VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

Un'insegnante severa, giusta e sincera Tracy Kidder Il lunedì mattina Mrs1 Zajac era severa e bisognava obbedirle immediatamente. Il primo compito a casa veniva assegnato il lunedì sera, quindi se martedì mattina non era pronto, lei avrebbe probabilmente scritto il nome del colpevole sulla lavagna e gli avrebbe fatto la predica; se poi si mancava per un po’ di volte, avrebbe potuto far saltare l’intervallo e mettersi a parlare dell’ultimo autobus2, con una voce molto arrabbiata, specie se non si erano fatti i compiti in classe. Ma perlomeno si sapeva cosa ci si doveva aspettare. Nel campo di palla a mano, giù nei Flats3, un ragazzo più grande di nome Nando aveva detto a Julio, il bambino alto e tranquillo, che era indietro di un anno: - Ehi, Julio. Ci hai Mrs Ajax4, eh amico? Quella è una carogna, amico. Se non fai i compiti ti fa a pezzi. Mi urlava sempre dietro per niente! Ma Julio aveva replicato: - No, io per me non credo che è una carogna come dicono. È giusta, perché se fai il compito a casa e te lo dimentichi lei dice che fa niente ma portalo il giorno dopo, ma se continui a non farlo lei diventa furibonda e cerca di vendicarsi. Durante le lezioni della Zajac si doveva alzare la mano per fare una domanda o per dare una risposta; chi non alzava la mano quasi certamente sarebbe stato chiamato. Ci si poteva contare. Ma lei lasciava un mucchio di tempo per rispondere e non si arrabbiava se non ci si riusciva, a meno che non si fosse stati disattenti, e non permetteva che i compagni prendessero in giro. Diceva sempre che anche lei faceva degli errori. Il che era vero. Perdeva in continuazione la chiave del suo armadietto e chiedeva a Mariposa di trovargliela. Se si faceva la spia su qualcuno lei diceva: - Non voglio saperlo - a meno che non si trattasse di qualcuno che aveva picchiato qualcun altro. A volte per fare il ripasso prima di un compito, organizzava dei giochi: i maschi contro le femmine, oppure una fila contro l’altra, oppure inventava un indovinello. Una volta aveva preso la cucitrice metallica, il vasetto della colla, il vaso dove c’era stata una pianta, un pezzo di carta crespata e parecchie altre cose e aveva cominciato a metterle sui banchi. Felipe aveva continuato a chiedere: - E questo a cosa serve? - e Mrs Zajac si era limitata a sorridere senza rispondere. Poi aveva chiesto: - Allora, perché ho messo queste cose sui vostri banchi? Felipe aveva urlato: - Non ne ho la più pallida idea! Mrs Zajac aveva aggiunto: - Ho dato qualcosa a ciascuno di voi. Clarence si era informato: - Ce le teniamo queste cose? - e lei aveva detto di no, che era solo una finzione e si era messa a parlare di termini come «tuo», «suo», «mio», non «di me», che indicavano l’appartenenza. Se si era di lunedì, e lei sorprendeva qualcuno a passare un bigliettino, probabilmente lo avrebbe ritirato e se lo sarebbe messo in tasca, ma se era venerdì, si poteva passarla liscia coi bigliettini e con molte altre cose, specialmente se si trattava di un venerdì prima delle vacanze. I venerdì erano le giornate migliori, tranquille e felici, con la lettura a voce alta. Dopo l’intervallo Mrs Zajac si sedeva e leggeva dei racconti o dei libri, e si poteva ascoltare e intanto scrivere lettere o disegnare o mettere in ordine nel banco, purché non si disturbassero gli altri. Mrs Zajac aveva un carattere focoso e urlava con Robert, che spesso trasgrediva le regole. «Il che non rende le cose piacevoli» pensava Judith, ma in complesso lei approvava l’insegnante. «Credo sia una delle migliori insegnanti che io abbia mai avuto» aveva deciso. «È proprio carina ed è chiara. Mi piace la gente sincera. Con lei non si deve stare ad aspettare che ti dica le cose, te le sbatte in faccia. Questo fa impazzire i ragazzi a volte, ma è così che si fa. È gentile ma severa ed è giusta». (Tratto da: T. Kidder, Un posto che si chiama scuola, Rizzoli) Il testo Julio, Mariposa, Felipe, Judith, Robert sono alcuni degli alunni di Mrs Zajac, un'insegnante che si fa rispettare... E guai a chi infrange le regole! L'autore Tracy Kidder è uno scrittore e saggista americano, nato nel 1945 a New York. Ha vinto numerosi premi letterari, tra cui il prestigioso premio Pulitzer. Questo brano è ambientato in una scuola di un quartiere povero di una città degli Stati Uniti, ai giorni nostri. 1. Mrs: “signora”, in inglese. 2. mettersi a parlare dell’ultimo autobus: in alcune scuole anglosassoni un tipo di punizione è costituito dal doversi fermare a scuola mezz’ora o un’ora più dei compagni (tornando così a casa con l’ultimo autobus). 3. giù nei Flats: i Flats erano le vecchie zone industriali della città, per lo più abitate da famiglie povere. 4. Mrs Ajax: nome storpiato, per disprezzo, di Mrs Zajac. COMPRENDERE 1. Perché, secondo Julio, Mrs Zajac è giusta? 2. Come si comportava Mrs Zajac se sorprendeva qualcuno a passare un bigliettino? 3. Perché Judith approvava l'insegnante? ANALIZZARE 4. Chi è il protagonista di questa storia? 5. Quali sono i personaggi secondari? 6. Mrs Zajac è descritta in maniera molto precisa. Per ricostruire le sue azioni e i suoi modi di fare, cancella l'intruso da ogni gruppo di azioni. — Il lunedì mattina era severa — Bisognava obbedirle immediatamente — Se qualcuno non aveva fatto i compiti lei gli faceva la predica — Se poi non li faceva per un po' di volte convocava i genitori — Pretendeva che si alzasse la mano prima di parlare — Non si arrabbiava molto con chi non riusciva a rispondere, a meno che non fosse stato disattento — Non tollerava che i compagni si prendessero in giro tra loro — Chiedeva ai ragazzi di fare la spia per tenere la classe sotto controllo — Per fare il ripasso prima di un compito a volte organizzava dei giochi — Non tollerava che si scrivessero bigliettini in nessun giorno della settimana — Dedicava il venerdì alla lettura ad alta voce — Si arrabbiava spesso con Robert 7. Attribuisci ora azioni e pensieri ai diversi alunni di Mrs Zajac. Collegali con una freccia. Robert Trova sempre la chiave dell'armadietto persa dall'insegnante Nando È curioso, fa continue domande Mariposa Trasgredisce spesso le regole Judith Pensa che Mrs Zajac sia una carogna: se non fai i compiti ti fa a pezzi Felipe Pensa che Mrs Zajac sia giusta: punisce quando è il caso Julio Crede che Mrs Zajac sia una delle insegnanti migliori: è sincera e dice le cose in faccia 8. Come hai imparato, ogni vicenda si svolge in un certo luogo. In alcuni casi il luogo è descritto in modo preciso, in altri, invece, è soltanto accennato. Il lettore può comunque riconoscere il luogo in cui è ambientata la storia grazie a una serie di indicatori presenti nel testo. • In quale ambiente si svolge la vicenda narrata? • Nel testo è citato anche un altro luogo, dove si incontrano due ragazzi di classi diverse: quale? ESPRIMERE E VALUTARE 9. Parlare Julio e Judith pensano che Mrs Zajac sia un'insegnante severa ma giusta; Nando, invece, pensa che sia una carogna, sempre pronta a farti a pezzi. Quale parere condividi? Sei d'accordo con Julio e Judith o la pensi come Nando? Discutine con i compagni.
Un'insegnante severa, giusta e sincera Tracy Kidder Il lunedì mattina Mrs1 Zajac era severa e bisognava obbedirle immediatamente. Il primo compito a casa veniva assegnato il lunedì sera, quindi se martedì mattina non era pronto, lei avrebbe probabilmente scritto il nome del colpevole sulla lavagna e gli avrebbe fatto la predica; se poi si mancava per un po’ di volte, avrebbe potuto far saltare l’intervallo e mettersi a parlare dell’ultimo autobus2, con una voce molto arrabbiata, specie se non si erano fatti i compiti in classe. Ma perlomeno si sapeva cosa ci si doveva aspettare. Nel campo di palla a mano, giù nei Flats3, un ragazzo più grande di nome Nando aveva detto a Julio, il bambino alto e tranquillo, che era indietro di un anno: - Ehi, Julio. Ci hai Mrs Ajax4, eh amico? Quella è una carogna, amico. Se non fai i compiti ti fa a pezzi. Mi urlava sempre dietro per niente! Ma Julio aveva replicato: - No, io per me non credo che è una carogna come dicono. È giusta, perché se fai il compito a casa e te lo dimentichi lei dice che fa niente ma portalo il giorno dopo, ma se continui a non farlo lei diventa furibonda e cerca di vendicarsi. Durante le lezioni della Zajac si doveva alzare la mano per fare una domanda o per dare una risposta; chi non alzava la mano quasi certamente sarebbe stato chiamato. Ci si poteva contare. Ma lei lasciava un mucchio di tempo per rispondere e non si arrabbiava se non ci si riusciva, a meno che non si fosse stati disattenti, e non permetteva che i compagni prendessero in giro. Diceva sempre che anche lei faceva degli errori. Il che era vero. Perdeva in continuazione la chiave del suo armadietto e chiedeva a Mariposa di trovargliela. Se si faceva la spia su qualcuno lei diceva: - Non voglio saperlo - a meno che non si trattasse di qualcuno che aveva picchiato qualcun altro. A volte per fare il ripasso prima di un compito, organizzava dei giochi: i maschi contro le femmine, oppure una fila contro l’altra, oppure inventava un indovinello. Una volta aveva preso la cucitrice metallica, il vasetto della colla, il vaso dove c’era stata una pianta, un pezzo di carta crespata e parecchie altre cose e aveva cominciato a metterle sui banchi. Felipe aveva continuato a chiedere: - E questo a cosa serve? - e Mrs Zajac si era limitata a sorridere senza rispondere. Poi aveva chiesto: - Allora, perché ho messo queste cose sui vostri banchi? Felipe aveva urlato: - Non ne ho la più pallida idea! Mrs Zajac aveva aggiunto: - Ho dato qualcosa a ciascuno di voi. Clarence si era informato: - Ce le teniamo queste cose? - e lei aveva detto di no, che era solo una finzione e si era messa a parlare di termini come «tuo», «suo», «mio», non «di me», che indicavano l’appartenenza. Se si era di lunedì, e lei sorprendeva qualcuno a passare un bigliettino, probabilmente lo avrebbe ritirato e se lo sarebbe messo in tasca, ma se era venerdì, si poteva passarla liscia coi bigliettini e con molte altre cose, specialmente se si trattava di un venerdì prima delle vacanze. I venerdì erano le giornate migliori, tranquille e felici, con la lettura a voce alta. Dopo l’intervallo Mrs Zajac si sedeva e leggeva dei racconti o dei libri, e si poteva ascoltare e intanto scrivere lettere o disegnare o mettere in ordine nel banco, purché non si disturbassero gli altri. Mrs Zajac aveva un carattere focoso e urlava con Robert, che spesso trasgrediva le regole. «Il che non rende le cose piacevoli» pensava Judith, ma in complesso lei approvava l’insegnante. «Credo sia una delle migliori insegnanti che io abbia mai avuto» aveva deciso. «È proprio carina ed è chiara. Mi piace la gente sincera. Con lei non si deve stare ad aspettare che ti dica le cose, te le sbatte in faccia. Questo fa impazzire i ragazzi a volte, ma è così che si fa. È gentile ma severa ed è giusta». (Tratto da: T. Kidder, Un posto che si chiama scuola, Rizzoli) Il testo Julio, Mariposa, Felipe, Judith, Robert sono alcuni degli alunni di Mrs Zajac, un'insegnante che si fa rispettare... E guai a chi infrange le regole! L'autore Tracy Kidder è uno scrittore e saggista americano, nato nel 1945 a New York. Ha vinto numerosi premi letterari, tra cui il prestigioso premio Pulitzer. Questo brano è ambientato in una scuola di un quartiere povero di una città degli Stati Uniti, ai giorni nostri. 1. Mrs: “signora”, in inglese. 2. mettersi a parlare dell’ultimo autobus: in alcune scuole anglosassoni un tipo di punizione è costituito dal doversi fermare a scuola mezz’ora o un’ora più dei compagni (tornando così a casa con l’ultimo autobus). 3. giù nei Flats: i Flats erano le vecchie zone industriali della città, per lo più abitate da famiglie povere. 4. Mrs Ajax: nome storpiato, per disprezzo, di Mrs Zajac. COMPRENDERE 1. Perché, secondo Julio, Mrs Zajac è giusta? 2. Come si comportava Mrs Zajac se sorprendeva qualcuno a passare un bigliettino? 3. Perché Judith approvava l'insegnante? ANALIZZARE 4. Chi è il protagonista di questa storia? 5. Quali sono i personaggi secondari? 6. Mrs Zajac è descritta in maniera molto precisa. Per ricostruire le sue azioni e i suoi modi di fare, cancella l'intruso da ogni gruppo di azioni. — Il lunedì mattina era severa — Bisognava obbedirle immediatamente — Se qualcuno non aveva fatto i compiti lei gli faceva la predica — Se poi non li faceva per un po' di volte convocava i genitori — Pretendeva che si alzasse la mano prima di parlare — Non si arrabbiava molto con chi non riusciva a rispondere, a meno che non fosse stato disattento — Non tollerava che i compagni si prendessero in giro tra loro — Chiedeva ai ragazzi di fare la spia per tenere la classe sotto controllo — Per fare il ripasso prima di un compito a volte organizzava dei giochi — Non tollerava che si scrivessero bigliettini in nessun giorno della settimana — Dedicava il venerdì alla lettura ad alta voce — Si arrabbiava spesso con Robert 7. Attribuisci ora azioni e pensieri ai diversi alunni di Mrs Zajac. Collegali con una freccia. Robert Trova sempre la chiave dell'armadietto persa dall'insegnante Nando È curioso, fa continue domande Mariposa Trasgredisce spesso le regole Judith Pensa che Mrs Zajac sia una carogna: se non fai i compiti ti fa a pezzi Felipe Pensa che Mrs Zajac sia giusta: punisce quando è il caso Julio Crede che Mrs Zajac sia una delle insegnanti migliori: è sincera e dice le cose in faccia 8. Come hai imparato, ogni vicenda si svolge in un certo luogo. In alcuni casi il luogo è descritto in modo preciso, in altri, invece, è soltanto accennato. Il lettore può comunque riconoscere il luogo in cui è ambientata la storia grazie a una serie di indicatori presenti nel testo. • In quale ambiente si svolge la vicenda narrata? • Nel testo è citato anche un altro luogo, dove si incontrano due ragazzi di classi diverse: quale? ESPRIMERE E VALUTARE 9. Parlare Julio e Judith pensano che Mrs Zajac sia un'insegnante severa ma giusta; Nando, invece, pensa che sia una carogna, sempre pronta a farti a pezzi. Quale parere condividi? Sei d'accordo con Julio e Judith o la pensi come Nando? Discutine con i compagni.