VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE - COMPITO DI REALTÀ DAL FANTASY ALLA CONVIVENZA CIVILE Dividetevi in piccoli gruppi di 3 o 4 e, con gli elementi che vi diamo, ogni gruppo scriva un libretto con un racconto fantasy, seguendo le indicazioni delle varie fasi. LE FASI DEL LAVORO FASE 1 Ciascun gruppo legga attentamente gli elementi che il racconto fantasy dovrà contenere. Titolo: Un incontro ....................................................................... Ambiente e tempo: Un bosco; un tempo indefinito. Personaggi: • Un elfo bambino: ingenuo, fiducioso negli altri, socievole, ama le lucertole perché vivono nella luce e nel sole. • Un terribile troll: mostruoso, con zanne scintillanti come la luna, assomiglia a una grossa lucertola, il suo cibo preferito sono i teneri elfi. Situazione iniziale: Un piccolo elfo cammina con il suo cane in un bosco abitato dai troll. L’elfo non li ha mai visti e non sa dei loro gusti alimentari… Colpo di scena: Dalla boscaglia esce grugnendo un troll che sbarra la strada all’elfo e al suo cane… FASE 2 Prima di scrivere, ogni gruppo risponda alle seguenti domande, annotando le risposte su un foglio. Le risposte che darete saranno la base per organizzare la vostra trama: a seconda delle risposte, cambierà il contenuto del vostro racconto. 1. Chi sono i due protagonisti del racconto? Cercate di approfondire bene le loro caratteristiche, per creare personaggi credibili. Possono esservi utili le due schede qui sotto. Il troll è una temibile creatura alta fino a tre metri e mezzo, del peso di oltre una tonnellata. Notevole sia per la prodigiosa forza sia per la straordinaria stupidità, il troll è spesso violento e imprevedibile. I troll in genere comunicano mediante grugniti. Si nutrono di carne cruda e non sono schizzinosi quanto a prede, che variano dagli animali selvatici, agli umani, agli elfi. Gli elfi sono miti creature che amano gli esseri umani e che, spesso, decidono di viverci accanto. Gli esseri umani però non possono vederli, a meno che non siano gli elfi stessi a volerlo. Gli elfi sono creature profondamente rispettose della natura, considerata madre di tutti gli esseri. 2. Secondo voi, il troll costituisce un pericolo per l’elfo perché ☐ la sua bruttezza fa star male l’elfo ☐ le sue abitudini alimentari mettono in pericolo l’elfo ☐ la sua vicinanza può incattivire l’elfo 3. Il piccolo elfo è terrorizzato o no alla vista del troll? Perché, secondo voi? Come si comporta nei confronti del troll? Che cosa dirà? 4. Quale reazione susciterà, così, nel troll? 5. Che cosa farà il cane dell’elfo? 6. Il finale sarà ☐ tragico ☐ commovente ☐ divertente FASE 3 Ogni gruppo proceda nella stesura del suo racconto, dopo aver stabilito un tempo massimo entro il quale tutti dovranno aver terminato. Decidete anche quale aggettivo sarà adatto al titolo del vostro racconto: Un incontro .......................................................... FASE 4 Ora leggete a voce alta ed espressiva, anche a più voci, il vostro racconto e confrontatelo con quello degli altri gruppi: la storia cambia in base ai comportamenti dei personaggi? FASE 5 Infine confrontate il vostro racconto con la pagina di Silvana De Mari, tratta dal suo romanzo L'ultimo elfo, e discutete sul messaggio che l'autrice ha voluto trasmettere. Il piccolo elfo e il troll - Troll mangiare elfi - farfugliò il troll avvicinandosi. Il cane uggiolò sempre più terrorizzato, ma coraggiosamente all’uggiolio aggiunse un ringhio. - Troll mangiare elfi - ripeté ostinatamente il troll. Il piccolo elfo si mise a ridere. Il troll rimase folgorato. Rimase a fissare la faccia dell’elfo con il suo sorriso stampato sopra, come avrebbe guardato un asino volare o la luna scendere e venire a giocare a palla. L’elfo si era avvicinato al troll. L’enorme faccia del gigante era completamente priva di qualsiasi espressione, come la maschera di un idolo di pietra. La pelle del troll era a squame, come quella delle lucertole, animali carini che il piccolo elfo amava particolarmente, perché le lucertole vivono nella luce del sole e il sole è bello. Anche la faccia del troll ricordava molto la lucertola, e in più, come la pelle delle lucertole, anche quella del troll aveva sfumature verdi e viola, che erano proprio i colori preferiti del piccolo elfo, perché erano quelli delle tendine della nonna. Le grosse zanne, che sporgevano dalla mascella per stagliarsi verso l’alto, erano scintillanti come mezze lune e non inquietarono minimamente il piccolo elfo, il quale, nella convinzione che qualunque cosa serva per mordere stia dentro la bocca e non fuori, le scambiò per elementi decorativi, a meno che non servissero a infilare le ciambelline… (come quando, nelle feste, si gareggia a chi riesce a infilarne di più sul piolo!). Questo pensiero riempì il suo animo di allegria. - Come sei bello! - disse al troll il piccolo elfo. La sua voce era piena di tenerezza e di allegria. - Come sei grande! Se il primo troll che vedo, sai! Sei… imponente. Sì: imponente. Nonna non mi aveva detto che un troll potesse essere così bello! - Be… be… bello? Il troll cominciò a riprendersi dalla folgorazione. Non osava neanche respirare. Per qualche attimo sembrò quasi che cambiasse espressione… - Be… be… bello? - farfugliò ancora il troll. - Sì, veramente bello. È un onore fare la tua conoscenza. Io mi chiamo Yorshkrunsquarrkljolnerstrink. - Tu dire ancora io me bello. - Sei bellissimo. bellissimo. bel-lis-si-mo. Il piccolo era veramente incantato. La sua voce era sempre più sognante. - Così grande. Deve essere così bello essere così grande - aggiunse con voce dolce l’elfo. Era una dolcezza che ti entrava dentro. - Elfo buono pappa, ma questo elfo dire me be… be… bello. Il buio diventava sempre più nero. Una pioggerellina lieve riprese. Per quella notte si misero attorno al fuocherello che l’elfo aveva acceso, sotto una specie di tettoia improvvisata. Poi si addormentarono, tutti e tre insieme: il piccolo elfo, il grosso cane e, infine, grosso il doppio degli altri due sommati, il troll. Somigliavano a tre montagnole in sequenza. Il troll bofonchiava nel sonno: - Be… be… be… be… be… bello. (Silvana De Mari, L’ultimo elfo, Salani) FASE 6 Ogni gruppo concluda il suo lavoro con una frase, uno slogan che riassuma il messaggio individuato. FASE 7 È il momento dell’autovalutazione individuale del lavoro svolto.
CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE - COMPITO DI REALTÀ DAL FANTASY ALLA CONVIVENZA CIVILE Dividetevi in piccoli gruppi di 3 o 4 e, con gli elementi che vi diamo, ogni gruppo scriva un libretto con un racconto fantasy, seguendo le indicazioni delle varie fasi. LE FASI DEL LAVORO FASE 1 Ciascun gruppo legga attentamente gli elementi che il racconto fantasy dovrà contenere. Titolo: Un incontro ....................................................................... Ambiente e tempo: Un bosco; un tempo indefinito. Personaggi: • Un elfo bambino: ingenuo, fiducioso negli altri, socievole, ama le lucertole perché vivono nella luce e nel sole. • Un terribile troll: mostruoso, con zanne scintillanti come la luna, assomiglia a una grossa lucertola, il suo cibo preferito sono i teneri elfi. Situazione iniziale: Un piccolo elfo cammina con il suo cane in un bosco abitato dai troll. L’elfo non li ha mai visti e non sa dei loro gusti alimentari… Colpo di scena: Dalla boscaglia esce grugnendo un troll che sbarra la strada all’elfo e al suo cane… FASE 2 Prima di scrivere, ogni gruppo risponda alle seguenti domande, annotando le risposte su un foglio. Le risposte che darete saranno la base per organizzare la vostra trama: a seconda delle risposte, cambierà il contenuto del vostro racconto. 1. Chi sono i due protagonisti del racconto? Cercate di approfondire bene le loro caratteristiche, per creare personaggi credibili. Possono esservi utili le due schede qui sotto. Il troll è una temibile creatura alta fino a tre metri e mezzo, del peso di oltre una tonnellata. Notevole sia per la prodigiosa forza sia per la straordinaria stupidità, il troll è spesso violento e imprevedibile. I troll in genere comunicano mediante grugniti. Si nutrono di carne cruda e non sono schizzinosi quanto a prede, che variano dagli animali selvatici, agli umani, agli elfi.  Gli elfi sono miti creature che amano gli esseri umani e che, spesso, decidono di viverci accanto. Gli esseri umani però non possono vederli, a meno che non siano gli elfi stessi a volerlo. Gli elfi sono creature profondamente rispettose della natura, considerata madre di tutti gli esseri. 2. Secondo voi, il troll costituisce un pericolo per l’elfo perché ☐ la sua bruttezza fa star male l’elfo ☐ le sue abitudini alimentari mettono in pericolo l’elfo ☐ la sua vicinanza può incattivire l’elfo 3. Il piccolo elfo è terrorizzato o no alla vista del troll? Perché, secondo voi? Come si comporta nei confronti del troll? Che cosa dirà? 4. Quale reazione susciterà, così, nel troll? 5. Che cosa farà il cane dell’elfo? 6. Il finale sarà  ☐ tragico  ☐ commovente  ☐ divertente FASE 3 Ogni gruppo proceda nella stesura del suo racconto, dopo aver stabilito un tempo massimo entro il quale tutti dovranno aver terminato. Decidete anche quale aggettivo sarà adatto al titolo del vostro racconto: Un incontro .......................................................... FASE 4 Ora leggete a voce alta ed espressiva, anche a più voci, il vostro racconto e confrontatelo con quello degli altri gruppi: la storia cambia in base ai comportamenti dei personaggi? FASE 5 Infine confrontate il vostro racconto con la pagina di Silvana De Mari, tratta dal suo romanzo L'ultimo elfo, e discutete sul messaggio che l'autrice ha voluto trasmettere. Il piccolo elfo e il troll - Troll mangiare elfi - farfugliò il troll avvicinandosi. Il cane uggiolò sempre più terrorizzato, ma coraggiosamente all’uggiolio aggiunse un ringhio. - Troll mangiare elfi - ripeté ostinatamente il troll. Il piccolo elfo si mise a ridere. Il troll rimase folgorato. Rimase a fissare la faccia dell’elfo con il suo sorriso stampato sopra, come avrebbe guardato un asino volare o la luna scendere e venire a giocare a palla. L’elfo si era avvicinato al troll. L’enorme faccia del gigante era completamente priva di qualsiasi espressione, come la maschera di un idolo di pietra. La pelle del troll era a squame, come quella delle lucertole, animali carini che il piccolo elfo amava particolarmente, perché le lucertole vivono nella luce del sole e il sole è bello. Anche la faccia del troll ricordava molto la lucertola, e in più, come la pelle delle lucertole, anche quella del troll aveva sfumature verdi e viola, che erano proprio i colori preferiti del piccolo elfo, perché erano quelli delle tendine della nonna. Le grosse zanne, che sporgevano dalla mascella per stagliarsi verso l’alto, erano scintillanti come mezze lune e non inquietarono minimamente il piccolo elfo, il quale, nella convinzione che qualunque cosa serva per mordere stia dentro la bocca e non fuori, le scambiò per elementi decorativi, a meno che non servissero a infilare le ciambelline… (come quando, nelle feste, si gareggia a chi riesce a infilarne di più sul piolo!). Questo pensiero riempì il suo animo di allegria. - Come sei bello! - disse al troll il piccolo elfo. La sua voce era piena di tenerezza e di allegria. - Come sei grande! Se il primo troll che vedo, sai! Sei… imponente. Sì: imponente. Nonna non mi aveva detto che un troll potesse essere così bello! - Be… be… bello? Il troll cominciò a riprendersi dalla folgorazione. Non osava neanche respirare. Per qualche attimo sembrò quasi che cambiasse espressione… - Be… be… bello? - farfugliò ancora il troll. - Sì, veramente bello. È un onore fare la tua conoscenza. Io mi chiamo Yorshkrunsquarrkljolnerstrink. - Tu dire ancora io me bello. - Sei bellissimo. bellissimo. bel-lis-si-mo. Il piccolo era veramente incantato. La sua voce era sempre più sognante. - Così grande. Deve essere così bello essere così grande - aggiunse con voce dolce l’elfo. Era una dolcezza che ti entrava dentro. - Elfo buono pappa, ma questo elfo dire me be… be… bello. Il buio diventava sempre più nero. Una pioggerellina lieve riprese. Per quella notte si misero attorno al fuocherello che l’elfo aveva acceso, sotto una specie di tettoia improvvisata. Poi si addormentarono, tutti e tre insieme: il piccolo elfo, il grosso cane e, infine, grosso il doppio degli altri due sommati, il troll. Somigliavano a tre montagnole in sequenza. Il troll bofonchiava nel sonno: - Be… be… be… be… be… bello. (Silvana De Mari, L’ultimo elfo, Salani) FASE 6 Ogni gruppo concluda il suo lavoro con una frase, uno slogan che riassuma il messaggio individuato. FASE 7 È il momento dell’autovalutazione individuale del lavoro svolto.