VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

dalla lettura al teatro Il Principe Felice di Oscar Wilde Versione teatrale, a cura di Ilenia Speranza IL TESTO IN BREVE Una piccola Rondine in cerca di riparo giunge nella città dove si erge alta la statua del Principe Felice e si posa ai suoi piedi. Una lacrima scende su di lei. Una lacrima che proviene dal viso del Principe. La rondine alza il capo e parla al principe: nasce fra i due un legame profondo. La Rondinella aiuterà il suo amico a compiere quello che lui vuole. I PERSONAGGI IL PRINCIPE FELICE è una statua ricoperta d’oro e di pietre preziose. Quando era vivo lo chiamavano il Principe Felice, ed era veramente felice, se “non avere preoccupazioni” è felicità. Ma ora, da quell’altezza, vede tutte le miserie intorno a lui e non può fare a meno di piangere. LA RONDINE non è ancora partita verso sud, le sue amiche sono già tutte in Egitto. Nonostante il grande freddo decide di rimanere ad aiutare il Principe. IL GIUNCO è la Rondine che si innamora della sua vita sottile, anche se è povero in canna. Ma lui è molto attaccato alla sua casa e non desidera lasciarla! SU IL SIPARIO! Sta per iniziare una storia: ci avventuriamo in uno spazio e un tempo diversi dall’aula scolastica. Per entrare nell’atmosfera, comincia leggendo subito queste domande, che terrai presenti durante l’ascolto, e alla fine rispondi. 1. Perché la Rondine non è partita con le sue amiche? 2. Per quali motivi, in seguito, la rondinella decide di raggiungere le altre rondini in Egitto? 3. Che cosa la trattiene poi? 4. Il Principe Felice viveva nel suo palazzo Sans Souci, cioè senza preoccupazioni. Che cosa cambia quando diventa statua? 5. Quali sono per l’Angelo di Dio le due cose più preziose della città? Perché? 6. “Povero in canna” è un modo di dire: che cosa significa? Nel testo c’è un altro gioco di parole: il giunco che cos’è? E quindi… E ora abbandonati alla magia dell’ascolto. Se vuoi, puoi anche chiudere gli occhi e lasciare che la voce ti conduca nel mondo pieno di poesia del Principe e della Rondine. Il Principe Felice Copione teatrale Ti proponiamo ora un copione ricavato dalla fiaba stessa, che tu potrai drammatizzare insieme con i tuoi compagni o anche soltanto esercitarti a leggere in modo espressivo. Distribuite le parti, seguite le indicazioni per la messa in scena e interpretate, da bravi attori! (La Rondine atterra ai piedi del Principe Felice). RONDINE (con tono stanco, ma già di sollievo) Mi sistemo qui. La posizione è bella, con tanta aria fresca. E che bellezza: ho una camera da letto tutta d'oro! (La Rondine è felice del suo nuovo riparo, sta per sdraiarsi quando le cade addosso una grossa goccia d’acqua). RONDINE (stupita) Curioso, non c'è neanche una nuvola in tutto il cielo, eppure piove! (Viene giù un’altra goccia). RONDINE (stizzita) Ma a che cosa serve una statua, se non ti ripara dalla pioggia? Dovrò cercarmi un altro riparo! (La Rondine, arrabbiata, sta per andarsene, quando viene giù una terza goccia; guarda in alto e, quando si accorge che il Principe Felice piange, viene presa dalla pietà). RONDINE Chi sei? PRINCIPE Sono il Principe Felice. RONDINE (curiosa) E allora perché piangi? Mi hai completamente inzuppata! PRINCIPE (in tono di ricordo, mentre un amaro sorriso si disegna sulle sue labbra) Quando ero vivo e avevo un cuore umano, non sapevo che cosa fossero le lacrime, perché vivevo nel palazzo di Sans Souci, dove il dolore non ha accesso. Il giorno giocavo con i miei compagni in giardino, e la sera guidavo le danze nel salone. Il giardino era circondato da un muro altissimo, e io non ho mai domandato che cosa c'era dall'altra parte, tanto era bello tutto quello che avevo intorno. I cortigiani mi chiamavano il Principe Felice, e veramente vissi felice, se il piacere è felicità. (Fa una pausa, ricordando...) Ma ora che sono morto mi hanno messo quassù, così in alto che posso vedere le brutture e le miserie della mia città e benché abbia il cuore fatto di piombo, non posso fare a meno di piangere. (Il ritmo si fa più veloce, intenso, per esprimere l’urgenza e il bisogno di portare un aiuto..) Laggiù, in una stradina, c'è una povera casetta. E lì c'è una donna seduta a tavola. Ha il viso magro e stanco, le mani ruvide, rosse, tutte bucate dall'ago, perché fa la cucitrice. Ricama un vestito di raso per la più bella damigella d'onore della regina, che lo indosserà al prossimo ballo a corte. In un lettino nell'angolo giace malato il suo bambinetto. Ha la febbre, e chiede delle arance. Sua madre non ha altro da dargli che un po' d'acqua di fiume e lui piange. (tono caldo, voce bassa e suadente) Rondine, Piccola Rondine, vuoi portarle il rubino dell'elsa della mia spada? Io ho i piedi attaccati a questo piedistallo, e non posso muovermi. RONDINE (dispiaciuta, vorrebbe aiutare ma sa di dover partire se vuole sopravvivere all’inverno) Ma, veramente, mi aspettano in Egitto. Le mie amiche rondini stanno già svolazzando su e giù lungo il Nilo e chiacchierano con i grandi fiori di loto. In Egitto c'è anche il Gran Re imbalsamato di spezie. Intorno al collo ha una collana di pallida giada verde. Mi aspettano. Mi aspettano in Egitto! PRINCIPE (volume e intensità della voce aumentano, il tono diventa insistente) Rondine, Piccola Rondine, non vuoi restare per una sola notte e farmi da corriere? Quel bambino ha sete, e sua madre è tanto triste... RONDINE (tono deciso e commosso, consapevole dei rischi che corre, ma convinta dell’importanza del suo gesto) E va bene Principe, fa un gran freddo qui, ma mi fermerò da te per una notte e ti farò da corriere! PRINCIPE (tono felice e riconoscente) Ti ringrazio Piccola Rondine!
dalla lettura al teatro Il Principe Felice di Oscar Wilde Versione teatrale, a cura di Ilenia Speranza IL TESTO IN BREVE Una piccola Rondine in cerca di riparo giunge nella città dove si erge alta la statua del Principe Felice e si posa ai suoi piedi. Una lacrima scende su di lei. Una lacrima che proviene dal viso del Principe. La rondine alza il capo e parla al principe: nasce fra i due un legame profondo. La Rondinella aiuterà il suo amico a compiere quello che lui vuole. I PERSONAGGI IL PRINCIPE FELICE è una statua ricoperta d’oro e di pietre preziose. Quando era vivo lo chiamavano il Principe Felice, ed era veramente felice, se “non avere preoccupazioni” è felicità. Ma ora, da quell’altezza, vede tutte le miserie intorno a lui e non può fare a meno di piangere. LA RONDINE non è ancora partita verso sud, le sue amiche sono già tutte in Egitto. Nonostante il grande freddo decide di rimanere ad aiutare il Principe. IL GIUNCO è la Rondine che si innamora della sua vita sottile, anche se è povero in canna. Ma lui è molto attaccato alla sua casa e non desidera lasciarla! SU IL SIPARIO! Sta per iniziare una storia: ci avventuriamo in uno spazio e un tempo diversi dall’aula scolastica. Per entrare nell’atmosfera, comincia leggendo subito queste domande, che terrai presenti durante l’ascolto, e alla fine rispondi. 1. Perché la Rondine non è partita con le sue amiche? 2. Per quali motivi, in seguito, la rondinella decide di raggiungere le altre rondini in Egitto? 3. Che cosa la trattiene poi? 4. Il Principe Felice viveva nel suo palazzo Sans Souci, cioè senza preoccupazioni. Che cosa cambia quando diventa statua? 5. Quali sono per l’Angelo di Dio le due cose più preziose della città? Perché? 6. “Povero in canna” è un modo di dire: che cosa significa? Nel testo c’è un altro gioco di parole: il giunco che cos’è? E quindi… E ora abbandonati alla magia dell’ascolto. Se vuoi, puoi anche chiudere gli occhi e lasciare che la voce ti conduca nel mondo pieno di poesia del Principe e della Rondine. Il Principe Felice Copione teatrale Ti proponiamo ora un copione ricavato dalla fiaba stessa, che tu potrai drammatizzare insieme con i tuoi compagni o anche soltanto esercitarti a leggere in modo espressivo. Distribuite le parti, seguite le indicazioni per la messa in scena e interpretate, da bravi attori! (La Rondine atterra ai piedi del Principe Felice). RONDINE (con tono stanco, ma già di sollievo) Mi sistemo qui. La posizione è bella, con tanta aria fresca. E che bellezza: ho una camera da letto tutta d'oro! (La Rondine è felice del suo nuovo riparo, sta per sdraiarsi quando le cade addosso una grossa goccia d’acqua). RONDINE (stupita) Curioso, non c'è neanche una nuvola in tutto il cielo, eppure piove! (Viene giù un’altra goccia). RONDINE (stizzita) Ma a che cosa serve una statua, se non ti ripara dalla pioggia? Dovrò cercarmi un altro riparo! (La Rondine, arrabbiata, sta per andarsene, quando viene giù una terza goccia; guarda in alto e, quando si accorge che il Principe Felice piange, viene presa dalla pietà). RONDINE Chi sei? PRINCIPE Sono il Principe Felice. RONDINE (curiosa) E allora perché piangi? Mi hai completamente inzuppata! PRINCIPE (in tono di ricordo, mentre un amaro sorriso si disegna sulle sue labbra) Quando ero vivo e avevo un cuore umano, non sapevo che cosa fossero le lacrime, perché vivevo nel palazzo di Sans Souci, dove il dolore non ha accesso. Il giorno giocavo con i miei compagni in giardino, e la sera guidavo le danze nel salone. Il giardino era circondato da un muro altissimo, e io non ho mai domandato che cosa c'era dall'altra parte, tanto era bello tutto quello che avevo intorno. I cortigiani mi chiamavano il Principe Felice, e veramente vissi felice, se il piacere è felicità. (Fa una pausa, ricordando...) Ma ora che sono morto mi hanno messo quassù, così in alto che posso vedere le brutture e le miserie della mia città e benché abbia il cuore fatto di piombo, non posso fare a meno di piangere. (Il ritmo si fa più veloce, intenso, per esprimere l’urgenza e il bisogno di portare un aiuto..) Laggiù, in una stradina, c'è una povera casetta. E lì c'è una donna seduta a tavola. Ha il viso magro e stanco, le mani ruvide, rosse, tutte bucate dall'ago, perché fa la cucitrice. Ricama un vestito di raso per la più bella damigella d'onore della regina, che lo indosserà al prossimo ballo a corte. In un lettino nell'angolo giace malato il suo bambinetto. Ha la febbre, e chiede delle arance. Sua madre non ha altro da dargli che un po' d'acqua di fiume e lui piange. (tono caldo, voce bassa e suadente) Rondine, Piccola Rondine, vuoi portarle il rubino dell'elsa della mia spada? Io ho i piedi attaccati a questo piedistallo, e non posso muovermi. RONDINE (dispiaciuta, vorrebbe aiutare ma sa di dover partire se vuole sopravvivere all’inverno) Ma, veramente, mi aspettano in Egitto. Le mie amiche rondini stanno già svolazzando su e giù lungo il Nilo e chiacchierano con i grandi fiori di loto. In Egitto c'è anche il Gran Re imbalsamato di spezie. Intorno al collo ha una collana di pallida giada verde. Mi aspettano. Mi aspettano in Egitto! PRINCIPE (volume e intensità della voce aumentano, il tono diventa insistente) Rondine, Piccola Rondine, non vuoi restare per una sola notte e farmi da corriere? Quel bambino ha sete, e sua madre è tanto triste... RONDINE (tono deciso e commosso, consapevole dei rischi che corre, ma convinta dell’importanza del suo gesto) E va bene Principe, fa un gran freddo qui, ma mi fermerò da te per una notte e ti farò da corriere! PRINCIPE (tono felice e riconoscente) Ti ringrazio Piccola Rondine!