VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione

VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione Le piume del re Jacob e Wilhelm Grimm C’era una volta un re, che aveva tre figli: due erano accorti e astuti, ma il terzo parlava poco, era ingenuo, e lo chiamavano soltanto «il Grullo». Quando il re diventò vecchio e debole e pensò alla propria fine, non sapeva quale dei figli dovesse succedergli nel regno. E disse loro: - Andate: chi mi porterà il tappeto più sottile, dopo la mia morte sarà il re. E perché fra loro non sorgesse contesa, li condusse davanti al castello, con un soffio spinse in aria tre piume e disse: - Dovete seguire il loro volo. Una piuma volò verso oriente, l’altra verso occidente, ma la terza se ne volò diritto e non andò lontano, così ben presto ricadde a terra. Un fratello andò a destra, l’altro a sinistra, e beffavano il Grullo che doveva fermarsi là dov’era caduta la terza piuma. Il Grullo si mise a sedere, tutto malinconico. D’un tratto si accorse che accanto alla piuma c’era una botola; alzò lo sportello, trovò una scala e scese. Giunse davanti a una porta, bussò e sentì gridare dall’interno: “Donzella verde, mia piccoletta, gambetta secca, magra cagnetta, o rinsecchita, su, dico a te, mostrami svelta fuori chi c’è”. La porta si aprì ed egli vide la Regina Rospo, grande e grossa, e una quantità di rospine attorno. La regina chiese al giovane che cosa desiderasse. Rispose: - Un tappeto che sia fra tutti il più bello e il più sottile. Allora ella chiamò una piccola ancella e disse: “Donzella verde, mia piccoletta, gambetta secca, magra cagnetta, o rinsecchita, su, dico a te, prendi la scatola e portala a me”. La bestiola andò a prender la scatola e Regina Rospo l’aprì e diede al Grullo un tappeto, bello e sottile come nessun altro sulla Terra. Egli la ringraziò e risalì. Nel frattempo gli altri due credevano che il fratello minore, così sciocco, non avrebbe trovato nulla. - Perché affannarsi tanto a cercare? - dissero; tolsero alla prima pecoraia che incontrarono i suoi rozzi panni e li portarono al re. In quel momento tornò anche il Grullo con il suo bel tappeto, e quando il re lo vide si meravigliò e disse: - Di diritto il regno spetta al più giovane. Ma gli altri due non gli diedero pace, affermando che il Grullo, privo di giudizio com’era, non poteva diventar re; e lo pregarono di porre un’altra condizione. Il re sentenziò allora che avrebbe avuto il regno chi portasse a casa la donna più bella. Con un soffio spinse di nuovo in aria le tre piume, che volarono come l’altra volta. Allora il Grullo scese da Regina Rospo e disse: - Devo portar a casa la donna più bella. - Caspita! - disse la regina. - La donna più bella non è a portata di mano, ma l’avrai. Gli diede una carota svuotata a cui erano attaccati sei sorcetti. - Che me ne faccio? - disse malinconicamente il Grullo. La regina rispose: - Non hai che da metterci dentro una delle mie rospine. Egli ne prese una a casaccio, fra quelle che la circondavano, e la mise nella carota gialla; ma appena là dentro, la bestiola diventò una bellissima damina, e la carota diventò un cocchio, e i sei sorcetti sei cavalli. Egli la baciò e coi cavalli partì di carriera e la portò al re. Poi giunsero i fratelli, che non si erano dati la pena di cercare una bella donna, ma avevano condotto con sé le prime contadine che avevano trovato. Al vederle, il re disse: - Dopo la mia morte, il regno spetta al minore. Ma i due maggiori ricominciarono a intronargli le orecchie con i loro strilli: - Non possiamo permettere che il Grullo diventi re! E pretesero che avesse la preferenza quello la cui moglie sapesse saltare attraverso un cerchio appeso in mezzo alla sala. Pensavano: «Le contadine sono abbastanza forti per riuscirci, ma il salto azzopperà la fragile damina». Il vecchio re accordò anche quella prova. Le due contadine saltarono e attraversarono sì il cerchio, ma erano così goffe che caddero, spezzandosi braccia e gambe. Poi saltò la bella damina, che il Grullo aveva portato con sé; saltò con l’agilità di un capriolo e non ci fu più niente da ridire. Così il Grullo ebbe la corona e regnò a lungo con grande saggezza. (Tratto da: J. e W. Grimm, Le fiabe del focolare, Einaudi) COMPRENSIONE1. Chi è il protagonista di questa fiaba?A. Il ReB. La Regina RospoC. Il terzo figlioD. La damina2. La frase “perché fra loro non sorgesse contesa” (riga 7) significaA. per fare in modo che i tre figli non litigasseroB. per fare in modo che i tre figli non protestasseroC. per fare in modo che tra i figli vi fosse contrastoD. per fare in modo che tra i figli vi fosse contestazione3. A chi o a che cosa si riferisce la parola “loro”, usata tre volte nella parte iniziale della fiaba?Controlla il testo e completa.a. E disse loro (riga 4): ...............................................................b. perché fra loro (riga 7): ...............................................................c. il loro volo (riga 9): ...............................................................4. Perché i fratelli prendevano in giro il Grullo? Individua e trascrivi la risposta nel testo.Perché ...........................................................................................................................................................5. Dove conduce la botola?A. Nel laboratorio di tappetiB. Nelle stanze delle ancelleC. Nel regno dei RospiD. Nei sotterranei del castello6. In che modo si comporta il Grullo? Sottolinea le risposte corrette.Si comporta con: ingenuità • stupidità • pigrizia • gentilezza • sfortunaLESSICO7. Il Grullo è “malinconico” (riga 14). Significa che è un po’A. arrabbiatoB. tristeC. irritatoD. invidioso8. Nella frase «… dissero; tolsero alla prima pecoraia che incontrarono…» (righe 37-38) prima di “tolsero” si potrebbe inserireA. inveceB. ancheC. poiD. quindi9. Osserva nel testo la frase «Ma gli altri due non gli diedero pace» (riga 42), quindi indica in quale delle seguenti frasi la parola “pace” è usata con lo stesso senso che ha nella fiaba.A. Il piccolo Gianni non dà pace al suo gatto.B. Quei due popoli sono ormai in pace.C. Mi piace godermi la pace della natura.D. In famiglia da tempo regna la pace.10. L’espressione “non si erano dati la pena” (riga 60) significa cheA. non si erano rattristatiB. si erano preoccupatiC. non credevano di doverD. non si erano dati da fareANALISI DELLA FIABA11. La fiaba inizia con una formula fissa. Quale? Trascrivila.12. Nelle prime righe (1-6) è presente la funzione diA. lottaB. divietoC. infrazioneD. allontanamento13. Chi svolge il ruolo di aiutante?A. Il ReB. La piccola ancellaC. La Regina RospoD. I sei sorcetti14. I due fratelli svolgono il ruolo diA. amici B. aiutantiC. donatoriD. antagonisti15. Quali tra i seguenti elementi sono magici, in questa fiaba?a. Il tappetob. La carota giallac. I sei sorcettid. Il cerchioe. La botola16. Una tecnica caratteristica della fiaba è la triplicazione.Individua e scrivi gli esempi presenti in questa fiaba.• Tre sono ..............................................................................................• Tre sono ..............................................................................................• Tre sono ..............................................................................................17. I verbi nelle fiabe sono usati, per lo più, nei diversi tempi del modo indicativo, con diverse funzioni. Per ciascun esempio del testo, indica il tempo e la funzione corrispondenti. Scegli le funzioni nel seguente elenco.A Per descrivere le caratteristiche dei personaggi e degli ambienti, per le azioni abitualiB Per le azioni che determinano in modo preciso i fatti della tramaC Per esprimere le battute nei dialoghi AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........
VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione Le piume del re Jacob e Wilhelm Grimm C’era una volta un re, che aveva tre figli: due erano accorti e astuti, ma il terzo parlava poco, era ingenuo, e lo chiamavano soltanto «il Grullo». Quando il re diventò vecchio e debole e pensò alla propria fine, non sapeva quale dei figli dovesse succedergli nel regno. E disse loro: - Andate: chi mi porterà il tappeto più sottile, dopo la mia morte sarà il re. E perché fra loro non sorgesse contesa, li condusse davanti al castello, con un soffio spinse in aria tre piume e disse: - Dovete seguire il loro volo. Una piuma volò verso oriente, l’altra verso occidente, ma la terza se ne volò diritto e non andò lontano, così ben presto ricadde a terra. Un fratello andò a destra, l’altro a sinistra, e beffavano il Grullo che doveva fermarsi là dov’era caduta la terza piuma. Il Grullo si mise a sedere, tutto malinconico. D’un tratto si accorse che accanto alla piuma c’era una botola; alzò lo sportello, trovò una scala e scese. Giunse davanti a una porta, bussò e sentì gridare dall’interno: “Donzella verde, mia piccoletta, gambetta secca, magra cagnetta, o rinsecchita, su, dico a te, mostrami svelta fuori chi c’è”. La porta si aprì ed egli vide la Regina Rospo, grande e grossa, e una quantità di rospine attorno. La regina chiese al giovane che cosa desiderasse. Rispose: - Un tappeto che sia fra tutti il più bello e il più sottile. Allora ella chiamò una piccola ancella e disse: “Donzella verde, mia piccoletta, gambetta secca, magra cagnetta, o rinsecchita, su, dico a te, prendi la scatola e portala a me”. La bestiola andò a prender la scatola e Regina Rospo l’aprì e diede al Grullo un tappeto, bello e sottile come nessun altro sulla Terra. Egli la ringraziò e risalì. Nel frattempo gli altri due credevano che il fratello minore, così sciocco, non avrebbe trovato nulla. - Perché affannarsi tanto a cercare? - dissero; tolsero alla prima pecoraia che incontrarono i suoi rozzi panni e li portarono al re. In quel momento tornò anche il Grullo con il suo bel tappeto, e quando il re lo vide si meravigliò e disse: - Di diritto il regno spetta al più giovane. Ma gli altri due non gli diedero pace, affermando che il Grullo, privo di giudizio com’era, non poteva diventar re; e lo pregarono di porre un’altra condizione. Il re sentenziò allora che avrebbe avuto il regno chi portasse a casa la donna più bella. Con un soffio spinse di nuovo in aria le tre piume, che volarono come l’altra volta. Allora il Grullo scese da Regina Rospo e disse: - Devo portar a casa la donna più bella. - Caspita! - disse la regina. - La donna più bella non è a portata di mano, ma l’avrai. Gli diede una carota svuotata a cui erano attaccati sei sorcetti. - Che me ne faccio? - disse malinconicamente il Grullo. La regina rispose: - Non hai che da metterci dentro una delle mie rospine. Egli ne prese una a casaccio, fra quelle che la circondavano, e la mise nella carota gialla; ma appena là dentro, la bestiola diventò una bellissima damina, e la carota diventò un cocchio, e i sei sorcetti sei cavalli. Egli la baciò e coi cavalli partì di carriera e la portò al re. Poi giunsero i fratelli, che non si erano dati la pena di cercare una bella donna, ma avevano condotto con sé le prime contadine che avevano trovato. Al vederle, il re disse: - Dopo la mia morte, il regno spetta al minore. Ma i due maggiori ricominciarono a intronargli le orecchie con i loro strilli: - Non possiamo permettere che il Grullo diventi re! E pretesero che avesse la preferenza quello la cui moglie sapesse saltare attraverso un cerchio appeso in mezzo alla sala. Pensavano: «Le contadine sono abbastanza forti per riuscirci, ma il salto azzopperà la fragile damina». Il vecchio re accordò anche quella prova. Le due contadine saltarono e attraversarono sì il cerchio, ma erano così goffe che caddero, spezzandosi braccia e gambe. Poi saltò la bella damina, che il Grullo aveva portato con sé; saltò con l’agilità di un capriolo e non ci fu più niente da ridire. Così il Grullo ebbe la corona e regnò a lungo con grande saggezza. (Tratto da: J. e W. Grimm, Le fiabe del focolare, Einaudi) COMPRENSIONE1. Chi è il protagonista di questa fiaba?A. Il ReB. La Regina RospoC. Il terzo figlioD. La damina2. La frase “perché fra loro non sorgesse contesa” (riga 7) significaA. per fare in modo che i tre figli non litigasseroB. per fare in modo che i tre figli non protestasseroC. per fare in modo che tra i figli vi fosse contrastoD. per fare in modo che tra i figli vi fosse contestazione3. A chi o a che cosa si riferisce la parola “loro”, usata tre volte nella parte iniziale della fiaba?Controlla il testo e completa.a. E disse loro (riga 4): ...............................................................b. perché fra loro (riga 7): ...............................................................c. il loro volo (riga 9): ...............................................................4. Perché i fratelli prendevano in giro il Grullo? Individua e trascrivi la risposta nel testo.Perché ...........................................................................................................................................................5. Dove conduce la botola?A. Nel laboratorio di tappetiB. Nelle stanze delle ancelleC. Nel regno dei RospiD. Nei sotterranei del castello6. In che modo si comporta il Grullo? Sottolinea le risposte corrette.Si comporta con: ingenuità • stupidità • pigrizia • gentilezza • sfortunaLESSICO7. Il Grullo è “malinconico” (riga 14). Significa che è un po’A. arrabbiatoB. tristeC. irritatoD. invidioso8. Nella frase «… dissero; tolsero alla prima pecoraia che incontrarono…» (righe 37-38) prima di “tolsero” si potrebbe inserireA. inveceB. ancheC. poiD. quindi9. Osserva nel testo la frase «Ma gli altri due non gli diedero pace» (riga 42), quindi indica in quale delle seguenti frasi la parola “pace” è usata con lo stesso senso che ha nella fiaba.A. Il piccolo Gianni non dà pace al suo gatto.B. Quei due popoli sono ormai in pace.C. Mi piace godermi la pace della natura.D. In famiglia da tempo regna la pace.10. L’espressione “non si erano dati la pena” (riga 60) significa cheA. non si erano rattristatiB. si erano preoccupatiC. non credevano di doverD. non si erano dati da fareANALISI DELLA FIABA11. La fiaba inizia con una formula fissa. Quale? Trascrivila.12. Nelle prime righe (1-6) è presente la funzione diA. lottaB. divietoC. infrazioneD. allontanamento13. Chi svolge il ruolo di aiutante?A. Il ReB. La piccola ancellaC. La Regina RospoD. I sei sorcetti14. I due fratelli svolgono il ruolo diA. amici B. aiutantiC. donatoriD. antagonisti15. Quali tra i seguenti elementi sono magici, in questa fiaba?a. Il tappetob. La carota giallac. I sei sorcettid. Il cerchioe. La botola16. Una tecnica caratteristica della fiaba è la triplicazione.Individua e scrivi gli esempi presenti in questa fiaba.• Tre sono ..............................................................................................• Tre sono ..............................................................................................• Tre sono ..............................................................................................17. I verbi nelle fiabe sono usati, per lo più, nei diversi tempi del modo indicativo, con diverse funzioni. Per ciascun esempio del testo, indica il tempo e la funzione corrispondenti. Scegli le funzioni nel seguente elenco.A Per descrivere le caratteristiche dei personaggi e degli ambienti, per le azioni abitualiB Per le azioni che determinano in modo preciso i fatti della tramaC Per esprimere le battute nei dialoghi AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........