi, personaggi e ambienti RIFLESSIVE contengono i pensieri, le riflessioni dei personaggi o del narratore DIALOGATE riportano i dialoghi tra i personaggi NARRATIVE danno le informazioni necessarie per comprendere lo svolgimento della vicenda, ovvero i diversi fatti che si susseguono Le sequenze descrittive e riflessive sono statiche, cioè rallentano lo svolgimento della storia, equivalgono a delle pause nel testo; al contrario, le sequenze dialogate e narrative sono dinamiche, cioè contribuiscono a far sviluppare la narrazione. Come si fa a individuare il passaggio da una sequenza a un'altra? Il passaggio da una sequenza a un'altra avviene nei seguenti casi: • quando cambia il personaggio o ne entra uno nuovo; • quando cambia l'ambiente; • quando cambia il tempo; • quando accade un nuovo evento o cambia la situazione. Perché dividere in sequenze? La parola testo deriva dal latino textum, "ciò che è tessuto, intrecciato". Infatti, così come un tessuto è composto di fili intrecciati, un testo è il risultato dei diversi "fili del discorso" intrecciati tra loro. Per comprenderne a fondo il contenuto, è dunque necessario "smontare" il testo nelle parti che lo compongono. La divisione in sequenze, perciò, è uno dei procedimenti più utili a questo scopo. Per comprendere meglio come si smonta un testo, osserva l'esempio che segue. L’intenditore di colori 1ª SEQUENZA DESCRITTIVA Vi si trovava ogni genere di colori: a olio, ad acqua, a tempera, preparati in tubetti, in barattoli, in bombolette spray, per dipingere quadri, pareti, mobili. Sebbene fornitissimo, sembrava un normale negozio di colori, e invece aveva qualcosa di straordinario, a cominciare dal suo proprietario. Entra un nuovo personaggio 2ª SEQUENZA DESCRITTIVA Il signor Celestino era un ometto con occhi celesti, baffi azzurri e barbetta blu, e queste tinte, artisticamente armonizzate, esprimevano la delicatezza della sua anima, e soprattutto il suo grande amore per i colori. Era infatti il più grande intenditore di colori del mondo, e nel laboratorio allestito nel retrobottega ne preparava di straordinari. Gli bastava sentire come un cliente diceva: - Vorrei... - per capire se lo fosse. Cambia la situazione 3ª SEQUENZA DIALOGATA E NARRATIVA Per esempio, entrava un bambino e diceva: - Vorrei. - Un momento - lo interrompeva lui, e lo portava nel retrobottega. - Cosa desideri? - Vorrei del color silenzio per dipingere la mia stanza, in modo da studiare in pace. Il signor Celestino lo preparava subito e gli consegnava un barattolo di color silenzio. - Vorrei un colore contro i brutti sogni. - Stavolta era una bambina. E Celestino le preparava un barattolino di tinta dolce-sogno, con la quale tingere lenzuola e federa. Cambia il tempo 4ª SEQUENZA DIALOGATA E NARRATIVA Un giorno entrò nel negozio una ragazza con un’espressione afflitta. - Vorrei… - Prego, venga nel retrobottega. - Vorrei un po’ di color allegria: sono tanto triste. Celestino gliene preparò un barattolo. Ma dopo qualche giorno la ragazza si ripresentò nel negozio ancora con quell’espressione afflitta. La tinta non aveva funzionato? - Sì, ne ho dato tre mani, ma sono ancora triste. Sa? Sono tanto sola. - Ora capisco! - esclamò Celestino sollevato. - Invece del color allegria, le occorre il color compagnia. Glielo preparo subito. Scelti attentamente gli ingredienti, li macinò, li mescolò, li filtrò, e le dette un barattolo di tinta compagnia. Cambia il tempo 5ª SEQUENZA NARRATIVA Qualche giorno dopo la ragazza tornò, e aveva ancora quell’espressione afflitta. Non aveva funzionato. Per il signor Celestino fu una terribile delusione: per la prima volta non riusciva ad accontentare una cliente. Per la vergogna occhi, baffi e barbetta gli divennero rossi, e tali rimasero perché quel fallimento non riusciva a dimenticarlo. Cambia il tempo 6ª SEQUENZA NARRATIVA Una domenica incontrò la ragazza con un ragazzo: aveva un’espressione così radiosa che subito pensò che avesse trovato il colore in un altro negozio. Anche se contento per lei, ebbe un fremito di gelosia. Cambia il tempo 7ª SEQUENZA RIFLESSIVA FINALE Ma poi il signor Celestino ci pensò sopra e alla fine capì che nessun colore può procurare la compagnia e che neppure un grande intenditore come lui poteva inventarlo. (Marcello Argilli, Storie di città vere o chissà, Editori Riuniti) In pratica, le sequenze di un brano potrebbero essere paragonate alle singole scene di un film. Osserva: 1. Uno straordinario negozio di colori 2. Il signor Celestino, l’intenditore di colori 3. I desideri dei bambini 4. La tristezza della ragazza 5. La delusione di Celestino 6. La felicità della ragazza 7. Il color compagnia non esiste